Shenzhen

Di

Editore: Fusi Orari

3.8
(669)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8889674253 | Isbn-13: 9788889674253 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Chioini

Disponibile anche come: eBook

Genere: Biografia , Fumetti & Graphic Novels , Viaggi

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Descrizione del libro
Delisle ha lavorato tre mesi in Cina, a Shenzhen, in una zona di grande sviluppo economico, e l'ha osservata nel suo momento di cambiamento più estremo, tra avanzi di campagna, infrastrutture decadenti, migliaia di cantieri e scintillanti grattacieli. Dopo "Pyongyang" dello stesso autore, un nuovo reportage a fumetti dalla Cina.
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  • 4

    Per essere il primo tentativo del genere, da parte dell'autore, è ben riuscito e divertente. Il personaggio di Delisle è già quel simpaticone che ritroveremo perfezionato nei capolavori successivi. ...continua

    Per essere il primo tentativo del genere, da parte dell'autore, è ben riuscito e divertente. Il personaggio di Delisle è già quel simpaticone che ritroveremo perfezionato nei capolavori successivi.

    ha scritto il 

  • 4

    L' autore racconta per immagini la sua esperienza a Shenzhen, nel sud della Cina, dove ha trascorso tre mesi lavorando in uno studio di animazione, con grande efficacia, aprendo più di una finestra su ...continua

    L' autore racconta per immagini la sua esperienza a Shenzhen, nel sud della Cina, dove ha trascorso tre mesi lavorando in uno studio di animazione, con grande efficacia, aprendo più di una finestra su aspetti curiosi e sconosciuti di questo immenso paese, delle sue abitudini e della sua umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    What an interesting discovery. It brought back such good memories, it had me laughing out loud. Yet I wonder if Delisle understood his coworkers and their culture. A few months is definitely not enoug ...continua

    What an interesting discovery. It brought back such good memories, it had me laughing out loud. Yet I wonder if Delisle understood his coworkers and their culture. A few months is definitely not enough to immerse yourself in such a different land and comprehend what's going on. I thought at times, the book was a bit too critical, too "I come from a better place than this". Still, I'm keen to read more of Delisle's comics.

    ha scritto il 

  • 4

    Il migliore di questo autore forse perché tra i posti strani in cui è stato questo è quello più assurdo (senza essere troppo pericoloso). Bello. Il disegno è sempre piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Cupissimi, grigi e soffocanti: come è stato bravo Delisle a raccontarci i suoi 3 mesi trascorsi a lavorare in Cina, nella città di Shenzen!
    La sporcizia terribile, il suo non poter capire niente mai, ...continua

    Cupissimi, grigi e soffocanti: come è stato bravo Delisle a raccontarci i suoi 3 mesi trascorsi a lavorare in Cina, nella città di Shenzen!
    La sporcizia terribile, il suo non poter capire niente mai, perché nessuno, ma veramente nessuno parla inglese o qualunque altra lingua e lui il cinese non lo sa; il cibo strano al ristorante, la gente che è sempre tantissima e occupa spazio in men che non si dica, i suoi conoscenti che fanno di tutto per fargli passare qualche bel momento in compagnia - anche se nello squallore più totale e capendosi a gesti -, la burocrazia incredibile per spostarsi e la fatica enorme per capire quali mezzi prendere...mi è sembrato davvero di fare un viaggio con la testa e mi è piaciuto tantissimo.
    Mi è piaciuto un sacco anche quando il protagonista riflette sulla nostra libertà, su come ci basti comprare un biglietto per andare dovunque vogliamo. E' una cosa che penso spesso anch'io, siamo liberi, liberissimi e fortunati di esserlo e di poter avere tanta scelta, anche se non ci pensiamo mai.
    Avrei voluto buttarmi subito su Pyongyang, ma lo rimando apposta per tenere ancora un po' di Cina con me.

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta del primo reportage di Guy Delisle.
    L'autore, canadese trasferitosi in Francia, mette su carta la sua esperienza in China dove ha passato tre mesi per lavoro.
    Si tratta di un professionista ...continua

    Si tratta del primo reportage di Guy Delisle.
    L'autore, canadese trasferitosi in Francia, mette su carta la sua esperienza in China dove ha passato tre mesi per lavoro.
    Si tratta di un professionista nel mondo dell'animazione, che con le sue graphic novel porta al lettore notizie ed informazioni altrimenti difficili da reperire.
    Imperdibili tutti i suoi libri!

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo il capolavoro "Cronache di Gerusalemme" (che se avessi letto con più attenzione, prima di andarci a Gerusalemme, mi sarei levata un sacco di grattacapi, ammettiamolo).
    Dopo "Cronache Birmane" e " ...continua

    Dopo il capolavoro "Cronache di Gerusalemme" (che se avessi letto con più attenzione, prima di andarci a Gerusalemme, mi sarei levata un sacco di grattacapi, ammettiamolo).
    Dopo "Cronache Birmane" e "Pyongyang" (e andrò in Corea del Nord a sperimentare questa Berlino Est dell'Oriente, fate come vi pare. Porterò i fiori al Grande Leader tanto per non farmi sparare, sì).
    Oggi è toccato a Shenzhen, ovvero il fumettista pluripremiato Guy Delisle nel suo primo straniante viaggio. Cina. Tre mesi di Shock culturale, a capo suo malgrado di un team di animazione cinese virtualmente muto, cieco e sordo a lui, straniero in terra straniera, in una città definita 'girone infernale dantesco' fatta di edilizia selvaggia, vuoti umani e distanze culturali incolmabili.
    Buono.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarà che forse le mie aspettative erano troppo alte, visto che di Delisle avevo sempre sentito parlare in termini non meno che entusiastici, ma a me questa graphic novel non ha detto molto.
    Poca emozi ...continua

    Sarà che forse le mie aspettative erano troppo alte, visto che di Delisle avevo sempre sentito parlare in termini non meno che entusiastici, ma a me questa graphic novel non ha detto molto.
    Poca emozione, molto grigiore, il che sarà pure voluto e di certo contribuisce a dare l'idea dello straniamento e della solitudine di un occidentale che deve stare tre mesi in Cina, ma non mi ha più di tanto coinvolto. O meglio, mi ha fatto effetto, e non in senso positivo, l'atteggiamento distaccato con cui il protagonista/autore osserva le cose più o meno allucinanti del paese che lo ospita. Del resto è uno che non si è fatto alcun problema a mangiare carne di cane o a ridere dei gatti in gabbia al mercato.
    Ecco, lasciamo perdere...
    3 stelline, ma solo perché leggendo ho appreso dell'esistenza della Zona Economica Speciale (che include Shenzhen) al confine con Hong Kong e del fatto che le hostess di vagone quando il treno si ferma in stazione si mettono sulle porte e fanno il saluto militare.

    ha scritto il