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Shosha

By Isaac Bashevis Singer

(38)

| Hardcover

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Book Description

45 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non tra i migliori di Singer. Tra l'altro personalmente amo molto di più il fratello Israel J. Singer.

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    mgt said on Aug 26, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Una bellissima storia commovente. Scrittura avvincente.
    Da leggere!

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    stefy said on Jul 4, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non tra i migliori libri di Singer, ne' i personaggi ne' lo svolgimento della trama mi hanno convinta.

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    cris56 said on Jun 8, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    è un amore sgraziato, incomprensibile, ingenuo, mistico quello tra aron e shosha- che pervade tutto il libro, straripa e corre parallelo con l'amore per un mondo ormai scomparso- quello della varsavia prebellica, con le sue miserie, le sue contraddiz ...(continue)

    è un amore sgraziato, incomprensibile, ingenuo, mistico quello tra aron e shosha- che pervade tutto il libro, straripa e corre parallelo con l'amore per un mondo ormai scomparso- quello della varsavia prebellica, con le sue miserie, le sue contraddizioni, i suoi sfarzi poi spazzati via dall'invasione nazista. è un libro di donne questo romanzo- oltre a shosha ci sono sua madre bashele, dora, betty, celia, tekla: tutte diverse fra loro, tutte inquiete e preda di pulsioni, fermenti, ideali, sconforto. è un romanzo nostalgico, appassionato, un po' sconclusionato eppure pieno di umanità- teso tra ragione, religione, innocenza e paura; forse non il miglior singer, ma l'ho trovato splendido e imperfetto.

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    fiamma said on Jun 6, 2014 | 4 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    l'amore, che tanto sembra essere presente in questo libro, è un amore fuori dagli schemi, un po' malato e sgraziato, forse incomprensibile, estremamente umano nel suo non sembrarlo. Non so, ma a tratti l'impressione è di una quasi irriverente e sicur ...(continue)

    l'amore, che tanto sembra essere presente in questo libro, è un amore fuori dagli schemi, un po' malato e sgraziato, forse incomprensibile, estremamente umano nel suo non sembrarlo. Non so, ma a tratti l'impressione è di una quasi irriverente e sicuramente dolorosa allegoria dell'amore divino nei confronti dell'uomo, un'allegoria bagnata nell'attesa, battezzata in questo modo a non essere mai completa.

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    Ettore BilBo said on Jun 4, 2014 | 1 feedback

  • 11 people find this helpful

    Una storia d'amore, ma non troppo.

    Questo è il primo libro che leggo di Singer, Isaac Bashevis, il più “fortunato” dei due fratelli.

    Sebbene secondo quanto dice chi è più esperto di me, questo non sia uno dei sui migliori romanzi, riconosco che vi scorre la linfa del grande narratore ...(continue)

    Questo è il primo libro che leggo di Singer, Isaac Bashevis, il più “fortunato” dei due fratelli.

    Sebbene secondo quanto dice chi è più esperto di me, questo non sia uno dei sui migliori romanzi, riconosco che vi scorre la linfa del grande narratore.
    Narrando in prima persona un pezzo di vita di Aaron Greidinger, figlio di un rabbino della miserrima via Krochmalna del ghetto di Varsavia, con dei tratteggi poco più che abbozzati Singer riesce a restituire al lettore, probabilmente scovandoli da qualche parte nel profondo dei suoi ricordi, un mondo – quello del ghetto ebraico di Varsavia negli anni ’30 – e dei personaggi ottimamente caratterizzati e incastrati nelle vicende del protagonista.

    Una storia tenera, che sfiora (non a caso uso il termine “sfiora”) tanti temi importanti.
    Da qui il mio giudizio complessivamente positivo sul romanzo.

    Ma poi c’è la storia d’amore di Aaron e Shosha.
    Che non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che “Shosha” è il titolo del romanzo e che l’autore stesso ha dichiarato che la storia narrata in Shosha è “una storia d’amore”.
    Onestamente è difficile credere che il sentimento che Aaron prova per Shosa sia Amore, quello con la A maiuscola (sempre che qualcuno poi lo sappia, che cos’è questo Amore con la A maiuscola, ndr): c’è troppa ingenuità, poca passione, pochissima affinità intellettuale, troppi “svolazzi”…
    Probabilmente la storia d’amore a cui si riferisce Singer non è quella di Aaron per Shosha come donna (fa tenerezza il fatto che lei donna provi ad esserlo senza riuscirci mai fino in fondo), quanto piuttosto un amore per le sue origini, per la parte più innocente e naïf di sé che è rimasta al n° 7 di via Krochmalna…

    Sarà, ma questa storia d’amore a me è risultata poco credibile, e non mi ha convinta.
    Per cui il mio giudizio finale è positivo, ma non troppo.

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    Casper said on May 13, 2014 | 10 feedbacks

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