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Si chiama Francesca, questo romanzo

Di

Editore: Marcos y Marcos

3.8
(338)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8871686071 | Isbn-13: 9788871686073 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In questo romanzo ci sono: una macchina meravigliosa, un posto per andarci a riflettere, una città russa famosa per la sua produzione di pentole, un armeno che gli piace citare Cechov crede di essere furbo, una certa dose di compiacimento nello scoprire di essere poco normali, una quantità di pensieri che vanno e che vengono e che non lo fanno mai stare tranquillo, una tutina aderente speciale che fanno loro in Irlanda, un paio di tipici esempi di immaginazione, un momento che ci si chiude in casa a Basilicanova a rilegger fumetti farsi colare sopra le mani la cera delle candele, una scena di pianto nella biblioteca Lenin di Mosca, un numero imprecisato di storie del Mullà Nasrudìn, tutte le partite del mondiale di calcio del novantaquattro, una fila di madonne che in ospedale se la ricordano ancora, uno che si chiede come può fare a resistere alle bastonate che arrivano da tutte le parti e qualche altra cosa.
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  • 0

    "Francesca è comparsa nel sottopassaggio era così bella, mi veniva da andarmi a nascondere da qualche parte col mio cappellino nel mio cappottino, l’altro giorno a Parma in stazione, solo lei mi aveva già visto mi è venuta incontro Ciao, mi ha detto, come stai?
    Eh, le ho detto io, in alt
    ...continua

    "Francesca è comparsa nel sottopassaggio era così bella, mi veniva da andarmi a nascondere da qualche parte col mio cappellino nel mio cappottino, l’altro giorno a Parma in stazione, solo lei mi aveva già visto mi è venuta incontro Ciao, mi ha detto, come stai?
    Eh, le ho detto io, in alto i cuori."

    Non serve aggiungere altro.

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 167

    Le voci che stanno sulla mia testa, ci sono fin da quando ero piccolo, le voci, sulla mia testa, anche se la maggior parte degli anni loro si facevan sentire solo una volta ogni tanto sotto le feste Sei una merda, dicevano, dopo tornavano nella macchia nell'anonimato non c'era dialogo, un tempo, ...continua

    Le voci che stanno sulla mia testa, ci sono fin da quando ero piccolo, le voci, sulla mia testa, anche se la maggior parte degli anni loro si facevan sentire solo una volta ogni tanto sotto le feste Sei una merda, dicevano, dopo tornavano nella macchia nell'anonimato non c'era dialogo, un tempo, con le voci che stanno sulla mia testa.

    ha scritto il 

  • 3

    e 1/2

    Qualche volta i critici non hanno tutti i torti a baccagliare, nella prima parte del libro m'era venuta un po' di voglia di mollare.
    Poi quando è diventato un romanzo d'amore allora ho ritrovato il Nori che piace a me (Rita e Gina, sappiatelo!, come parla lui d'amore non lo sa fare nessuno ...continua

    Qualche volta i critici non hanno tutti i torti a baccagliare, nella prima parte del libro m'era venuta un po' di voglia di mollare.
    Poi quando è diventato un romanzo d'amore allora ho ritrovato il Nori che piace a me (Rita e Gina, sappiatelo!, come parla lui d'amore non lo sa fare nessuno)

    ha scritto il 

  • 0

    Si fa prima a leggerlo che a tentare di descriverlo, questo romanzo. Anzi, non si può fare a meno di leggerlo.Uno spaccato di vita, anzi, di sopravvivenza. La lotta coraggiosa di un uomo con il suo bagaglio di esperienze, alla ricerca del suo equilibrio, del suo inserimento nel mondo e, perché no ...continua

    Si fa prima a leggerlo che a tentare di descriverlo, questo romanzo. Anzi, non si può fare a meno di leggerlo.Uno spaccato di vita, anzi, di sopravvivenza. La lotta coraggiosa di un uomo con il suo bagaglio di esperienze, alla ricerca del suo equilibrio, del suo inserimento nel mondo e, perché no, della felicità.Felicità da raggiungere con grande fatica, perché [...] ci sono delle responsabilità, nella vita, purtroppo io adesso devo star male, non posso mica io, stare bene, è comoda voler stare bene quando evidentemente nella tua vita tutto ti dice che devi star male.

    E' la storia del difficile percorso di Learco Ferrari, con la convalescenza dopo un terribile incidente che lo ha lasciato ustionato, il ricordo delle pesanti trasferte di lavoro, la travagliata quotidianità dell'attuale occupazione. E, soprattutto, la ricerca dell'amore. Il tutto accompagnato da un continuo sottofondo di pensieri, il tipico flusso di coscienza delle menti che mai riposano.

    Il risultato è un romanzo [...] che mescola sapientemente il comico al tragico e al riso, che scaturisca da circostanze paradossali e da eventi grotteschi e che lasci in bocca l'amaro di una situazione esistenziale in cui si riconoscono tre generazioni tradite nelle illusioni e negli ideali.L'atmosfera è così realista da apparire surreale, le percezioni della realtà che circonda il protagonista vengono continuamente filtrate dai suoi pensieri. Il risultato è una narrazione che a un occhio distratto può sembrare caotica; in realtà è molto poetica

    Commovente e lieve allo stesso tempo, profonda ma sdrammatizzata, a volte tragica ma con sapiente ironia risulta questa storia, da non perdere per nessun motivo.

    Lo stile inconfondibile e inimitabile di Paolo Nori, colui che non ha il "flusso di coscienza" di James Joyce, ma "le voci che stanno sopra la sua testa". In quanto voci, fanno il loro lavoro di voci, e non stanno mai zitte, tormentandolo continuamente per spronarlo a comportarsi come loro vorrebbero. Petulanti e decisamente femminili.Hanno anche nomi da femmina, tipo Rita o Gina.

    Riuscirà Learco, nonostante le voci che lo pungolano e la vita che pare remargli contro, a trovare la propria dimensione, scrivendo in contemporanea un romanzo su cui spesso nutre una serie di perplessità?Non lo si può scoprire subito, ci vuole pazienza. [...]La pazienza è avere pazienza con la pazienza.

    ha scritto il 

  • 5

    5 stelline, ma affettive

    Questo è forse il romanzo di paolo Nori a cui sono più legata. Sì, lo so, non è forse alta letteratura. Ma ognuno di noi ha dei libri amici, che ti vengono a soccorso nel momento del bisogno, e Si chiama Francesca, questo romanzo è uno dei miei.
    E poi in alcuni punti fa ridere, e poi c'è la ...continua

    Questo è forse il romanzo di paolo Nori a cui sono più legata. Sì, lo so, non è forse alta letteratura. Ma ognuno di noi ha dei libri amici, che ti vengono a soccorso nel momento del bisogno, e Si chiama Francesca, questo romanzo è uno dei miei.
    E poi in alcuni punti fa ridere, e poi c'è la filosofia sufi, e poi c'è la Gina, la voce autoritaria che sta sulla testa di Learco, e tramagliare in via Nazionale a Roma o intorno a Piccadilly Circus, che in fondo è un po' la stessa cosa. E poi c'è Francesca, che ogni tanto anche un "ma sei scemo?" a quelli come Learco (e come me) ci vuole.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono sincera, non sono riuscita a superare lo scoglio della scrittura particolare di Nori, a costo di sembrare snob ma la mancanza di congiuntivi per rendere il parlato ...il colloquiale proprio non l'ho digerita.
    Devo anche dire che l'ironia, l'autoironia di Nori affascinano e interessano. ...continua

    Sono sincera, non sono riuscita a superare lo scoglio della scrittura particolare di Nori, a costo di sembrare snob ma la mancanza di congiuntivi per rendere il parlato ...il colloquiale proprio non l'ho digerita.
    Devo anche dire che l'ironia, l'autoironia di Nori affascinano e interessano...ma non sono stata proprio folgorata sulla via di Basilicanova.

    ha scritto il 

  • 4

    'Ndò vai? Al cimena. A vedè che? Quo vadis. E che vor dì?....tipo:si chiama Francesca, ma no, ma il titolo qual è....

    L'altro giorno sul sei barrato che povero nonostante i rallentamenti sulla camurria del ponte della libertà faceva del suo meglio pr riportarmi a casa io riflettevo che ci sono circa 3 motivi per cui qualcuno possa comperare proprio coi soldi dico questo libro, e sono:
    1) il qualcuno è pare ...continua

    L'altro giorno sul sei barrato che povero nonostante i rallentamenti sulla camurria del ponte della libertà faceva del suo meglio pr riportarmi a casa io riflettevo che ci sono circa 3 motivi per cui qualcuno possa comperare proprio coi soldi dico questo libro, e sono:
    1) il qualcuno è parente o conoscente o chenesò del signor Nori;
    2) il qualcuno soffre della mia stessa sindrome compulsiva che non sia mai che esca un libro italiano poi, blasfemia, e che io non faccia il possibile per conoscerlo;
    3) il qualcuno in una domenica piovosa si è cacciato alla Feltrinelli ed ha notato questo titolo.
    Si perchè continuavo a riflettere l'altro giorno sul mio sei barrato qusto titolo ci sono buone probabilità che non mi dimentico di averlo letto anche se non lo metto su aNobii.
    No perchè anche questo pensavo sul sei barrato -che il viaggio non è così breve- pensavo ci sono libri che ti prendono per la pancia, e nutrono la tua sfera emozionale-sentimentale senza confondere necessariamente sentimentale con l'amore, io parlo di sensibilità ecco meglio. Dicevo -che questa mi piace sta venendo bene- libri che ti prendono per la pancia, libri che ti prendono per la testa, e libri che ti prendono per il culo. Allora queti ultimi lasciamoglieli a chi ama incondizionatamente le sfumature del ca***, son gusti. Il problema di quelli che invece ti prendono per la testa è che poi per un certo periodo finchè la tua testa non viene presa da altro tu diventi una specie di clone di questi libri, e parli in modo strano e gli amici ti dicono Ma cos'è 'sta filosofia sufi che adesso tutte le storie finiscono là e poi pazienza i sufi ma che ci dici del Mullà Nasrudìn suvvia, ma tu proprio il Mullà Nasrudìn che già lo conoscevi qui adesso proprio ti pare come se l'hai appena lasciato a Rialto che vi siete fatti uno spriz insieme -chissà però l'asino dov'era, bhò glielo chiederò.
    Così andavo riflettendo l'altro giorno sul sei barrato che mi riportava a casa, e d'un tratto ho riflettuto anche che sfido che gli utenti del medesimo sei barrato mi gardano spesso allarmati, sai quanto me la rido tra me e me mentre che rifletto così.

    "Che ha respirato, la giornalista, poi dopo mi ha chiesto Ma lei...lei cosa sente quando scrive?
    La radio, gli ho detto."

    ha scritto il