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Shakespeare

The World as a Stage

By

Publisher: HarperPerennial

3.9
(324)

Language:English | Number of Pages: 200 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 000719790X | Isbn-13: 9780007197903 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Biography , History , Non-fiction

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Book Description
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  • 4

    To be or not to be

    Bryson è un divulgatore eccellente.
    Forse semplifica troppo ma alla fine dei suoi libri trovi sempre che hai "imparato qualcosa".
    Trovo straordinario, parlando di questo libro, il fatto che della vita del più grande drammaturgo della storia dell'umanità, o giù di li', si sappia cosi' ...continue

    Bryson è un divulgatore eccellente.
    Forse semplifica troppo ma alla fine dei suoi libri trovi sempre che hai "imparato qualcosa".
    Trovo straordinario, parlando di questo libro, il fatto che della vita del più grande drammaturgo della storia dell'umanità, o giù di li', si sappia cosi' poco.
    Ogni libro che leggo sull'argomento (perché tra me e il bardo e libri sul bardo, c'e' una lunga, lunghissima frequentazione) e ogni libro che leggo, dicevo, il rebus si ingarbuglia e diventa affascinante.
    Questo come gli altri, magari un po' fanfarone nella prosa, ma diverte e aiuta a farsi una idea della dimensione del mistero Shakespeare.
    Ah... ora so cosa sono i Piccadilly. E' un po' come sapere quanti buchi ci vogliono per riempire l'albert hall... senza contarli tutti.

    said on 

  • 4

    Bryson si confema nella sua rara capacità di costruire contesti a tutto tondo, senza forzature e senza l'intento di negare lacune e incongruenze

    said on 

  • 4

    Con i pochi dati in suo possesso (di Shakespeare si sa davvero pochissimo, e anche le sue opere a quanto pare ci sono pervenute quasi per caso!) l'autore riesce a scrivere una breve e simpatica biografia del Bardo, che si legge in poco tempo ma istruisce e diverte. La parte migliore è il capitolo ...continue

    Con i pochi dati in suo possesso (di Shakespeare si sa davvero pochissimo, e anche le sue opere a quanto pare ci sono pervenute quasi per caso!) l'autore riesce a scrivere una breve e simpatica biografia del Bardo, che si legge in poco tempo ma istruisce e diverte. La parte migliore è il capitolo finale, in cui vengono elencate tutte le fantasiose ipotesi sorte a partire dal 1800 per dimostrare che a scrivere le opere di Shakespeare sia stato in realtà qualcun altro: tra le ipotesi accreditate rientra quella secondo cui il vero autore sarebbe il rivale Marlowe che, ci dice Bryson, "dal 1593 ebbe molto tempo a disposizione, sempre che non fosse troppo morto per scrivere!" xD xD xD

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  • 4

    Nei dintorni di Shakespeare

    Dopo un paragrafo dedicato alla vastità di bibliografia dedicata a Shakespeare, Bryson se ne esce così:
    "Per rispondere ora ad una domanda ovvia, questo libro è stato scritto non tanto perché il mondo avesse bisogno di un altro volume su Shakespeare, quanto perché ne aveva bisogno il mio ed ...continue

    Dopo un paragrafo dedicato alla vastità di bibliografia dedicata a Shakespeare, Bryson se ne esce così:
    "Per rispondere ora ad una domanda ovvia, questo libro è stato scritto non tanto perché il mondo avesse bisogno di un altro volume su Shakespeare, quanto perché ne aveva bisogno il mio editore. L'idea è semplice: vedere cosa possiamo sapere, sapere per davvero, di Shakespeare grazie ai dati in nostro possesso. Il che, ovviamente, è uno dei motivi della snellezza di questo volume."

    Meglio di così non avrei potuto rendere la frizzante ironia dell'autore, che avevo già apprezzato in precedenza per il delizioso "Breve (o quasi) storia di quasi tutto". Questo libro come il precedente è pieno di nozioni, ma ben diverse da quelle scolastiche con cui siamo cresciuti. L'autore è un vero maestro nel raccontare la Storia, facendoci velocemente scorrere le pagine a suon di aneddoti e curiosità. Solo i capitoli finali mi sono risultati un po' prolissi, consigliati sopratutto agli appassionati Shakespeariani (la metrica decisamente non fa per me). Stra-consigliato

    said on 

  • 4

    Un buon libro, anche solo per curiosi!

    Al di là del tema "Shakespeare, chi era costui?", trattato con uno spirito sottile e spesso esilarante, si tratta di un libro piacevole per chiunque. Raccomandato!

    said on 

  • 4

    La storia di Shakespeare secondo i documenti pervenuti, senza dare troppo spazio a congetture e ipotesi, contestualizzandola con la storia del periodo; non è un capolavoro ma rende l'idea dell'argomento senza perdersi in certe punte di assurdità a cui si è arrivati nel tentativo di dire sempre qu ...continue

    La storia di Shakespeare secondo i documenti pervenuti, senza dare troppo spazio a congetture e ipotesi, contestualizzandola con la storia del periodo; non è un capolavoro ma rende l'idea dell'argomento senza perdersi in certe punte di assurdità a cui si è arrivati nel tentativo di dire sempre qualcosa di nuovo su Shakespeare; ma leggere le opere non basta?

    said on 

  • 4

    Il Bardo visto da Bill Bryson

    Con la sua scrittura sempre cosi' avvolgente, ironica, divertente, diretta e soprattutto interessante ed utile, Bill Bryson ci illustra la vita e le opere di William Shakespeare e la societa' inglese e londinese del tempo.


    http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Bryson


    Una fonte inesaurib ...continue

    Con la sua scrittura sempre cosi' avvolgente, ironica, divertente, diretta e soprattutto interessante ed utile, Bill Bryson ci illustra la vita e le opere di William Shakespeare e la societa' inglese e londinese del tempo.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Bill_Bryson

    Una fonte inesauribile di notizie e storie, documentatissime, che permette di "vedere" il Bardo, ed il suo ambiente, da una interessante angolazione.

    Pregevole opera divulgativa, utile anche a chi avesse letto il "Tutto Shakespeare" (e in qualche momento di follia, anche qualche dramma/commedia in inglese) e qualche saggio annesso.

    Da Feltrinelli:
    Sinossi
    Del sommo poeta inglese ci restano 884.647 parole (ma solo quattordici scritte di suo pugno). Molte meno sono le informazioni che abbiamo sulla sua vita, quasi nulla possiamo affermare con certezza riguardo alla sua personalità, forse non possediamo nemmeno un suo ritratto autentico e quindi, in teoria, non sappiamo che faccia avesse. Alcuni studiosi hanno persino dubitato della sua esistenza. Eppure su William Shakespeare, sulla sua vita e sul suo tempo, sono stati versati fiumi di inchiostro che hanno alimentato innumerevoli polemiche e strabilianti congetture. Bill Bryson, attingendo al guazzabuglio di curiosità che ruotano intorno alla figura del bardo, ci offre oggi uno Shakespeare mai raccontato e un delizioso affresco della vita londinese nel periodo elisabettiano, in cui i teatri, sempre affollati, aprivano alle due del pomeriggio, il biglietto d’ingresso costava un penny e per gli spettatori più golosi erano in vendita birra, pan di zenzero, noci, mele e pere «che potevano trasformarsi in missili nei momenti di delusione». E ricostruisce non solo la biografia di un uomo, ma anche un’epoca di intensa temperie culturale e grande libertà di pensiero.

    Lettura gradevole.

    Sonnet 02 When forty winters shall besiege thy brow

    When forty winters shall beseige thy brow,
    And dig deep trenches in thy beauty's field,
    Thy youth's proud livery, so gazed on now,
    Will be a tatter'd weed, of small worth held:
    Then being ask'd where all thy beauty lies,
    Where all the treasure of thy lusty days,
    To say, within thine own deep-sunken eyes,
    Were an all-eating shame and thriftless praise.
    How much more praise deserved thy beauty's use,
    If thou couldst answer 'This fair child of mine
    Shall sum my count and make my old excuse,'
    Proving his beauty by succession thine!
    This were to be new made when thou art old,
    And see thy blood warm when thou feel'st it cold

    said on 

  • 3

    Ero partita bene, piena di curiosità sulla vita di Shakespeare.. ma alla lunga mi ha annoiata.. abbandonato, a malincuore... non mi piace non finire i libri!

    said on 

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