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Shock economy

L'ascesa del capitalismo dei disastri

Di

Editore: Rizzoli

4.3
(685)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 621 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese , Chi tradizionale , Sloveno

Isbn-10: 8817017183 | Isbn-13: 9788817017183 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ilaria Katerinov

Genere: Business & Economics , History , Political

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Descrizione del libro
Che cos'hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri-Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine ultraliberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati negli anni Cinquanta dal governo americano? Secondo Naomi Klein, l'idea che sia utile cancellare un intero tessuto sociale per costruire da zero un'utopia, quella dell'ultraliberismo. L'autrice denuncia un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri.
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  • 3

    interessante ma....

    Naomi Klein, è una nota giornalista USA, che ha raggiunto una fama mondiale con il libro, No Logo, sulle politiche, non proprio cristalline, industriali e commerciali dei grandi brand internazionali. In questo libro si cimenta su temi più squisitamente di carattere economico e sociale. In partic ...continua

    Naomi Klein, è una nota giornalista USA, che ha raggiunto una fama mondiale con il libro, No Logo, sulle politiche, non proprio cristalline, industriali e commerciali dei grandi brand internazionali. In questo libro si cimenta su temi più squisitamente di carattere economico e sociale. In particolare nel libro ricostruisce una serie di situazioni di shock che provocate/subite sarebbero alla base di politiche di arricchimento di grandi gruppi economici. In primo luogo analizza la storia di alcuni paesi sudamericani (Cile, Bolivia, Argentina), che con la salita al potere, per lo più, di dittatori spalleggiati dagli USA, hanno applicato terapie economiche shock di natura iper-liberista che hanno provocato una forte diseguaglianza e sofferenza sociale e guadagni per alcune multinazionali. L’autrice si sofferma sul ruolo degli Usa e del FMI (Fondo Monetario Internazionale) anche sul passaggio dal sistema comunista al libero mercato nella Russia di Eltsin con le gravi sofferenze subite dai cittadini russi. Altri shock economici sono stati inoltre inferti ai paesi del sud est asiatico dalle politiche, sempre iperliberiste imposte dal FMI, che hanno anche qui generato gravi situazioni sociali nei paesi che le hanno applicate e che poi se ne sono, in alcuni casi, affrancate. Ulteriore esempio di shock economico sociale è rappresentato dalla guerra in Iraq dove si è sfruttata l’occasione per permettere lauti guadagni alle aziende americane, con pesanti interessi nelle figure dell’amministrazione Bush, che hanno operato nella difesa e nei servizi. Infine l’ultimo esempio negativo, evidenziato dall’autrice, è quello dell’uragano Katrina a New Orleans, shock naturale, dove anche qui si sono privilegiati gli interessi di pochi e di alcune aziende a svantaggio della comunità. Per quanto riguarda il giudizio sul libro, nonostante sia molto ben documentato e abbia uno piacevole stile giornalistico, ritengo che la lunghezza, oltre 500 pagine, sia eccessiva e pertanto sia ridondante e ripetitivo in alcune parti. Inoltre mi pare anche eccessivo il peso di colpe dato alla Scuola di Chicago e Friedman, che comunque hanno fornito le argomentazioni teoriche ed economiche alle scellerate politiche attuate. Inoltre, la ricostruzione sulle colpe del FMI e Banca Mondiale, si trovano più dettagliate e direi convincenti nei libri di Stiglitz. Complessivamente comunque un libro interessante e istruttivo se non vi fate spaventare dalla sua voluminosità.

    ha scritto il 

  • 4

    Mettere l'economia (e l'uomo) in prospettiva

    4 stelle e mezzo


    Il lavoro della Klein, benché siano passati 7 anni dalla sua uscita, è in grado di gettare ponti in avanti, fornendo gli strumenti e le chiavi di lettura necessari perché il lettore possa interpretare anche i fatti più recenti, quasi come se diventassero, a quel punto, un' ...continua

    4 stelle e mezzo

    Il lavoro della Klein, benché siano passati 7 anni dalla sua uscita, è in grado di gettare ponti in avanti, fornendo gli strumenti e le chiavi di lettura necessari perché il lettore possa interpretare anche i fatti più recenti, quasi come se diventassero, a quel punto, un'appendice aggiornata del libro. Lo zampino del capitalismo dei disastri ha continuato a farsi vedere, sebbene in maniera un po' meno invasiva e con minor successo che in passato; in altre parole, le elite corporativiste continuano a perseguire la stessa agenda, ma la gente, come si presagisce già nelle parti finali del libro, sta cominciando a reagire, a ribellarsi ad imposizioni improprie che finirebbero per distruggere la loro cultura e il loro equilibrio sociale faticosamente raggiunto. E' probabile che, tuttavia, i metodi usati per estrarre ricchezza siano sempre all'opera sotto diverse spoglie, come sembra evidente dal fatto che la disuguaglianza e il disagio sociale stanno mediamente aumentando. Non c'è nemmeno da andare lontano per trovare casi simili, visto che ci sono anche in Europa, ma anche qui, come hanno sancito le ultime elezioni, il vento sta cambiando. Provo a proporre una riflessione. Viene da domandarsi se sia il modello friedmaniano in sé, come peraltro qualsiasi altro modello, ad esempio quello socialista, ad essere causa intrinseca di sommovimenti socio-economici che arrecano sofferenza a così larga parte della popolazione. Potrebbe essere che non si debba additare a responsabile il modello, bensì il modo in cui esso viene applicato, ovvero, in ultima analisi, la natura umana? Per questo forse si prediligono a furor di popolo modelli politici ed economici di stampo democratico, perché hanno strutture che cercano di tutelare tutti dagli abusi. E' in sostanza, almeno per la maggior parte della gente, una scelta interessata e non mossa dall'ideale del bene comune. Questo perché in genere, chi si trovi in posizione di potere e sicurezza, non si preoccuperebbe di tutelare altri ma, non essendo così, si preferisce tutelare tutti che accettare il rischio di essere uno sconfitto di quella che sarebbe, a quel punto, forse una lotta senza quartiere per la supremazia del più forte. Pertanto anche nel caso del capitalismo dei disastri, non è questione di scagliarsi contro chi è al potere, demonizzandolo, ma piuttosto di domandarci quanto di quella natura egoista e financo crudele è presente dentro di noi, quanto del "mostro" vive in noi. E' quindi necessario un modello equilibrato e democratico, per quanto sempre imperfetto a causa delle forze prevaricanti sempre presenti, almeno fino a quando non si sarà raggiunta una massa critica di persone realmente animate dallo spirito dell'agape e della fratellanza, dunque desiderose del bene universale; traguardo però raggiungibile solo con un intenso lavoro interiore che muova dalla consapevolezza della propria ombra e dal suo superamento, affiancandosi all'impegno di costruire una società migliore partendo dalla propria vita e da ciò che la circonda.

    ha scritto il 

  • 0

    Amazing!

    This is truly shocking. The lengths that man will go to make money is incredible. From torture, war, economic devastation and wholesale privatisation of state assets, nothing is off limits. It's frightening!

    ha scritto il 

  • 3

    The Shock Doctrine (2007)

    Il libro della Klein è orrendamente persuasivo, ma l'insistenza dell'autrice nell'incensare il brillante Keynes e il suo Stato interventista e nell'addossare tutte le colpe a economisti di area liberale è discutibile. Non è facile, anzi è difficilissimo ricostruire un Paese da capo a piedi in fun ...continua

    Il libro della Klein è orrendamente persuasivo, ma l'insistenza dell'autrice nell'incensare il brillante Keynes e il suo Stato interventista e nell'addossare tutte le colpe a economisti di area liberale è discutibile. Non è facile, anzi è difficilissimo ricostruire un Paese da capo a piedi in funzione della libera concorrenza e del mercato, quando si è sprovvisti del know how indispensabile, dell'infrastruttura basilare, dei capitali. E si è profondamente corrotti dalle pratiche soporifere del populismo e del collettivismo.

    Io resto dell'idea che se il potere non viene fatto rigare dritto, controllato e rinnovato in modo costante, quel potere in mano a chi detta leggi e le fa rispettare, a chi controlla la forza e, con una semplice firma, decide il destino di migliaia o di milioni di uomini, può dimenticare i suoi limiti e creare indicibili danni. A qualsiasi ideologia politica appartenga e quali che siano le sue buone intenzioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Quizá un poco largo

    Evidentemente este "ensayo" requiere de longitud porque explica al detalle lo ocurrido en bastantes países, pero realmente se me ha hecho largo. Quizá un poco menos de detalle en algunos ejemplos hubiera dado más dinamismo al texto.


    Crítica documentada al capitalismo más feroz. Muy interes ...continua

    Evidentemente este "ensayo" requiere de longitud porque explica al detalle lo ocurrido en bastantes países, pero realmente se me ha hecho largo. Quizá un poco menos de detalle en algunos ejemplos hubiera dado más dinamismo al texto.

    Crítica documentada al capitalismo más feroz. Muy interesante a la par que aterrador al ver cómo el dinero es el que mueve el mundo y cómo las personas que realmente gobiernan están tan ciegos por lo material que llegan a ser malas personas sin corazón.

    Un ensayo bastante duro.

    ha scritto il 

  • 4

    La tesi sostenuta in questo libro è molto forte ma fornisce una spiegazione veramente logica a molti fenomeni di geopolitica dell'ultimo secolo. Che ci fossero interessi economici (Americani) dietro i recenti conflitti in medio oriente era fuor di dubbio ma un'analisi così completa della situazio ...continua

    La tesi sostenuta in questo libro è molto forte ma fornisce una spiegazione veramente logica a molti fenomeni di geopolitica dell'ultimo secolo. Che ci fossero interessi economici (Americani) dietro i recenti conflitti in medio oriente era fuor di dubbio ma un'analisi così completa della situazione non l'avevo mai vista. Ciò che credo la maggior parte della gente ignori è il ruolo dell'ultraliberismo Friedmaniano anche, per esempio, nelle dittature sudamericane o negli eventi a seguito dello Tsunami in Sri Lanka. Forse la Klein esagera nell'additare Friedman e compagnia come la causa della quasi totalità dei disastri dell'umanità. Sicuramente hanno avuto un ruolo però ritenerli (quasi) diretti responsabili dell'uccisione di milioni di persone mi pare eccessivo. Una seconda pecca è a mio avviso anche il capitolo d'apertura sull'elettroshock. Tutto molto interessante ma serviva solamente per fornire un'analogia tra i metodi "terapeutici" e di tortura con quelli usati su macro scala nelle situazioni descritte. Fattostà che è troppo lungo e approfondito per l'argomento del libro che già non è brevissimo, complice forse anche una certa ripetitività. Rimane in ogni caso scritto con chiarezza, l'attenzione rimane alta grazie alle rivelazioni dei collegamenti e dei retroscena assolutamente non scontati. La cosa che però mi fa più paura è che quanto letto si adatta paurosamente alla crisi attuale che da oggi riesco a vedere sotto un'altra luce. I tasselli alla fine vanno tutti al loro posto, 4 stelle meritate.

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio lungo le crisi della seconda metà del novecento. stupisce la lunga e approfondita documentazione che copre gran parte del mondo. La crisi in Bolivia, in Thailandia che non conoscevo insieme a tutte le altre e più famose terapie shock.

    ha scritto il 

  • 4

    Che cosa hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri Lanka posttsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla Cia negli anni Cinquanta? Secondo Naomi Klein, L'idea che sia utile ...continua

    Che cosa hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri Lanka posttsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine liberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati dalla Cia negli anni Cinquanta? Secondo Naomi Klein, L'idea che sia utile fare tabula rasa per costruire da zero una mente, un tessuto sociale, un'utopia: quella del fondamentalismo capitalista del libero mercato. Il bellissimo libro di Naomi Klein, anche se leggermente lungo, smonta il mito del trionfo pacifico e democratico dell'economia di mercato. Solo uno shock, provocato da un cataclisma naturale o dalla violenza intenzionale della guerra, del terrorismo, della tortura, può trasformare il "politicamente impossibile" in "politicamente inevitabile". Sono parole del guru dell'ultraliberismo, Milton Friedman, che i suoi zelanti discepoli hanno messo in pratica con sconcertante abilità. Così, il trauma dell'11 settembre ha permesso a Bush di appaltare ad aziende private la sicurezza interna e la guerra all'estero; la ricostruzione dopo l'uragano ha cancellato in un attimo le case popolari e le scuole pubbliche di New Orleans; l'onda dello tsunami ha allontanato dalle coste centinaia di migliaia di pescatori, liberando le spiagge per nuovi villaggi turistici. Shock Economy è un argomentato atto d'accusa contro un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri (a vantaggio di pochi) e ne produce in proprio di ancora peggiori. Come dimostra la tragedia irachena. http://www.youtube.com/watch?v=Gaqj_zT8Lgw Link al video di presentazione del libro.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro que prometia bastante basado en su trailer de internet, resulta una copilacion repetitiva, con muchos puntos que rayan en lo paranoide y cuya informacion en lugar de ser documentada, esta basada en interpretaciones. Verdaderamente decepcionante es lo minimo que se le puede aplicar a una ...continua

    Un libro que prometia bastante basado en su trailer de internet, resulta una copilacion repetitiva, con muchos puntos que rayan en lo paranoide y cuya informacion en lugar de ser documentada, esta basada en interpretaciones. Verdaderamente decepcionante es lo minimo que se le puede aplicar a una obra que tiene cuando menos 300 paginas de mas. Contiene algunos puntos interesantes que si se hubiera tomado la molestia de documentar ccn algo mas que declaraciones en television o revistas, podria haber dado de mas, es una obra que no envejece para nada bien y que en unos pocos años de su publicacion quedo absolutamente obsoleta, toma ejemplos faciles de su interpretacion de la vida economica, pero deja convenientemente fuera de la critica a movimientos que ella defiende sin analizar sus abusos ni desastrozos resultados. Yo siendo Mexicana, me parece aberrante y le quita muchisimo de credibilidad a la autora, cuando se atreve a exaltar a Elba Esther Gordillo como una luchadora social, cuando su sindicato aqui en Mexico ha sido un cancer que hasta la fecha arrastramos, cuando pone de modelo politico a Hugo Chavez cuyas practicas de aferrarse al poder son aberrantes y repito deja fuera de referencia y tiene una mension en toda su obra a Cuba, simbolo imperfecto de lo que significa lo que la autora defiende. Es verdaderamente lastimoso que lo que podria haber sido una obra de denuncia,resulto ser un panfleto de epocas atrasadas y sin miras a la democracia.

    ha scritto il