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Siddharta

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 32)

4.0
(22618)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Francese , Galego , Olandese , Sloveno , Chi semplificata , Greco , Catalano , Svedese , Russo , Danese , Ceco , Rumeno , Esperanto

Isbn-10: A000046078 | Data di pubblicazione:  | Edizione 24

Traduttore: Massimo Mila

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    Chi ha dato meno di tre stelle non è "uno che cerca"

    E se non lo si è, o non si conosce abbastanza uno che lo sia, allora ci sta persino l'antipatia che alcuni sostengono di aver provato nei confronti del protagonista. Ma Siddharta non è saccente, anzi ...continua

    E se non lo si è, o non si conosce abbastanza uno che lo sia, allora ci sta persino l'antipatia che alcuni sostengono di aver provato nei confronti del protagonista. Ma Siddharta non è saccente, anzi è umile intellettualmente al punto di mettersi in discussione per tutta la vita.
    Un libro che ho letto d'un fiato, che mi ha fatto sentire a casa come poche altre opere. Il mio unico rimpianto è di non averlo letto al liceo, di aver aspettato così a lungo (ma in fondo il tempo non esiste).

    ha scritto il 

  • 3

    Illuminante

    Difficile spiegare questo libro in poche parole.... basti sapere ch'è un viaggio dentro sè stessi e gli altri. Un libro da leggere assolutamente almeno una volta nella vita!

    ha scritto il 

  • 5

    Come spiegare tutto il buddhismo in due ore di gustosa lettura

    Capolavoro. Se non lo si comprende, è perché ancora non si intuisce la sua delicata potenza. Da comprare, leggere e rileggere negli anni. Ma solo se interessa il buddhismo e il suo messaggio questo li ...continua

    Capolavoro. Se non lo si comprende, è perché ancora non si intuisce la sua delicata potenza. Da comprare, leggere e rileggere negli anni. Ma solo se interessa il buddhismo e il suo messaggio questo libro può parlarci ancora e ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    4.5

    Siddharta, certamente uno dei più famosi romanzi di Hermann Hesse, è stato definito dallo stesso autore un poema indiano che si basa sulla cultura buddista e sulla crescita e formazione del protag ...continua

    4.5

    Siddharta, certamente uno dei più famosi romanzi di Hermann Hesse, è stato definito dallo stesso autore un poema indiano che si basa sulla cultura buddista e sulla crescita e formazione del protagonista, Siddharta.
    Siddharta è il figlio di un bramino che, seguito fedelmente dal suo amico Govinda, decide di andare alla ricerca di quell’ascesi sapienziale che lo porterà alla perfezione, rifiutando, però, qualsiasi tipo di dottrina o legge. Abbandonato anche dal suo migliore amico, per Siddharta si aprirà una lunga strada alla ricerca del proprio Io e della saggezza che sembravano avergli insegnato le Sacre Scritture buddiste ma che, comprenderà in seguito, non può essere appresa da nessun testo o dottrina, ma solo dall’esperienza e dal dolore. Alla fine, Siddharta riuscirà a raggiungere la perfezione alla quale aspirava, divenendo anch’egli un buddha.
    Il personaggio di Siddharta è tormentato da dubbi esistenziali e da una profonda sete di conoscenza. Nonostante tutto il sapere che ha accumulato attraverso gli insegnamenti dei bramini, si sente comunque incompleto, infelice, pieno di dubbi. Personalmente ho trovato molto semplice immedesimarmi nel protagonista, il simbolo dell’affannata ricerca della perfezione, delle domande e della conoscenza di se stessi che tormenta gli esseri umani e in particolar modo gli adolescenti.
    L’amico Govinda, invece, continua a seguire la dottrina, arrivando, moltissimi anni dopo, a non aver raggiunto la pace e a rendersi conto che la saggezza è qualcosa che può essere esternata, ma non trasmessa, insegnata o appresa. Siddharta comincia ad osservare il comportamento degli uomini e a comprendere che la vita va vissuta attraverso l’amore e l’ammirazione e che, per riuscire ad unirsi all’Atman, l’anima del mondo, bisogna prima conoscerlo a fondo e soprattutto conoscere se stessi. Il cammino verso la comprensione e la nascita di una personale dottrina di Siddharta comprende esperienze di vario tipo, che scivolano tra la meditazione nei boschi assieme ai monaci buddisti, al dissipare per piacere le proprie ricchezze, fino all’educazione di un figlio ingrato che funge quasi da antagonista. Questo cammino è simile al percorso di un fiume: apparentemente senza meta, che però riesce a congiungersi con una sorgente.
    Ciò che più ho apprezzato del romanzo è stato lo stile: il lirismo con il quale il tutto è narrato e le note di solennità che conferiscono al personaggio di Siddharta un certo eroismo, come se Hesse avesse narrato un’epopea o un antico mito. È un libro molto scorrevole e delicato, che si legge tutto d’un fiato e lascia al cuore una certa leggerezza. Ho adorato principalmente la prima metà del poema, mentre la seconda un po’ meno.

    “«[…] Che cosa sai fare, dunque?»
    «Io so pensare. So aspettare. So digiunare.»
    «Nient'altro?»
    «Niente. Però… so anche comporre versi. Vuoi darmi un bacio per una poesia?»”

    “Che è la concentrazione? Che l'abbandono del corpo? Che cos'è il digiuno? la sospensione del respiro? Tutto questo è fuga di fronte all'Io, breve pausa nel tormento di essere Io, è un effimero stordimento contro il dolore insensato della vita. La stessa evasione, lo stesso effimero stordimento prova il bovaro all'osteria, quando si tracanna alcuni bicchieri di acquavite o di latte di cocco fermentato. Allora egli non sente più il proprio Io, allora non sente più le pene della vita, allora prova un effimero stordimento.”

    ha scritto il 

  • 4

    Siddartha, Hermann Hesse

    Siddharta di Herman Hesse è un libro unico. Definita un’opera storicamente rilevante nella letteratura mondiale del novecento, ripercorre la vita di Siddharta, un ragazzo indiano che cerca se stesso, ...continua

    Siddharta di Herman Hesse è un libro unico. Definita un’opera storicamente rilevante nella letteratura mondiale del novecento, ripercorre la vita di Siddharta, un ragazzo indiano che cerca se stesso, cerca la sua strada. Partendo dalla vita nel suo villaggio natale, la storia ripercorrerà tutte le tappe e le esperienze che Siddharta farà: misticismo, privazioni, buddhismo, amore, soldi, divertimento, senso di colpa, consapevolezza e infine illuminazione. Dopo numerose peripezie il giovane capisce quindi che la vera consapevolezza si trova dentro di noi.

    Siddharta, protagonista del romanzo, è in un certo senso ognuno di noi. Tutti noi compiamo un viaggio e tutti noi incappiamo, prima o poi, nei vari problemi esistenziali: chi siamo, cosa facciamo e dove andiamo?

    Lo stile del libro è elegante e raffinato e ben si adatta all’orientamento spiritualistico del libro.

    Questo libro parla quindi dell’inquietudine adolescenziale, del senso della vita, della ricerca di se stessi e della vera pienezza interiore. Ogni persona alla ricerca della pace interiore, deve necessariamente compiere un percorso spirituale e fisico, fare esperienze e meditare. Non esistono scorciatoie che permettano di raggiungere la meta. Proprio per questo Siddharta utilizzerà tutta la sua vita per ottenere questa illuminazione: compirà ogni tipo di esperienze, mediterà su ciò che ha fatto e sempre riuscirà a trovare la giusta strada da solo. Herman Hesse con questo libro vuole mostrare come ognuno di noi possa trovare una pace interiore che non sia solo qualcosa di immaginario, ciò può avvenire solamente tramite conoscenza, dubbio ed esperienze. Ogni esperienza della nostra vita contribuirà a formarci, a renderci veramente “noi”.

    Personalmente ci sentiamo di consigliare questo libro a chiunque cerchi risposte dalla vita. Ognuno lo interpreterà secondo le proprie esperienze e la propria impostazione mentale. A nostro parere, persino una stessa persona che lo leggesse in periodi diversi della propria vita potrebbe comprendere particolari nuovi e interpretare il testo in modo diverso.

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande viaggio

    Herman Hesse riempie le librerie di tutto il mondo, è uno dei Nobel più amati della letteratura. Ma se tra la sua vasta produzione devo scegliere un'opera, sceglieri quel piccolo libriccino che giace ...continua

    Herman Hesse riempie le librerie di tutto il mondo, è uno dei Nobel più amati della letteratura. Ma se tra la sua vasta produzione devo scegliere un'opera, sceglieri quel piccolo libriccino che giace tra due candele. Siddharta (1922) è un unicum in Hesse, ma azzardarei in tutta la letteratura europea. È un romanzo introspettivo - definito "poema indiano" - e indaga talmente nel profondo l'animo umano che anziché una lettura, è da considerare una meditazione. Togliete di mezzo gli stereotipi che abbiamo riguardo la cultura Buddhista, perché a scrivere non è un'asceta, bensì un intellettuale tedesco naturalizzato svizzero. Dunque non è un libro che propone una purificazione dell'anima ed una conoscenza del sè approfondita, come recitano molte prefazioni di quei testi che al retro hanno un uomo dal nome impronunciabile in turbante arancione e con lo sguardo profondo; no, i libri di Hesse non sono invenzioni per fare soldi, né tantomemo lo è questo testo. Siddharta è un romanzo europeo, narra la vicenda di un potenziale Gautama Siddharta, non del Buddha storico, ed è di una profondità metafisica impensabile finché non lo si legge. Prima di leggerlo infatti, osservavo il libro in un modo; quando lo guardo ora, invece, provo la sensazione di leggerezza.
    Luca Montesi

    ha scritto il 

  • 4

    bello, ma difficile da capire

    Trama: Siddharta è un ragazzo che fa parte della casta più alta, quella dei bramini, ma lui non è soddisfatto e parte per cercare se stesso. Attraversando molte vicende e una sfide enorme per qualsias ...continua

    Trama: Siddharta è un ragazzo che fa parte della casta più alta, quella dei bramini, ma lui non è soddisfatto e parte per cercare se stesso. Attraversando molte vicende e una sfide enorme per qualsiasi uomo. Lui riesce nel suo inteto, ma con una grande perdita.
    Luogo e tempo: La vicenda si svolge in un’ India ricoperta di boschi e attraversata da fiumi; la storia di Siddharta ha luogo in foreste, luoghi di pace nei quali il protagonista vive felice, e in una città, dove assapora i piaceri materiali dimenticandosi di quelli interiori. Sembra quasi che l’autore abbia voluto creare questa contrapposizione tra la natura, che dona felicità, e le opere umane, luoghi nei quali l’uomo perde sé stesso. Non conosciamo i nomi dei luoghi e delle città. La vicenda è senza tempo. L’autore non ci dà alcun indicatore temporale specifico forse per rendere meglio l’idea che i problemi e le domande che si pone l’uomo sono sempre le stesse e che i concetti espressi in questo libro varranno sempre, in qualsiasi epoca e in qualsiasi luogo. Tuttavia, la presenza del Buddha, fa risalire il tempo della storia al VI secolo a.C.
    Tecniche narrative: Lo stile che l’autore ha adottato nella stesura del libro è molto complicato. Il linguaggio rispecchia la difficoltà e la complessità del tema espresso, che sarebbe stato più comprensibile se il linguaggio fosse stato più semplice. Fin da subito il narratore si dimostra esterno ed onnisciente poiché, benché faccia intuire che la storia di Siddharta è tra le più particolari, non esprime un suo punto di vista. Si può dire che la focalizzazione è quella del giovane.
    Riflessioni personali: Il messaggio dell’autore è molto utile e rivolto a tutti: per trovare la felicità, ognuno deve prima conoscere se stesso ed è lì che troverà tutte le risposte alle domande che si pone, o almeno saprà dove andarle a cercare. Inoltre l’autore ci dice che ogni persona deve cercare la propria strada e vivere i vari aspetti della vita. Solo coloro che non hanno abbastanza forza d’animo si appoggiano a delle “dottrine” che in apparenza danno loro la sicurezza, ma per l’autore non è quel tipo di vita che regala la felicità. Inoltre il racconto della vita di Siddharta ci insegna, anche a ricavare il massimo dalla vita apprezzando ciò che ci circonda e sfruttando al massimo le proprie capacità e il proprio potenziale, ma ci fa capire che non bisogna perdere di vista né la proprio scopo, né i propri punti di riferimento e bisogna dare ascolto soprattutto all’istinto, che ci può far sbagliare, ma ciò che è fatto d’istinto è sempre la migliore esperienza di vita possibile. L’ultima affermazione dell’autore è che la saggezza non si può trasmettere come le conoscenze, ma ognuno deve maturare interiormente fino a raggiungerlo. Il libro mi ha particolarmente colpito per il suo contenuto molto riflessivo e introspettivo. Secondo me, immerge il lettore in un continuo divenire di esperienze, capaci di accomunare genti di tutto il mondo. Un ragazzo, un uomo che va alla ricerca del proprio credo, dei propri valori, non soffermandosi mai in uno stato, in un frammento di conoscenza, in una contingenza di esperenzie ben definita ma limitata; al contrario egli diventa continuo pellegrino. La sua vita romanzesca intriga il lettore e lo richiama ai suoi pensieri più profondi, alle sue più intime percezioni. È proprio nel Sé, che l'uomo deve trovare non solo la propria essenza, ma anche la propria forza e il proprio stimolo a vivere.
    Quindi l’autore ci suggerisce che non ci si deve mai fermarsi, si deve continuamente sperimentare nuove cose per capire chi siamo e per sopravvivere nella vita.

    ha scritto il 

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