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Shantaram

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Publisher: Forlaget Press

4.4
(4140)

Language:Norsk | Number of Pages: 909 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , French , Italian , Catalan , Chi traditional , German , Chi simplified , Danish , Swedish , Polish , Dutch , Russian , Portuguese

Isbn-10: 8275472873 | Isbn-13: 9788275472876 | Publish date: 

Translator: John Erik Frydenl

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
I 1978 var Gregory David Roberts heroinmisbruker og ble dømt til 19 års fengsel for en serie væpnede ran. Etter to år rømte han fra et høyrisikofengsel på høylys dag og ble Australias mest ettersøkte mann. Roberts søkte tilflukt i Bombay, der han slo seg ned i slummen: først med en improvisert praksis som doktor blant slumbeboerne, senere som Bombay-mafiaens våpenpusher, smugler og falskner. Shantaram er Roberts egen medrivende beretning om et liv helt i ytterkanten av det menneskelig mulige, om frihetens pris, om betingelsene for en ny begynnelse, om kampen mellom det gode og det onde, om kjærlighet - om de store valg i livet.
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  • 1

    La storia di un cazzaro

    La cosa da riconoscere a questo libro è che lo stile è semplice e anche se spesso ridondante e inutilmente dettagliato, ma si legge abbastanza bene.
    Per il resto non ricordo di aver letto un romanzo i ...continue

    La cosa da riconoscere a questo libro è che lo stile è semplice e anche se spesso ridondante e inutilmente dettagliato, ma si legge abbastanza bene.
    Per il resto non ricordo di aver letto un romanzo in cui non esiste un personaggio che ti ispira simpatia o empatia: tutti intenti a complicarsi la vita, a consumarsi per drammi inutili, così noiosi che sembrano usciti da un libro di De Carlo. Meriterebbe un discorso a parte il personaggio di Karla... ma preferisco lasciar perdere... se tutte le donne fossero come lei l'umanità si sarebbe estinta diverse migliaia di anni fa.
    L'unico personaggio che rimane impresso è Prabaker, che è una sorta di Virgilio dello Slum.
    Ambientato a Bombay, città di 20 milioni di abitanti, i 20/30 personaggi si incontrano quasi sempre "casualmente" nei posti più disparati, come se vivessero in una frazione montana della Valtellina.
    Il protagonista poi è un gran cazzaro. Praticamente vive TUTTE le esperienze di questa terra uscendone ovviamente indenne e vittorioso (Si spaccia per dottore vincendo un epidemia di colera, diventa contrabbandiere, braccio destro di un capo mafia, spacciatore e pure combattente nel conflitto URSS/Afghanistan). Si consuma per dei drammi di cui non si capisce bene la natura e si fa dei pipponi pseudo religiosi sull'esistenza degne di Ruggero (si proprio lui, il personaggio di Verdone).
    L'India raccontata poi è quanto di più stereotipato un occidentale possa raccontare.
    Le storie sono tirare per le lunghe, con scene e dettagli spesso inutili (a parte allungare il brodo).
    Ecco non ho capito come possa aver riempito di entusiasmo tanti lettori.

    said on 

  • 5

    Dà il tempo di scoprire, stupirsi, affezionarsi, abituarsi, ri-stupirsi.
    Ben scritto, emozionante, piacevole, alcuni elementi eccezionali, come alcuni personaggi e la lunghissima parte nello slum, il ...continue

    Dà il tempo di scoprire, stupirsi, affezionarsi, abituarsi, ri-stupirsi.
    Ben scritto, emozionante, piacevole, alcuni elementi eccezionali, come alcuni personaggi e la lunghissima parte nello slum, il resto comunque regge sempre e tiene alta la tensione e attenzione.
    Non è un saggio sull'India né l'apologia di un criminale convertitosi a santo. E' semplicemente un grande romanzo (che sia autobiografico alla fine poco importa).

    said on 

  • 3

    due delle stelline sono per il sorriso di Prabaker

    e la rimanente per il resto del libro.
    libro che avevo inseguito per mesi, cercato e voluto fortemente. ma come spesso succede, ahimè, mi ha lasciato con l'amaro in bocca.
    impegnativo sicuramente, ma ...continue

    e la rimanente per il resto del libro.
    libro che avevo inseguito per mesi, cercato e voluto fortemente. ma come spesso succede, ahimè, mi ha lasciato con l'amaro in bocca.
    impegnativo sicuramente, ma a me non hanno mai spaventato i tomi di oltre mille pagine.
    il problema è che il protagonista, nel narrare la sua autobiografia, per riscattare la sua miserevole condizione di drogato cronico e malvivente, dipinge un sè che diventa un consensato abbastanza inverosimile di supereroi.
    se escludiamo la parte - obiettivamente bella - in cui narra la sua esperienza nello slum, il resto delle pagine scorrono intorno alle avventure-disavventure più o meno reali dell'autore, dove spesso un certo senso di autocompiacimento celebrativo rende il racconto irritante e permeato di falsa attività introspettiva.
    un uomo consapevole della sua condizione di reietto che nulla fa - e vuole fare - per risollevarsi, tranne imbarcarsi in operazioni di salvataggio estreme che nemmeno le più ardite americanate avrebbero saputo inventare.
    il tutto infarcito da un amore impossibile per una Karla insopportabilmente saccente e crudele da farsi odiare dal lettore in maniera ferocissima.
    se a ciò aggiungiamo circa 400 pagine di elucubrazioni pseudo-filosofiche, espresse da ferocissimi mafiosi musulmani in simposi che mascherano solo occasioni di imbottimento di droga, è facile comprendere come un libro così impostato possa diventare un'opera veramente detestabile.
    io credo che l'India sia altro, pur riconoscendo le problematiche e i drammi che la contraddistinguono.
    io penso che l'India si sia affacciata solo nello slum, in quell'immenso sorriso di Prabaker, e che lì sia rimasta, in quelle poche centinaia di pagine soffocate dalla inutile frattaglia delle altre mille.
    si vede che non mi è piaciuto?

    said on 

  • 2

    Per definirlo uso la descrizione che mi aveva fatto un utente qui su anoobi a cui avevo chiesto un parere
    "È pedante, goffo, didascalico e soprattuto retorico"
    ed è verissimo, non mi spiego assolutame ...continue

    Per definirlo uso la descrizione che mi aveva fatto un utente qui su anoobi a cui avevo chiesto un parere
    "È pedante, goffo, didascalico e soprattuto retorico"
    ed è verissimo, non mi spiego assolutamente il perche di tutto questo rumore attorno a questo mattone.
    Tra l'altro è un libro-copia di un romanzo scritto ben prima, e molto migliore sotto ogni punto di vista, in cui ci sono praticamente gli stessi personaggi, le stesse situazioni, gli stessi accadimenti, gli stessi aspetti dello straniero in terra foresta che viene apprezzato per il fatto che conosce la lingua, le tradizioni e gli aspetti sociali della vita di ogni giorno, la stessa ascesa al potere da pezzente a braccio destro della persona piu potente del luogo.. il romanzo era "Shogun" di James Clavell.

    said on 

  • 5

    FANTASTICO! letto d'un fiato e con immenso piacere tanto da centellinarne le pagine verso il finale perchè mi dispiaceva finirlo!
    Un romanzo ricchissimo di luoghi personaggi emozioni colori e profumi, ...continue

    FANTASTICO! letto d'un fiato e con immenso piacere tanto da centellinarne le pagine verso il finale perchè mi dispiaceva finirlo!
    Un romanzo ricchissimo di luoghi personaggi emozioni colori e profumi, mondi interiori, dialoghi e forza vitale intensissimi. MOLTO BELLO

    said on 

  • 5

    Ho amato tanto questo libro, fa riflettere e lo consiglio a chi ama l'India: 1777 pagine lette a Gennaio 2014

    "A volte la fortuna consiste semplicemente nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto ...continue

    Ho amato tanto questo libro, fa riflettere e lo consiglio a chi ama l'India: 1777 pagine lette a Gennaio 2014

    "A volte la fortuna consiste semplicemente nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto, proprio come a volte l'ispirazione è fare la cosa giusta nel modo giusto. Sono due possibilità che ti captano solo se svuoti il cuore da ambizioni, scopi e progetti e ti abbandoni completamente al momento magico che ti offre il destino."

    said on 

  • 2

    La mia è una voce fuori dal coro nel senso che non ho trovato il capolavoro che tanti lettori descrivono. Il libro è noioso, a tratti ripetitivo negli schemi e nelle situazioni. La vita di Lin non è u ...continue

    La mia è una voce fuori dal coro nel senso che non ho trovato il capolavoro che tanti lettori descrivono. Il libro è noioso, a tratti ripetitivo negli schemi e nelle situazioni. La vita di Lin non è un esempio o un modello da imitare, a meno che non si voglia mostrare indulgenza per chi si droga, per chi aderisce alla mafia e per chi delinque in generale.

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  • 5

    WOOW.

    Non riesco a trovare parole che riescano a far capire appieno la grandezza di questo libro. Ci sono rimasto incollato quasi fino a svenire dalla stanchezza. Lo consiglio a tutti. La storia di un uomo ...continue

    Non riesco a trovare parole che riescano a far capire appieno la grandezza di questo libro. Ci sono rimasto incollato quasi fino a svenire dalla stanchezza. Lo consiglio a tutti. La storia di un uomo fuggito da una prigione, un uomo che per gli sbagli commessi perde tutto, perde l'amore, perde gli amici. E fugge in una grande città che mi affascina, Bombay. E lì, in mezzo a milioni di persone, aiutato da VERI amici, RINASCERA'. Capirà i suoi errori e sarà pronto a rimediare. Gran bel romanzo. Sarò ripetitivo ma..... LO CONSIGLIO A TUTTI.

    said on 

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