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Sherlock Holmes contro Dracula

Di

Editore: Gargoyle

3.7
(184)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 182 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889541652 | Isbn-13: 9788889541654 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Horror , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
È l'anno 1890. Una nave fa naufragio sulla costa inglese, l'equipaggio è scomparso, il capitano è stato assassinato e viene trovato legato alla ruota del timone, l'unico passeggero è un sinistro cane nero. Il mistero, di cui nessuno riesce a venire a capo, è pane per i denti dell'inimitabile Sherlock Holmes, ma per la prima volta nell'arco della sua esaltante carriera il grande detective è in difficoltà. Risulta evidente che gli uomini dell'equipaggio sono stati uccisi e gettati fuori bordo, ma cosa può spiegare l'espressione di orrore stampata sul volto del capitano, il suo fatale dissanguamento, e lo strano carico della nave - cinquanta casse di terra? Il gioco è aperto e Sherlock Holmes, assistito come sempre dal fedele Dottor Watson, si viene a trovare sulle tracce non di un nemico mortale, ma del Re dei Vampiri in persona -il Conte Dracula... Dall'impalamento della "Bloofer Lady" al rapimento di Mary, l'adorata moglie di Watson, dalla morte di un'innocua prostituta alla terrificante conclusione su una spiaggia isolata...
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  • 0

    Nel frattempo Shelrock Holmes...

    Il titolo lascerebbe immaginare un romanzo horror di serie Z. In realtà si tratta di un pastiche letterario, opera di uno studioso di Sir. Arthur Conan Doyle. L'autore crea un "caso perduto" di Holmes la cui storia si intreccia con quella del vampiro Stockeriano, andandone a colmare i vuoti come ...continua

    Il titolo lascerebbe immaginare un romanzo horror di serie Z. In realtà si tratta di un pastiche letterario, opera di uno studioso di Sir. Arthur Conan Doyle. L'autore crea un "caso perduto" di Holmes la cui storia si intreccia con quella del vampiro Stockeriano, andandone a colmare i vuoti come in un puzzle, senza peraltro alterarne il risultato finale. Un'operazione ben riuscita e non priva di una certa arguzia letteraria. Presuppone comunque la lettura di Stocker e - chiaramente - del corpus holmesiano - altrimenti la narrazione potrebbe essere poco appagante.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho acquistato questo libro perchè entrambi i protagonisti mi affascinano molto, ma con la semi-consapevolezza che avrebbe potuto rivelarsi una delusione, non avendo mai letto altro dell'autore. Invece mi sono dovuta decisamente ricredere, la storia è ben scritta e coinvolgente. Il finale però non ...continua

    Ho acquistato questo libro perchè entrambi i protagonisti mi affascinano molto, ma con la semi-consapevolezza che avrebbe potuto rivelarsi una delusione, non avendo mai letto altro dell'autore. Invece mi sono dovuta decisamente ricredere, la storia è ben scritta e coinvolgente. Il finale però non mi ha convinto del tutto...

    ha scritto il 

  • 4

    Niente di eccezionale, però bisogna ammettere che la scrittura e i personaggi sono coerenti con quelli originali, e che la storia è ben fatta e coinvolgente.
    Un punto di merito anche alla cura del libro, con l'introduzione e le note accurate.
    Certo, Sherlock Holmes che ha a che fare c ...continua

    Niente di eccezionale, però bisogna ammettere che la scrittura e i personaggi sono coerenti con quelli originali, e che la storia è ben fatta e coinvolgente.
    Un punto di merito anche alla cura del libro, con l'introduzione e le note accurate.
    Certo, Sherlock Holmes che ha a che fare con il soprannaturale...

    ha scritto il 

  • 4

    Ero partita prevenuta, certa che non avrei trovato di gradimento l'incrociarsi delle strade di due eroi letterari che da sempre mi appassionano.
    Invece Estleman ha fatto un ottimo lavoro. Non c'è divario di stile tra la narrazione del Watson doyliano e il Watson estlemaniano, né incongruenz ...continua

    Ero partita prevenuta, certa che non avrei trovato di gradimento l'incrociarsi delle strade di due eroi letterari che da sempre mi appassionano.
    Invece Estleman ha fatto un ottimo lavoro. Non c'è divario di stile tra la narrazione del Watson doyliano e il Watson estlemaniano, né incongruenze narrative, tantomeno azzardi nel dipanarsi della trama.
    Bel libro davvero!

    ha scritto il 

  • 0

    Nell’estate del 1890, una goletta russa denominata Demeter salpa dalla città di Verna, sul Mar Nero, in direzione dell’Inghilterra, e approda, a distanza di un mese, nel porto della cittadina balneare di Whitby. L’imbarcazione sembra una nave fantasma: squarciate le vele, disarcionati gli alberi ...continua

    Nell’estate del 1890, una goletta russa denominata Demeter salpa dalla città di Verna, sul Mar Nero, in direzione dell’Inghilterra, e approda, a distanza di un mese, nel porto della cittadina balneare di Whitby. L’imbarcazione sembra una nave fantasma: squarciate le vele, disarcionati gli alberi ma, soprattutto, sparito l’intero equipaggio, fatta eccezione per il cadavere del capitano, legato alla ruota del timone. Sul viso del morto un’espressione di raggelante raccapriccio, sulla gola due minuscoli ma incontrovertibili ferite. A bordo della goletta vengono trovate 50 casse piene di terra e un enorme cane nero che, però, in un balzo si dissolve dalla vista di tutti. Al naufragio della Demeter sono collegati altri inquietanti avvenimenti come il ritrovamento, nella brughiera di Hampstead, di alcuni bambini precedentemente scomparsi, anch’essi rinvenuti con dei segni alla gola, e l’apparizione di una spettrale fanciulla, conosciuta come “Bloofer Lady”, condannata a una fine atroce. Ad indagare sull’inspiegabile mistero è Sherlock Holmes, assistito come sempre dal dottor Watson, suo fedele amico e biografo. Questa volta il maestro degli investigatori è chiamato a misurarsi niente di meno che con il Re dei Vampiri in persona, il Conte Dracula…

    ha scritto il 

  • 4

    L'unico neo che ha questo libro (scritto nel 1978, molto prima di tutte le varianti contemporanee sia del tema Dracula che del tema Sherlock Holmes) è che richiede una buona conoscenza della trama di Dracula, assolutamente insostituibile con la conoscenza dei film relativi. A parte questo "prereq ...continua

    L'unico neo che ha questo libro (scritto nel 1978, molto prima di tutte le varianti contemporanee sia del tema Dracula che del tema Sherlock Holmes) è che richiede una buona conoscenza della trama di Dracula, assolutamente insostituibile con la conoscenza dei film relativi. A parte questo "prerequisito" è un bel romanzo, scorrevole, che non deforma affatto i personaggi dei romanzi originali, ma anzi li incastra sapientemente e piacevolmente. Non ho capito però la decisione della casa editrice di aggiungere delle note: ad un romanzo? Oltretutto note a fine volume, con tutta la scomodità di andarle a vedere in fondo, e magari solo per scoprire che l'aconito è una pianta della famiglia delle ranuncolacee; forse all'editore è sfuggito il fatto che un buon lettore, incontrando una parola sconosciuta, può ricorrere al vocabolario? Mah... ma in fondo basta ignorarle, non aggiungono nulla alla lettura del romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbe anche una lettura piacevole, perché è scritto bene e gli intrecci ideati da Estleman si incastrano abbastanza bene con le vicende narrate da Stoker in Dracula, almeno in teoria. Dico "in teoria" perché è l'idea di fondo a non essere credibile, anche nell'ambito di una palese (e voluta) "f ...continua

    Sarebbe anche una lettura piacevole, perché è scritto bene e gli intrecci ideati da Estleman si incastrano abbastanza bene con le vicende narrate da Stoker in Dracula, almeno in teoria. Dico "in teoria" perché è l'idea di fondo a non essere credibile, anche nell'ambito di una palese (e voluta) "forzatura" letteraria: è eccessiva la facilità con cui una mente logica e razionale come Holmes accetta e sposa una spiegazione soprannaturale per gli eventi di cui viene a conoscenza; inoltre è ancor meno credibile che in "Dracula" nessuno dei personaggi faccia menzione di aver incontrato Holmes e Watson, anch'essi sulle tracce del sanguinario conte, specie visto che si tratta di diari e lettere, in cui non ci sarebbe stato alcun motivo di essere reticenti su di un fatto così rilevante. Forse, al di là di questo romanzo specifico (comunque meno peggio di altri su Dracula), un capolavoro come quello di Stoker andrebbe semplicemente lasciato stare, senza rielaborazioni e forzature.

    ha scritto il 

  • 3

    Nel suo piccolo e nella sua stranezza è una lettura interessante. Magari da spiaggia, magari da letto, magari da riposo e basta, le gesta di Sherlock Holmes rivivono in questo romanzetto per affrontare la buia storia di Dracula.
    Non è un capolavoro - non è Doyle - ma è comunque una buona le ...continua

    Nel suo piccolo e nella sua stranezza è una lettura interessante. Magari da spiaggia, magari da letto, magari da riposo e basta, le gesta di Sherlock Holmes rivivono in questo romanzetto per affrontare la buia storia di Dracula.
    Non è un capolavoro - non è Doyle - ma è comunque una buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Un interessante esperimento, la storia combacia adeguatamente con l'originale opera di Stoker, e riesce anche a delineare una versione "credibile" di Sherlock Holmes, che affronta il particolare caso come avrebbe fatto in una qualsiasi opera di Conan Doyle

    ha scritto il