Siddharta

Di

Editore: CDE

4.0
(23496)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Francese , Galego , Olandese , Sloveno , Chi semplificata , Greco , Catalano , Svedese , Russo , Danese , Ceco , Rumeno , Esperanto

Isbn-10: A000014173 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Nell’India di un tempo sconosciuto crebbe Siddharta, figlio di un ricco Brahmino. Sin da piccolo aveva seguito diligentemente tutti gli insegnamenti del padre. Egli era sempre accompagnato dal suo fedele amico Govinda che lo ammirava moltissimo e che viveva sempre nella sua ombra. Quando Siddharta camminava per la strada, suscitava l’ammirazione delle persone, l’amore delle ragazze e l’orgoglio dei suoi genitori, felici di avere un figlio così studioso. Ma egli non si sentiva soddisfatto dalla sua dottrina, non trovava la felicità interiore, l’appagamento dell’anima e la liberazione dal dolore. Fu per questo che un giorno decise di andare a vivere con i Samana del bosco per apprendere la loro dottrina. Quindi partì accompagnato dal suo fedele compagno. Fu accolto dai Samana dai quali apprese in tre anni tutto ciò che potevano insegnargli.Un giorno però si accorse che avrebbe potuto imparare tutto ciò anche nella più sporca bettola del mondo. Proprio in quei giorni giunse la notizia che in città era arrivato il venerabilissimo Gotama, il Buddha, l’Illuminato e Siddharta decise di ascoltare questa nuova dottrina. Lasciarono così i Samana e giunsero al boschetto di Jetavana, dove ascoltarono la dottrina del Buddha alla quale aderì Govinda. Quindi si congedò da lui e dal suo amico che lo aveva abbandonato dopo tanti anni. Allontanandosi cominciò a riflettere sulla sua vita e capì che quello che aveva cercato di ottenere era sempre stato a portata di mano e che lui lo aveva sempre evitato, mentre tutto quello che cercava lo avrebbe trovato conoscendo meglio se stesso e imparando dal suo Io, dal quale aveva sempre cercato di liberarsi. Ora il mondo appariva più bello ai suoi occhi ed egli, con il tempo, imparava sempre di più. Si sentiva felice e quindi partì per la città alle cui porte incontrò una splendida donna trasportata su una portantina. Venne a sapere che si trattava di Kamala, una ricca cortigiana . E fu proprio quell’incontro a stravolgere la vita del giovane Brahmino Samana che diventò ricco lavorando per un facoltoso mercante di nome Kamaswami per potersi permettere gli incontri con la dolce Kamala, saziò la sua vita di piaceri terreni e materiali e perse la sua felicità interiore. Allora, resosi conto che aveva perso anche le capacità che aveva appreso durante la sua giovinezza. Quella sera, aveva deciso che si sarebbe suicidato gettandosi nel fiume, ma a un certo punto risentì quella voce dentro di sé che sussurrava il sacro Om. Quando si risvegliò dal lungo sonno di quella notte notò poi vicino a lui un monaco dalla tonaca gialla che si destò e che lui riconobbe essere il suo antico amico Govinda. Il monaco gli disse che aveva vegliato su di lui durante il sonno. Siddharta lo salutò e lo chiamò per nome e solo dopo Govinda lo riconobbe. Scambiarono quindi qualche parola come ai vecchi tempi, quindi si congedarono. Siddharta si sentiva di nuovo integro interiormente e ancora felice. Incontrò un barcaiolo al quale chiese di insegnargli l’arte di condurre una barca e di ascoltare, dato che l’uomo, che si chiamava Vasudeva, aveva ascoltato fino a tarda notte le vicende del suo ospite, stupendolo. I due uomini passarono molti anni insieme come fratelli, alternandosi i compiti e ascoltando il fiume che ogni volta insegnava loro qualcosa di nuovo. Un giorno arrivò alla capanna Vasudeva che portava in braccio una donna accompagnata da un bambino. Quella donna era Kamala che si era convertita alla dottrina del Buddha e il bambino era figlio di Siddharta. Kamala morì la notte stessa poiché era stata morsa da un serpente. Siddharta e Vasudeva tennero il ragazzino con loro, ma scappò in città. Invano il padre lo seguì, ma alla fine Vasudeva gli fece capire che il figlio stava seguendo le orme di quel ragazzino di nome Siddharta, che aveva abbandonato la sua vita per seguire la propria strada, e che ora si rendeva conto del gran dolore che aveva dato al padre quando lo lasciò. Un giorno Vasudeva comunicò al suo compagno che lo avrebbe lasciato e che sarebbe andato nel bosco. Poco dopo Siddharta rincontrò il suo amico Govinda che però nuovamente non lo riconobbe subito. Il monaco brillava di ammirazione per il suo amico che aveva veramente trovato la felicità, così gli chiese quale fosse il suo segreto. Allora Siddharta glielo svelò, avvertendolo però che ciò che diceva poteva sembrare qualcosa di insensato e bizzarro, e così apparirono le sue parole all’amico, che comunque continuava a pensare che la persona che gli stava innanzi fosse un santo e s’inchinò davanti a lui .
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  • 5

    Stupendo.
    Un libro che, se capito, riesce a dare molto, moltissimo.
    Ho scritto se capito perchè, nonostante a me la lettura sia sembrata limpida e chiara, e il messaggio anche, leggendo i commenti sot ...continua

    Stupendo.
    Un libro che, se capito, riesce a dare molto, moltissimo.
    Ho scritto se capito perchè, nonostante a me la lettura sia sembrata limpida e chiara, e il messaggio anche, leggendo i commenti sottostanti non penso che tutti lo apprezzano come dovrebbe essere apprezzato (ovviamente la mia è solo una considerazione soggettiva)
    Chi riesce a mettersi nei panni di Siddharta, o chi è già nei suoi panni spirituali, avrà un ottimo amico con cui passare il tempo e riflettere. E' un libro pieno di filosofia e spiritualità e senso, non dice cose banali tanto per riempire le pagine, non dice ovvietà tanto per riempire capitoli, le ovvietà e le banalità dovrebbero essere riviste e riassumere il valore che hanno perso nel tempo.
    Magnifico

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura dopo quella dell'adolescenza: avevo timore di non trovarci granché. Invece un libro molto bello, che in modo rispettoso mi ha detto molto, che trovo vicino alla mia sensibilità attuale. Fors ...continua

    Rilettura dopo quella dell'adolescenza: avevo timore di non trovarci granché. Invece un libro molto bello, che in modo rispettoso mi ha detto molto, che trovo vicino alla mia sensibilità attuale. Forse un libro che può proprio parlare a tutte le età della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura Piacevole

    Lettura davvero piacevole e mai noiosa, prosa semplice e di facile comprensione, storia emozionante e ricca di molti spunti su cui riflettere e allargare la propria mente...Consigliato...

    ha scritto il 

  • 5

    本書中充滿了佛學與哲學上的含意,主角的名字也有所影射,前面的導讀需先看,並對佛教與印度文化稍有背景,比較能體會故事背後的深意。但看完了,感觸很深。人生如斯,爭如何?不爭又如何?努力如何?不努力又如何?四季變化、境遇起伏,就跟河水一樣,在上行舟,逆流而上總是不易,最後或許會白費功夫一場吧。

    ha scritto il 

  • 4

    Prenditi un attimo per leggere!

    Un libro interiore, in un periodo in cui è un dono, per me, fermarsi anche solo per mezz'ora a leggere. Ci voleva!
    Riesce ad essere allo stesso tempo classico ma anche di rottura.

    ha scritto il 

  • 4

    La trasformazione del nostro pensiero

    Ho letto per la seconda volta nella mia vita questo racconto di Hesse, ma ancora non ho capito quale sia stata l’intenzione dell’Autore.
    Può essere un’opera sarcastica sugli eccessi di coloro che si r ...continua

    Ho letto per la seconda volta nella mia vita questo racconto di Hesse, ma ancora non ho capito quale sia stata l’intenzione dell’Autore.
    Può essere un’opera sarcastica sugli eccessi di coloro che si rifugiano in una vita spirituale o filosofica, senza mai trovare la strada giusta. Tuttavia la corrispondenza dell’Autore di quel periodo pare escludere questa ipotesi.
    Forse voleva essere un’introduzione al mondo spirituale dell’India, che così tanto attraeva Hesse, raccontato con parole semplici per arrivare al grande pubblico.
    Forse è solo un’opera furbetta destinata a chi si sente attratto dai temi della spiritualità orientale, così simile alla filosofia tedesca alla moda nel periodo in cui è stata scritta, narrata con linguaggio ammiccante per attrarre soprattutto i giovani alla ricerca di una via nuova, così tipica della loro età.
    Di certo non è un’opera filosofica originale, essendo anzi ricca di pensieri abbastanza banali e ovvietà varie. Non è nemmeno un’opera seria di approfondimento della religione indiana, di cui vengono citati qui e là concetti noti, senza tuttavia cercare di spiegarli in modo compiuto.
    Per me è soprattutto un racconto sulla trasformazione del pensiero alla quale tutti andiamo soggetti. Il nostro pensiero si evolve con il trascorrere del tempo, le nostre convinzioni della gioventù cambiano nell’età matura e cambiano ancora durante l’anzianità, per cui raramente gli uomini riescono ad aderire con la stessa intensità ad una stessa dottrina per tutta la vita.
    Il linguaggio è scorrevole e, pur occupandosi l’opera di temi astratti, la lettura ne risulta piacevole. La ridotta lunghezza del libro è per me, come sempre, apprezzabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile per me dare un giudizio di questo libro: da una parte è scritto (e tradotto) benissimo; dall'altra, però, l'ho trovato un po' inconcludente. Il mio voto tutto sommato è una media tra la scri ...continua

    Difficile per me dare un giudizio di questo libro: da una parte è scritto (e tradotto) benissimo; dall'altra, però, l'ho trovato un po' inconcludente. Il mio voto tutto sommato è una media tra la scrittura in quanto tale e il contenuto del libro...

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo grande libro

    Il capovolavoro di Herman Hesse.
    Da leggere con calma. Per riflettere, comprendere ed assimilare.
    Non tutti i libri sono fatti per esser letti alla svelta ^_^

    ha scritto il 

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