Signor Malaussène

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1433)

4.2
(7459)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 444 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Inglese , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8807814331 | Isbn-13: 9788807814334 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
"Ehi! Oh! Mi ascolti? Concentrati un po', santo dio! Piantala di ronfare nellapancia di tua madre. Dopo tutto ti sto presentando la tribù che ti accoglierà!" E' Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia. In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno - chissà chi?! - oppone una strenua resistenza. Al centro dell'azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico. Come contorno, la scomparsa di alcune prostitute meravigliosamente tatuate...
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  • 3

    La famiglia Malaussene è sempre strepitosa ma, per me, questa volta Pennac ha inserito in un unico libro davvero troppi personaggi e troppi avvenimenti, mi ha confuso un po' le idee

    ha scritto il 

  • 4

    Quarto capitolo della saga Malaussène e la sensazione che, chissà, all'epoca volesse esserne la chiusura: tutti i casi dei precedenti romanzi vengono riaperti e concatenati agli ultimi avvenimenti che ...continua

    Quarto capitolo della saga Malaussène e la sensazione che, chissà, all'epoca volesse esserne la chiusura: tutti i casi dei precedenti romanzi vengono riaperti e concatenati agli ultimi avvenimenti che, come da copione, coinvolgono Benjamin Malaussène a tal punto da far credere che sia uno dei peggiori criminali della storia.
    Ovviamente, essendoci altri due romanzi, non ne è stata la chiusura, però quella sensazione permane.
    Promosso anche questo, comunque, finora Pennac non mi ha mai deluso, sempre a metà tra demenzialità e romanticismo, surrealismo e raccapriccio, ha quel dono particolare che ti fa letteralmente amare i suoi personaggi e ogni volta che uno nuovo entra in scena è come se lo conoscessi da sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso!

    Come sempre un Pennac originale e sorprendente, anche se qui più profondo.
    Ogni volta il mio innamoramento per questi personaggi si fa sempre più acuto e poi come si fa a resistere a Titus e Silistri? ...continua

    Come sempre un Pennac originale e sorprendente, anche se qui più profondo.
    Ogni volta il mio innamoramento per questi personaggi si fa sempre più acuto e poi come si fa a resistere a Titus e Silistri?

    ha scritto il 

  • 0

    "Il Signor Malaussène" mi ha fatto pensare a quelle ricette di pesce che fanno qui in Francia, che ti arriva a tavola un piatto pieno di salsa liquida in cui ti tocca scavare per trovare l'alimento pr ...continua

    "Il Signor Malaussène" mi ha fatto pensare a quelle ricette di pesce che fanno qui in Francia, che ti arriva a tavola un piatto pieno di salsa liquida in cui ti tocca scavare per trovare l'alimento principale. Ecco, qui ho scavato per un terzo del libro e non ho trovato niente, nessun pesce, niente di interessante. Pennac accumula in maniera confusa elementi e personaggi, probabilmente facendo riferimento ai capitoli precedenti della saga, ma senza tirare fuori qualcosa che assomigli a una storia decente. Che non abbia le idee tanto chiare lo dimostra anche quando sbanda clamorosamente a livello del tono della narrazione, passando da una presunta leggerezza alla Queneau dell'inizio alla pesantezza dei peggiori "noir" del secondo quarto fino a diventare letteralmente illeggibile. Non metto stelline perché magari poi boh, sono io che sono impaziente ed avrei dovuto aspettare un'altra cinquantina di pagine, ma se c'è una cosa che detesto sono i libri in cui l'autore è talmente affetto dalla smania di sorprendere ad ogni riga, ad ogni frase, ad ogni trovata che per concentrarsi su ogni alberello finisce per dimenticarsi la foresta, mandando completamente a meretrici il flusso narrativo, smania che va da sé, dalla prima all'ultima riga che ho letto non ha abbandonato Pennac manco per una sola virgola.

    Insomma, l'ho mollato lì. Vedremo più avanti se merita di essere ripreso in mano ma non credo.

    ha scritto il 

  • 2

    L'ho letto a 16 anni e mi ricordo di non essere riuscita ad apprezzare lo stile dell'autore, per questo le due stelle. Sicuramente da rileggere ora, aggiornerò la recensione.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci addentriamo ancora di più all'interno dell'animo umano, in maniera grottesca, drammatica, dolorosa: sembra quasi un processo di espiazione per ritrovare umanità e compassione. E mi ritrovo a chiede ...continua

    Ci addentriamo ancora di più all'interno dell'animo umano, in maniera grottesca, drammatica, dolorosa: sembra quasi un processo di espiazione per ritrovare umanità e compassione. E mi ritrovo a chiedermi “Ma cosa c’era prima di Pennac e della tribù Malaussène?” 10

    ha scritto il 

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