Shakespeare

The World as a Stage

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Publisher: HarperPerennial

3.8
(371)

Language: English | Number of Pages: 200 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 000719790X | Isbn-13: 9780007197903 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Biography , History , Non-fiction

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Book Description
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  • 3

    Vivace introduzione a Shakespeare

    Apprezzo moltissimo il modo in cui gli inglesi (e gli anglofoni in genere) introducono alle problematiche specialistiche il pubblico dei lettori "medi". Lo fanno in genere con molta ironia e capacità ...continue

    Apprezzo moltissimo il modo in cui gli inglesi (e gli anglofoni in genere) introducono alle problematiche specialistiche il pubblico dei lettori "medi". Lo fanno in genere con molta ironia e capacità divulgativa ma anche con rigore e metodo. Si rimane, così, dopo la lettura di queste "introduzioni", con idee di certo generiche ma tutt'altro che inesatte perché gli autori, pur semplificando, hanno in genere la buona abitudine di non dare nulla per scontato e di spiegare, quando le prendono, i motivi delle proprie posizioni. Questo volume di Bryson è più che altro un compendio, vivace e interessante, di quel poco che sappiamo sulla figura storica di Shakespeare e sulla vita dei teatri a Londra a cavallo tra 16esimo e 17esimo secolo. L'autore non crede affatto alla teoria "antistradfordiana" (il vero autore delle opere del maggior drammaturgo inglese sarebbe qualcun altro: Francis Bacon, Marlowe, il conte di Oxford, ecc.) e seppur in un'opera così succinta spende parecchie pagine ad esporci le principali motivazioni di tali perplessità. Non tutte sono convincenti, però ci lascia quantomeno intravedere la vastità di una problematica che ha già raggiunto, pare, le 5 mila opere di approfondimento. Consiglio il volume soprattutto agli studenti delle superiori, garantendo loro che non si annoieranno affatto a leggerlo. Anzi: magari andranno un po' più a teatro.

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  • 0

    Sono, ad esser sincero, un fan sfegatato dell'A. di cui ho apprezzato in special modo i racconti di viaggio. Tuttavia anche le incursioni in altri temi, incursioni che si stanno facendo sempre più fre ...continue

    Sono, ad esser sincero, un fan sfegatato dell'A. di cui ho apprezzato in special modo i racconti di viaggio. Tuttavia anche le incursioni in altri temi, incursioni che si stanno facendo sempre più frequenti, sono egualmente interessanti e piacevoli: questa non fa eccezione.

    Shakespeare è un argomento abusato, e non solo nell'ambito anglosassone, sia per il genio teatrale ma anche per l'essere un personaggio dalla consistenza storica elusiva al punto da aver dato adito ad ipotesi azzardate circa il ruolo effettivo e la stessa esistenza!

    Il pregio di questo libro è proprio quello di riassumere, come consueto per l'A. in modo piacevole e chiaro, quanto appurato dagli studiosi in anni di duro e minuzioso lavoro in merito al personaggio storico. Che è incredibilmente poco e desunto da una sparutissima evidenza documentale cui si contrappone una mole imponente di ipotesi, supposizioni e, talvolta, sfrenate fantasie.

    Il libro, oltre al merito di separare prove storiche da illazioni, di spazzare via l'ipotesi che Shakespeare fosse un mero prestanome, introduce il lettore nell'ambiente teatrale dell'epoca vittoriana, consentendo di farsi un'idea di come si facesse teatro, di come operassero impresari, autori ed attori e quale peso avesse il teatro nella vita quotidiana della Londra del XVI secolo.

    Divertente ed interessante.

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  • 4

    Inizio scoppiettante, divertente in taluni passaggi.
    Bryson si dimostra un eccezionale divulgatore nella capacità di descrivere la società e il contesto in cui si mosse Shakesperare.
    L'insistenza dell ...continue

    Inizio scoppiettante, divertente in taluni passaggi.
    Bryson si dimostra un eccezionale divulgatore nella capacità di descrivere la società e il contesto in cui si mosse Shakesperare.
    L'insistenza della narrazione sulla ricerca e il ritrovamento di documenti attribuibili o meno al poeta, rende la lettura pesante, senza aggiungere niente al disvelamento della personalità dello stesso. Direi tre stelline e mezzo.

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  • 3

    Sono perplessa... ho conosciuto Bryson prima di un viaggio in Australia con il suo eccezionale 'In un paese bruciato dal sole'. Testo dedicato appunto ai suoi viaggi in Australia, con cui ho imparato ...continue

    Sono perplessa... ho conosciuto Bryson prima di un viaggio in Australia con il suo eccezionale 'In un paese bruciato dal sole'. Testo dedicato appunto ai suoi viaggi in Australia, con cui ho imparato un sacco di cose e riso altrettanto. Mi aspettavo quindi uno stile simile, un'ironia pungente e aneddoti vari. Mi sono ritrovata invece a leggere con difficoltà un libro che non mi ha lasciato niente di particolare in eredità, che a un certo punto ho abbandonato ma poi anche ripreso (Pennac nonostante tutto non mi ha convinto con le sue regole del lettore) e che sinceramente non consiglierei ad alcuno a meno che non sia particolarmente interessato al tema teatrale.

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  • 4

    Bryson Style...

    Agile Libretto, utile per avere una più che discreta, e piacevole, infarinatura della vita, delle opere di Shakespeare e del mondo in cui viveva; per chi volesse opere più approfondite consiglio il Gr ...continue

    Agile Libretto, utile per avere una più che discreta, e piacevole, infarinatura della vita, delle opere di Shakespeare e del mondo in cui viveva; per chi volesse opere più approfondite consiglio il Greenblatt.

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  • 4

    To be or not to be

    Bryson è un divulgatore eccellente.
    Forse semplifica troppo ma alla fine dei suoi libri trovi sempre che hai "imparato qualcosa".
    Trovo straordinario, parlando di questo libro, il fatto che della vita ...continue

    Bryson è un divulgatore eccellente.
    Forse semplifica troppo ma alla fine dei suoi libri trovi sempre che hai "imparato qualcosa".
    Trovo straordinario, parlando di questo libro, il fatto che della vita del più grande drammaturgo della storia dell'umanità, o giù di li', si sappia cosi' poco.
    Ogni libro che leggo sull'argomento (perché tra me e il bardo e libri sul bardo, c'e' una lunga, lunghissima frequentazione) e ogni libro che leggo, dicevo, il rebus si ingarbuglia e diventa affascinante.
    Questo come gli altri, magari un po' fanfarone nella prosa, ma diverte e aiuta a farsi una idea della dimensione del mistero Shakespeare.
    Ah... ora so cosa sono i Piccadilly. E' un po' come sapere quanti buchi ci vogliono per riempire l'albert hall... senza contarli tutti.

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