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Sezione suicidi

Di

Editore: Einaudi

3.1
(300)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806204734 | Isbn-13: 9788806204730 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabio Montrasi

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il tenente Guérin è sempre stato un poliziotto un po' speciale.
Misantropo, figlio di una prostituta, vive tutto solo in un appartamento immerso nel caos, con l'unica compagnia di un pappagallo che accoglie l'arrivo dei rari ospiti con vere e proprie esplosioni di turpiloquio.
Ma Guérin è anche uno sbirro di prim'ordine, onesto fino al midollo e poco incline ai compromessi. Proprio per questo è stato spedito a dirigere la Sezione Suicidi della Surété.
Un esilio ben poco dorato, nel quale sembra condannato all'inattività. Fino a quando Parigi viene sconvolta da una serie di suicidi spettacolari e sospetti.
Convinto che l'universo sia una sola, immensa rete di connessioni, e che dunque non esistano fatti isolati, ma solo concatenazioni, Guérin si avvia lentamente a scoprire la verità, tra mille ostacoli, con la coscienza che il caso non esiste e che dietro quelle morti c'è qualcuno pronto a muovere tutte le leve del potere, pur di non essere scoperto...
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  • 4

    La potenza del noir

    Trama un po' strampalata, d'accordo. Ma grande atmosfera, personaggi principali convincenti, un "noir" a tutto tondo, senza happy end, senza consolazione. Con un fascino davvero morboso. Varenne si conferma un grande scrittore nero

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Perplessità

    Mi ha dato una generale sensazione di trasandatezza, di libro scritto in poco tempo, senza eccessiva cura. La storia non è male, l'intento pedagogico un po' troppo palese, ma la trama avrebbe originalità a sufficienza. Solo che la si nota solo dopo la metà del libro, e bisogna arrivarci, superand ...continua

    Mi ha dato una generale sensazione di trasandatezza, di libro scritto in poco tempo, senza eccessiva cura. La storia non è male, l'intento pedagogico un po' troppo palese, ma la trama avrebbe originalità a sufficienza. Solo che la si nota solo dopo la metà del libro, e bisogna arrivarci, superando 130 pagine piuttosto piatte, piene anche di percorsi che non portano a nulla. Finale molto, troppo accelerato, con prevedibile drammaticità.

    ha scritto il 

  • 1

    Rovinato dalla quarta di copertina

    Il libro non è - per me - niente di straordinario, ma è del tutto screditato e rovinato dalla quarta di copertina, che omette uno dei due protagonisti e tutta la sua vicenda, spostando così il fuoco solo sul tenete Guérin ingigantendo il rilievo delle sue indagini sui misteriosi suicidi.

    ha scritto il 

  • 2

    Per quel che mi riguarda un libro desolante e deludente.
    La storia che l'autore racconta, inizialmente, non sarebbe male, ma poi intreccia troppe situazioni, senza dare alla fine tutte le risposte.
    Un tenente strano, con un vice che lo protegge, un vecchio ex-detenuto, poliziotti con ...continua

    Per quel che mi riguarda un libro desolante e deludente.
    La storia che l'autore racconta, inizialmente, non sarebbe male, ma poi intreccia troppe situazioni, senza dare alla fine tutte le risposte.
    Un tenente strano, con un vice che lo protegge, un vecchio ex-detenuto, poliziotti con qualche vizio, un paio di bellone, suicidi che non sembrerebbero tali, altri che lo sono senza ombra di dubbio, un americano che indaga sulla morte dell'amico, un cane, un pappagallo, anzi un vecchio ara bisbetico, droga, tatuaggi, pierging vari, sconfitte, solitudini e altro ancora.
    ... troppo, troppo per un libro solo, secondo me.

    ha scritto il 

  • 2

    E' la nuova moda, almeno tra scrittori italiani e francesi, che i poliziotti siano psicopatici o comunque affetti da patologie varie e tali per cui dovrebbero essere curati, se non internati, invece che occuparsi di ordine pubblico.
    C'è chi riesce a scrivere con un po' più di grazia, anche ...continua

    E' la nuova moda, almeno tra scrittori italiani e francesi, che i poliziotti siano psicopatici o comunque affetti da patologie varie e tali per cui dovrebbero essere curati, se non internati, invece che occuparsi di ordine pubblico.
    C'è chi riesce a scrivere con un po' più di grazia, anche se a volte esagera; mi vengono in mente De Giovanni e Izzo, e chi invece come in questo caso esagera e basta.

    ha scritto il 

  • 2

    Sconsiglio totale

    Un pasticcio di storie senza alcuna direzione. Metafore indigeribili. Una cupezza mal sostenuta per tutto il libro, parole e parole per descrivere, ripetutamente, le persone. Tentativi di umorismo con esiti peggiori della cupezza di cui sopra...


    Il tentativo di fare barocco di ch ...continua

    Un pasticcio di storie senza alcuna direzione. Metafore indigeribili. Una cupezza mal sostenuta per tutto il libro, parole e parole per descrivere, ripetutamente, le persone. Tentativi di umorismo con esiti peggiori della cupezza di cui sopra...


    Il tentativo di fare barocco di chi non saprebbe costruire una scatola da scarpe.

    Evitatelo. Le due stellette sono solo per qualche idea carina della trama.


    La descrizione della quarta di copertina parla di un altro libro

    ha scritto il 

  • 2

    Ma proprio triste triste e soprattutto impossibile togliersi dalla testa l'idea che in fondo abbia voluto imitare un po' troppo altri ben più noti commissari.
    Mah...

    ha scritto il 

  • 3

    Personaggi allucinati, alla Fred Vargas. Ma dove là c'è ironia, qui c'è angoscia. La storia è buona. Noir classico. Si salvi chi può. Intrigante.

    ha scritto il 

  • 2

    Del 2009.
    Il giallo più cupo e triste che abbia mai letto.
    Il problema è che è ingiustificatamente triste: in un giallo c'è sempre un morto e, tranne alcuni casi, non ci si aspetta ilarità; ma questo... tutti i personaggi sono così sfigati che mi è sembrata slealtà nei confronti del l ...continua

    Del 2009.
    Il giallo più cupo e triste che abbia mai letto.
    Il problema è che è ingiustificatamente triste: in un giallo c'è sempre un morto e, tranne alcuni casi, non ci si aspetta ilarità; ma questo... tutti i personaggi sono così sfigati che mi è sembrata slealtà nei confronti del lettore (esempio con un pochino di spoler: ci sono anche misteri che non si risolvono, forse perché sono solo manie dell'investigatore).

    ha scritto il 

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