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Shock economy

L'ascesa del capitalismo dei disastri

By Naomi Klein

(945)

| Paperback | 9788817017183

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Book Description

Che cos'hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri-Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine ultraliberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati negli anni Cinquanta d Continue

Che cos'hanno in comune l'Iraq dopo l'invasione americana, lo Sri-Lanka post-tsunami, New Orleans dopo l'uragano Katrina, le dottrine ultraliberiste della Scuola di Chicago e alcuni esperimenti a base di elettroshock finanziati negli anni Cinquanta dal governo americano? Secondo Naomi Klein, l'idea che sia utile cancellare un intero tessuto sociale per costruire da zero un'utopia, quella dell'ultraliberismo. L'autrice denuncia un capitalismo di conquista che sfrutta cinicamente i disastri.

136 Reviews

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    Mettere l'economia (e l'uomo) in prospettiva

    4 stelle e mezzo

    Il lavoro della Klein, benché siano passati 7 anni dalla sua uscita, è in grado di gettare ponti in avanti, fornendo gli strumenti e le chiavi di lettura necessari perché il lettore possa interpretare anche i fatti più recenti, quas ...(continue)

    4 stelle e mezzo

    Il lavoro della Klein, benché siano passati 7 anni dalla sua uscita, è in grado di gettare ponti in avanti, fornendo gli strumenti e le chiavi di lettura necessari perché il lettore possa interpretare anche i fatti più recenti, quasi come se diventassero, a quel punto, un'appendice aggiornata del libro. Lo zampino del capitalismo dei disastri ha continuato a farsi vedere, sebbene in maniera un po' meno invasiva e con minor successo che in passato; in altre parole, le elite corporativiste continuano a perseguire la stessa agenda, ma la gente, come si presagisce già nelle parti finali del libro, sta cominciando a reagire, a ribellarsi ad imposizioni improprie che finirebbero per distruggere la loro cultura e il loro equilibrio sociale faticosamente raggiunto. E' probabile che, tuttavia, i metodi usati per estrarre ricchezza siano sempre all'opera sotto diverse spoglie, come sembra evidente dal fatto che la disuguaglianza e il disagio sociale stanno mediamente aumentando. Non c'è nemmeno da andare lontano per trovare casi simili, visto che ci sono anche in Europa, ma anche qui, come hanno sancito le ultime elezioni, il vento sta cambiando.
    Provo a proporre una riflessione. Viene da domandarsi se sia il modello friedmaniano in sé, come peraltro qualsiasi altro modello, ad esempio quello socialista, ad essere causa intrinseca di sommovimenti socio-economici che arrecano sofferenza a così larga parte della popolazione. Potrebbe essere che non si debba additare a responsabile il modello, bensì il modo in cui esso viene applicato, ovvero, in ultima analisi, la natura umana? Per questo forse si prediligono a furor di popolo modelli politici ed economici di stampo democratico, perché hanno strutture che cercano di tutelare tutti dagli abusi. E' in sostanza, almeno per la maggior parte della gente, una scelta interessata e non mossa dall'ideale del bene comune. Questo perché in genere, chi si trovi in posizione di potere e sicurezza, non si preoccuperebbe di tutelare altri ma, non essendo così, si preferisce tutelare tutti che accettare il rischio di essere uno sconfitto di quella che sarebbe, a quel punto, forse una lotta senza quartiere per la supremazia del più forte. Pertanto anche nel caso del capitalismo dei disastri, non è questione di scagliarsi contro chi è al potere, demonizzandolo, ma piuttosto di domandarci quanto di quella natura egoista e financo crudele è presente dentro di noi, quanto del "mostro" vive in noi. E' quindi necessario un modello equilibrato e democratico, per quanto sempre imperfetto a causa delle forze prevaricanti sempre presenti, almeno fino a quando non si sarà raggiunta una massa critica di persone realmente animate dallo spirito dell'agape e della fratellanza, dunque desiderose del bene universale; traguardo però raggiungibile solo con un intenso lavoro interiore che muova dalla consapevolezza della propria ombra e dal suo superamento, affiancandosi all'impegno di costruire una società migliore partendo dalla propria vita e da ciò che la circonda.

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    Mescala said on Jul 7, 2014 | Add your feedback

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    Come dargli torto. Purtroppo si è avverato tutto.

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    MAGIO said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

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    Amazing!

    This is truly shocking. The lengths that man will go to make money is incredible. From torture, war, economic devastation and wholesale privatisation of state assets, nothing is off limits. It's frightening!

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    Grozwhit said on Jan 29, 2014 | Add your feedback

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    The Shock Doctrine (2007)

    Orrendamente persuasivo.
    La mia unica riserva è sull'insistenza di Naomi Klein nell'addossare tutte le colpe a economisti di area liberale, quando i veri architetti di questi orrori sono le classi politiche senza scrupoli e corrotte e spesso crimina ...(continue)

    Orrendamente persuasivo.
    La mia unica riserva è sull'insistenza di Naomi Klein nell'addossare tutte le colpe a economisti di area liberale, quando i veri architetti di questi orrori sono le classi politiche senza scrupoli e corrotte e spesso criminali (e le corporazioni che le manovrano). Neppure Marx, piaccia o meno, è responsabile direttamente della deriva della Russia di Lenin e Stalin, cosa che dubito avrebbe voluto, nonostante alcune sue idee lascino presagire quei possibili risultati. E neppure Keynes è il farmaco universale di ogni male come sembra pensare un po' superficialmente la Klein.
    Finchè non verrà limitato il potere di chi ci governa, è inutile prendersela con uomini di intelletto, onesti o meno che siano nelle loro idee. E Il potere non è più disposto ad accettare limiti e controlli (basta guardare cosa accade da noi, cioè i tentativi di ridurre l’apporto democratico al minimo possibile nella formulazione delle riforme sulla legge elettorale, dove tutto sembra essere in funzione del potere e della conservazione del potere).

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    VittorioC said on Jan 28, 2014 | Add your feedback

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    Quizá un poco largo

    Evidentemente este "ensayo" requiere de longitud porque explica al detalle lo ocurrido en bastantes países, pero realmente se me ha hecho largo. Quizá un poco menos de detalle en algunos ejemplos hubiera dado más dinamismo al texto.

    Crítica document ...(continue)

    Evidentemente este "ensayo" requiere de longitud porque explica al detalle lo ocurrido en bastantes países, pero realmente se me ha hecho largo. Quizá un poco menos de detalle en algunos ejemplos hubiera dado más dinamismo al texto.

    Crítica documentada al capitalismo más feroz. Muy interesante a la par que aterrador al ver cómo el dinero es el que mueve el mundo y cómo las personas que realmente gobiernan están tan ciegos por lo material que llegan a ser malas personas sin corazón.

    Un ensayo bastante duro.

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    Oliver Diaz said on Nov 7, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La tesi sostenuta in questo libro è molto forte ma fornisce una spiegazione veramente logica a molti fenomeni di geopolitica dell'ultimo secolo. Che ci fossero interessi economici (Americani) dietro i recenti conflitti in medio oriente era fuor di du ...(continue)

    La tesi sostenuta in questo libro è molto forte ma fornisce una spiegazione veramente logica a molti fenomeni di geopolitica dell'ultimo secolo. Che ci fossero interessi economici (Americani) dietro i recenti conflitti in medio oriente era fuor di dubbio ma un'analisi così completa della situazione non l'avevo mai vista. Ciò che credo la maggior parte della gente ignori è il ruolo dell'ultraliberismo Friedmaniano anche, per esempio, nelle dittature sudamericane o negli eventi a seguito dello Tsunami in Sri Lanka. Forse la Klein esagera nell'additare Friedman e compagnia come la causa della quasi totalità dei disastri dell'umanità. Sicuramente hanno avuto un ruolo però ritenerli (quasi) diretti responsabili dell'uccisione di milioni di persone mi pare eccessivo. Una seconda pecca è a mio avviso anche il capitolo d'apertura sull'elettroshock. Tutto molto interessante ma serviva solamente per fornire un'analogia tra i metodi "terapeutici" e di tortura con quelli usati su macro scala nelle situazioni descritte. Fattostà che è troppo lungo e approfondito per l'argomento del libro che già non è brevissimo, complice forse anche una certa ripetitività. Rimane in ogni caso scritto con chiarezza, l'attenzione rimane alta grazie alle rivelazioni dei collegamenti e dei retroscena assolutamente non scontati. La cosa che però mi fa più paura è che quanto letto si adatta paurosamente alla crisi attuale che da oggi riesco a vedere sotto un'altra luce. I tasselli alla fine vanno tutti al loro posto, 4 stelle meritate.

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    Loky said on May 6, 2013 | Add your feedback

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