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Sfiga all'Ok Corral

Il grande gioco dei titoli

Di

Editore: Einaudi

3.6
(99)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 538 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806150251 | Isbn-13: 9788806150259 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Games , Humor

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Descrizione del libro
Una banda di raffinati giocatori linguistici si aggira per l'Italia: più noti e meno noti. Questo libro nasce da una sfida che Umberto Eco ha gettato ai lettori di "Golem" e ad altri amici appassionati di sciarade, zeppe e quant'altro, i quali hanno risposto alla provocazione di Eco partecipando al gioco. Il libro è a episodi (molti e brevi); se l'idea del soggetto iniziale era stata di Eco, la sceneggiatura è stata stesa da Stefano Bartezzaghi, coadiuvato dai soggettisti di "Golem" e dell'Einaudi; Bartezzaghi ha anche curato la regia e il montaggio del libro.
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  • 4

    Un geniale esperimento linguistico dà luogo a trovate di intelligente, esilarante divertimento. Un libro che non va affatto letto tutto d'un fiato ma, al contrario, va centellinato, pagina per pagina; pena, un'ubriacatura di storpiature cinematografiche.
    Saremmo ancora in grado, oggi, a dis ...continua

    Un geniale esperimento linguistico dà luogo a trovate di intelligente, esilarante divertimento. Un libro che non va affatto letto tutto d'un fiato ma, al contrario, va centellinato, pagina per pagina; pena, un'ubriacatura di storpiature cinematografiche.
    Saremmo ancora in grado, oggi, a distanza di pochi anni - nel corso dei quali sono però cambiate molte cose - di cimentarci in cotanta, acuta leggerezza?

    ha scritto il 

  • 3

    Metti una notte d'estate del 1996 a Gradara, nelle Marche. In una villa in collina è in corso una festa. Uno degli ospiti, Roberto Benigni, incontra Umberto Eco e spara a bruciapelo: "Inciampa e cade nel letame in scuderia". Eco prova a capire: è un indovinello, una barzelletta, un rompicapo? No, ...continua

    Metti una notte d'estate del 1996 a Gradara, nelle Marche. In una villa in collina è in corso una festa. Uno degli ospiti, Roberto Benigni, incontra Umberto Eco e spara a bruciapelo: "Inciampa e cade nel letame in scuderia". Eco prova a capire: è un indovinello, una barzelletta, un rompicapo? No, risponde Benigni, è un film: "Sfiga all'OK Corral". Altri titoli: stupido d'un felino: "Il gatto tsrdo". Vento e ancora vento a Trieste: "Bora! Bora! Bora!", e via deformando.
    Umberto Eco afferra il meccanismo e, poco dopo, sforna i suoi esempi: pensiero poltico di Lamberto Dini: "Profondo rospo"; fine stagione: "A qualcuno piace saldo...". E' nato il "gioco del cinema", che modificando di una lettera o di un fonema il titolo scelto partorisce nuovi titoli, spesso con effetti stralunati e surreali. Il gioco si diffonde via Internet, grazie alla rivista telematica "Golem" che lo ospita, e coinvolge personaggi noti come Paolo Conte (risolto il problema alimentare: "Indovina chi viene a Cana"), Francesco Guccini (latitante particolarmente odioso: "Puerco Escondido"), Fabio Fazio e altri. Stefano Bartezzaghi ha raccolto in volume circa tre anni di gioco. Scritto il 5/12/1998.

    ha scritto il 

  • 0

    Se benedite le parole ed amate stirarle, impastarle, rigirarle, non potrete resistere e giocherete anche voi, insieme con Bartezzaghi e (nientemeno) Umberto Eco a sviscerare il senso nascosto dei mille titoli, detti, proverbi e luoghi comuni, stravolti e manovrati. Universi paralleli e inconcilia ...continua

    Se benedite le parole ed amate stirarle, impastarle, rigirarle, non potrete resistere e giocherete anche voi, insieme con Bartezzaghi e (nientemeno) Umberto Eco a sviscerare il senso nascosto dei mille titoli, detti, proverbi e luoghi comuni, stravolti e manovrati. Universi paralleli e inconciliabili, spesso distanti una sola lettera.

    ha scritto il