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Shantaram

By Gregory David Roberts

(1)

| Others | 9785389010956

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Book Description

889 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Da leggere dopo un viaggio in India (ovviamente passando per Mumbai), quando ormai si è tornati ma si ha ancora tutto addosso. Si ritrova ogni cosa: dall'umidità appiccicosa di Mumbai ai villaggi indiani... Prolungherà la vostra permanenza in quella ...(continue)

    Da leggere dopo un viaggio in India (ovviamente passando per Mumbai), quando ormai si è tornati ma si ha ancora tutto addosso. Si ritrova ogni cosa: dall'umidità appiccicosa di Mumbai ai villaggi indiani... Prolungherà la vostra permanenza in quella magica terra: solo quando l'avrete finito sarete defintivamente a casa

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    Juliet said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Epico, meravigliosamente profondo!
    Per tanto tempo ho allontanato questo libro. un po' per la mole non indifferente (quasi 1200 pagine) un po' per l'ambientazione... l'India, soprattutto l'India sporca e discutibile di Bombay o Mumbay come storicamen ...(continue)

    Epico, meravigliosamente profondo!
    Per tanto tempo ho allontanato questo libro. un po' per la mole non indifferente (quasi 1200 pagine) un po' per l'ambientazione... l'India, soprattutto l'India sporca e discutibile di Bombay o Mumbay come storicamente era conosciuta.
    E' l'autobiografia di Greg Roberts, brillante filosofo australiano che, entrato nel tunnel della droga, viene condannato a oltre venti anni di carcere per rapina a mano armata e, scappato dal carcere di massima sicurezza dov'era recluso, arriva in India... inizialmente per fuggire dalla realtà tragica in cui si trovava e successivamente per trovare se stesso in una nuova realtà a tratti altrettanto tragica, a tratti ricca e suggestiva di nuove emozioni, esperienze e scoperte a livello umano, fisico e sentimentale.
    E' un'India dal sapore dolce amaro quella descritta da Shantaram, letteralmente uomo della pace di Dio (il nome indiano che viene attribuito a Greg), in cui al dolore ed alla sofferenza dei personaggi che lo compongono si accompagnano tesori e bellezze nascoste dietro gesti di affetto, solidarietà e generosità.
    Il fascino di questa storia che, se vera anche solo per metà ha davvero dell'incredibile, è la congerie di situazioni che l'autore si trova ad affrontare, dalla vita nello slum di Bombay, alla collaborazione con la mafia indiana, dalla conoscenza delle dinamiche del cinema di Bollywood alla partecipazione alla guerra in Afghanistan al fianco dei mujaheddin.
    Da leggere sicuramente.
    Pare che Johnny Depp ne abbia acquistato i diritti cinematografici... resto in trepidante attesa di vederlo con i miei occhi.

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    Flavia said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello ma...

    Finalmente l'ho finito! Dopo una prima parte molto bella e intensa dove viene descritto l'impatto con l'India e gli indiani in modo tale da ricordarmi emozioni forti provate al mio primo viaggio in questo incredibile Paese; dopo una meravigliosa tes ...(continue)

    Finalmente l'ho finito! Dopo una prima parte molto bella e intensa dove viene descritto l'impatto con l'India e gli indiani in modo tale da ricordarmi emozioni forti provate al mio primo viaggio in questo incredibile Paese; dopo una meravigliosa testimonianza della vita in uno slum, dei rapporti umani e dell'organizzazione che vigono al suo interno; l'ho trovato invece meno interessante e piuttosto noioso nella seconda parte.
    Ho trovato faticoso leggere il dettagliato racconto del periodo afgano, i tanti nomi dei personaggi che compaiono e che avrebbero forse meritato una descrizione più marcata, meno superficiale, magari a discapito della minuziosa narrazione degli spostamenti sul territorio. Eccessive anche le lunghe pagine sulle battaglie tra clan.

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    Olivia said on Jul 6, 2014 | Add your feedback

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    Bellissimo!!! Tutto il sapore dell'India... un libro che ti trasporta in un altro mondo.. 1176 pagine non sono uno scherzo ma ne vale davvero la pena!!!!

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    Simona said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Shantaram è molto più di una storia. Le vicissitudini narrate fanno da cornice a un lungo viaggio nell'intimo del protagonista e alla scoperta di ciò che rende una vita valevole di essere vissuta. Sono sentimenti vissuti senza falsi pudori. Dolori pr ...(continue)

    Shantaram è molto più di una storia. Le vicissitudini narrate fanno da cornice a un lungo viaggio nell'intimo del protagonista e alla scoperta di ciò che rende una vita valevole di essere vissuta. Sono sentimenti vissuti senza falsi pudori. Dolori profondi e cicatrici che si rimarginano. Amori che durano al di là del tempo, anche quando si sceglie di lasciarli andare.
    Se dovessi partire ora per l'isola deserta da cui non far più ritorno e avessi posto per un solo libro, è Shantaram che porterei con me.

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    Gechio said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho appena finito questo libro di cui ho letto tante recensioni positive e che ha suscitato in me grandi aspettative dovute al mio amore per l’India (che ho visitato un po’ di tempo fa)...
    Devo dire che le mie reazioni sono state di due tipi. Da una p ...(continue)

    Ho appena finito questo libro di cui ho letto tante recensioni positive e che ha suscitato in me grandi aspettative dovute al mio amore per l’India (che ho visitato un po’ di tempo fa)...
    Devo dire che le mie reazioni sono state di due tipi. Da una parte c’è il ritratto dell’india che viene fuori dalle pagine (soprattutto nella prima parte): toccante, sincero e assolutamente corrispondente a quella che è stata la mia esperienza. La descrizione del primo “impatto” con questa realtà, impatto che butta all’aria qualsiasi idea preconcetta (positiva o negativa) si potesse avere in precedenza, ha prodotto in me una sofferenza quasi fisica: talmente ho sentito mie le parole usate dall’autore nel descrivere quel senso di smarrimento e di amore (quasi fosse un colpo di fulmine) che l’ha colto fin dal suo primo respiro, che mi sono chiesta “che ci faccio qui??? Perché non sono in India???”...
    Mi sono poi quasi commossa nel leggere di alcune “caratteristiche” degli indiani che avevano colpito anche me: in particolare la loro abitudine a fissare insistentemente tutto ciò che desta la loro curiosità (in primis noi “stranieri”) e quel ciondolìo particolare con la testa che a noi occidentali sembra un diniego ma in realtà è un cenno affermativo e perfino di simpatia... :)
    D’altra parte però devo ammettere che, tenendo conto di tutti i commenti entusiastici che avevo letto, il romanzo nel suo complesso mi ha un po’ deluso. Non appena il racconto si sposta da quelle che sono le piccole scene di vita quotidiana nel villaggio di Prabu o nello slum, alla Bombay delle prigioni e delle mafie (per non parlare della guerra in Afghanistan), il mio interesse è andato scemando e le ultime cento pagine le ho finite con una certa fatica. É come se tutto ciò che di veramente importante avesse da dire l’autore (almeno rispetto a quello che era il mio personale interesse) l’avesse esaurito circa a metà libro.
    Per cui alla fine di tutto non mi sento in grado, o forse semplicemente non mi va, di dare un “giudizio” obiettivo... é stata una lettura comunque piacevole, che mi ha regalato nostalgici tuffi nel passato e in emozioni che credevo di aver dimenticato, e che invece ho riscoperto ancora vive e forti dentro di me.

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    newlife said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

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