Shakespeare non l'ha mai fatto

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(954)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 133 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807813998 | Isbn-13: 9788807813993 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Luigi Schenoni

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Shakespeare è l'Europa, l'Europa che si immaginano da sempre gli americani. Primavera 1978. Bukowski lascia Hollywood e atterra a Parigi insieme alla compagna Linda Lee. Da Parigi a Nizza, da Nizza a Mannheim, Heidelberg, Francoforte... Il diario di viaggio mescola la tournée dello scrittore e i ricordi dell'infanzia, l'incontro con gli editori e i fantasmi di Hemingway e Pound.
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  • 4

    “È vero che la vita è insopportabile, solo che alla maggior parte delle persone, è stato insegnato a fingere che non lo sia”

    1978, Charles Bukowski, all’apice della sua fama, viene invitato in Europa per declamare poesie, continente dove è, per la verità, più conosciuto che negli Stati Uniti, e già che è di strada decide pu ...continua

    1978, Charles Bukowski, all’apice della sua fama, viene invitato in Europa per declamare poesie, continente dove è, per la verità, più conosciuto che negli Stati Uniti, e già che è di strada decide pure di andare alla ricerca delle sue radici in Germania.
    Questa è la cronaca, assurda e surreale, di quei giorni passati in Europa dal vecchio “Buko” alla ricerca di nuovi compagni di… sbronze e, in effetti, quello che dovrebbe essere un giro nelle varie sedi culturali dove declamare poesie, diventa un trattato sulla reperibilità del vino e dei suoi derivati nella vecchia Europa.
    Ma si sa, Charles Bukowski, genio e sregolatezza, non si poteva chiedere a lui di dare il buon esempio. E cosi nel suo peregrinare tra città e alberghi, sempre attento a non rimanere a becco asciutto, prendiamo atto delle sue riflessioni, profonde o meno che siano, su tutto quello che gli sta capitando e come uscirne fuori il più presto possibile. Molte belle considerazioni e bei pensieri; toccante oltremisura la visita alla sua casa natale vista da… lontano e l’incontro con un suo zio con cui riesce a malapena a scambiare qualche parola, ma anche una notevole vis comica che pervade queste pagine, tra equivoci e malintesi, creati in parte dalle incomprensioni linguistiche e per il resto dalla sua perenne condizione alcolica.
    Ovviamente, la declamazione delle poesie, fu un successo…

    ha scritto il 

  • 1

    Ho provato a leggerlo dato che tutti dicono che fa ridere, che è divertente, spassoso e via dicendo ma io non ho trovato niente di tutto ciò ... a metà libro non avevo sorriso neanche una volta, figur ...continua

    Ho provato a leggerlo dato che tutti dicono che fa ridere, che è divertente, spassoso e via dicendo ma io non ho trovato niente di tutto ciò ... a metà libro non avevo sorriso neanche una volta, figuriamoci morire dal ridere ... mah ....

    ha scritto il 

  • 4

    Cascata di bottiglie di vino

    Il resoconto del viaggio d'affari di Bukowski in Europa nel '79 è divertente! Scorrevolissimo, pieno di chicche (su tutte spicca "ma sei Rodin o Jardin?") e con uno stile mai pesante. Certo, io non cr ...continua

    Il resoconto del viaggio d'affari di Bukowski in Europa nel '79 è divertente! Scorrevolissimo, pieno di chicche (su tutte spicca "ma sei Rodin o Jardin?") e con uno stile mai pesante. Certo, io non credo che un essere umano possa bere tutte quelle bottiglie di vino senza andare al creatore ma ai bimbi piace sognare!

    ha scritto il 

  • 3

    Un diario di bordo del viaggio dell'autore in Francia e Germania per la promozione dei suoi libri con la compagna Linda Lee. Anticonformista, come sempre, Buk non rinuncia a vino, sbronze, donne, scom ...continua

    Un diario di bordo del viaggio dell'autore in Francia e Germania per la promozione dei suoi libri con la compagna Linda Lee. Anticonformista, come sempre, Buk non rinuncia a vino, sbronze, donne, scommesse dei cavalli e costante insoddisfazione. Una lettura schietta, diretta e piacevole. Ho apprezzato molto le poesie di chiusura:

    "tutto quel che mi serve è che questa macchina per
    scrivere
    continui a sfrecciare dritta verso il traguardo,
    raggiungendo chi è davanti
    uno per uno,
    superando i purosangue del premio Pulitzer,
    tagliando il traguardo
    per tutta la strada oltre Mosca fino all'India..
    east hollywood non è mai stato il posto adatto per un
    tornado bianco
    come Chinaski."

    ha scritto il 

  • 4

    Si Viaggiare

    Il libro parla di un viaggio. Un Americano a Parigi per dirla tutta. Cosa vi rimane di questo libro e di questo viaggio?
    Forse una vita smodata, il riufiuto per ogni convenzione sociale, eppure c' è q ...continua

    Il libro parla di un viaggio. Un Americano a Parigi per dirla tutta. Cosa vi rimane di questo libro e di questo viaggio?
    Forse una vita smodata, il riufiuto per ogni convenzione sociale, eppure c' è quel tirare a campare che affascina tutti. Quel trovare un oggetto funzionante in uno scasso di periferia.
    Il rapporto tra Buk e la compagna funziona. Si prendono. E Buk le dedica anche belle parole. Poi beve e come se beve.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante leggere di come Buk abbia vissuto il suo primo viaggio d'affari in Europa, esilarante come sempre, sentimentale come ogni volta che ci si sofferma a pensare alle parole appena lette, al t ...continua

    Interessante leggere di come Buk abbia vissuto il suo primo viaggio d'affari in Europa, esilarante come sempre, sentimentale come ogni volta che ci si sofferma a pensare alle parole appena lette, al tra le righe, a quei passaggi che possono stonare con tutto il resto, ma che fa di Buk un grande scrittore

    ha scritto il 

  • 5

    Il solito vecchio Buk che fa morire dal ridere con la sua repulsione per tutto ciò che è ordinario, in questo caso un viaggio in Europa per la promozione del suo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    le cose si dovrebbero scegliere, ingerire un pochino e poi lasciar perdere.

    Sono, inesorabilmente, vecchia. C'è un tempo preciso in cui Bukowski deve assolutamente essere letto ed è l'adolescenza. Più tardi, dopo tante pagine e cose viste e vita passata, perde il mordente, p ...continua

    Sono, inesorabilmente, vecchia. C'è un tempo preciso in cui Bukowski deve assolutamente essere letto ed è l'adolescenza. Più tardi, dopo tante pagine e cose viste e vita passata, perde il mordente, può sembrare anche ridicolo, ripetitivo ed esagerato. Nonostante tutto, ci sono un paio di passaggi in cui risplende con tutta la sua forza e ti fa pensare, a tante cose. Vorrei riavere 16 anni per un giorno!

    ha scritto il 

  • 3

    Bukowsky va letto

    a 20 anni, crescendo il palato si affina e , ora , forse perché letto tra Zola e Beckett , mi ha fatto
    l'effetto di una birra calda calda tra due calici di Crystal.

    ha scritto il 

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