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Signor Malaussène

Di

Editore: CDE

4.2
(7319)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 444 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Inglese , Catalano , Portoghese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Mélaouah

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Sono molto ingenuo e ottuso ma non me ne preoccupo troppo in fondo so fare i migliori pop corn dell'universo, che problema c'è? Elvira non è in giro quindi posso esagerare e ammettere sciocchezze come l'universo. Sono uscito con una ragazza francese la settimana scorsa una ragazza a modo, nella m ...continua

    Sono molto ingenuo e ottuso ma non me ne preoccupo troppo in fondo so fare i migliori pop corn dell'universo, che problema c'è? Elvira non è in giro quindi posso esagerare e ammettere sciocchezze come l'universo. Sono uscito con una ragazza francese la settimana scorsa una ragazza a modo, nella moda, di 24 anni, con occhi grandi blu e un culo abbastanza grosso ma gradevole, mi ha parlato di creatività di libri sulla creatività mi ha regalato un libro sugli artisti e su come gli artisti dovrebbero rubare dalle altre persone e poi non so perché guardando il cielo ha cominciato a parlare della natura, del mondo, dell'universo, non è bello?, mi ha chiesto lei. Certo, ho detto io, è bellissimo. Ti chiedi mai chi l'ha creato?, mi ha detto lei. No, ho detto io. Eppure ogni cosa è stata creata da qualcos'altro, ha detto lei. E secondo te chi ha creato l'universo?, ho detto io. Dio, ha detto lei. Cazzo, ho pensato io, e le ho poi chiesto, e chi ha creato dio?, e lei mi ha guardato mi ha fissato negli occhi e mi ha detto, sei un maleducato, e si è alzata di scatto e ha fatto cadere un bicchiere di vetro a terra e poi se ne è andata. Non ho capito perché se l'è presa, forse perché ho detto dio con la minuscola ho imparato come fare.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho letto a 16 anni e mi ricordo di non essere riuscita ad apprezzare lo stile dell'autore, per questo le due stelle. Sicuramente da rileggere ora, aggiornerò la recensione.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci addentriamo ancora di più all'interno dell'animo umano, in maniera grottesca, drammatica, dolorosa: sembra quasi un processo di espiazione per ritrovare umanità e compassione. E mi ritrovo a chiedermi “Ma cosa c’era prima di Pennac e della tribù Malaussène?” 10

    ha scritto il 

  • 5

    Quando la vita è quello che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole.

    E se a dirlo è Pennac stesso allora non c'è che da fidarsi ed affidarsi alla verità profonda contenuta in questa frase. Che ROMANZO, mamma mia quanto mi è piaciuto. Difficile dire tra questo e l'ultimo quale sia il migliore, in quale il genio ha trovato l'espressione più felice però una cosa è ce ...continua

    E se a dirlo è Pennac stesso allora non c'è che da fidarsi ed affidarsi alla verità profonda contenuta in questa frase. Che ROMANZO, mamma mia quanto mi è piaciuto. Difficile dire tra questo e l'ultimo quale sia il migliore, in quale il genio ha trovato l'espressione più felice però una cosa è certa e quando è giusto è giusto: Pennac sa scrivere e l'opera teatrale messa in scena in questo volume è la follia più folle che abbia mai letto. Meraviglioso, fortunato il nuovo venuto, fortunato Signor Malaussene Malaussene, benvenuto nella tribù.

    ha scritto il 

  • 4

    Pennac e' geniale...devo dire che, per chi non lo conoscesse, puo' essere di difficile frequentazione, ma i libri della saga Malaussene sono...ipnotici.
    Lo stile di scrittura e' qualcosa di davvero particolare, che puo' portare a sviluppare una certa dipendenza o nostalgia, come e' avvenuto ...continua

    Pennac e' geniale...devo dire che, per chi non lo conoscesse, puo' essere di difficile frequentazione, ma i libri della saga Malaussene sono...ipnotici.
    Lo stile di scrittura e' qualcosa di davvero particolare, che puo' portare a sviluppare una certa dipendenza o nostalgia, come e' avvenuto a me con questo libro: non leggevo Pennac da un bel po' e quando ho iniziato a leggere le prime pagine del libro ho nettamente sentito che mi mancava questo stile, la parlata malausseniana...Voli pindarici a parte, il libro e' degno esponente della saga: eventi al limite dell'onirico, in merito ai quali ti chiedi se sta avvenendo quello che stai leggendo o se c'e' un qualche messaggio dietro che ti stai perdendo. E la cosa piu' bella del libro e' che non sai MAI DAVVERO cosa potrebbe accadere due righe piu' in giu'...e questo e' fantastico!
    Consigliatissssssssimo!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    E' il capitolo più corposo della geniale saga Malaussène iniziata con "Il paradiso degli orchi". Intrighi e rocamboleschi colpi di scena, fantasia, estro ed ironia che, a fine lettura, lasciano il sorriso sulle labbra

    ha scritto il 

  • 4

    I francesi sanno scrivere come nessun altro, anche tradotti (da un bravo traduttore) mantengono il fascino delle loro parole.
    Pennac è, a ragione, uno dei più grandi autori contemporanei. Letto senza aspettative e senza leggere la quarta di copertina, letto per scorpire da zero un autore. ...continua

    I francesi sanno scrivere come nessun altro, anche tradotti (da un bravo traduttore) mantengono il fascino delle loro parole.
    Pennac è, a ragione, uno dei più grandi autori contemporanei. Letto senza aspettative e senza leggere la quarta di copertina, letto per scorpire da zero un autore.
    Pennac ha vinto. Il merito della riuscita è tutta dei personaggi. Benjamin Malaussène, Julie, Jeremy, il commissario Rabdomant...non ce n'è uno sbagliato. Merito a Pennac di parlare attraverso Benjamin e di dire le cose semplici in modo un po' più bello e articolato, ma che colpisce dritto la mente dei sognatori (e non).
    Benjamin e Julie sono una coppia splendida.

    ha scritto il 

  • 3

    Non fosse stato che stiamo parlando di Pennac, probabilmente non sarei andata oltre la decima pagina. Questo è il terzo libro che leggo ma, mentre gli altri due mi hanno piacevolmente estesiata, questo mi ha decisamente deluso. Troppo lungo, troppo prolisso, digressioni noiose e abbastanza superf ...continua

    Non fosse stato che stiamo parlando di Pennac, probabilmente non sarei andata oltre la decima pagina. Questo è il terzo libro che leggo ma, mentre gli altri due mi hanno piacevolmente estesiata, questo mi ha decisamente deluso. Troppo lungo, troppo prolisso, digressioni noiose e abbastanza superflue al fine della storia. Concedo tre stelle solo perchè trattasi, appunto, di Pennac, fosse stato un qualunque altro autore più sconosciuto non sarei andata oltre le due.

    ha scritto il 

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