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Siddharta

Di

Editore: CDE

4.0
(22415)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Francese , Galego , Olandese , Sloveno , Chi semplificata , Greco , Catalano , Svedese , Russo , Danese , Ceco , Rumeno , Indiano (Hindi)

Isbn-10: A000014173 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Nell’India di un tempo sconosciuto crebbe Siddharta, figlio di un ricco Brahmino. Sin da piccolo aveva seguito diligentemente tutti gli insegnamenti del padre. Egli era sempre accompagnato dal suo fedele amico Govinda che lo ammirava moltissimo e che viveva sempre nella sua ombra. Quando Siddharta camminava per la strada, suscitava l’ammirazione delle persone, l’amore delle ragazze e l’orgoglio dei suoi genitori, felici di avere un figlio così studioso. Ma egli non si sentiva soddisfatto dalla sua dottrina, non trovava la felicità interiore, l’appagamento dell’anima e la liberazione dal dolore. Fu per questo che un giorno decise di andare a vivere con i Samana del bosco per apprendere la loro dottrina. Quindi partì accompagnato dal suo fedele compagno. Fu accolto dai Samana dai quali apprese in tre anni tutto ciò che potevano insegnargli.Un giorno però si accorse che avrebbe potuto imparare tutto ciò anche nella più sporca bettola del mondo. Proprio in quei giorni giunse la notizia che in città era arrivato il venerabilissimo Gotama, il Buddha, l’Illuminato e Siddharta decise di ascoltare questa nuova dottrina. Lasciarono così i Samana e giunsero al boschetto di Jetavana, dove ascoltarono la dottrina del Buddha alla quale aderì Govinda. Quindi si congedò da lui e dal suo amico che lo aveva abbandonato dopo tanti anni. Allontanandosi cominciò a riflettere sulla sua vita e capì che quello che aveva cercato di ottenere era sempre stato a portata di mano e che lui lo aveva sempre evitato, mentre tutto quello che cercava lo avrebbe trovato conoscendo meglio se stesso e imparando dal suo Io, dal quale aveva sempre cercato di liberarsi. Ora il mondo appariva più bello ai suoi occhi ed egli, con il tempo, imparava sempre di più. Si sentiva felice e quindi partì per la città alle cui porte incontrò una splendida donna trasportata su una portantina. Venne a sapere che si trattava di Kamala, una ricca cortigiana . E fu proprio quell’incontro a stravolgere la vita del giovane Brahmino Samana che diventò ricco lavorando per un facoltoso mercante di nome Kamaswami per potersi permettere gli incontri con la dolce Kamala, saziò la sua vita di piaceri terreni e materiali e perse la sua felicità interiore. Allora, resosi conto che aveva perso anche le capacità che aveva appreso durante la sua giovinezza. Quella sera, aveva deciso che si sarebbe suicidato gettandosi nel fiume, ma a un certo punto risentì quella voce dentro di sé che sussurrava il sacro Om. Quando si risvegliò dal lungo sonno di quella notte notò poi vicino a lui un monaco dalla tonaca gialla che si destò e che lui riconobbe essere il suo antico amico Govinda. Il monaco gli disse che aveva vegliato su di lui durante il sonno. Siddharta lo salutò e lo chiamò per nome e solo dopo Govinda lo riconobbe. Scambiarono quindi qualche parola come ai vecchi tempi, quindi si congedarono. Siddharta si sentiva di nuovo integro interiormente e ancora felice. Incontrò un barcaiolo al quale chiese di insegnargli l’arte di condurre una barca e di ascoltare, dato che l’uomo, che si chiamava Vasudeva, aveva ascoltato fino a tarda notte le vicende del suo ospite, stupendolo. I due uomini passarono molti anni insieme come fratelli, alternandosi i compiti e ascoltando il fiume che ogni volta insegnava loro qualcosa di nuovo. Un giorno arrivò alla capanna Vasudeva che portava in braccio una donna accompagnata da un bambino. Quella donna era Kamala che si era convertita alla dottrina del Buddha e il bambino era figlio di Siddharta. Kamala morì la notte stessa poiché era stata morsa da un serpente. Siddharta e Vasudeva tennero il ragazzino con loro, ma scappò in città. Invano il padre lo seguì, ma alla fine Vasudeva gli fece capire che il figlio stava seguendo le orme di quel ragazzino di nome Siddharta, che aveva abbandonato la sua vita per seguire la propria strada, e che ora si rendeva conto del gran dolore che aveva dato al padre quando lo lasciò. Un giorno Vasudeva comunicò al suo compagno che lo avrebbe lasciato e che sarebbe andato nel bosco. Poco dopo Siddharta rincontrò il suo amico Govinda che però nuovamente non lo riconobbe subito. Il monaco brillava di ammirazione per il suo amico che aveva veramente trovato la felicità, così gli chiese quale fosse il suo segreto. Allora Siddharta glielo svelò, avvertendolo però che ciò che diceva poteva sembrare qualcosa di insensato e bizzarro, e così apparirono le sue parole all’amico, che comunque continuava a pensare che la persona che gli stava innanzi fosse un santo e s’inchinò davanti a lui .
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  • 2

    Proprio non sono riuscita a farmelo piacere. Quel senso perenne di insoddisfazione del protagonista mi è sembrato a tratti un po' esagerato, troppo "calcato".
    Le due stelle sono perché, nonostante io ...continua

    Proprio non sono riuscita a farmelo piacere. Quel senso perenne di insoddisfazione del protagonista mi è sembrato a tratti un po' esagerato, troppo "calcato".
    Le due stelle sono perché, nonostante io abbia fatto fatica a portarlo a termine, ci sono stati alcuni passaggi che mi hanno molto colpita e che mi hanno aiutata a riflettere.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!

    Un vero capolavoro, difficile descrivere le sensazioni che questo libro riesce a trasmettere. Trasuda saggezza, aiuta a comprendere la complessità della realtà umana in tutte le sue sfaccettature ed ...continua

    Un vero capolavoro, difficile descrivere le sensazioni che questo libro riesce a trasmettere. Trasuda saggezza, aiuta a comprendere la complessità della realtà umana in tutte le sue sfaccettature ed è un monito alla riscoperta del nostro io interiore. Rappresenta un ponte fra la spiritualità occidentale e quella orientale. Tutti dovrebbero leggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Buono ma non ottimo

    Non mi ha particolarmente entusiasmato. Trovo che il messaggio sia debole e a volte confuso. Pur riconoscendo il valore della ricerca e dei travagli di Siddharta, non capisco come possa questo essere ...continua

    Non mi ha particolarmente entusiasmato. Trovo che il messaggio sia debole e a volte confuso. Pur riconoscendo il valore della ricerca e dei travagli di Siddharta, non capisco come possa questo essere un punto di riferimento sacro agli spiriti viaggiatori. Un libro che va bene leggere e con buoni spunti di riflessione esistenziale, ma da non mettere su un altare!

    ha scritto il 

  • 5

    Parole come rugiada. Gli occhi si fan lucidi mentre seguono la figura di Siddharta e la vedono cambiare, nel corpo, nello spirito. Un silenzio commovente e rivelatore. Si tace, si ascolta. Alla fine c ...continua

    Parole come rugiada. Gli occhi si fan lucidi mentre seguono la figura di Siddharta e la vedono cambiare, nel corpo, nello spirito. Un silenzio commovente e rivelatore. Si tace, si ascolta. Alla fine ci si domanda se sia stato un libro a rapirci l'anima, o l'aver fatto silenzio e camminato al fianco dell'uomo-bambino.
    A chi non è tra i Molti.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita

    Uno dei miei romanzi preferiti che di tanto in tanto rileggo. Lo sento un po' come un omaggio alla vita, con tutte le sue perle ma anche con le sue fatiche. Siddharta è un po' tutti noi : in continua ...continua

    Uno dei miei romanzi preferiti che di tanto in tanto rileggo. Lo sento un po' come un omaggio alla vita, con tutte le sue perle ma anche con le sue fatiche. Siddharta è un po' tutti noi : in continua crescita. Quando crede di essere giunto alla meta e di aver compreso tutto, arriva qualcosa che gli stravolge completamente la vita, come se tutto ciò che aveva appreso fosse passato al secondo piano. Prima l'amore per se stessi e per il divino, poi per una donna, poi per il figlio e infine verso se stesso. In questo libro ho percepito il cerchio della vita, dalla nascita alla morte, se di morte si può effettivamente parlare, quando ci si congiunge con il "divino".

    ha scritto il 

  • 1

    Estremamente noioso...

    Con tutto il rispetto per coloro che lo hanno ritenuto un capolavoro, è un libro che non mi ha suscitato sensazioni positive.
    La storia complicata di questo Siddartha personaggio perlomeno ambiguo e i ...continua

    Con tutto il rispetto per coloro che lo hanno ritenuto un capolavoro, è un libro che non mi ha suscitato sensazioni positive.
    La storia complicata di questo Siddartha personaggio perlomeno ambiguo e insoddisfatto che passa velocemente da esperienze mistiche a momenti di lussuria, ad altri momenti in cui vuol assaporare ogni tipo di esperienza, quasi che la vita lui non sa decidere di viverla o come viverla, quindi ne assapora tutte le
    angolature anche quelle più acerbe...
    In tutto questo guazzabuglio di eventi, si ritrova poi ad essere abbandonato dal figlio, così come ha fatto lui all'inizio con il padre....
    Vicenda quindi incolore, noiosa e a mio parere non costruttiva o che possa fornire un utile insegnamento...
    Una perdita di tempo in questa lettura scialba, che forse è meglio risparmiare...
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

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