Siddharta

Di

Editore: CDE

4.0
(23551)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Francese , Galego , Olandese , Sloveno , Chi semplificata , Greco , Catalano , Svedese , Russo , Danese , Ceco , Rumeno , Esperanto

Isbn-10: A000014173 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Nell’India di un tempo sconosciuto crebbe Siddharta, figlio di un ricco Brahmino. Sin da piccolo aveva seguito diligentemente tutti gli insegnamenti del padre. Egli era sempre accompagnato dal suo fedele amico Govinda che lo ammirava moltissimo e che viveva sempre nella sua ombra. Quando Siddharta camminava per la strada, suscitava l’ammirazione delle persone, l’amore delle ragazze e l’orgoglio dei suoi genitori, felici di avere un figlio così studioso. Ma egli non si sentiva soddisfatto dalla sua dottrina, non trovava la felicità interiore, l’appagamento dell’anima e la liberazione dal dolore. Fu per questo che un giorno decise di andare a vivere con i Samana del bosco per apprendere la loro dottrina. Quindi partì accompagnato dal suo fedele compagno. Fu accolto dai Samana dai quali apprese in tre anni tutto ciò che potevano insegnargli.Un giorno però si accorse che avrebbe potuto imparare tutto ciò anche nella più sporca bettola del mondo. Proprio in quei giorni giunse la notizia che in città era arrivato il venerabilissimo Gotama, il Buddha, l’Illuminato e Siddharta decise di ascoltare questa nuova dottrina. Lasciarono così i Samana e giunsero al boschetto di Jetavana, dove ascoltarono la dottrina del Buddha alla quale aderì Govinda. Quindi si congedò da lui e dal suo amico che lo aveva abbandonato dopo tanti anni. Allontanandosi cominciò a riflettere sulla sua vita e capì che quello che aveva cercato di ottenere era sempre stato a portata di mano e che lui lo aveva sempre evitato, mentre tutto quello che cercava lo avrebbe trovato conoscendo meglio se stesso e imparando dal suo Io, dal quale aveva sempre cercato di liberarsi. Ora il mondo appariva più bello ai suoi occhi ed egli, con il tempo, imparava sempre di più. Si sentiva felice e quindi partì per la città alle cui porte incontrò una splendida donna trasportata su una portantina. Venne a sapere che si trattava di Kamala, una ricca cortigiana . E fu proprio quell’incontro a stravolgere la vita del giovane Brahmino Samana che diventò ricco lavorando per un facoltoso mercante di nome Kamaswami per potersi permettere gli incontri con la dolce Kamala, saziò la sua vita di piaceri terreni e materiali e perse la sua felicità interiore. Allora, resosi conto che aveva perso anche le capacità che aveva appreso durante la sua giovinezza. Quella sera, aveva deciso che si sarebbe suicidato gettandosi nel fiume, ma a un certo punto risentì quella voce dentro di sé che sussurrava il sacro Om. Quando si risvegliò dal lungo sonno di quella notte notò poi vicino a lui un monaco dalla tonaca gialla che si destò e che lui riconobbe essere il suo antico amico Govinda. Il monaco gli disse che aveva vegliato su di lui durante il sonno. Siddharta lo salutò e lo chiamò per nome e solo dopo Govinda lo riconobbe. Scambiarono quindi qualche parola come ai vecchi tempi, quindi si congedarono. Siddharta si sentiva di nuovo integro interiormente e ancora felice. Incontrò un barcaiolo al quale chiese di insegnargli l’arte di condurre una barca e di ascoltare, dato che l’uomo, che si chiamava Vasudeva, aveva ascoltato fino a tarda notte le vicende del suo ospite, stupendolo. I due uomini passarono molti anni insieme come fratelli, alternandosi i compiti e ascoltando il fiume che ogni volta insegnava loro qualcosa di nuovo. Un giorno arrivò alla capanna Vasudeva che portava in braccio una donna accompagnata da un bambino. Quella donna era Kamala che si era convertita alla dottrina del Buddha e il bambino era figlio di Siddharta. Kamala morì la notte stessa poiché era stata morsa da un serpente. Siddharta e Vasudeva tennero il ragazzino con loro, ma scappò in città. Invano il padre lo seguì, ma alla fine Vasudeva gli fece capire che il figlio stava seguendo le orme di quel ragazzino di nome Siddharta, che aveva abbandonato la sua vita per seguire la propria strada, e che ora si rendeva conto del gran dolore che aveva dato al padre quando lo lasciò. Un giorno Vasudeva comunicò al suo compagno che lo avrebbe lasciato e che sarebbe andato nel bosco. Poco dopo Siddharta rincontrò il suo amico Govinda che però nuovamente non lo riconobbe subito. Il monaco brillava di ammirazione per il suo amico che aveva veramente trovato la felicità, così gli chiese quale fosse il suo segreto. Allora Siddharta glielo svelò, avvertendolo però che ciò che diceva poteva sembrare qualcosa di insensato e bizzarro, e così apparirono le sue parole all’amico, che comunque continuava a pensare che la persona che gli stava innanzi fosse un santo e s’inchinò davanti a lui .
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  • 0

    Bellissimo, appassionante, apre gli occhi

    Non credevo di riuscire ad emozionarmi con un libro particolare e dal profumo di biografia improntata allo spiritualismo filosofico e religioso come questo, invece non solo l'ho fatto, ma mi sono ritr ...continua

    Non credevo di riuscire ad emozionarmi con un libro particolare e dal profumo di biografia improntata allo spiritualismo filosofico e religioso come questo, invece non solo l'ho fatto, ma mi sono ritrovata stregata da un racconto che è un po' fiaba, un po' storia di crescita personale/spirituale, un po' riflessione sui culti induisti e orientali. Si respira un'aria di profondo misticismo, slegata dal tempo, dallo spazio, dalla frenesia e dalla vacuità dei tempi moderni e dello stile di vita occidentale, sembra che arrivi fino alle corde dell'anima. La prima parte è la più potente a mio avviso, rispecchia la forza e lo splendore della giovinezza, la passione e l'orgoglio, la seconda più ricca di saggia dolcezza e struggente nostalgia. La crisi e lo smarrimento sperimentato da Siddharta verso la metà del racconto, il suo affannarsi dietro la materialità e i vizi, chi non le ha provate?
    Stupendo il modo delicato con cui vengono tratteggiati i suoi rapporti con Govinda, Kamala, Vasudeva. Insomma, un libro universale, poetico e commovente.

    ha scritto il 

  • 4

    Sublime

    Un romanzo di formazione nel tempio dell'induismo.
    Siddharta, viaggia alla ricerca del suo Io e lo fa anche sbagliando e perdendosi, a dimostrazione che anche dagli errori si impara molto soprattutto ...continua

    Un romanzo di formazione nel tempio dell'induismo.
    Siddharta, viaggia alla ricerca del suo Io e lo fa anche sbagliando e perdendosi, a dimostrazione che anche dagli errori si impara molto soprattutto sulla propria natura.
    Un'esperienza imperdibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Un testo che sapevo imprescindibile e che, in quanto imprescindibile, ho sempre evitato. Finché mi sono trovato a leggerlo. Guarda caso, negli ultimi tempi mi ho letto più libri che coprono pressoché ...continua

    Un testo che sapevo imprescindibile e che, in quanto imprescindibile, ho sempre evitato. Finché mi sono trovato a leggerlo. Guarda caso, negli ultimi tempi mi ho letto più libri che coprono pressoché l'intero arco della vita dei protagonisti. Arrivavo alla fine con un senso di ... incompletezza ?
    vuoto? ... rispetto a queste, ed alle nostre, vite. Siddharta al contrario mi ha lasciato con un senso di pienezza. Il doloroso percorso di raggiungimento di una consapevolezza, la strada controcorrente dall'erudizione all'accettazione, di un uomo che ha imparato a conoscersi ed a spendersi per conoscere. E' vero, è un libro che si caratterizza come una parabola e lo stile è un pelino agiografico, ma è, decisamente, Letteratura..

    ha scritto il 

  • 4

    Ero curiossisima di leggerlo, già da tempo. L'ho trovato per caso sulla libreria e mi sono subito sentita rapita. Una mia amica mi aveva detto che non era riuscita a concluderlo. Mi ci sono buttata ug ...continua

    Ero curiossisima di leggerlo, già da tempo. L'ho trovato per caso sulla libreria e mi sono subito sentita rapita. Una mia amica mi aveva detto che non era riuscita a concluderlo. Mi ci sono buttata ugualmente, seguendo l'istinto; sentivo che mi avrebbe dato qualcosa, che lo dovevo leggere. E così è stato. Non basterebbe un passo per descrivere la profondità di questo libro, lo si deve leggere. Ci si deve calare, nel giusto e nel peccato delle azioni dei protagonisti. E' un percorso di conoscenza interiore, la propria, quella più oscura ma che, proprio per questo, può essere anche la più luminosa. Insomma...mi è piaciuto davvero :)

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che ti invita ad intraprendere un viaggio ed una ricerca facendo esperienze e parlando con persone, accogliendo ciò che la vita ti offre di buono ogni giorno.
    Ho sempre tardato questa lettura ...continua

    Un libro che ti invita ad intraprendere un viaggio ed una ricerca facendo esperienze e parlando con persone, accogliendo ciò che la vita ti offre di buono ogni giorno.
    Ho sempre tardato questa lettura perché mi aspettavo una storia troppo trascendentale e spirituale per i miei gusti, invece ho apprezzato l'estrema umanità di Siddharta e delle persone da lui incontrate.
    Alla luce di "Siddharta", consiglio la lettura di "Racconti di un pellegrino russo": libro molto simile, ma di un gradino superiore (secondo il mio parere).

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro è noto per essere un caposaldo della cultura hippie e un riferimento per la New Age: insomma c'erano tutte le premesse perché io lo traslassi direttamente nel pattume. Poi lo leggo e scopro u ...continua

    Il libro è noto per essere un caposaldo della cultura hippie e un riferimento per la New Age: insomma c'erano tutte le premesse perché io lo traslassi direttamente nel pattume. Poi lo leggo e scopro un testo bellissimo, delicato, che invita alla ricerca, al rifiuto delle risposte preconfezionate (per quanto vincenti) e fa riflettere su temi quali il rapporto fra il mondo e la sua rappresentazione, fra il sé e l'altro. Se ci prova Coelho ne escono le sue usuali zozzerie, se lo fa un Nobel viene Siddharta.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo.
    Un libro che, se capito, riesce a dare molto, moltissimo.
    Ho scritto se capito perchè, nonostante a me la lettura sia sembrata limpida e chiara, e il messaggio anche, leggendo i commenti sot ...continua

    Stupendo.
    Un libro che, se capito, riesce a dare molto, moltissimo.
    Ho scritto se capito perchè, nonostante a me la lettura sia sembrata limpida e chiara, e il messaggio anche, leggendo i commenti sottostanti non penso che tutti lo apprezzano come dovrebbe essere apprezzato (ovviamente la mia è solo una considerazione soggettiva)
    Chi riesce a mettersi nei panni di Siddharta, o chi è già nei suoi panni spirituali, avrà un ottimo amico con cui passare il tempo e riflettere. E' un libro pieno di filosofia e spiritualità e senso, non dice cose banali tanto per riempire le pagine, non dice ovvietà tanto per riempire capitoli, le ovvietà e le banalità dovrebbero essere riviste e riassumere il valore che hanno perso nel tempo.
    Magnifico

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura dopo quella dell'adolescenza: avevo timore di non trovarci granché. Invece un libro molto bello, che in modo rispettoso mi ha detto molto, che trovo vicino alla mia sensibilità attuale. Fors ...continua

    Rilettura dopo quella dell'adolescenza: avevo timore di non trovarci granché. Invece un libro molto bello, che in modo rispettoso mi ha detto molto, che trovo vicino alla mia sensibilità attuale. Forse un libro che può proprio parlare a tutte le età della vita.

    ha scritto il 

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