Sharon e mia suocera

Diari di guerra da Ramallah, Palestina

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(323)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 135 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8807840359 | Isbn-13: 9788807840357 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Nadotti

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Politica

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Descrizione del libro
Un libro particolare. Nato in una situazione particolare. Una donnapalestinese, colta, intelligente e spiritosa, tiene un "diario di guerra". Gliisraeliani sparano ma, nella forzata reclusione fra le pareti domestiche,"spara" anche la madre del marito, una suocera proverbiale. Pubblicato inmaggio in Israele, il libro è un documento che, in forza della sua freschezza,è schierato senza rinunciare al dialogo. Suad Amiry è un architettopalestinese, fondatrice e direttrice del Riwaq Center for ArchitecturalConservation a Ramallah. Ha scritto numerosi volumi su differenti aspettidell'architettura palestinese.
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  • 2

    Non ce la posso fare

    Un tema così indigesto e drammatico come i soprusi del sanguinario esercito israeliano su una delle popolazioni più perseguitate della terra (i palestinesi) richiedeva una competenza letteraria maggio ...continua

    Un tema così indigesto e drammatico come i soprusi del sanguinario esercito israeliano su una delle popolazioni più perseguitate della terra (i palestinesi) richiedeva una competenza letteraria maggiore rispetto a quella di Suad Amiry. E' dura affrontare pagine di angherie, di maltrattamenti e di spargimenti gratuiti di sangue senza avere un senso di repulsione e di sgomento. Non ce la posso fare.

    ha scritto il 

  • 3

    Non fidarsi della 4' di copertina

    "...Gli israeliani sparano ma,...,"spara " anche la madre del marito, una suocera proverbiale. In pagine scoppiettanti di humor..."
    Con una presentazione del genere mi aspettavo tutt 'altro libro!
    E ' ...continua

    "...Gli israeliani sparano ma,...,"spara " anche la madre del marito, una suocera proverbiale. In pagine scoppiettanti di humor..."
    Con una presentazione del genere mi aspettavo tutt 'altro libro!
    E ' un diario di guerra, la vita nei territori occupati e ' drammatica e viene descritta con toni diversi: dal rassegnato al terrorizzato all'arrabbiato...ma dello humor scoppiettante non ho colto nemmeno l 'ombra e la suocera ,poveretta, e ' una novantenne spaesata, costretta a lasciare la sua casa e a trasferirsi dal figlio senza rendersi conto del perché ...

    ha scritto il 

  • 3

    In occasione dell'iniziativa 'Libro Sospeso' (bellissima !), scartando gli scontati Benni e Baricco lasciati da lettori
    con una spiccata originalità nella scelta (scusate la battutaccia...) mi sono fi ...continua

    In occasione dell'iniziativa 'Libro Sospeso' (bellissima !), scartando gli scontati Benni e Baricco lasciati da lettori
    con una spiccata originalità nella scelta (scusate la battutaccia...) mi sono fiondata sull'unico libro che mi sembrava interessante.
    La lettura ha confermato l'impressione iniziale:
    è una testimonianza di vita vissuta, in una terra martoriata da anni (e che ahimè forse mai troverà pace..)
    che ci mette di fronte a realtà assurde ed esperienze quotidiane frustranti e pericolose, che lasciano
    veramente allibiti.
    Un conto è ascoltarle distrattamente al tg, un altro è saperle in dettaglio da chi le vive in prima persona.
    Fermo restando l'innegabile valore di documento, devo ammettere però di non essere riuscita ad entrare in
    sintonia con qualche battuta dell'autrice che, seppur compresibilmente amara e liberatoria, mi è sembrata
    comunque stridere con lo spirito del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura essenziale e misurata, un po' alla Kristof o alla Coetzee, per me la migliore per far arrivare davvero le condizioni di vita nei territori occupati, dove anche andare a prendere una persona ...continua

    Scrittura essenziale e misurata, un po' alla Kristof o alla Coetzee, per me la migliore per far arrivare davvero le condizioni di vita nei territori occupati, dove anche andare a prendere una persona all'aeroporto o fare visita a un parente diventa un problema e un'avventura.

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta dei diari di guerra tenuti da Suad Amiry a Ramallah durante l’occupazione israeliana. Con ironia, ma anche trasmettendo una certa ansia, racconta come si svolge la vita quotidiana dei palest ...continua

    Si tratta dei diari di guerra tenuti da Suad Amiry a Ramallah durante l’occupazione israeliana. Con ironia, ma anche trasmettendo una certa ansia, racconta come si svolge la vita quotidiana dei palestinesi nei territori occupati e come si svolge anche la sua vita a causa della forzata convivenza con la suocera, una suocera proverbiale! Si legge molto velocemente, è scorrevole e parla di un argomento attualissimo e, per me, senz’altro da approfondire.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggo sulla quarta di copertina che l'autrice è una donna palestinese colta, intelligente e spiritosa. Aggiungo coraggiosa come chi " ha imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vitt ...continua

    Leggo sulla quarta di copertina che l'autrice è una donna palestinese colta, intelligente e spiritosa. Aggiungo coraggiosa come chi " ha imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura".

    ha scritto il 

  • 4

    diario (vero) dalla palestina

    Suad Amiry (architetto di successo) non avrebbe mai immaginato che la cronaca di quanto le accade scritta via mail agli amici sarebbe diventata un libro. Eppure l'idea nasce in Italia e Feltrinelli la ...continua

    Suad Amiry (architetto di successo) non avrebbe mai immaginato che la cronaca di quanto le accade scritta via mail agli amici sarebbe diventata un libro. Eppure l'idea nasce in Italia e Feltrinelli la fa propria pubblicando documenti testimonianza di cosa significhi vivere nella Palestina occupata. Molto interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    "Come tutti noi, ho imparato a fare la sorda, a comportarmi da cieca, a far finta di essere muta ogni volta che incontro uno di voi nelle nostre città, nelle nostre strade, nei nostri soggiorni, e persino nelle nostre camere da letto."

    E' un diario di guerra, la descrizione della lotta che quotidianamente i palestinesi combattono contro gli israeliani che hanno occupato la loro terra.
    Tra coprifuoco che durano settimane, check-point ...continua

    E' un diario di guerra, la descrizione della lotta che quotidianamente i palestinesi combattono contro gli israeliani che hanno occupato la loro terra.
    Tra coprifuoco che durano settimane, check-point continui per recarsi al lavoro o per passare una serata con gli amici e le interminabili file per poter ottenere un documento d'identità che gli permetta, non solo di poter circolare liberamente senza essere arrestati in quello che da sempre è stato il loro paese, ma anche per poter semplicemente vivere con la propria famiglia: anni, decenni di attesa per avere il diritto di dividere lo stesso tetto a tempo indeterminato.
    Il racconto delle kafkiane procedure burocratiche necessarie ad ottenere questi documenti è veramente sconvolgente, così come è spaventosa la lunga serie di soprusi che il popolo palestinese deve subire, in balia del soldato o del burocrate di turno. Violenze che nulla hanno da invidiare a quelle che gli ebrei hanno patito in Europa nella prima metà del secolo scorso.
    Ma nonostante tutto questo si ride, leggendo questo libro. Magari un po' a denti stretti, ma qualche risata sincera me l'ha strappata.

    ha scritto il 

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