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Si riparano bambole

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 1138)

4.0
(49)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845265218 | Isbn-13: 9788845265211 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Gualberto Alvino ; Prefazione: Gianfranco Contini

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    ORTICHE

    A causa di un insanabile incompatibilità tra me e la scrittura dell'autore (volgarmente non c'ho capito una mazzafionda :-//), arrivata al 41% (dice kindle), l'ho buttato alle ortiche.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è difficile definire questo difficile libro, in cui è straordinario, stordente, imaginifico l'uso del linguaggio, al punto da farsi ossatura e senso stesso della narrazione. Piacerà, credo, moltiss ...continua

    Mi è difficile definire questo difficile libro, in cui è straordinario, stordente, imaginifico l'uso del linguaggio, al punto da farsi ossatura e senso stesso della narrazione. Piacerà, credo, moltissimo, ai bufalinici, ai finnegani o ai sorcini dell'Orca, a chi insomma assapora il gusto voluttuoso della parola in sé, dell'aggettivazione inedita o desueta, del periodare avviluppantesi in originalissime e tortuose volute, della storia ondivaga che a volte fluttua, a volte si frange bruscamente. Ci fosse stato un briciolo di autocompiacimento in tutto questo virtuosismo linguistico, avrei lietamente abbandonato Pizzuto al suo destino ma questo stile è necessità espressiva dell'autore, si sente subito, dunque non avevo scuse; così ho continuato per pura ostinazione, esasperata e sfinita da un gran libro che non mi ha fatto sua nemmeno per un secondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho tenuto a lungo in sospeso questo libro prima di decidermi a leggerlo, perchè sapevo che sarebbe stato difficile. Lo è stato. La lingua è ellittica: salta, omette, taglia. Ed è complessa: ricca, agg ...continua

    Ho tenuto a lungo in sospeso questo libro prima di decidermi a leggerlo, perchè sapevo che sarebbe stato difficile. Lo è stato. La lingua è ellittica: salta, omette, taglia. Ed è complessa: ricca, aggrovigliata, derapante. La storia è ellittica: salta, omette taglia. Ed è linearissima; è la parabola che tutti conosciamo, da una infanzia piena di occasioni ad un tramonto pieno di amarezze buttate. Non sempre le due cose si integrano al meglio, a volte ti chiedi se non poteva essere diversamente. Ma, in realtà, è il senso di necessità che cuce tutto. Necessità di questa storia silenziosa e di questo narrare fragoroso. Come se la lingua ricca, sensuale, variopinta, fosse l'ultimo appiglio, la salvezza, la via di fuga.

    ha scritto il 

  • 5

    Che si riparano bambole l'ho appreso solo alla fine, quando mi ero già dimenticata del titolo. Si comincia invece riparando ricordi.
    Perché Pizzuto è un temerario innovatore, che per scrivere una (aut ...continua

    Che si riparano bambole l'ho appreso solo alla fine, quando mi ero già dimenticata del titolo. Si comincia invece riparando ricordi.
    Perché Pizzuto è un temerario innovatore, che per scrivere una (auto)biografia non srotola memorie alla vecchia maniera cronologica e composta, ma sparpaglia le migliaia di imprevedibili fotografie scattate negli anni e lascia che sia il lettore a ricostruire. E non è un'impresa semplice, sia perché egli evita i tradizionali modi e tempi verbali tipici della narrazione, sia perché sostituisce i soliti vocaboli descrittivi, che fossilizzano l'intelletto su immagini preconfezionate, con espressioni nuove e sorprendenti, che costringono ad usare la propria immaginazione e lasciano libero il pensiero.
    Senza i consueti punti di riferimento ho dovuto inizialmente lottare con il caos del magnifico siciliano ma, ben presto, mi sono resa conto che ogni sequenza - resa come opera d'arte - è un frammento della nostra vita bislacca, divertente, sciagurata, poetica, ruvida, insensata, innamorata, lunatica, monotona, palpitante, eccetera, eccetera, eccetera e che quel guazzabuglio non va riordinato ma va semplicemente vissuto.
    Allora ho rattoppato i miei souvenir sdruciti, li ho cuciti con i suoi e ho indossato un mantello di ricordi che mi ha scaldato più di qualsiasi tessuto artificiale.

    ha scritto il 

  • 3

    Le stelline, si sa, non rendono giustizia. Se devo parlare dal punto di vista dell'appagamento estetico, questo libro è ciò che volevo; una lingua piena e ricercata, brevi squarci di una vita che non ...continua

    Le stelline, si sa, non rendono giustizia. Se devo parlare dal punto di vista dell'appagamento estetico, questo libro è ciò che volevo; una lingua piena e ricercata, brevi squarci di una vita che non c'è più, richiami, immagini improvvise. Ma l'attenzione scema dopo poco, la mente vaga; certo non è adatto a essere letto quando si è stanchi, o quando si aspetta un treno in banchina. Da riprendere in mano, perché merita più attenzione e più tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Inattesa lettrice per cui Pizzuto non ha scritto, io non lo scorderò facilmente, per parafrasare una sua frase riportata da Domenico Pinto nella Postfazione ad un libro di Arno Schmidt, a testimonianz ...continua

    Inattesa lettrice per cui Pizzuto non ha scritto, io non lo scorderò facilmente, per parafrasare una sua frase riportata da Domenico Pinto nella Postfazione ad un libro di Arno Schmidt, a testimonianza, tra l’altro, di quanto varie e inaspettate e imprevedibili siano le strade che si aprono davanti a un lettore, quando ha la fortuna di incappare in un libro che appare a lui necessario e dal quale non potrà più prescindere nella scelta delle sue future letture. E’ così riconoscibile uno scrittore che non scrive per i suoi futuri lettori, che non si preoccupa per loro, che li ignora, anche se, forse, li considera come la sua famiglia vera che non conoscerà mai. E’ riconoscibile dall’impronta impressa su ognuna delle sue frasi che, come un’impronta digitale, lo rende unico e irripetibile. L’impronta di Pizzuto crea un’aura che pervade i suoi ricordi e che, forse, li crea. Raccontati in un altro modo, non sarebbero gli stessi perché le parole, il ritmo, i silenzi non dicono solo, creano, salvano dal nulla, dall’estinzione.

    ha scritto il 

  • 5

    La letteratura ai tempi del colera

    Si riparano bambole è un testo di riferimento alla scuola Holden. È il paradigma di come non si debba scrivere, l’archetipo del romanzo sbagliato, l’idea platonica del fiasco letterario. Ed è anche p ...continua

    Si riparano bambole è un testo di riferimento alla scuola Holden. È il paradigma di come non si debba scrivere, l’archetipo del romanzo sbagliato, l’idea platonica del fiasco letterario. Ed è anche per questo che è meraviglioso.
    L’autore non ha urgenza di vendere perché ha una buona pensione. Gioca nella squadra del cuore degli scrittori di secondo lavoro, insiema a Cechov, Gadda, Satta, London. Svevo lo tengono in panchina e in genere vincono perché hanno più fiato, più fantasia più coraggio.
    Pizzuto non fa lo scrittore, Pizzuto è uno scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    Autore da sempre poco conosciuto, Antonio Pizzuto nel 1960 dà alle stampe un libro in cui il filo del ricordo lega scene l’una all’altra attraverso pagine pregevolmente confezionate per mezzo di una s ...continua

    Autore da sempre poco conosciuto, Antonio Pizzuto nel 1960 dà alle stampe un libro in cui il filo del ricordo lega scene l’una all’altra attraverso pagine pregevolmente confezionate per mezzo di una scrittura densa, accurata, meditata e colta, che procede secondo un ritmo estremamente lento.
    Vi si racconta di Pofi, dalla luminosa infanzia in una famiglia borghese siciliana dove spicca la figura del nonno, fino al grigiore dell’età adulta; ciò che colpisce però non è certamente la trama (provare a ricostruirla nei particolari, del resto, sarebbe esercizio improbo oltreché inutile), quanto piuttosto il lavoro complessivo della memoria e la conseguente resa narrativa; insomma un testo “joyciano”, tanto per darne un’idea.
    Ci si armi di pazienza, la lettura richiederà tempo, parrà ostica tanto da scoraggiarne la prosecuzione. Ma ne vale la pena.
    Da mettere in conto una rilettura per apprezzarlo meglio.

    ha scritto il 

  • 0

    Acquisto a prima vista

    Sulla copertina, centrato in basso: "con nota di Gianfranco Contini"
    Sulla quarta di copertina: "È un libro che merita di essere letto e raccomandato, tanto acuto è lo sguardo di pizzuto, ricca la sua ...continua

    Sulla copertina, centrato in basso: "con nota di Gianfranco Contini"
    Sulla quarta di copertina: "È un libro che merita di essere letto e raccomandato, tanto acuto è lo sguardo di pizzuto, ricca la sua esperienza di scrittore, penetrante il suo umorismo" Eugenio Montale.
    Subito sotto: "Una vera e propria rivelazione" Giorgio Caproni

    Come resistere davanti a tutto ciò?!?
    Acquisto a prima vista.

    ha scritto il 

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