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Shakespeare scriveva per soldi. Diario di un lettore

Di

Editore: Guanda

3.3
(584)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8860886333 | Isbn-13: 9788860886330 | Data di pubblicazione: 

Curatore: S. Piraccini

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 5

    "Sì, certo, l'artista ha il compito di costringerci a figgere lo sguardo nell'orrore fin quasi allo svenimento. Ma ha anche il compito di offrirci calore e speranza, e forse anche un'evasione dalla nostra vita, che talvolta può sembrarci insopportabilmente grigia."

    ha scritto il 

  • 3

    Nick Hornby da ben undici anni ha una rubrica su un magazine americano, The Believer, in cui parla di libri: mensilmente (ma con poca regolarità e talvolta con anche lunghi periodi di silenzio) fa un resoconto dei libri acquistati e di quelli letti (le due categorie non coincidono mai, ovviamente ...continua

    Nick Hornby da ben undici anni ha una rubrica su un magazine americano, The Believer, in cui parla di libri: mensilmente (ma con poca regolarità e talvolta con anche lunghi periodi di silenzio) fa un resoconto dei libri acquistati e di quelli letti (le due categorie non coincidono mai, ovviamente).
    Il tutto è stato via via raccolto in tre libri (nell'edizione italiana, perché in USA e UK mi sembra siano rispettivamente quattro e due), di cui "Shakespeare scriveva per soldi" è quello di mezzo (e si occupa delle letture dall'estate 2006 all'estate 2008).
    Praticamente è un libro simile a quello — http://www.anobii.com/books/Una_certa_idea_di_mondo/9788858811658/0182810cf62aa24ea0/ — (di molto successivo) di Baricco che ho letto tempo fa, e che sinceramente ho preferito per la struttura: parlare di un libro alla settimana è un metodo più chiaro e ordinato rispetto a fare un discorso unico su una mezza dozzina di libri al mese.
    Inoltre, per carità, i gusti son gusti, ma a me al momento interessa poco il genere YA (Young Adults), per il quale Hornby all'epoca (e forse tuttora, ma non lo so) aveva una vera e propria passione.
    Ci sono comunque parecchi spunti interessanti e passaggi divertenti, in particolare quelli in cui l'autore ironizza sulle differenze socio-culturali che lui, inglese, avverte nei confronti dei lettori, americani, del Believer.
    3 stelline senza infamia.

    ha scritto il 

  • 0

    Il problema della lettura è che non finisce mai. L’altro giorno ero in libreria a sfogliare un volume che s’intitolava più o meno I 1001 libri da leggere prima di morire (e, senza fare nomi, devo dire che il compito imposto dal titolo è impossibile per definizione, visto che almeno 400 dei ...continua

    Il problema della lettura è che non finisce mai. L’altro giorno ero in libreria a sfogliare un volume che s’intitolava più o meno I 1001 libri da leggere prima di morire (e, senza fare nomi, devo dire che il compito imposto dal titolo è impossibile per definizione, visto che almeno 400 dei libri indicati ucciderebbero comunque), ma da lettura nasce lettura – è proprio questo il punto, no? – ed uno che non devia mai da un elenco prestabilito di libri è già intellettualmente morto.
    (Nick Hornby, Shakespeare scriveva per soldi, Guanda, 2009, p. 55)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Shakespeare scriveva per soldi

    "Forse la cosa migliore da fare, con i film e i libri preferiti, è lasciarli stare: se sono riusciti ad esaltarci tanto, significa che sono arrivati nel posto giusto e al momento giusto della nostra vita, e queste sono condizioni che non si ripeteranno mai".


    Questa è una delle frasi che h ...continua

    "Forse la cosa migliore da fare, con i film e i libri preferiti, è lasciarli stare: se sono riusciti ad esaltarci tanto, significa che sono arrivati nel posto giusto e al momento giusto della nostra vita, e queste sono condizioni che non si ripeteranno mai".

    Questa è una delle frasi che ho preferito nel libro di Nick Hornby, Shakespeare scriveva per soldi, diario di un lettore. A ruota segue questa:

    "da lettura nasce lettura e uno che non devia ma da un elenco prestabilito di libri è già intellettualmente morto".

    Ogni tanto mi piace leggere libri che parlano di libri o di esperienze di lettura,, un po' per trarne spunto, un po' per divertirmi, un po' perchè infondo mi piace la scrittura autobiografica.
    Devo dire che questo scorre veloce fra le mani e più volte mi sono dovuta fermare, per non finirlo tutto in una volta.
    Magari fra poco i giudizi esperessi non saranno più validi, ma un domani penso che sarà un ottimo libro per capire un tempo ormai andato, il nostro.

    ha scritto il 

  • 3

    Pieno di consigli interessanti

    Il libro "in sè" non è un granché, si tratta di una raccolta di articoli. Però sono recensioni di libri!! E Hornby è uno che ha naso, quindi vale la pena di leggerlo solo per prendere nota dei suoi consigli (e per farsi due risate).

    ha scritto il 

  • 4

    Come mi era accaduto già con la precedente raccolta, sono rimasta affascinata dalle recensioni di Hornby e mi sono segnata diversi titoli da cercare e aggiungere alle mie liste di letture per i prossimi mesi (anni? Ho già una lista pressocché infinita...), tra i quali "Cronache
    di una cata ...continua

    Come mi era accaduto già con la precedente raccolta, sono rimasta affascinata dalle recensioni di Hornby e mi sono segnata diversi titoli da cercare e aggiungere alle mie liste di letture per i prossimi mesi (anni? Ho già una lista pressocché infinita...), tra i quali "Cronache
    di una catastrofe" di Elizabeth Kolbert (Hornby ne è rimasto talmente angosciato che mi pare doveroso informarmi a mia volta), "L'amore è un angelo pericoloso" di Francesca Lia Block e "Diario assolutamente sincero di un indiano part-time". Perchè in questa raccolta, Nick Hornby scopre e si innamora di un filone letterario che aveva fino a quel momento ignorato, ossia la narrativa per adolescenti, e negli ultimi mesi legge e consiglia diversi titoli che, a suo dire, sono romanzi stupendi e significativi che, in più, hanno il pregio di essere di facile lettura e, di conseguenza, non pallosi: "E non ho ancora detto tutto del mio viaggio a Washington. là ho scoperto l'esistenza di una cosa che si chiama Alex Award, una classifica dei dieci libri per adulti che la Young Adult Library Services Association ritiene possano piacere ad un pubblico di giovani lettori, e stranamente - e forse anche irragionevolmente - l'idea mi ha entusiasmato. Ovvio che si tratta di un premio lodevole e prezioso e tutto quanto, ma il mio primo pensiero è stato: Cosa?! Ogni anno c'è qualcuno che spulcia i libri per adulti e ne trova dieci abbastanza avvincenti per piacere ai ragazzi? Insomma, dieci libri non pallosi? A me la classifica!" e continua "Chiunque abbia stilato quella classifica, sapeva il fatto suo. Chi altri avrebbe potuto vincere un Alex Award? Dickens di sicuro, con Grandi Speranze e David Copperfield; Donna Tartt, con Dio di Illusioni; Ho un Castello nel Cuore di Dodie Smith; probabilmente Orgoglio e Pregiudizio e Il Grande Meaulnes. Certamente Un Vero Bugiardo, e Il Club dei Bugiardi, e Roddy Doyle per Paddy Clarke ah ah ah!... Insomma, se un libro non è riuscito ad entrare in quella classifica, probabilmente non vale la pena leggerlo."
    Da lettrice famelica ma non esattamente snob né tantomeno sufficientemente colta, ho apprezzato molto questa allusione al fatto che un libro, per essere valido, prezioso, importante, formativo e quant'altro, non deve per forza essere scritto in un modo aulico che rasenta l'incomprensibile, mentre sembra che spesso la critica (e certi lettori o sedicenti scrittori) ritengano che l'unico buon romanzo sia quello che solo chi ha preso tre lauree in linguistica e letteratura è in grado di interpretare. Non dico che se un libro mi ammazza di noia, o se ci impiego venti minuti per leggere una pagina perché devo cercare la metà delle parole sul dizionario, automaticamente non sia un buon libro. Dico che la letteratura dovrebbe catturare il lettore, farlo volare con la fantasia, offrirgli informazioni e nuove prospettive, aprirgli la mente e sollevarlo dall'ignoranza, e per fare tutto questo deve essere comprensibile e magari non farti venire nostalgia di Marzullo dopo due pagine. E parlo soprattutto degli autori contemporanei, perchè insomma, se un libro è stato scritto nell''800, è ovvio che linguaggio e ritmo narrativo saranno molto diversi, ma ciò nonostante, alcuni autori morti e sepolti già da un paio di secoli a volte hanno più verve narrativa rispetto ad alcuni contemporanei.
    Ok, niente, mi sono lasciata trasportare e sono partita per la tangente, scusate!

    Come suo solito, oltre che di libri Hornby parla molto di sport e del suo amato Manchester United - si prende perfino un mese di pausa senza letture per colpa dei Mondiali. Bè, di quelli e del suo matrimonio - di musica, di film. Anzi, per la prima ed unica volta, nell'articolo relativo ai mesi di Marzo-Aprile 2008, Hornby mette da parte i libri e commenta alcuni film visti in quel lasso di tempo. Tra i titoli, ho apprezzato molto vedere comparire Juno, insieme a This is England, e di Juno dice "Quando leggerete queste pagine, probabilmente si sarà già partiti all'attacco contro Juno e quelli che se ne intendono lo avranno definito troppo accattivante e originale per essere un buon film. Già, ma io sono rimasto fermo al 2007, e noi nel 2007 pensiamo ancora che Juno sia un film affascinante e divertente e che Michael Cera sia un genio della comicità." Sono passati un po' di anni dal 2007, ma Juno rimane un film stupendo e geniale e, per quanto mi riguarda, adoro Michael Cera, per cui Nick ci avevi visto giusto.

    ha scritto il 

  • 4

    "Forse la cosa migliore da fare, con i film e i libri preferiti, è lasciarli stare: se sono riusciti a esaltarci tanto, significa che sono arrivati nel posto giusto e nel momento giusto della nostra vita, e queste sono condizioni che non si ripeteranno mai."

    ha scritto il 

  • 4

    Un genio. Ecco cosa penso di quest'uomo. riuscire a legare tra loro recensioni di libri diversissimi tra loro, parlarne con parole così dirette, senza arzigogoli per addetti al mestiere, e far lievitare notevolmente la mia lista desideri.. tutti ottimi pregi di un libro che mi ha aperto un mondo ...continua

    Un genio. Ecco cosa penso di quest'uomo. riuscire a legare tra loro recensioni di libri diversissimi tra loro, parlarne con parole così dirette, senza arzigogoli per addetti al mestiere, e far lievitare notevolmente la mia lista desideri.. tutti ottimi pregi di un libro che mi ha aperto un mondo nuovo!

    ha scritto il 

  • 4

    Non un romanzo, ma un diario di letture, pubblicato sotto forma di recensioni per una rivista. Hornby mi piace per la sua simpatia e per la sua semplicità. Non è mai presuntuoso. Questo libro mi ha dato alcuni spunti di lettura e una conferma su un libro di Ian McEwan letto da me.

    ha scritto il 

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