Shirley

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Grandi Classici)

3.8
(254)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 635 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Portoghese

Isbn-10: 8804394420 | Isbn-13: 9788804394426 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fedora Dei ; Prefazione: Nadia Fusini

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Rosa

Ti piace Shirley?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Shirley (1849), opera della maturità artistica di Charlotte Brontë, si inserisce nel grande filone del "romanzo sociale" inglese degli inizi dell'Ottocento. La Brontë seppe calare i suoi personaggi negli avvenimenti storici della loro epoca - le guerre napoleoniche e le lotte operaie - mostrando le contraddizioni del progresso industriale e facendo riflettere le due protagoniste femminili sulla condizione della donna, sul lavoro, sul matrimonio.
Ordina per
  • 5

    Che dire di un romanzo così? Se non che è stato concepito da una delle menti più intelligenti, sensibili e appassionate che siano mai esistite sulla faccia della terra?

    ha scritto il 

  • 4

    Un vero classico

    Quando leggo classici di questa levatura, ammiro inevitabilmente la capacità, di tali autori, di descrivere in maniera così delicata e precisa quello che accade "dentro" i personaggi, oltre che fuori. ...continua

    Quando leggo classici di questa levatura, ammiro inevitabilmente la capacità, di tali autori, di descrivere in maniera così delicata e precisa quello che accade "dentro" i personaggi, oltre che fuori. Come quando osservi un quadro e ti accorgi di piccole pennellate che sembrano quasi frutto di un esercizio artistico fine a se stesso, ma che sono una scelta comunicativa precisa. Ti immergi dentro i personaggi, dentro le atmosfere, dentro le epoche. Ogni tanto, bisogna leggere un classico per ricordarsi che c'è tutto un altro modo di scrivere e di fare letteratura.

    ha scritto il 

  • 3

    ""la grandezza delle loro opere per essi era motivo per non fermarsi,ma per andare avanti.non avrebbero potuto trovare maggior motivo di piacere o di soddisfazione che nell'esercizio della propria art ...continua

    ""la grandezza delle loro opere per essi era motivo per non fermarsi,ma per andare avanti.non avrebbero potuto trovare maggior motivo di piacere o di soddisfazione che nell'esercizio della propria arte e nell'infinito riprodursi di verità e bellezza.il successo incita allo sforzo; e l'abitudine facilita il successo (recensione di inizio Ottocento)"
    (...)Charlotte Bronte,col suo splendido talento per la prosa,inciampava e cadeva con quell'arma così grossolana tra le mani. con quella stessa arma George Eliot commise delle atrocità impossibili da descrivere. Jane Austen la guardò,ne rise ed escogitò un linguaggio assolutamente naturale e armonioso,adeguato alle sue necessità e non se ne allontanò mai. Così con minor talento letterario di quanto ne avesse Charlotte Bronte,riuscì a dire infinitamente di più."
    (Una stanza tutta per sè, Virginia Woolf)

    sensazione che come la Woolf ho percepito sempre più forte man mano che si avvicinava l'epilogo. bellissima la parte "sociale",una vera lezione di storia,economia e relazioni tra diversi ceti sociali;molto meno la parte "romantica".

    sempre la Woolf." un libro non è fatto di frasi messe una accanto all'altra,ma di frasi costruite,se un 'immagine può essere utile,ad arcate o cupole"
    nella mia immagine di questo progetto architettonico le cupole e le arcate non sono esenti da crepe.

    ha scritto il 

  • 4

    un boccone succulento

    L'ho divorato in due giorni, incollati alle pagine i miei occhi non riuscivano a staccarsi! Anche se immaturo mi è piaciuto moltissimo, fino agli ultimi capitoli non riuscivo proprio a capiere gli int ...continua

    L'ho divorato in due giorni, incollati alle pagine i miei occhi non riuscivano a staccarsi! Anche se immaturo mi è piaciuto moltissimo, fino agli ultimi capitoli non riuscivo proprio a capiere gli intrecci di sentimenti che C. bronte aveva ideato! interessante anche il contesto storico!
    E' stato molto difficile da trovare, e l'edizione non è sicuramente delle più belle (vedi la copertina!) ma ne è valsa davvero la pena!

    ha scritto il 

  • 3

    Questo romanzo si può dividere in due parti, la prima è leggermente lenta, ma con vari spunti di riflessione, la seconda parte è più energica e fitta di eventi.
    Per arrivare alla seconda bisogna passa ...continua

    Questo romanzo si può dividere in due parti, la prima è leggermente lenta, ma con vari spunti di riflessione, la seconda parte è più energica e fitta di eventi.
    Per arrivare alla seconda bisogna passare per la prima, non si scappa da questo!
    In questo romanzo inoltre ci sono due protagoniste, la prima è Shirley (che compare dopo vari capitoli) e la seconda è Caroline.
    Due personalità diverse che troveranno conforto e sostegno l'una nell'altra.
    Ci sono anche gli uomini in questo romanzo, ma credo che la Bronte volesse concentrarsi principalmente sulle donne, sulle le loro fragilità e sulle loro capacità innate. Bello, ma con riserve sulla prima parte del romanzo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Charlotte, sei veramente tu?

    Per oltre 10 anni ho legato Charlotte Bronte a Jane Eyre.
    Il regalo della Fazi Editore di riesumare un nuovo romanzo della scrittrice, mi ha fatto acquistare il libro appena uscito.
    Passare dalle atmo ...continua

    Per oltre 10 anni ho legato Charlotte Bronte a Jane Eyre.
    Il regalo della Fazi Editore di riesumare un nuovo romanzo della scrittrice, mi ha fatto acquistare il libro appena uscito.
    Passare dalle atmosfere cupe, frustranti e misteriose di Jane Eyre a Shirley con tutta la sua voglia di vivere è quasi spiazzante. Non sembra nemmeno che possa essere uscita dalla stessa penna!
    Shirley non me ne voglia, ma il mio personaggio preferito è Caroline, la ragazzina buona, testarda, fragile e persa nell'amore.
    Sono state le pagine che raccontavano di lei ad esaltarmi e a farmi stare in pena per la sua salute.
    Caroline Helstone, ce ne fossero di più di personaggi come te!

    ha scritto il 

  • 5

    magnifico

    Finalmente!

    Finalmente un libro COME SI DEVE. Sarò esigente, ma sono stanca di inseguire perennemente un libro con la L maiuscola, di quelli che quando li chiudi rimani con l'occhietto ammirato e già ...continua

    Finalmente!

    Finalmente un libro COME SI DEVE. Sarò esigente, ma sono stanca di inseguire perennemente un libro con la L maiuscola, di quelli che quando li chiudi rimani con l'occhietto ammirato e già nostalgico, di quelli che ti fanno dire "Ohh, finalmente!".
    E Shirley è uno di quelli.

    Nella mia ignoranza, sono venuta a sapere da poco di questo romanzo di Charlotte Brontë, però a mia discolpa posso aggiungere che le precedenti edizioni, secondo la mia ricerca, erano penosamente tradotte e fuori stampa, difficilmente reperibili e risalenti a decenni fa; questa edizione è di Fazi e vorrei intanto ringraziare questo editore, non nuovo ma riscoperto, che ultimamente sta sfornando una serie di titoli PRELIBATISSIMI per gli amanti del classico e non solo.
    (continua sul mio blog http://bookalibre.blogspot.it/)

    ha scritto il 

  • 4

    Shirley, terzo romanzo dell'autrice inglese Charlotte Bronte se consideriamo che Il professore venne scritto prima ancora di Jane Eyre, è stato per me quanto di più lontano potessi immaginare: questa ...continua

    Shirley, terzo romanzo dell'autrice inglese Charlotte Bronte se consideriamo che Il professore venne scritto prima ancora di Jane Eyre, è stato per me quanto di più lontano potessi immaginare: questa frase non so ancora adesso, a distanza di qualche giorno da fine lettura, se abbia più una connotazione positiva che negativa.

    Il fatto che il libro rientri nel genere "romanzo sociale" mi fa propendere verso la seconda: mi spiego meglio, per quanto ami quest'autrice non posso non essere giusta e ammettere che è proprio quella parte sociale a non aver funzionato. Ad inizio lettura lessi, non ricordo dove, un articolo in cui uno storico italiano spiegò come Charlotte Bronte in questo romanzo fosse riuscita a raccontare la rivoluzione industriale meglio di Charles Dickens; ora non è assolutamente mia intenzione comparare i due autori inglese ma solo spiegare il mio punto di vista in merito alla questione: credo che ogni autore abbia un suo punto di forza, chi più chi meno, e credo senza dubbio che quello della Bronte non sia stato certo il contesto sociale.
    Purtroppo la prima parte, una lunghissima prima parte dedicata quasi interamente a questo aspetto, risente molto del problema: le pagine non scorrono, a volte sono confuse, spesso lo svolgimento della trama annoia e ogni singolo personaggio presentato non colpisce per qualità positive, ci sono talmente tante cose che non vanno che spesso non sono riuscita neanche a rimanere incantata dallo stile che amo di quest'autrice. Forse il problema è che la Bronte avrebbe voluto sviluppare equamente così tanti temi che alla fine ne è uscito un mezzo minestrone, la sensazione è quella che ci sia troppo (luddismo, guerre napoleoniche, lotta fra classi sociali, condizione femminile, riforma religiosa) e che venga a mancare una certa armonia complessiva.
    Questo almeno fino a quando fa la sua comparsa Shirley.

    Perchè bisogna ammettere che se nella prima parte, oltre ai vari curati, ci vengono presentati solo Caroline e Mr. Moore e lo svolgimento della storia va a rilento, appena la personalità di spicco del romanzo ci viene presentata le cose migliorano e l'intreccio finalmente si sviluppa.
    Ma prima di parlare di Shirley devo spendere qualche parolina sulla co-protagonista del libro, Caroline: è la figura femminile che viene presentata per prima e devo dire anche quella che ha catturato maggiormente i miei sentimenti; nonostante abbia tutti quei pregi che possono farla risultare talmente perfetta da essere irreale, in realtà anche lei non è priva di qualche difettuccio, è carina, sempre gentile, educata, e mossa sempre da buoni propositi ma è talmente timida da risultare spesso schiva, e spesso poco coraggiosa nel mostrarsi o nel dire la propria, vero anche che l'amore per Mr. Moore la rende ai miei occhi un po' troppo zerbino ma il suo sentimento è talmente forte che si perdona facilmente.
    Shirley ne è praticamente l'opposto: forte e ribelle, sempre con la battuta pronta, testarda e molto orgogliosa, è la figura femminile che credo affascini la maggior parte dei lettori anche perchè i suoi difetti si mostrano in varie occasioni e la rendono più reale, devo ammettere però che io non ho particolarmente a cuore questo personaggio: quello che mi ha infastidito di più è l'atteggiamento che assume nei confronti di Caroline e del suo sentimento per Mr. Moore, non mi è piaciuto il tono di certe frasi, sembra quasi che voglia sminuire un sentimento e a tratti sembra quasi che lo faccia per averne indietro qualcosa, certo voi mi direte lei è quella che rappresenta una sperata indipendenza femminile ma io risponderei che è facile esserlo quando si è una ricca ereditiera...
    Per concludere, qualche parolina per Mr. Moore la devo proprio dire perchè purtroppo non siamo di fronte ad un protagonista maschile di tutto rispetto, è un personaggio che non affascina una lettrice e ancor meno una lettrice che ha fatto la conoscenza di Mr. Rochester. A parte le battute, Robert purtroppo non ha nulla che attiri simpatia, è orgoglioso e, se vogliamo essere del tutto sinceri, un pochino vigliacco, è caparbio sì ma per quello che mi riguarda troppo razionale e interessato al guadagno, il suo riscatto arriverà solo nel momento in cui sarà preda dello sconforto.
    Tra questi tre personaggi, che sono il fulcro del racconto, ce ne sono poi altri mille, alcuni sono davvero piccole macchiette che compaiono e vengono presto dimenticati, altri sono un po' più presenti e altri ancora meritano sicuramente una menzione: tra questi ci sono Mr. Helstone, lo zio freddo e cinico di Caroline, Mrs. Pryor, la dama di compagnia di Shirley che si rivelerà una vera sorpresa, Mrs. Moore, la sorella spesso indispettita di Robert ma soprattutto Louis Moore, il personaggio maschile che in poco più di cento pagine ha sciolto il mio cuore, un emblema di virilità e intelligenza.

    Forse può sembrare che il mio voto finale non coincida pienamente con le mie iniziali parole ma tralasciando quella parte ho trovato Shirley un ottimo romanzo e la seconda parte mi ha conquistata. Sicuramente colpita dagli eventi che hanno traumatizzato quel periodo della sua esistenza, Charlotte Bronte ritorna così a fare quello che sapeva fare meglio, ad analizzare i sentimenti ed ecco che tralascia un po' la parte storica e dedica meno pagine alla rivoluzione, secondo me le giuste pagine, e si focalizza sulla storia dei personaggi; ed è così che le sensazioni di morte e di solitudine prendono il sopravvento sulla scrittrice, è come se lei si abbandonasse a noi e attraverso le parole di un narratore onnisciente si rivelasse con le sue angosce e il suo dolore.
    Ma non solo per questo perchè una parte fondamentale è dedicata alla lotta tra le classi sociali, senza dimenticare che l'intreccio verrà rinfrescato anche da alcuni colpi di scena originali e impensabili, ma soprattutto alla figura della donna: ho particolarmente apprezzato questo dettaglio, sia attraverso la figura di Caroline che, forse per il motivo sbagliato, vorrebbe fuggire e crearsi un'indipendenza economica sia attraverso le parole e i gesti di una Shirley molto più risoluta e determinata che fa della sua posizione sociale un'arma per combattere per i propri diritti e scegliersi da sola il proprio futuro. In proposito c'è un passo magnifico uscito proprio dalle labbra di quest'ultima (o forse dell'autrice?):

    "Gli uomini si illudono che il cervello delle donne sia un po' come quello dei bambini. E qui sta l'errore......Se gli uomini potessero vederci come realmente siamo, sarebbero alquanto sorpresi. Ma anche il più intelligente, il più perspicace tra loro, spesso si illude, riguardo alle donne...Non le vedono nella loro vera luce, le fraintendono, sia nel bene sua nel male. Pr gli uomini la donna buona è una strana cosa: Metà bambola e metà angelo; la donna malvagia è quasi sempre una specie di demonio. E li senti estasiati, in adorazione dell'eroina creata dalla loro stessa fantasia in un romanzo, in un dramma o in un poema...la immaginano bella, perfetta, divina! Può darsi, ma è artificiale...."

    Questo è quello che Shirley ha scaturito in me: non è un romanzo perfetto, è un libro che vorrebbe essere tante e forse troppe cose, la cui poca chiarezza iniziale ha influito sul giudizio complessivo e la cui bellezza forse si poteva cogliere molto prima ma resta comunque un'opera più che degna di un'autrice che con lo stile e i sentimenti ha creato pura poesia.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per