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Siddharta

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca Adelphi; 32)

4.0
(22524)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Francese , Galego , Olandese , Sloveno , Chi semplificata , Greco , Catalano , Svedese , Russo , Danese , Ceco , Rumeno , Esperanto

Isbn-10: A000181195 | Isbn-13: 9788845901843 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Massimo Mila

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multirugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove.
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  • 4

    Un grande viaggio

    Herman Hesse riempie le librerie di tutto il mondo, è uno dei Nobel più amati della letteratura. Ma se tra la sua vasta produzione devo scegliere un'opera, sceglieri quel piccolo libriccino che giace ...continua

    Herman Hesse riempie le librerie di tutto il mondo, è uno dei Nobel più amati della letteratura. Ma se tra la sua vasta produzione devo scegliere un'opera, sceglieri quel piccolo libriccino che giace tra due candele. Siddharta (1922) è un unicum in Hesse, ma azzardarei in tutta la letteratura europea. È un romanzo introspettivo - definito "poema indiano" - e indaga talmente nel profondo l'animo umano che anziché una lettura, è da considerare una meditazione. Togliete di mezzo gli stereotipi che abbiamo riguardo la cultura Buddhista, perché a scrivere non è un'asceta, bensì un intellettuale tedesco naturalizzato svizzero. Dunque non è un libro che propone una purificazione dell'anima ed una conoscenza del sè approfondita, come recitano molte prefazioni di quei testi che al retro hanno un uomo dal nome impronunciabile in turbante arancione e con lo sguardo profondo; no, i libri di Hesse non sono invenzioni per fare soldi, né tantomemo lo è questo testo. Siddharta è un romanzo europeo, narra la vicenda di un potenziale Gautama Siddharta, non del Buddha storico, ed è di una profondità metafisica impensabile finché non lo si legge. Prima di leggerlo infatti, osservavo il libro in un modo; quando lo guardo ora, invece, provo la sensazione di leggerezza.
    Luca Montesi

    ha scritto il 

  • 4

    bello, ma difficile da capire

    Trama: Siddharta è un ragazzo che fa parte della casta più alta, quella dei bramini, ma lui non è soddisfatto e parte per cercare se stesso. Attraversando molte vicende e una sfide enorme per qualsias ...continua

    Trama: Siddharta è un ragazzo che fa parte della casta più alta, quella dei bramini, ma lui non è soddisfatto e parte per cercare se stesso. Attraversando molte vicende e una sfide enorme per qualsiasi uomo. Lui riesce nel suo inteto, ma con una grande perdita.
    Luogo e tempo: La vicenda si svolge in un’ India ricoperta di boschi e attraversata da fiumi; la storia di Siddharta ha luogo in foreste, luoghi di pace nei quali il protagonista vive felice, e in una città, dove assapora i piaceri materiali dimenticandosi di quelli interiori. Sembra quasi che l’autore abbia voluto creare questa contrapposizione tra la natura, che dona felicità, e le opere umane, luoghi nei quali l’uomo perde sé stesso. Non conosciamo i nomi dei luoghi e delle città. La vicenda è senza tempo. L’autore non ci dà alcun indicatore temporale specifico forse per rendere meglio l’idea che i problemi e le domande che si pone l’uomo sono sempre le stesse e che i concetti espressi in questo libro varranno sempre, in qualsiasi epoca e in qualsiasi luogo. Tuttavia, la presenza del Buddha, fa risalire il tempo della storia al VI secolo a.C.
    Tecniche narrative: Lo stile che l’autore ha adottato nella stesura del libro è molto complicato. Il linguaggio rispecchia la difficoltà e la complessità del tema espresso, che sarebbe stato più comprensibile se il linguaggio fosse stato più semplice. Fin da subito il narratore si dimostra esterno ed onnisciente poiché, benché faccia intuire che la storia di Siddharta è tra le più particolari, non esprime un suo punto di vista. Si può dire che la focalizzazione è quella del giovane.
    Riflessioni personali: Il messaggio dell’autore è molto utile e rivolto a tutti: per trovare la felicità, ognuno deve prima conoscere se stesso ed è lì che troverà tutte le risposte alle domande che si pone, o almeno saprà dove andarle a cercare. Inoltre l’autore ci dice che ogni persona deve cercare la propria strada e vivere i vari aspetti della vita. Solo coloro che non hanno abbastanza forza d’animo si appoggiano a delle “dottrine” che in apparenza danno loro la sicurezza, ma per l’autore non è quel tipo di vita che regala la felicità. Inoltre il racconto della vita di Siddharta ci insegna, anche a ricavare il massimo dalla vita apprezzando ciò che ci circonda e sfruttando al massimo le proprie capacità e il proprio potenziale, ma ci fa capire che non bisogna perdere di vista né la proprio scopo, né i propri punti di riferimento e bisogna dare ascolto soprattutto all’istinto, che ci può far sbagliare, ma ciò che è fatto d’istinto è sempre la migliore esperienza di vita possibile. L’ultima affermazione dell’autore è che la saggezza non si può trasmettere come le conoscenze, ma ognuno deve maturare interiormente fino a raggiungerlo. Il libro mi ha particolarmente colpito per il suo contenuto molto riflessivo e introspettivo. Secondo me, immerge il lettore in un continuo divenire di esperienze, capaci di accomunare genti di tutto il mondo. Un ragazzo, un uomo che va alla ricerca del proprio credo, dei propri valori, non soffermandosi mai in uno stato, in un frammento di conoscenza, in una contingenza di esperenzie ben definita ma limitata; al contrario egli diventa continuo pellegrino. La sua vita romanzesca intriga il lettore e lo richiama ai suoi pensieri più profondi, alle sue più intime percezioni. È proprio nel Sé, che l'uomo deve trovare non solo la propria essenza, ma anche la propria forza e il proprio stimolo a vivere.
    Quindi l’autore ci suggerisce che non ci si deve mai fermarsi, si deve continuamente sperimentare nuove cose per capire chi siamo e per sopravvivere nella vita.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    L'IO

    Titolo originale: Siddharta
    casa editrice: Adelphi
    costo: 10 euro
    pagine: 198
    Trama:

    Il libro narra della vita di Siddharta, un giovane, che cerca di trovare la sua strada attraverso varie esperienze ...continua

    Titolo originale: Siddharta
    casa editrice: Adelphi
    costo: 10 euro
    pagine: 198
    Trama:

    Il libro narra della vita di Siddharta, un giovane, che cerca di trovare la sua strada attraverso varie esperienze di vita. Il libro non si focalizza solo sul giovane Siddharta, ma anche su Govinda, un giovane compagno di infanzia con il quale inizia il suo lungo viaggio (Govinda ha sempre visto Siddharta come un saggio). I due decidono di staccarsi dalle relative famiglie e di andare a vivere con i "Samana", pensatori che vivono di poco o nulla, con i quali impareranno tutto: così fa infatti Siddharta
    Dopo anni di esperienza passati con i Samana, Siddharta e Govinda decidono di andare a vedere il Buddha Gotama, con il quale, dopo un po’, Govinda decide di aggregarsi. Siddharta rimane quindi solo e arriva in una città, dove conosce la Kamala, una bella donna che prima lo ha rifiutato (perché era povero), ma poi ha avuto delle relazioni con lui (perché si era arricchito facendo il mercante). Il giovane non è contento della sua vita, perché capisce di avere una vita normale e senza scopo. Dopo anni e anni passati con Kamala, Siddharta si dispera, capisce il suo errore e scappa. Kamala abbandonata dall’uomo che ama e da cui sa di non essere amata è in cinta, il cui figlio destinato a chiamarsi come il padre.
    Senza dirlo apertamente, l'autore però lascia intendere che Siddharta incontrerà il figlio. Questo succederà solo dopo un lungo periodo di tempo. Amareggiato per la vita che ha, Siddharta, pensa come unica forma di purificazione al suicidio (per ritornare allo scopo della sua vecchia vita), ma il destino lo aiuta perché incontra Govinda. L’amico subito non lo riconosce, anzi si ferma pensando di aiutare uno sconosciuto. L’incontro tra i due è toccante, ma quando si separano si ha di nuovo la sensazione che i due si rivedranno. Siddharta ha ritrovato un motivo di vita per andare avanti e cerca una nuova strada, che trova sulle sponde dello stesso fiume nel quale pensava di porre fine alla sua vita.

    Lungo le sponde del fiume incontra un Vasudeva (un barcaiolo) che, dopo un po’ di tempo, insegna al ragazzo l’essenza dell’acqua, mostrandogli il proprio spirito, come se il fiume fosse un’entità viva. Vasudeva, che abita sulle sponde del fiume, vede e condivide con Siddharta l’idea che il fiume sia vivo, che parli e che insegni. Siddharta decide di rimanere con Vasudeva da cui imparerà molto, anche durante i lunghi silenzi. Un’altra scena toccante si ha con il passaggio di Kamala che è in viaggio per trovare Gotama, il Buddha ormai morente; con lei c’è il figlio: il piccolo Siddharta. Un serpente morde la madre, il piccolo piange e richiama l’attenzione del padre che, riconosciuta la donna, cerca di aiutarla, ma è tutto invano: ora Siddharta ha un figlio da crescere.
    Siddharta ha diversi problemi a crescere il figlio che è ribelle, non lavora, si annoia e non vuole imparare: totalmente il contrario del padre. Dopo anni di sofferenza, il figlio scappa e Siddharta è costretto a lasciarlo andare perché sono troppo diversi per poter convivere insieme. Questo episodio, inoltre, induce Siddharta a pensare a quando anche lui aveva abbandonato suo padre e al dolore che gli aveva sicuramente procurato. “Ascoltando la voce del fiume”, tuttavia, il dolore di Siddharta si calma e l'uomo ottiene un migliore comprensione del mondo e di se stesso, la quale lo porterà a trovare l’ “IO” che è il culmine dell'illuminazione.
    Il barcaiolo, vedendo che Siddharta ha raggiunto la sua meta, lo lascia andare andandosene nella foresta.
    L’autore, prima di chiudere il libro, fa rincontrare Siddharta e Govinda che, ormai vecchi, vissuti e sapienti, si raccontano le loro esperienze di vita: è qui che Siddharta dice all’amico che era riuscito a trovare l’ “IO” (lo racconta attraverso un lungo e affascinante monologo interiore), ma che non si può esprimere perché va vissuto.
    Ciò che il libro vuole trasmetterci è una lezione di vita, su come cercare la conoscenza e anche su come il più puro degli uomini si possa ritrovare nel peccato facilmente.

    ha scritto il 

  • 3

    non è affatto un romanzo di formazione

    non può essere inteso come un romanzo di formazione perché è fin troppo per esserlo. insomma, sembra talco ma non è, e definirlo tale è banalizzarlo. è una disquisizione metafisica il cui senso è aper ...continua

    non può essere inteso come un romanzo di formazione perché è fin troppo per esserlo. insomma, sembra talco ma non è, e definirlo tale è banalizzarlo. è una disquisizione metafisica il cui senso è aperto ad analisi continua.

    forse è una questione di cultura differtente ma Siddharta, per quanto possa sembrare un libro per adolescenti, non si inizia ad afferrare che a 25.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    “Siddharta” di Hermann Hesse, è un romanzo che parla della ricerca di qualcosa che sembra essere fuori, ma in realtà è dentro di noi.
    Siddharta è un ragazzo indiano che ha bisogno di trovare la sua st ...continua

    “Siddharta” di Hermann Hesse, è un romanzo che parla della ricerca di qualcosa che sembra essere fuori, ma in realtà è dentro di noi.
    Siddharta è un ragazzo indiano che ha bisogno di trovare la sua strada e si incammina con il suo amico Govinda.
    In principio decidono di seguire i Samara, uomini che riescono a vivere con poco . Dopo essere stati con loro per molto tempo decidino di allontanarsi dai samara e si dirigono verso il Buddha Gotama. Grazie a questo incontro Govinda decide di aggregarsi alla setta del Buddha e per questo si separa da Siddharta.
    Siddharta prosegue per la sua strada e subito incontra Kamala, da cui imparerà l’arte dell’amore, ma anche i modi per guadagnare e divertirsi.
    Il senso di colpa fa si che Siddharta fugge dalla città lasciando Kamala da sola con un figlio, il suo.
    La prima reazione che Siddharta ha, fu quella di tentare il suicidio, annegando in un fiume.
    Si rende conto però dell'errore che ha fatto e trova rifugio da un barcaiolo che lo aveva traghettato all'inizio del suo viaggio.
    Quest'uomo insegna a Siddharta che il fiume parla specialmente se uno ha il tempo per ascoltarlo

    ha scritto il 

  • 2

    Proprio non sono riuscita a farmelo piacere. Quel senso perenne di insoddisfazione del protagonista mi è sembrato a tratti un po' esagerato, troppo "calcato".
    Le due stelle sono perché, nonostante io ...continua

    Proprio non sono riuscita a farmelo piacere. Quel senso perenne di insoddisfazione del protagonista mi è sembrato a tratti un po' esagerato, troppo "calcato".
    Le due stelle sono perché, nonostante io abbia fatto fatica a portarlo a termine, ci sono stati alcuni passaggi che mi hanno molto colpita e che mi hanno aiutata a riflettere.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo!

    Un vero capolavoro, difficile descrivere le sensazioni che questo libro riesce a trasmettere. Trasuda saggezza, aiuta a comprendere la complessità della realtà umana in tutte le sue sfaccettature ed ...continua

    Un vero capolavoro, difficile descrivere le sensazioni che questo libro riesce a trasmettere. Trasuda saggezza, aiuta a comprendere la complessità della realtà umana in tutte le sue sfaccettature ed è un monito alla riscoperta del nostro io interiore. Rappresenta un ponte fra la spiritualità occidentale e quella orientale. Tutti dovrebbero leggerlo.

    ha scritto il 

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