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Shirley

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Grandi Classici)

3.7
(194)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 635 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8804394420 | Isbn-13: 9788804394426 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fedora Dei , Nadia Fusini

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Shirley (1849), opera della maturità artistica di Charlotte Brontë, si inserisce nel grande filone del "romanzo sociale" inglese degli inizi dell'Ottocento. La Brontë seppe calare i suoi personaggi negli avvenimenti storici della loro epoca - le guerre napoleoniche e le lotte operaie - mostrando le contraddizioni del progresso industriale e facendo riflettere le due protagoniste femminili sulla condizione della donna, sul lavoro, sul matrimonio.
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  • 3

    Già nell'introduzione si fa riferimento al fatto che questo non sia un romanzo riuscito. Ma io non ci credevo. Dopo Jane Eyre, mi sono detta, Charlotte sapeva quel che faceva, non può essere così ...continua

    Già nell'introduzione si fa riferimento al fatto che questo non sia un romanzo riuscito. Ma io non ci credevo. Dopo Jane Eyre, mi sono detta, Charlotte sapeva quel che faceva, non può essere così male. Invece mi sono dovuta ricredere. E' un romanzo che vuole essere talmente tante cose che alla fine non riesce ad esserne nessuna. Come romanzo sociale è bislacco, come romance è fiacco. La tecnica del narratore onnisciente a tratti lo rende pesante e oltretutto i personaggi sono mal gestiti (scompaiono per far ritorno capitoli dopo oppure amicizie che si perdono di vista per troppo tempo o ancora agnizioni senza nè capo nè coda). L'unico personaggio che ho trovato a tratti coinvolgente é stata Caroline ma non sono rimasta affascinata da Mr Moore. Dopo tutto questo posso dire che una lettura vale cmq ma solo per le Brontiane doc. Ci sono varie frasi e concetti espressi con una sensibilità inarrivabile e soprattutto mi è piaciuto molto scovare i vari punti (e sono tanti) in cui Charlotte parla al lettore come se fosse in un diario con il cuore in mano. Forse, ingenuamente, pensava di non essere scoperta. Va anche detto che certamente tutta questa "slegatura" è data anche dal periodo difficile nel quale è stato scritto e redatto soprattutto la terza parte (dopo la morte consecutiva di Branwell, Emily e Anne)...ma, in fondo, quando mai Charlotte è stata serena? Forse aveva semplicemente perso un po' la bussola per il dolore ma come biasimarla? Adesso mi aspetto grandi cose da Villette.

    ha scritto il 

  • 4

    Shirley e Caroline

    Il titolo è fuorviante, perché due sono le protagoniste principali, Caroline e Shirley. Entrambe entrano nella storia dopo diversi capitoli e quindi la prima parte è come un lungo ingresso nella ...continua

    Il titolo è fuorviante, perché due sono le protagoniste principali, Caroline e Shirley. Entrambe entrano nella storia dopo diversi capitoli e quindi la prima parte è come un lungo ingresso nella situazione storica sociale, con Mr Moore proprietario della fabbrica. Rivolte, debiti e matrimoni riparatori sono la chiave. Shirley è la ricca proprietaria che tutti vorrebbero sposare ma che ha un carattere così forte che 'quasi' nessuno sa come prenderla. Caroline invece è l'altra faccia, tenera e povera. Entrambe sono legate da una forte amicizia, dove si sente il tema della morte e della solitudine che stava passando Charlotte. 4 stelle

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo complesso, non privo di difetti, ma anche ricco di spunti di riflessione...forse addirittura troppo ricco, perché nel tentativo di dare pari importanza a temi sociali diversi (crisi ...continua

    Un romanzo complesso, non privo di difetti, ma anche ricco di spunti di riflessione...forse addirittura troppo ricco, perché nel tentativo di dare pari importanza a temi sociali diversi (crisi manifatturiera legata alle guerre napoleoniche, lotte operaie, differenze di classe, condizione femminile, riforma di una chiesa moralmente corrotta), l'intreccio rischia di sfaldarsi e la trama di perdere unità. Questo in realtà si nota soprattutto nella prima parte del racconto, quando la protagonista che dà il titolo all'opera -Shirley- non è ancora comparsa sulla scena e tutto lascia pensare che l'eroina indiscussa sia Caroline. In effetti le eroine sono due, diversissime tra loro ma amiche, lontane anni luce dal tipo di Miss qualunque, non-pensante ed a caccia di marito. Sebbene le vicende delle due amiche si intreccino tra loro in più di un'occasione, quando si comincia a conoscere più a fondo "il fascino particolare" di Shirley, la dolce, premurosa, discreta e remissiva Caroline rischia di esserne oscurata. In poche parole è troppo perfetta per essere vera, al contrario di Shirley che, con tutti i suoi difetti misti a virtù, con il suo orgoglio e la sua lungimiranza, con le sue debolezze e la sua dignità, ha la capacità di uscire dalle pagine e di farsi reale. Attorno a loro, una miriade di personaggi, che non definirei minori, in quanto facce diverse di una stessa realtà, oltre che essenziali all'intreccio. Cercando di leggere tra le righe e lavorando neppure tanto di immaginazione, si può rintracciare qualcosa del carattere di Shirley e di Caroline in quello di Emily ed Anne rispettivamente. Se c'è un difetto che si può imputare al romanzo, oltre alla disarmonia ed all'impaccio della parte iniziale, questo è il mancato equilibrio tra dialoghi e monologhi dei personaggi: quanto più brillanti e coinvolgenti i primi, tanto più lenti ed artificiosi i secondi. D'altra parte è proprio in quei monologhi, oltre che negli interventi del narratore, che si avverte in tutta la sua forza la malinconia di chi scrive, mentre vede mancare l'uno dopo l'altro tutti i propri affetti. In quei momenti la persona prevale sulla scrittrice, che senza remore si racconta e confida, come ad un diario, pene, paure, speranze. Forse non è un romanzo perfetto, forse fallisce (almeno in parte) nel tentativo di definirsi sociale, ma di sicuro è sincero e con la sua sincerità arriva al cuore.

    ha scritto il 

  • 5

    Una Bronte Austeniana!

    E con questo ho finito(reperendoli a fatica in italiano, quando non per caso...) i libri di Charlotte Bronte... ç_ç Charlotte, perché non hai scritto di più??E soprattutto perché non infesti le ...continua

    E con questo ho finito(reperendoli a fatica in italiano, quando non per caso...) i libri di Charlotte Bronte... ç_ç Charlotte, perché non hai scritto di più??E soprattutto perché non infesti le case editrici che non ristampano le tue opere in italiano?? xD Ho dovuto leggere 10 capitoli di questo in inglese perché il cartaceo italiano non è più in circolazione e all'ebook mancano, appunto, dieci capitoli xD

    Jane Eyre resta il mio preferito ed è insuperabile quanto a fascino e linearità della trama... eppure ci sono delle pagine in Shirley che mi hanno fatto pensare che, se solo fosse stato un po' meno dispersivo(a un tratto non riuscivo più a seguire il filone principale della trama, dispersa tra troppi personaggi, anche se la lettura tra inglese e italiano può aver contribuito a questa dispersione), sarebbe stato questo il capolavoro di Charlotte...Shirley è un personaggio magnifico, e non poteva essere altrimenti essendo ispirata ad Emily Bronte!Ma anche tutti gli altri personaggi, perfino quelli che appaiono solo in una scena o due, sono così vividi che sembra di conoscerli...e che pagine sulle donne!Ci credo che Charlotte era infelice, era avanti non di uno, ma almeno tre secoli!Direi che molto di quello che auspicava sulla posizione delle donne nella società non è stato ancora realizzato -.-' Per non parlare dell'ironia...in certi capitoli mi sembrava di leggere un libro della Austen: chi finora l'ha creduta una scrittrice seria e cupa dovrà ricredersi!^^ Se riuscite a trovarlo o non vi secca leggerlo in ebook (in parte in inglese) leggetelo assolutamente!

    ha scritto il 

  • 0

    cerco questo libro

    cerco questo libro in edizione mondadori cartaceo. Se qualcuno lo vuole vendere posso pagarlo come nuovo. scrivetemi su irenerosas6@yahoo.it e non qui perchè ci vengo poco. grazie!

    ha scritto il 

  • 3

    ma com'erano serie le signorine autrici (bronte e gaskell) di quegli anni. com'erano impegnate nel sociale, come "sentivano" il popolo affamato e infelice. altro che storiella d'amore... lunghissimo, ...continua

    ma com'erano serie le signorine autrici (bronte e gaskell) di quegli anni. com'erano impegnate nel sociale, come "sentivano" il popolo affamato e infelice. altro che storiella d'amore... lunghissimo, con parti interessanti e piacevoli e altre dove avrei voluto buttarlo sul fuoco dalla noia.

    ha scritto il 

  • 3

    La scrittura elegante di Charlotte Bronte attraverso l'uso della narrazione in terza persona racconta, ciò che accadde nel Yorkshire all'inizio del XIX secolo. Siamo nel distretto del West ...continua

    La scrittura elegante di Charlotte Bronte attraverso l'uso della narrazione in terza persona racconta, ciò che accadde nel Yorkshire all'inizio del XIX secolo. Siamo nel distretto del West Riding,ma in una cittadina immaginaria, dove la maggioranza della popolazione soffriva per le difficoltà economiche causate dalla guerre napoleoniche. Tra il malcontento generale, le divisioni religiose e i problemi derivati dell'industrializzazione scoppiano presto delle rivolte. In questo quadro si sviluppano due filoni narrativi, uno riguardante i problemi sociali dei lavoratori della zona e l'altro riguardante le vicende personali dei protagonisti di questa storia. La prima è la sensibile e delicata Caroline Helstone che rappresenta la classica eroina Brontiana. Affronta e sopporta tutte le sofferenze della vita per il bene delle persone che ama e lo fa con la forza della sua fede. Era sicuramente destinata ad essere il personaggio principale, ma poi irrompe nella scena un altro personaggio molto più vivace, più tenace, più pungente, la ricca ereditiera Shirley Keeldar. Una volta introdotto, questo secondo personaggio, prende decisamente il sopravvento su tutti gli altri. Sono due eroine molto diverse tra loro. La seconda metà del romanzo manca di brillantezza anche se ci sono pagine ricche di romanticismo. Per i miei gusti in questo caso, il narratore è un tantino troppo intrusivo. Man mano che si procede con la lettura la trama diventa quasi forzata. Si incontrano in questo libro e si scontrano diverse tematiche che sembrano voler essere tenute “per forza” insieme. Ho percepito una certa mancanza di unità e di armonia. Questo probabilmente è dovuto al fatto che il manoscritto è stato ripetutamente abbandonato e poi ripreso dalla Bronte a causa delle sue vicissitudini famigliari. Infine non ho potuto fare a meno di notare che la Bronte si è ispirata molto al romanzo “Nord e Sud” di Elizabeth Gaskell. Non solo nell'affrontare le stesse tematiche sociali più o meno negli stessi luoghi, ma anche nell'uso dei nomi (Helstone) come di nuovo nella caratterizzazione dei personaggi.

    ha scritto il 

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