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Shalimar le clown

By Claro,Salman Rushdie

(2)

| Others | 9782266163200

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24 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Che incontro!

    Scopro Salman Rushdie solo ora e mi capita di farlo con Shalimar il clown. L'ho finito da qualche giorno e i suoi personaggi non mi abbandonano. La sua scrittura pure. Amo le belle storie, ma questo romanzo è molto di più: è storia e storie, realtà, ...(continue)

    Scopro Salman Rushdie solo ora e mi capita di farlo con Shalimar il clown. L'ho finito da qualche giorno e i suoi personaggi non mi abbandonano. La sua scrittura pure. Amo le belle storie, ma questo romanzo è molto di più: è storia e storie, realtà, mito e magia. Un cerchio che si chiude. Uno spiraglio aperto su un angolo di paradiso violato. E la qualità del raccontare è di quelle che in letteratura fanno davvero la differenza. Fosse per me, il Nobel l'avrebbe ora.

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    Gechio said on Mar 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello, ma non sono riuscito a finirlo

    A volte mi capita di inziare un libro, andare avanti veloccissimo per il primo 20% del libro e poi di inchiodarmi, senza ragione alcuna. Non vuol dire che il libro sia brutto. Anzi! Molto spesso, come in questo caso, il libro è molto bello. Ma mi son ...(continue)

    A volte mi capita di inziare un libro, andare avanti veloccissimo per il primo 20% del libro e poi di inchiodarmi, senza ragione alcuna. Non vuol dire che il libro sia brutto. Anzi! Molto spesso, come in questo caso, il libro è molto bello. Ma mi sono "distratto" con altre letture. Siccome questo l'avevo preso in biblioteca ho dovuto abbandonarlo. Sono stufo di pagare multe... Ma lo riprenderà senz'altro più avanti

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    Giovanni Sonego said on Dec 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Kasmira e il Kasmir

    E Abdullah Noman e i Bhand Pater, e Firidaus coi serpenti, e Boony Kaul Noman che danza, e il Muskadoon che sussura acquoso, e Hasina, e il Pranzo delle 36 Portate Come Minimo, o quello delle 64 Portate Come Massimo...

    Ancora una volta, scopro che R ...(continue)

    E Abdullah Noman e i Bhand Pater, e Firidaus coi serpenti, e Boony Kaul Noman che danza, e il Muskadoon che sussura acquoso, e Hasina, e il Pranzo delle 36 Portate Come Minimo, o quello delle 64 Portate Come Massimo...

    Ancora una volta, scopro che Rushdie ti catapulta implacabile nel suo mondo e ti costringe a entrare in una realta' parallela.

    Ancora una volta, magia o non magia, il flusso della storia, inesorabile, crudele, possente, entra tra le fessure delle vite comuni, intreccia i suoi fili e Rushdie ci offre una visione che dal singolo va all'Universale, e nel modo piu' fluido.

    E' un libro magico e poetico, ma e' anche e forse sopratutto un libro politico.

    E' il libro di qualcuno che sente su di se' le ferite della storia, e le cura affabulando storie.

    Meraviglioso.

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    Zaide Noll said on Nov 21, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'India di Rushdie non è solo un'espressione letteraria

    Con Shalimar il clown (Mondadori) - storia di sentimenti, passioni, vendette, lotte e intrighi politici sullo sfondo della tragedia del Kashmir e dell’emergente (all’epoca) fondamentalismo islamico armato – Rushdie aggiunge un’altra tessera al mosaic ...(continue)

    Con Shalimar il clown (Mondadori) - storia di sentimenti, passioni, vendette, lotte e intrighi politici sullo sfondo della tragedia del Kashmir e dell’emergente (all’epoca) fondamentalismo islamico armato – Rushdie aggiunge un’altra tessera al mosaico della sua India immaginaria, come se negli anni andasse componendo un vero e proprio romanzo vivo del subcontinente dall’indipendenza ai giorni nostri.

    Non manca neanche questa volta la miscela di realismo magico, reinvenzione di più tradizioni letterarie, personaggi unici e soprattutto quella prosa magnetica e ipnotica con la quale Rushdie riesce letteralmente a meravigliare e incantare da trent’anni i lettori, ma dovendo accostare Shalimar il clown a un’altra sua opera, non sceglierei Versi Satanici o I figli della mezzanotte, il suo miglior romanzo e – almeno per me – uno dei più belli di sempre insieme a Viaggio al termine della notte, Ulisse e Cent’anni solitudine. Indicherei, invece, L’ultimo sospiro del Moro, romanzo bellissimo, ma meno vitale perché l’autore era già costretto a fare i conti con l’essere Salman Rushdie, sia per le sue note vicende personali sia per l’ormai ingombrante statura letteraria; il tema dell’esilio già si affiancava e sovrapponeva a quello della diaspora e dell’essere costantemente in transito tra due mondi; la scrittura di un best seller era un’esigenza editoriale conclamata. In Shalimar il clown si trova pure una maggiore attenzione al tema delle vite nell’ombra (in clandestinità, sotto scorta o dietro falsa identità) e sembra che ci sia una nota di pastiche in più rispetto al passato e qualche funambolismo di troppo nel muovere l’azione avanti e indietro negli anni, che genera – saltuariamente – qualche confusione.

    Puoi leggere questa e altre recensioni su http://inchiostrosucarta.wordpress.com/category/libri/

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    Antonio La Gala said on Apr 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primo libro di Rushdie letto.
    Scrittura avvolgente, storia coinvolgente.
    Un insieme di personaggi che restano impressi e una voglia che il libro non finisca, mai.

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    Simona said on Jul 4, 2012 | Add your feedback

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