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Sherlock Holmes - L'opera completa di Arthur Conan Doyle, volume 1

Uno studio in rosso - Il segno dei quattro - Le memorie di Sherlock Holmes

By Arthur Conan Doyle

(210)

| Hardcover

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Book Description

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    lessi le opere di sherlock holmes quando ero un bambino e all'epoca mi innamorai del personaggio, divorando i quattro volumi con tutte le storie e i romanzi. Non so dare adesso un giudizio di merito, che probabilmente sarebbe assai meno entusiasta ri ...(continue)

    lessi le opere di sherlock holmes quando ero un bambino e all'epoca mi innamorai del personaggio, divorando i quattro volumi con tutte le storie e i romanzi. Non so dare adesso un giudizio di merito, che probabilmente sarebbe assai meno entusiasta rispetto al ricordo pre adolescenziale che conservo.

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    Zoommantik said on Sep 21, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensione particolare: farò i miei commenti man mano che andrò avanti, poi pubblicherò tutto. :)
    Intanto so già che posso mettermi comoda e seguire le prodezze del nostro "consulente" (attenti, che non è un investigatore). Di sicuro se volete gioca ...(continue)

    Recensione particolare: farò i miei commenti man mano che andrò avanti, poi pubblicherò tutto. :)
    Intanto so già che posso mettermi comoda e seguire le prodezze del nostro "consulente" (attenti, che non è un investigatore). Di sicuro se volete giocare a fare i detective, spiacente, ma avete sbagliato numero. Come dire, con Conan Doyle dobbiamo lasciar far tutto ad Holmes, ma se ci piace stare a guardare, è un ottimo intrattenimento.

    Lo studio in rosso. 4/5
    Avevo ricordi vaghi di uno dei racconti di Holmes nel mio archivio mentale, però giuro, non riuscivo a ricordare quale. Man mano che andavo avanti a leggere mi sono resa conto che era proprio questo, dove incontriamo per la prima volta Sherlock. Per fortuna i miei ricordi erano talmente vaghi che non riuscivo nemmeno a ricordare come si risolvesse il caso. In questo caso, sì, posso dire proprio "per fortuna". Che gusto c'è a leggere un giallo sapendo già quale sarà il suo epilogo finale? Vedi Dieci piccoli indiani, porca miseria.
    E' stato interessante, mi domando come sia vivere col nostro Sherlock. Sicuramente un continuo movimento, e lo Sherlockaggio non è uno sport adatto per gli stomaci delicati. Ma anche qualcosa di curioso, magari sei a letto e lo senti pizzicare le corde del suo violino, talmente accordato ai suoi pensieri. Oppure inquietante quando si rifugia in un silenzio ostinato per giorni e giorni. Ma ce lo dice lui stesso, non dobbiamo prendercela, e ci si abitua a tutto prima o poi. Quasi tutto, ecco.

    Il racconto è diviso in due parti: le indagini e poi tutta la storia che sta dietro all'omicidio su cui si indaga. Sicuramente la rivalità fra i due poliziotti, Gregson e Lestrade, e lo sguardo divertito di Holmes davanti alle loro frecciatine aggiunge un tocco ironico ad almeno una parte del racconto. La seconda parte, che è quasi un blocco staccato dal resto della vicenda, non è affatto noiosa. Mia madre lo lesse tempo, ma tempo fa, e mi ha detto che appunto la storia diventava noiosa quando si affrontava il mistero che c'era dietro. Eppure a me è piaciuta molto comunque. Prima di tutto parto avantaggiata. Io amo il Nevada e in generale quella zona desertica. Specialmente come ambiente narrativo, a viverci..ehm, sto molto bene a casa mia. Oltre all'ambiente, c'è un bell'intrigo. Non è banale, anzi, l'elemento che Conan Doyle ha inserito ha fatto in modo che la vicenda scorresse fluida, senza essere sottotono neanche per due righe. Come inizio è buonissimo.

    Il segno dei quattro. 4/5
    Ho come la sensazione di aver letto anche questo, ma ho ricordi ancora più vaghi. Ricordavo a stento Watson e Mary, e il bell'intreccio di cui Doyle si è approfittato per arricchire la storia. In ogni caso, ora che ho rispolverato anche questo caso, posso dire che è bello quasi quanto il primo. Personalmente ho preferito Uno studio in rosso, forse perché la storia che c'era dietro era più avvincente. Come dire, c'è una parte anche per noi lettrici donne, l'aggiunta di un fattore sentimentale, che in Il segno dei quattro manca. Mi riferisco solo alla storia del caso, perché di certo nel complesso c'è comunque.
    Mi piace che Doyle ci metta sempre dei particolari originali nelle sue vicende. Non potrei mai immaginare una sua storia banale. In entrambi i racconti c'è qualche riflessione qua e là, una storia avvincente e particolare (prima nel Nevada, poi in India, quindi ditemi se non sono scenari interessanti), l'inevitabile stupore di Watson, che a quanto pare ad ogni nuovo caso, dice di non essere mai stato così scosso (attenti, ho paura che alla fine gli venga un infarto a seguire Holmes), e naturalmente il nostro Holmes, la parte più bella. ;)
    Ah! Prima che mi scordi, ho notato che in entrambi è sempre presente la vendetta come fattore scatenante.

    Le memorie di Sherlock Holmes. 3.5/5
    Come dice il titolo, questa è una raccolta con racconti brevi (quasi nessuno supera le 20 pagine). Sono sicuramente inferiori ai primi due racconti lunghi, anche se non presentano nessun caso veramente sensazionale - svolgendosi nell'arco di poco tempo, la maestria di Conan Doyle non ha il tempo di emergere del tutto - costituiscono un'importantissima parte dell'intera storia di Sherlock. Molti non sono neanche dei vari casi, infatti spesso si risolvono quasi da soli. Eppure è sempre un piacere, sono tutti orchestrati ben bene. Che dicevo? Sì, sono importanti se si è curiosi della figura di Sherlock. Qui possiamo sapere quali furono i suoi primi casi, e scopriamo anche cosuccie molto interessanti, strettamente legate alla sua vita privata. Già sappiamo poco, perché trascurare questi pochi aneddoti, allora?
    In un certo senso ciò che mi spiace è il fatto che Conan Doyle fosse costretto dall'editore a continuare a scrivere di Holmes, quando avrebbe preferito di gran lunga dedicarsi ad altro. Addirittura, nella prefazione di queste memorie, si dice che Conan Doyle odiasse il suo personaggio. Più che altro perché rubava la fama ad opere a cui teneva decisamente di più. Nonostante il brontolare, è andato avanti ad architettare casi per il nostro investigatore, e questo è un bene. Sono un patrimonio per la letteratura del genere. Solo che, insomma, mi dispiace che Conan Doyle non fosse così entusiasta delle sue opere come invece lo siamo noi, ancora oggi. Tanto che il nostro scrittore voleva farla finita qui (e lo fa chiaramente capire con l'ultimo racconto), ma ..col cavolo.

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    universe. said on Aug 3, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un classico del giallo, intrigante ma - rispetto ad altre opere successive - molto semplice. Ottimo come punto di partenza per farsi una cultura del genere "giallo".

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    Davide 9 said on Nov 7, 2008 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (210)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Hardcover 409 Pages
  • ISBN-10: A000025162
  • Publisher: Alberto Peruzzi Editore
  • Publish date: 1988-01-01
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