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Shining

Di

Editore: RL Libri

4.2
(6074)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 432 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Svedese , Olandese , Greco , Ungherese , Ceco , Polacco , Russo

Isbn-10: 8846203313 | Isbn-13: 9788846203311 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Adriana Dell'Orto

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.
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  • 5

    Già dalle prime pagine si preannuncia che qualcosa di orribile dovrà accadere e il senso di angoscia aumenta di pagina in pagina. Splendido e di una forza spaventosa come ogni opera di Stephen King.

    ha scritto il 

  • 5

    "Fiocchi di neve turbinavano e danzavano attraverso il porticato. L’Overlook affrontava l’inverno come aveva fatto per tre quarti di secolo, le finestre buie ora orlate di neve, indifferente al fatto che fosse tagliato ormai fuori dal mondo. O forse quella prospettiva gli riusciva accetta: dentro ...continua

    "Fiocchi di neve turbinavano e danzavano attraverso il porticato. L’Overlook affrontava l’inverno come aveva fatto per tre quarti di secolo, le finestre buie ora orlate di neve, indifferente al fatto che fosse tagliato ormai fuori dal mondo. O forse quella prospettiva gli riusciva accetta: dentro il suo guscio i tre si accinsero alla solita trafila delle prime ore della sera, simili a microbi intrappolati nell’intestino di un mostro."

    ha scritto il 

  • 4

    L'inizio è pesante, ma dopo travolge. Ho avuto gli incubi la notte per tutto il periodo della lettura, ma volevo andare avanti. Bellissimo, peccato che è stato rovinato da un film assolutamente mediocre.

    ha scritto il 

  • 5

    Con questo suo terzo romanzo Stephen King ha decisamente fatto centro. Dopo averlo letto, trovo che l'autore si sia ampiamente meritato il titolo di "Re del Terrore" (sì, con la T maiuscola).


    La storia, sebbene sia stato scritto e strascritto di case infestate, è nel complesso originale ed ...continua

    Con questo suo terzo romanzo Stephen King ha decisamente fatto centro. Dopo averlo letto, trovo che l'autore si sia ampiamente meritato il titolo di "Re del Terrore" (sì, con la T maiuscola).

    La storia, sebbene sia stato scritto e strascritto di case infestate, è nel complesso originale ed ottimamente narrata. Il lettore viene risucchiato all'interno dell'Overlook Hotel: pagina dopo pagina l'ansia che accompagna i personaggi, diventa la nostra ansia. Durante la lettura, si possono sentire i rumori, gli scricchiolii, i profumi e, non di meno, percepire in toto la paura che aleggia per i corridoi dell'hotel.

    La trama è lineare, intrigante, scritta bene ed ogni sfumatura, ogni enigma trova una spiegazione, diretta o indiretta, che soddisfa il lettore. Forse soltanto il finale mi ha lasciato con un piccolo interrogativo.

    I personaggi sono ben costruiti, soprattutto dal punto di vista psicologico. Danny, con la sua grandezza di spirito nonostante la giovane età, il legame speciale tra il piccolo ed il padre ("Ehi dottore, cucciolo"), le paure e le gelosie di Wendy. Quando uno dei tre si trova davanti ad un dilemma, possiamo percepirne la battaglia interiore, o il sentirsi impotenti e non sapere cosa fare.

    Il ritmo del romanzo non è mai tale d'annoiare, ma è anzi uno degli ingredienti che lascia col fiato sospeso. Si è sempre sul "chi va la" grazie alle capacità descrittive dell'autore, ai "suoni" che sembra quasi di percepire, ai battiti del cuore dei personaggi scanditi dal ticchettio dell'orologio nel grande atrio o dal tonfo di qualcosa che sbatte contro il muro ("Vieni a prendere la tua purga!").

    Piccola nota: il libro c’entra POCO E NIENTE col film di Kubrick. Il film è decisamente ben fatto, ma la storia si scosta, e di molto, dal libro. Vengono omesse molte storie di fondo, non c'è quasi traccia del rapporto tra padre e figlio, non è spiegato perché Jack fa ciò che fa. Inoltre tante cose son diverse: nel libro non esiste alcun triciclo, non si parla mai delle gemelline mentre ci sono tante altre apparizioni assenti invece nel film, inoltre la famosa scena dell'ascensore che riempie di sangue il corridoio non c'è. Così come il meraviglioso Jack (Nicholson) con il suo "Wendy, tesoro, luce-dei miei-occhi." Potrei scrivere tante altre cose ma... lascio a voi la scoperta..

    Se non avete visto neanche il film, un consiglio: leggete prima il libro, non ve ne pentirete.

    ha scritto il 

  • 4

    Oscure presenze...

    Ho rispolverato questo libro in biblioteca e devo dire che mi ha emozionato: la storia di una famiglia che si trasferisce in un albergo sopra le colline.
    L'uomo, uno scrittore fallito, accetta di fare il custode e vi conduce la moglie ed il figlio di cinque anni con dei poteri soprannatural ...continua

    Ho rispolverato questo libro in biblioteca e devo dire che mi ha emozionato: la storia di una famiglia che si trasferisce in un albergo sopra le colline.
    L'uomo, uno scrittore fallito, accetta di fare il custode e vi conduce la moglie ed il figlio di cinque anni con dei poteri soprannaturali.
    In questo luogo sono avvenuti fatti di sangue e scaturiscono oscure presenze che mettono in pericolo la stabilità della famiglia che vi abita.
    Molto attinente al libro è anche la trasposizione cinematografica che ha riscosso un grande successo da parte del pubblico.
    Un finale tragico suggella una mia personale convinzione: i luoghi che hanno ospitato omicidi, suicidi e fatti sanguinosi non dovrebbero essere abitati, in essi vive ancora il pianto angoscioso delle vittime...e lo spirito malvagio dei carnefici...
    Meglio evitare.
    Stephen King comunque rimane un grande maestro del brivido, capace di individuare e far rivivere i nostri incubi e le nostre paure più profonde.
    Da leggere.
    Agli amanti del genere thriller.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 0

    El resplandor

    Si alguien vio primero la película, tal vez le sucedió pasando lo que a mí: no pude dejar de asociar el rostro de Nicholson con Jack. La vinculación es muy fuerte. Jack Torrance, un tipo que escribe, alcohólico con las consecuencias lógicas al interior de su familia, consigue un empleo: cuidar el ...continua

    Si alguien vio primero la película, tal vez le sucedió pasando lo que a mí: no pude dejar de asociar el rostro de Nicholson con Jack. La vinculación es muy fuerte. Jack Torrance, un tipo que escribe, alcohólico con las consecuencias lógicas al interior de su familia, consigue un empleo: cuidar el Hotel Overkook, durante el crudo invierno. Wendy, su esposa, carga en su vida los desaciertos de sus progenitores. Danny, el pequeño hijo que ama (y teme) a su padre, a pesar de sus ataques de ira. Es el primer texto que leo de King. Hasta ahora no me ha atrapado la trama. Su prosa me parece parca. De dos referencias musicales, sólo encontré una: "-Salta sobre mí, Lou, no me importa..." (canción infantil estadounidense: Skip To My). En el capítulo 6. PENSAMIENTOS NOCTURNOS, encontramos el fragmento de un blues, no supe de cuál se trata, ni quién lo interpretó. En YouTube hay una lista de reproducción con el sountrack de la película, escucharla mientras se lee, le imprime misterio a la lectura.

    En la segunda parte, entramos en la trama directamente. Después de una primera parte donde se presentaron a los personajes, pasamos al espacio principal del argumento: el Hotel Overlook. Un hotel majestuoso y terrorífico. La conversación entre Danny y Hallorann, aunada a las visiones del primero, así lo plantean.

    Durante la tercera parte, el hotel además de espacio, se va convirtiendo en personaje. El comportamiento de Danny. Wendy me parece una madre sobreprotectora, quiza la historia de vida que ha llevado hasta aquí, explique ese rasgo de su personalidad. Los hechos extraños comienzan a aparecer y el aislamiento es cada vez más inminente. Por otro lado, es evidente y expresa, la intertextualidad a Barba Azul, historia que analiza Pinkola Estés en Mujeres que corren con lobos.

    La acción es más dinámica en la cuarta parte. Aparecen recursos muy usados en el género: sueños, visiones, etc. No encontré cuál es la "canción, pícara, colérica, amargamente satírica: -Hazme rodar. En la hie-er-ba, Hazme rodar y tiéndeme y vuélvelo a hacer." Misma que aparece en distintos fragmentos. En cambio, se identifica la alusión a la tragedia conocida como "los sobrevivientes de los Andes", y a la obra de James Hilton, Adiós, Mr. Chips. El capítulo 37 es una constante referencia a La máscara de la Muerte Roja, de Edgar Allan Poe (lo encontramos desde el epígrafe). Leyendo por aquí y por allá, se dice que King no quedó satisfecho con la versión de Kubrick, por ello en 1997 escribió el guión para la miniserie de 1997.

    La última parte se caracteriza por la frecuente aparición de manifestaciones extraordinarias. El Overlook se apodera completamente de Jack. Éste comienza la cacería de Wendy y de Danny. La presencia de Hallorann, su trayecto hasta el hotel, le inyecta suspenso a la trama. En estos últimos capítulos encontramos varias referencias musicales (Al Green, Mantovani, Twenty Flight Rock, David Rose, Home on the Ranger, Tuxedo Junction, Ticket to Ride, Seasons in the Sun) literarias (Alicia en el país de las maravillas, al mismo Stephen King) y bíblicas (Jeremías 17:9).

    Aunque muchas personas me habían hablado maravillas de la novela, ésta no llenó mis expectativas. No sé si sea debido a la fuerte presencia de la versión de Kubrick o al estilo del autor. Hay acciones, como el ataque de los setos a Hallorann, que -a mi juicio- no impactaron en mi lectura. Al margen de mi apreciación, lo cierto es que El Resplandor es una obra que ha influido en la cultura occidental. Es bueno aclarar que la mayoría de ellos derivan de la versión cinematográfica de Kubrick.

    ha scritto il 

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