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Shenzhen

Di

Editore: Fusi Orari

3.9
(556)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8889674253 | Isbn-13: 9788889674253 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Chioini

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels , Travel

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Descrizione del libro
Delisle ha lavorato tre mesi in Cina, a Shenzhen, in una zona di grande sviluppo economico, e l'ha osservata nel suo momento di cambiamento più estremo, tra avanzi di campagna, infrastrutture decadenti, migliaia di cantieri e scintillanti grattacieli. Dopo "Pyongyang" dello stesso autore, un nuovo reportage a fumetti dalla Cina.
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  • 4

    Shenzen è una graphic novel leggermente immatura, ma che contiene già tutte le caratteristiche delle opere successive di Delisle. Col suo tratto semplice ed il suo modo di raccontare estremamente ...continua

    Shenzen è una graphic novel leggermente immatura, ma che contiene già tutte le caratteristiche delle opere successive di Delisle. Col suo tratto semplice ed il suo modo di raccontare estremamente personale, il fumettista canadese riesce a descrivere uno dei luoghi più controversi della Terra nello stesso modo in cui lo farebbe un bambino: senza filtri e preconcetti, concentrandosi sui dettagli sfuggenti e lasciandosi cogliere da stupore e meraviglia. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 3

    Prima Graphic Novel di Guy Delisle, sia la narrazione che il disegno risultano acerbi, ma molto promettenti. Già da questo primo lavoro è intuibile quanto fosse promettente l'autore. Lettura ...continua

    Prima Graphic Novel di Guy Delisle, sia la narrazione che il disegno risultano acerbi, ma molto promettenti. Già da questo primo lavoro è intuibile quanto fosse promettente l'autore. Lettura comunque molto gradevole ed interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    In Shenzhen Delisle raggiunge il suo massimo dal punto di vista grafico, è meraviglioso. Ma decisamente più graffianti ed incisivi sono Pyongyang e Cronache di Gerusalemme. Ad ogni modo me lo sono ...continua

    In Shenzhen Delisle raggiunge il suo massimo dal punto di vista grafico, è meraviglioso. Ma decisamente più graffianti ed incisivi sono Pyongyang e Cronache di Gerusalemme. Ad ogni modo me lo sono goduto fino all'ultima striscia, Delisle: un nome, una garanzia.

    ha scritto il 

  • 5

    Eccellente, di nuovo.

    Da non-appassionato e non-intenditore di fumetti mi sono ritrovato, per l'ennesima volta, a divorare un altro albo di Guy Delisle. Con questo 'Shenzen', Rizzoli Lizard termina la ripubblicazione di ...continua

    Da non-appassionato e non-intenditore di fumetti mi sono ritrovato, per l'ennesima volta, a divorare un altro albo di Guy Delisle. Con questo 'Shenzen', Rizzoli Lizard termina la ripubblicazione di tutti i lavori del fumettista canadese che, come già nei lavori precedenti, ci racconta le idiosincrasie, le disgrazie, i pregi e i difetti dei popoli abitanti i paesi in cui il suo lavoro lo ha portato a visitare. Sempre con una leggerezza inarrivabile. Consigliatissimo come tutti i suoi lavori.

    ha scritto il 

  • 4

    Il "diario" di viaggio del giornalista Guy Delisle che, egli stesso, lo ha trasformato in una graphic novel per raccontarcela...bella e spassosa!!! Lol!!! ^_^ Poveraccio!!! Questa racconta della sua ...continua

    Il "diario" di viaggio del giornalista Guy Delisle che, egli stesso, lo ha trasformato in una graphic novel per raccontarcela...bella e spassosa!!! Lol!!! ^_^ Poveraccio!!! Questa racconta della sua trasferta di 3 mesi in Cina a Shenzhen.

    ha scritto il 

  • 5

    Cina fine anni '90. Primo graphic novel di Delisle, con uno stile di disegno diverso da Pyongyang (qualcuno l'ha giustamente definito "acerbo") e con uno stile narrativo a mio avviso meno efficace. ...continua

    Cina fine anni '90. Primo graphic novel di Delisle, con uno stile di disegno diverso da Pyongyang (qualcuno l'ha giustamente definito "acerbo") e con uno stile narrativo a mio avviso meno efficace. Ma anche Shenzhen è un romanzo grafico di gran livello. Davvero bravo, Delisle, anche ad inizio carriera. Voto: 4,5/5.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di Delisle.... un po'mi ha spiazzato perchè mi ero abituata ai viaggi con mogliee prolee la situazione del machio single in viaggio di lavoro era inaspettata. Trattografico decisamente ...continua

    Primo libro di Delisle.... un po'mi ha spiazzato perchè mi ero abituata ai viaggi con mogliee prolee la situazione del machio single in viaggio di lavoro era inaspettata. Trattografico decisamente più scuro di quello che adotterà successivamente, sembra che usi molto le matitee che cerchi di dare spessore con i grigi. Trasmette un senso di oppressione e forse rende anche l'effetto incupente della città. Non c'è nessuna trama ma il diario stranito di un occidentale portato a lavorare nella lontana Cina, in un habitat che conosce poco e che non aiuta lo scambio. sono stata in altr parti della Cina ed ho riconosciuto i senso di straniamento che prende con persone con cui non c'è una lingua di scambio e di cui si ignorano modi di fare ed usanze. Lotrovo molto bravo nel trasmettere questa sensazione Lettura scorrevole, non c'è una vera storia quindi rimangono immagini e frammenti e come il sentimento della sua esperienza.

    ha scritto il 

  • 5

    La prima volta che l'ho letto, scan in spagnolo sullo schermo 12 pollici del portatile, mi trovavo nella mia camera del dormitorio per stranieri dell'università di Zhengzhou, Cina centrale. La mia ...continua

    La prima volta che l'ho letto, scan in spagnolo sullo schermo 12 pollici del portatile, mi trovavo nella mia camera del dormitorio per stranieri dell'università di Zhengzhou, Cina centrale. La mia camera, molto simile a quella descritta da Delisle, il disorientamente iniziale che faceva il paio col suo, una città grigia di palazzoni tristi, ingentiliti solo da onnipresenti insegne multicolori, e la difficoltà di comunicare, parole smozzicate coadiuvate da gesti e sorrisi.Col tempo, tutto si è fatto più facile, la mensa è diventuta un posto familiare come familiari sono divenute le bettole e i venditori ambulanti del vicino quartiere popolare. Così, anche se questo non è il suo lavoro più riuscito, è quello a cui mi sento più vicina, cui sono genuinamente affezionata.

    ha scritto il