Sforbiciate

Fraseggi fuori area & storie di pallone (ma anche no)

Di

Editore: Piano B

4.3
(20)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896665418 | Isbn-13: 9788896665411 | Data di pubblicazione: 

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  • 5

    Il calcio è letteratura

    Soriano, Galeano, Marìas, Kapuscinski, Magrelli: questi ed altri ancora sono i grandi scrittori che hanno narrato il calcio in maniera indimenticabile. E come afferma lo scrittore britannico Anthony C ...continua

    Soriano, Galeano, Marìas, Kapuscinski, Magrelli: questi ed altri ancora sono i grandi scrittori che hanno narrato il calcio in maniera indimenticabile. E come afferma lo scrittore britannico Anthony Cartwhrigt, il calcio è dramma, è azione, è lo sport perfetto per essere trasposto in letteratura.
    Io volevo presentarvi, però, Fabrizio Gabrielli da Civitavecchia, che qualcuno, e non a torto, ha definito un numero 10 della scrittura, un vero fantasista. Il suo libro “Sforbiciate. Storie di pallone ma anche no” (Piano B, 2012) nasce dalla volontà dell’editore di Prato di portare su carta quella che era una rubrica fissa del lunedì sul sito di ScrittoriPrecari. Gabrielli è bravo e scrive tremendamente bene: a differenza di altri non parte da un dato storico reale, un giocatore o una partita, nè da una situazione fittizia, per svillupparne una storia; se possibile va oltre, e il vero e il verosimile s’intrecciano di continuo e ti stregano. Pensavi di esser incappato nella storia di Rincòn e ti troverai a leggere di magia nera. Il calcio, l’ho premesso, non è mai solo calcio: dal calcio Gabrielli parte e al calcio ritorna, passando per le vite e le angosce di grandi campioni come Best e Garrincha, incrociando la grande Storia portandoti in Sud America nel periodo delle più feroci dittature, oppure raccontandoti la resistenza attraverso la storia di Bruno Neri, colui che divenne partigiano col nome di Berni, l’unico che all’inaugurazione dello stadio di Firenze, intitolato ad un gerarca, non alzò il braccio per fare il saluto romano. Troverete, inoltre, un paio di paginette dedicate al fantasmagorico Jorge Alberto Gonzàlez Barillas detto “El Màgico”, vero e proprio nume tutelare per molti fùtbologi. Il libro è diviso in due parti, come i tempi di una partita, e si arricchisce al duplice fischio dell’intervallo di un paio di vuvuzelate scritte in tempo di mondiali e soprattutto di un racconto di Davide Enia, “la corsa senza fine del numero 8”: in pochi pagine Enia ci riporta al tempo in cui i giocatori non erano un nome sulla maglia, ma un Numero e un Ruolo. Allora il dieci era la fantasia, sempre; il tre e il sette la velocità e il dribbling, sempre. E l’otto, l’otto era quello che si faceva il mazzo per tutti, con i calzini sempre calati, gli stinchi sempre esposti, i baffi sulla faccia operaia.
    Vero e verosimile, gioco, campioni e Storia: il calcio è letteratura, e quella di Gabrielli è ottima.

    Vi segnalo una Sforbiciata inedita e bellissima, non inserita nel libro ma pubblicata sul sito Fùtbologia: è dedicata a Rio Mavuba, nato in mare, e s’intitola Panta Rio

    Continua su https://parladellarussia.wordpress.com/2016/11/14/5libri-di-calcio/

    ha scritto il 

  • 4

    Storie di pallone (ma anche no), perché il calcio fa da sfondo alcune volte mentre in altre è protagonista: la scrittura di Gabrielli è quanto di migliore ci sia per un libro del genere, anche se a vo ...continua

    Storie di pallone (ma anche no), perché il calcio fa da sfondo alcune volte mentre in altre è protagonista: la scrittura di Gabrielli è quanto di migliore ci sia per un libro del genere, anche se a volte diventa un tantino ridondante. Promosso a pieni voti.

    ha scritto il 

  • 0

    Il 10 e l'11: il calcio veloce di Marco Marsullo e quello ragionato di Fabrizio Gabrielli (di Antonio Russo De Vivo)

    Il numero dieci del calcio narrato è Fabrizio Gabrielli, classe ’81, romano tifoso della Roma. Sforbiciate è una raccolta di racconti calcistici che solo un fuoriclasse assoluto poteva scrivere.

    LEGGI ...continua

    Il numero dieci del calcio narrato è Fabrizio Gabrielli, classe ’81, romano tifoso della Roma. Sforbiciate è una raccolta di racconti calcistici che solo un fuoriclasse assoluto poteva scrivere.

    LEGGI SU www.ilpickwick.it:
    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/172-il-10-e-l11-il-calcio-veloce-di-marco-masullo-e-quello-ragionato-di-fabrizio-gabrielli

    ha scritto il 

  • 4

    Il 10 e l'11: il calcio veloce di Marco Marsullo e quello ragionato di Fabrizio Gabrielli (da www.ilpickwick.it)

    C’è questo racconto di Davide Enia, La corsa senza fine del numero 8 si chiama, che sta proprio in mezzo a Sforbiciate. Storie di pallone ma anche no (Piano B, 2012) di Fabrizio Gabrielli (gran libro! ...continua

    C’è questo racconto di Davide Enia, La corsa senza fine del numero 8 si chiama, che sta proprio in mezzo a Sforbiciate. Storie di pallone ma anche no (Piano B, 2012) di Fabrizio Gabrielli (gran libro!), in cui si disquisisce di numeri. Enia parla degli altri tempi, quelli della Fiat 500 e 127, del PC e del 13 al totocalcio, e ne parla solo per spiegarci i numeri di maglia. “A quei tempi non si era un cognome su una maglietta griffata. A quei tempi si era un numero. E il numero aveva un compito”, è questo che lui vuole dire in tutto il racconto, attraverso i numeri: c’era un’altra visione del mondo, allora, più semplice, e con determinate certezze. Se dovessimo dare un numero a Marco Marsullo, - classe ’85, napoletano tifoso del Milan, fisico asciutto ma ben impostato, occhiaie fisse, baffetti, e quella faccia un po’ così alla Edoardo Gabriellini di Ovosodo memoria - se dovessimo darglielo per come si muove nel suo primo romanzo, Atletico Minaccia Football Club (Einaudi, 2013), gli daremmo il numero 11. Il numero 11, dice Enia, era “l’ala sinistra, e basta”, e faceva parte dei numeri svelti, insieme al 7 e al 3, “portatori di un sogno di velocità che esalta e diverte”. Marco Marsullo, quando scrive, c’ha stampato dietro la maglietta il numero 11:

    CONTINUA SU:

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/172-il-10-e-l11-il-calcio-veloce-di-marco-masullo-e-quello-ragionato-di-fabrizio-gabrielli

    ha scritto il 

  • 0

    Matteo Salimbeni & Vanni Santoni: Senza parallelo – una recensione a "Sforbiciate"

    Fabrizio Gabrielli prende Rincòn (sì, quello che giocava nel Napoli, tutto dinoccolato) e ti racconta una vicenda che non è fatta di dribbling caracollanti ai tempi del Real Madrid, ma di spiriti e pu ...continua

    Fabrizio Gabrielli prende Rincòn (sì, quello che giocava nel Napoli, tutto dinoccolato) e ti racconta una vicenda che non è fatta di dribbling caracollanti ai tempi del Real Madrid, ma di spiriti e pupazzi, di superstizioni e cocaina, di ossa rotta e formule magiche. E così fa con Best, Salvador Dalì, Bellenghi, Django Rheinardt, incrociando gli abissi, le scintille e le traiettorie individuali con la grande storia. Sono racconti che hanno la capacità di partire e tornare al calcio, ma anche il coraggio di dimenticarsene per andare a frugare nei nascondigli occulti delle vite raccontate.

    Continua qui: http://scrittoriprecari.wordpress.com/2012/07/27/senza-parallelo-una-recensione-a-sforbiciate-di-fabrizio-gabrielli/

    ha scritto il 

  • 4

    Io autentica incarnazione dell'assenza di passione per lo sport di qualsiasi genere, mi sono avvicinata a questa raccolta, sul calcio pensate un po', curiosa e desiderosa di trovare qualche motivazion ...continua

    Io autentica incarnazione dell'assenza di passione per lo sport di qualsiasi genere, mi sono avvicinata a questa raccolta, sul calcio pensate un po', curiosa e desiderosa di trovare qualche motivazione in più per provare interesse verso questo mondo. Beh Gabrielli ci è riuscito, attraverso anedotti e storie verosimili sui grandi del passato, giocatori talvolta poco conosciuti ma con alle spalle delle storie da raccontare. E forse è proprio per questo che mi è piaciuto, perchè per fortuna lo sport non è fatto solo di gesti atletici.

    ha scritto il 

  • 0

    Cos'è una sforbiciata?

    Ce lo spiega @EL_Pinta su Fútbologia...

    Prima di tutto è un gesto tecnico e atletico del gioco del calcio. È un colpo aereo durante il quale il giocatore colpisce la palla incrociando le gambe (come, ...continua

    Ce lo spiega @EL_Pinta su Fútbologia...

    Prima di tutto è un gesto tecnico e atletico del gioco del calcio. È un colpo aereo durante il quale il giocatore colpisce la palla incrociando le gambe (come, appunto, si incrociano le lame di una forbice) con il corpo parallelo al terreno. Spesso la sforbiciata viene a torto confusa con la rovesciata, ma si tratta di due concetti e gesti infine distinti.

    La rovesciata è un salto nel buio, un esercizio di coordinazione privo di coordinate e affidato al caso: sia perché la porta resta alle spalle del giocatore che deve quindi affidarsi a un calcolo approssimativo e, oltre questo, al caso e al destino, sia perché nella maggior parte dei casi la rovesciata nasce da un rimpallo che fa schizzare il pallone verso l’alto posizionandolo in modo da favorire il colpo (giustamente ricordata ancora oggi la rovesciata di Mauro Bressan in Fiorentina-Barcellona, Coppa UEFA 1999).

    Continua sul Blog di Fútbologia: http://blog.futbologia.org/2012/06/21/sforbiciate-di-fabrizio-gabrielli/

    ha scritto il 

  • 4

    recensito per Mangialibri

    http://mangialibri.com/node/10128

    Geordie è un ragazzetto dalle idee chiare. Con i piedi è capace di far già magie e l'occasione della vita ce l'ha a diciassette anni. È metà settembre quando assaggia ...continua

    http://mangialibri.com/node/10128

    Geordie è un ragazzetto dalle idee chiare. Con i piedi è capace di far già magie e l'occasione della vita ce l'ha a diciassette anni. È metà settembre quando assaggia per la prima volta la squadra dalla mitica casacca rossa, quella dei guerrieri dell'Old Trafford, i campioni del Manchester United. Lui che da tutti è considerato più che una promessa, un fottuto genio del pallone, dà prova della sua bravura, suda, scalcia, dà il meglio di sè. Eppure quella frase a fine partita –“Devi. Ancora. Crescere.” - pronunciata da Matt, quello che da due anni si può considerare il suo secondo padre, non gli lascia scampo e lo riporta tra le riserve. Ma Geordie ha le spalle quadrate, e il dicembre successivo, quando le vacanze di natale lo restituiscono finalmente all'armonia familiare e sopratutto agli sguardi rosso Borgogna dell'amata Claire - la ragazzina figlia del droghiere – un inaspettato telegramma pone il ragazzo dinnanzi al crocevia del suo destino. Il Manchester vuole vendicare l'inaspettata e inusitata sconfitta per 6 a 1 contro il Burnley convocando a sorpresa proprio lui, il diciassettenne George Geordie Best... Er Melanzana a Torvajanica è il macellaio del quartiere. Ha messo su 'na bottega talmente fornita che “[...] a dije solo macelleria facevi 'n peccato a gesucristo. Eravamo 'na boticche...”. In quegli anni chi c'è stato non può non ricordare che certe volte venivano pure i giocatori della Roma. Zigoni, Bob Vieri, Amarildo. Un giorno perfino Garrincha s'è visto, con la moglie Elza Soare. S'era trasferito a Torvajanica proprio trascinato dalla moglie. Per via della bottiglia. Ché beveva come una spugna e poi andava in crisi di depressione. Quando Er Melanzana scopre che il campione abita a due passi dalla bottega sua, sapendo che per racimolare due soldi Garrincha non si fa certo scrupoli, decide di proporgli una partita tra macellai e gelatai del quartiere...
    Questi sono solo due assaggi delle trentadue storie raccontate - o meglio sforbiciate - dal giovane autore civitavecchiese Fabrizio Gabrielli, capace di regalarci nelle scarse duecento pagine del libro un mood romantico, nostalgico, malinconico, persino magico e surreale. Sono piccole e quasi tutte datate storie di calcio e calciatori che fungono in realtà solo da pretesto per raccontare vicende di più ampio respiro. Storie in cui è la vita di ognuno di noi la vera protagonista. Storie di campioni che furono, epici gesti e gesta che non troveremo mai negli almanacchi del calcio – come il tenerissimo George Best innamorato, ventiquattr’ore prima che il destino lo consegni all'olimpo del calcio mondiale – o negli archivi delle memorie pallonare. E poco importa se siano stralci di vita vera o soltanto verosimile. Un libro nato dalla costola della seguitissima rubrica “Le uniche sforbiciate de lunedì” che Gabrielli teneva sul sito “Scrittori precari” a cui la casa editrice di Prato Piano B ha giustamente concesso ospitalità. Gabrielli diluisce una narrazione che sa scivolare dall'ironico al drammatico senza mai concedere alla lingua facili scivoloni nel linguaggio giornalistico-televisivo, conservando viceversa sempre una propria solida e riconoscibile connotazione e identità narrativa. Per chi del calcio non vuol consumare le sole gesta atletiche del prato verde ma vuole scavare oltre, per chi del campione preferisce saggiare l'umanità prima che il look, Sforbiciate è un must. Menzione speciale, oltre al racconto di Davide Enia e alla bellissima copertina di Cosimo Lorenzo Pancini, va alle splendide tavole originali dell'artista argentino Maximiliano Chimuris, che chiudono in bellezza il volume.

    ha scritto il 

  • 5

    Calciare e nulla più

    Cos’è una sforbiciata?

    Innanzitutto è un gesto tecnico e atletico del gioco del calcio. Una sforbiciata è un colpo aereo durante il quale il giocatore colpisce la palla incrociando le gambe (come, app ...continua

    Cos’è una sforbiciata?

    Innanzitutto è un gesto tecnico e atletico del gioco del calcio. Una sforbiciata è un colpo aereo durante il quale il giocatore colpisce la palla incrociando le gambe (come, appunto, si incrociano le lame di una forbice) con il corpo parallelo al terreno. Spesso la sforbiciata viene a torto confusa con la rovesciata, ma si tratta di due concetti tutto sommato diversi.

    continua su http://franzmagazine.com/2012/03/20/calciare-e-nulla-piu-recensione-a-sforbiciate-di-fabrizio-gabrielli/

    ha scritto il