Si això és un home

Per

Editor: Edicions 62 (labutxaca)

4.5
(13701)

Language: Català | Number of Pàgines: 276 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , French , German , Italian , Spanish , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 8496863646 | Isbn-13: 9788496863644 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Francesc Miravitlles

També disponible com: Others , Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
Primo Levi, supervivent dels camps d'extermini d'Auschwitz, va escriure aquesta obra, publicada l'any 1947, amb la intenció de llegar a la humanitat un material de primer ordre per a l'estudi de l'ànima i el comportament humans. Aquest llibre és, per tant, un testimoni colpidor de la vida i la supervivència a l'infern dels lager polonesos durant els últims anys de l'ocupació nazi; però també és, i sobretot, una anàlisi ponderada- en la mesura en què això és possible- de la dignitat i de l'abjecció en l'home enfrontat a l'extermini. Escrit amb una prosa vivíssima i gens afectada, la lectura de Si això és un home emociona al lector i alhora li permet de fondejar en les grandeses i les misèries de l'existència humana.
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    non ho molte parole per questo libro; la sua genesi, le sue pagine il suo alone ormai "mitologico" ne fanno un libro incriticabile. L'ho letto con passione, preparato al peggio ma senza trovare una na ...continua

    non ho molte parole per questo libro; la sua genesi, le sue pagine il suo alone ormai "mitologico" ne fanno un libro incriticabile. L'ho letto con passione, preparato al peggio ma senza trovare una narrazione cosi' devastante e, forse solo ora, scrivendo queste parole mi rendo conto della sua potenza, riesce a raccontare cose innenarrabili in maniera normale, come probabilmente sembravano "normali" alle persone che hanno permesso accadessero.

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  • 5

    200 pagine di calci nello stomaco. Racconto crudo e semplice di quello che succedeva nei campi di concentramento, ma soprattutto di quello che il campo di concentramento faceva all'essere umano, l'ann ...continua

    200 pagine di calci nello stomaco. Racconto crudo e semplice di quello che succedeva nei campi di concentramento, ma soprattutto di quello che il campo di concentramento faceva all'essere umano, l'annullamento della persona e di tutti i normali schemi mentali.
    Leggi e stai male, perchè non è un romanzo, è storia. E tutta la bestialità è narrata con semplicità, come un resoconto di qualcosa che per i protagonisti ormai è assolutamente normale.
    Il capitolo che forse mi ha colpito di più è "le nostre notti", nel quale Levi, tra le altre cose, descrive i sogni ricorrenti in lager: tornare a casa e non essere ascoltati dai propri cari, oppure sognare di mangiare, masticando nel sonno. Tremendo.

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  • 4

    Pff, che cliché aver letto "Se questo è un uomo" nel periodo vicino al Giorno della Memoria, ma è successo e non posso farci nulla ormai: di certo mi vergogno di aver letto questo libro alla veneranda ...continua

    Pff, che cliché aver letto "Se questo è un uomo" nel periodo vicino al Giorno della Memoria, ma è successo e non posso farci nulla ormai: di certo mi vergogno di aver letto questo libro alla veneranda età di 21 anni. Tralasciando le banalità critiche che sono naturali quando si approccia questo libro (tipo: "Oh mio dio che meraviglia il capitolo sul XXVI canto dell'Inferno!") vorrei passare a considerazioni più profonde.

    Sebbene questo libro nasca con uno sguardo sull'Olocausto molto diverso da quello a cui ero abituata - vedi approcci storici, distanti - e con cui concordavo - vedi Hannah Arendt - sono rimasta colpita dal modo che Primo Levi ha di raccontare la sua storia, per diversi motivi:
    - lo sguardo lucido, dettagliato, estremamente analitico
    - la capacità di cogliere sfumature psicologiche ed esistenziali su cui in pochi si sarebbero soffermati durante un'esperienza del genere
    - il sorvolare le atrocità lasciandole sempre sullo sfondo, dove non possono colpirti con la brutalità dell'orrido, ma solamente con l'inquietudine di star assistendo a qualcosa di profondamente sbagliato.

    Nell'Appendice, dove sono raccolte domande e risposte fatte durante i vari incontri con gli studenti, Primo Levi dice una cosa che mi ha stupito, una cosa tipo: "Cercare di capire è sinonimo di perdonare" giustificando in un certo modo il suo rapporto di freddo distacco con il nemico e l'oppressore (cosa evidentissima nel libro). Questo mi ha colpito perché era in netto contrasto con il mantra "Arendtiano" del "cercare di capire è una cosa molto diversa dal perdono": ora, non penso si possa determinare quale delle due prospettive sia giusta o sbagliata, ma di certo è interessante vedere come esse cambino a seconda della posizione di chi le formula.

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  • 5

    Per non dimenticare

    Grande libro di testimonianza che nasce dall'urgenza di raccontare agli altri l'esperienza estrema del lager,orrenda istituzione pensata e sorta sterminare uomini e donne, annientando in primo luogo l ...continua

    Grande libro di testimonianza che nasce dall'urgenza di raccontare agli altri l'esperienza estrema del lager,orrenda istituzione pensata e sorta sterminare uomini e donne, annientando in primo luogo la dignità dell'essere umano. Come prefazione una celebre poesia esorta, anzi ordina, di ricordare l'orrore dello sterminio, nella consapevolezza che il lager porta alle estreme conseguenze una convinzione che giace latente nell'animo umano, e cioè "che ogni straniero è nemico"

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  • 5

    Ho diligentemente dedicato il fine settimana attorno alla giornata della memoria guardando film e documentari (tutti quelli offerti da Sky e qualcuno dalla Rai) sulla persecuzione degli ebrei da parte ...continua

    Ho diligentemente dedicato il fine settimana attorno alla giornata della memoria guardando film e documentari (tutti quelli offerti da Sky e qualcuno dalla Rai) sulla persecuzione degli ebrei da parte del regime nazista, e leggendo questo libro. Non è la prima volta naturalmente che affronto la storia della Shoah ma questo fine settimana è stato volutamente molto intenso. E mi vergogno (e per questo mi espongo a pubblico ludibrio) di non aver mai letto prima la testimonianza di Primo Levi. Sono sopraffatta.

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  • 4

    "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"

    Le pagine in cui Primo Levi traduce al suo compagno Pikolo il canyo di Ulisse sono forse tra le più belle che abbia mai letto.

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  • 5

    ....grande libro!!

    Questo libro, fa parte di tanti libri sulla guerra, che mio padre mi ha lasciato in eredità e che solo ora ho avuto il coraggio di rispolverare.
    Ho voluto iniziare da questo, perchè uno dei piu stimat ...continua

    Questo libro, fa parte di tanti libri sulla guerra, che mio padre mi ha lasciato in eredità e che solo ora ho avuto il coraggio di rispolverare.
    Ho voluto iniziare da questo, perchè uno dei piu stimati e citati da mio padre in tutta la sua vita..
    Avere tra le mani questo libro e sapere che anche mio padre lo ha letto è per me stato fonte di grande emozione e so per certo che non resterà l'ultimo.
    Quale dolore avrà creato a chi direttamente o indirettamente la guerra la ha vissuta sulle proprie spalle, solo ora mi rendo conto di quanto poco sapevo di mio padre
    e di quanta poca importanze gli avessi dedicato..
    Spero che questa mia scoperta tardiva in qualche modo possa fare pace con la mia coscienza perche è un tentativo di capire e di avvicinarmi a lui....
    Libro, senza ombra di dubbio, straziante nella sua lucida ricostruzione di quanto lui stesso e tanti altri deportati vissero a Monowitz.
    Soprattutto il racconto degli ultimi dieci giorni, da quando Levi e tutti gli altri ricoverati in KA-BE (infermeria) vengono a sapere che i russi si stavano avvicinando..
    Monowitz viene bombardato e viene abbandonato da tutti, nazisti compresi, chi resta sono in pochi ricoverati in infermeria e vi garantisco che sono pagine strazianti...
    Una testimonianza terribile anche se nella prima parte traspare molto il Levi cronista, distaccato e lucido che per un verso può essere interessante per quanto concerne
    i fatti narrati ma personalmente mi sarei aspettata piu emozione e più pathos..

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  • 5

    Un capolavoro! Levi racconta con emozione e crudezza la vita nel campo di concentramento... Una descrizione psicologica e che ti colpisce in pancia... Dopo averlo letto ti rendi conto quanta infernale ...continua

    Un capolavoro! Levi racconta con emozione e crudezza la vita nel campo di concentramento... Una descrizione psicologica e che ti colpisce in pancia... Dopo averlo letto ti rendi conto quanta infernale e terribile è stata la seconda guerra mondiale...

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  • 5

    da uomo a bestia, da bestia a uomo

    Non è solo un libro da leggere, ma da studiare. Mentre leggevo, nel mio immaginario ero li accanto a lui, in quel folle campo con uomini ridotti meno che bestie.

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