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Si par une nuit d'hiver un voyageur

By Italo Calvino

(10)

| Others | 9782020251570

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1077 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Perché sono diventato Lettore solo a 30 anni?

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    Pix said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Folle Calvino, folle, perfetto Calvino, caldo, inafferrabile, definitivo, indicibile Calvino.

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    Jericho XVIII said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il romanzo nel romanzo

    Se una notte d’inverno un viaggiatore è l’ultimo romanzo di Italo Calvino, scritto nel 1979 durante il soggiorno parigino, ed è l’opera che meglio rappresenta la concezione Calviniana di letteratura come artificio.
    Mi sono avvicinato a questo libro d ...(continue)

    Se una notte d’inverno un viaggiatore è l’ultimo romanzo di Italo Calvino, scritto nel 1979 durante il soggiorno parigino, ed è l’opera che meglio rappresenta la concezione Calviniana di letteratura come artificio.
    Mi sono avvicinato a questo libro dopo aver letto il Marcovaldo e alcuni estratti di Palomar, affascinato dallo stile semplice ma ricco di sfumature di Calvino di raccontare storie, anche se già da molto tempo, colpito dal titolo dell’opera (errore spesso commesso dai così detti ‘lettori casuali’), mi ero promesso di doverlo leggere.
    Protagonista della vicende è il Lettore, che apprestatosi a leggere l’ultimo capolavoro di Calvino (intitolato proprio Se una notte d’inverno un viaggiatore), si accorge che il libro presenta un difetto di stampa che non permette di procedere nella lettura dell’opera. E così si imbatte in un viaggio che lo porterà a conoscere la sua controparte femminile, la Lettrice, Ludmilla, a leggere dieci romanzi tutti diversi tra loro e tutti che s’interrompono improvvisamente, fino ad arrivare a contatto con una cospirazione mondiale romantica di manipolazione di testi ad opera di un losco individuo di cui non si trovano più tracce chiamato Ermes Marana.
    Calvino si era proposto di scrivere un romanzo sul piacere di leggere romanzi, identificandosi non più come l’autore, ma come il lettore di essi, cimentandosi così nella stesura di dieci testi apocrifi (attribuiti falsamente ad un autore) tutti diversi da loro sia per temi sia per stile, ma che possono essere facilmente riproposti seguendo lo schema che lo stesso Calvino suggerisce (posseggo l’opera edita da Oscar Mondadori, con presentazione di Giovanni Raboni): “Se una notte d’inverno un viaggiatore” romanzo della nebbia dal forte stampo noir, “Fuori dell’abitato di Malbork” romanzo dell’esperienza corposa, “Sporgendosi dalla costa scoscesa”, romanzo simbolico interpretativo (mi ha colpito particolarmente), “Senza temere il vento e la vertigine” romanzo politico-esistenziale, “Guarda in basso dove l’ombra s’addensa” romanzo cinico-brutale, con forte componente pulp, “In una rete di linee che s’allacciano” romanzo dell’angoscia, tipico esempio di post-modernismo americano con il quale lo stesso Calvino entrerà in contatto nel suo ultimo periodo, “In una rete di linee che s’intersecano”, romanzo logico-geometrico, “Sul tappeto di foglie illuminato dalla luna” romanzo erotico della perversione, “Intorno a una fossa vuota” romanzo tellurico-primordiale, e in fine “Quale storia attende laggiù la fine?” romanzo apocalittico.
    Il romanzo dunque presenta una struttura molto originale, presentando un racconto sempre interrotto (spesso nel climax, proprio quando iniziava a catturarci e avremmo voluto saperne di più) e poi un intervallo che ripropone le peripezie del Lettore e della Lettrice Ludmilla.
    Se una notte d’inverno un viaggiatore è un libro piacevole da leggere, che ci illude, ci accudisce, ci vizia, ci fa innamorare e poi ci risveglia bruscamente, senza mai arrivare ad una vera conclusione. I dieci romanzi apocrifi sono quasi tutti di alto livello e, almeno personalmente di quasi tutti avrei piacevolmente continuato la lettura (eccezion fatta per “In una rete di linee che s’intersecano”, “Intorno a una fossa vuota” e “Quale storia attende laggiù la fine?”). Non posso dire lo stesso per la parte narrata del lettore e della lettrice, che è solo un mero intermezzo necessario al corretto compimento di questo esperimento Calviniano, ma che non presenta nessuna peculiarità, nessun colpo di scena rilevante e nessun momento di particolare riflessione.

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    Hal Incandenza said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    "Vorrei poter scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell'inizio, l'attesa ancora senza oggetto".

    Questo è un romanzo sul romanzo.
    No.
    E' un romanzo nel romanzo.
    No, un attimo.

    Sono dei romanzi nel romanzo.

    [...]

    Calvino è un ottimo scrittore perchè con poche precise parole sa portarti dritto in un mondo che è diver ...(continue)

    Questo è un romanzo sul romanzo.
    No.
    E' un romanzo nel romanzo.
    No, un attimo.

    Sono dei romanzi nel romanzo.

    [...]

    Calvino è un ottimo scrittore perchè con poche precise parole sa portarti dritto in un mondo che è diverso da quello che ti sta circondando al momento della lettura.
    Questo libro -che parla di libri, che contiene libri, che pullula di amore per i libri- , però, non mi ha convinta del tutto.
    E credo anche di aver capito il perchè: io odio iniziare un romanzo. Devo rileggere la prima frase due o tre volte, devo cercare di capire bene dove mi trovo, con chi ho a che fare, etc. etc.

    E questo, per l'appunto, è un libro sugl'inizi.
    Fate due più due.

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    Josephine.March. said on Aug 6, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Geniale!

    Una storia bellissima, scritta in modo magistrale da un Calvino che in questo libro si cimenta nella scrittura di tanti incipit con stili e atmosfere differenti.
    Un esercizio di stile si, ma non fine a se stesso: la trama è avvincente e l'identificaz ...(continue)

    Una storia bellissima, scritta in modo magistrale da un Calvino che in questo libro si cimenta nella scrittura di tanti incipit con stili e atmosfere differenti.
    Un esercizio di stile si, ma non fine a se stesso: la trama è avvincente e l'identificazione con i "protagonisti", se si ama leggere, è praticamente immediata.
    Unica pecca: resta l'amaro in bocca di non poter leggere tutti i romanzi incompiuti descritti nel libro!
    Consigliatissimo

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    Dafne said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    « È un romanzo sul piacere di leggere romanzi; protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autor ...(continue)

    « È un romanzo sul piacere di leggere romanzi; protagonista è il Lettore, che per dieci volte comincia a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro. »
    (I. Calvino, durante una conferenza stampa, tenutasi a Buenos Aires nel 1984)
    Divertente, ben scritto e ricco di colpi di scena! Lo stratagemma stilistico del romanzo dentro al romanzo è spettacolare, come sempre.
    Aggiungo che è un libro a digestione lenta: a distanza di giorni mi tornano in mente frasi che mi fanno riflettere.

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    Frasca said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

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