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Signorina Cuorinfranti

Di

Editore: Minimum Fax

3.3
(305)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 887521364X | Isbn-13: 9788875213640 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Duranti ; Prefazione: Matteo B. Bianchi

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ingiustamente sottovalutato in vita, il talento narrativo di Nathanael West ha ottenuto il meritato riconoscimento solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1940 per un incidente d'auto, a trentasette anni. Oggi West è annoverato tra i grandi classici del Novecento americano. La "Signorina Cuorinfranti" del titolo è la firma di una seguitissima rubrica di consigli ai lettori di un quotidiano newyorkese, dietro la quale si nasconde in realtà un uomo. Quello che era nato come il semplice scherzo di una redazione troppo cinica genera però una vicenda umana di grande sofferenza: intimamente coinvolto dai problemi dei suoi lettori, e frustrato nella propria incapacità di offrir loro un aiuto reale, il protagonista precipita in una spirale di autodistruzione, ricercando sollievo di volta in volta nel sesso, nell'alcol, nella religione. Ambientato nella New York della Grande Depressione, questa originalissima novella a episodi offre uno spaccato grottesco ma profondamente empatico di una società in lotta con le proprie disillusioni.
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  • 1

    Allucinato e allucinante, non sono riuscita a capire non solo cosa voleva "comunicarci" l'autore, ma anche se ci voleva comunicare qualcosa ... A parte il titolo, tremendo!

    ha scritto il 

  • 4

    Tempo fa mi ero procurata questo romanzo convinta che fosse una lettura "intelligente" ma leggera, all'insegna del sarcasmo e — perché no — della comicità di una rubrica di posta del cuore tenuta da un uomo sotto le mentite spoglie di tale Miss Lonelyhearts (Signorina Cuorinfranti solo nel titolo ...continua

    Tempo fa mi ero procurata questo romanzo convinta che fosse una lettura "intelligente" ma leggera, all'insegna del sarcasmo e — perché no — della comicità di una rubrica di posta del cuore tenuta da un uomo sotto le mentite spoglie di tale Miss Lonelyhearts (Signorina Cuorinfranti solo nel titolo italiano, giacché all'interno del libro viene invece mantenuto il nome inglese).
    Chiaramente mi sbagliavo, e non di poco.
    La storia è angosciante, e personalmente fatico a intravedere quella dose di black humor che parecchie recensioni tirano in ballo.
    Per me l'unico elemento davvero comico è il fatto che l'autore si riferisca al protagonista solo ed unicamente con l'appellativo di Miss Lonelyhearts, però — e qui sta l'elemento surreale che mi fa ridere — declinandolo poi al maschile.
    Per il resto, lo ribadisco, tanta tanta angoscia.
    Siamo nell'America della Grande Depressione (1933): alla crisi economica se ne accompagna una morale altrettanto grave e la gente che scrive al New York Post-Dispatch è disperata.
    Il futuro Miss Lonelyhearts accetta di occuparsi della rubrica sperando che sia un passo in avanti nel cursus honorum all'interno del giornale, convinto che non ci voglia poi molto a buttare giù qualche riga di consolazione, magari facendo affidamento su un argomento intramontabile quale è la Fede.
    Invece, mentre tutta la redazione ride e non capisce la sua sofferenza, Miss Lonelyhearts viene travolto dal dolore di cui sono intrise le lettere che riceve e precipita in una spirale (auto)distruttiva (dei suoi rapporti con gli altri, delle sue certezze, persino della sua salute fisica) in cui è costantemente in preda a incubi, allucinazioni e, talvolta, raptus di violenza.
    Non a caso l'autore già dallo snobbatissimo precedente (e primo) romanzo "The Dream Life of Balso Snell" s'era dimostrato molto attratto dagli studi di Freud e in particolar modo, come si evince dal titolo, da quelli riguardanti i sogni.
    A tal proposito: povero Nathanael West.
    Di lui non sapevo nulla, ma dopo aver letto la prefazione di Matteo B. Bianchi e il profilo bio-bibliografico non posso non essere dispiaciuta per la vita di insuccessi e per giunta breve che gli è stata data in sorte.
    Tornando al romanzo: 4 stelline perché ogni tanto la narrazione pare fare dei grumi e incagliarsi (ammetto che può essere benissimo colpa mia che non mastico pane e psicoanalisi), però poi si riprende ed è capace di regalare passaggi meravigliosi.

    Strappò via il foglio dalla macchina. Gli pareva che perfino la parola Cristo fosse vana per lui. Dopo aver fissato a lungo le lettere accumulate sul suo tavolo, si mise a guardare fuori dalla finestra. Una pigra pioggia primaverile stava trasformando il catrame polveroso delle terrazze in lucide distese di pelle verniciata. L’acqua rendeva tutto scivoloso e lui non riuscì a trovare alcun appiglio né per gli occhi né per i pensieri.

    ha scritto il 

  • 5

    "Signorina Cuorinfranti" di Nathanael West

    Protagonista di questo romanzo breve è la New York della Grande Depressione, contraddizione pulsante tra il benessere rappresentato dai grattacieli e la disperazione dei suoi abitanti.
    West visse quei difficilissimi anni '30 e se ne fece il cantore disincantato: asprezza, durezza, crudeltà ...continua

    Protagonista di questo romanzo breve è la New York della Grande Depressione, contraddizione pulsante tra il benessere rappresentato dai grattacieli e la disperazione dei suoi abitanti.
    West visse quei difficilissimi anni '30 e se ne fece il cantore disincantato: asprezza, durezza, crudeltà sono i soli termini che secondo me si possono utilizzare per cercare di spiegare l'atmosfera che l'autore ricrea in "Signorina Cuorinfranti".
    La prosa asettica e lineare, con elementi gergali, fa rivivere figure realissime, personaggi troppo umani: non c'è spazio per illusioni e speranze.
    La Signorina Cuorinfranti gestisce una rubrica di posta del cuore su di un giornale: le lettere che riceve sono scritte da persone che depositano in esse le loro frustrazioni, la loro disperazione, la loro grossolanità, i loro desideri.
    Eppure non ispirano compassione, ma sono fastidiose e irritanti.
    West non lascia alcuno spiraglio: non c'è possibilità di riscatto per nessuno.
    Ovviamente, se consideriamo il periodo storico in qui fu pubblicato questo romanzo, possiamo facilmente intuire il motivo del suo tiepidissimo successo.
    In questo senso è un libro claustrofobico che spezza il cuore. [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/06/libro-signorina-cuorinfranti-di.html

    ha scritto il 

  • 4

    “Forse posso farti capire. Cominciamo dall’inizio. Un uomo è assunto per dare consigli ai lettori di un giornale. Il lavoro è una trovata redazionale e tutto lo staff lo ritiene uno scherzo. L’uomo accetta con entusiasmo il lavoro, perché gli permette di curare una colonna di gossip, e comunque è ...continua

    “Forse posso farti capire. Cominciamo dall’inizio. Un uomo è assunto per dare consigli ai lettori di un giornale. Il lavoro è una trovata redazionale e tutto lo staff lo ritiene uno scherzo. L’uomo accetta con entusiasmo il lavoro, perché gli permette di curare una colonna di gossip, e comunque è stanco di fare il reporter. Anche lui pensa che il lavoro sia una burla, ma dopo diversi mesi questo aspetto della burla comincia a sfuggirgli. Egli vede che la maggior parte delle lettere sono suppliche che chiedono con un’umiltà assoluta un consiglio morale e spirituale – che sono espressioni inarticolate di una sofferenza autentica. Scopre anche che i corrispondenti lo prendono sul serio. E per la prima volta nella propria vita, è costretto a prendere in esame i valori con i quali vive. E questo esame dimostra che egli è la vittima dello scherzo e non il suo autore.”

    lettura terribile ma bellissima

    ha scritto il 

  • 3

    Non inganni il rosa confetto della busta in copertina, la tinta pastello della confezione, il titolo civettuolo: questo libro, dentro, è cianuro e napalm.


    La sedicente Miss Lonelyhearts, redattrice della posta del cuore di un quotidiano, è in realtà il figlio di un pastore b ...continua

    Non inganni il rosa confetto della busta in copertina, la tinta pastello della confezione, il titolo civettuolo: questo libro, dentro, è cianuro e napalm.

    La sedicente Miss Lonelyhearts, redattrice della posta del cuore di un quotidiano, è in realtà il figlio di un pastore battista del New England che entra in piena crisi quando comprende che non esiste differenza tra lui e le sue sventurate lettrici (derise cinicamente da tutta la redazione) e che lui stesso è solo l’ennesima casalinga disperata che chiede inutilmente risposte e consolazione a Dio, ovvero la suprema Miss Lonelyhearts.

    Persa ogni capacità di aiutare se stesso ad uscire dal suo tunnel personale di disillusione, si ritrova impotente ad aiutare gli altri; così, per evitare di sostituire l’odio all’empatia, di infierire su quest’umanità dolente, indifesa e petulante, di finire metaforicamente queste bestie ferite fracassando loro il cranio con una pietra (come fa in sogno con un agnello sacrificale), si inventa un delirio mistico e messianico alimentato a whisky.

    Va detto che West è disperato ma non serio: l’umore nero, distribuito con estrema generosità, lo salva da ogni eccessiva asprezza, nonostante la scrittura mantenga sempre un’ombra di trasognata violenza. Il libro tuttavia, frammentario come una sequenza di quadretti espressionisti, è talmente breve ed involuto da lasciare più l’impressione di una carica inesplosa che quella di un'opera compiuta.

    ha scritto il 

  • 2

    Trovato per errore in una vecchia biblioteca .lit, letto per curiosità.... non mi è piaciuto.
    la storia disfatta di un uomo depresso che tiene una rubrica di "posta del cuore" e riceve le peggio cose....
    Sempre ai limiti della coscienza per via dell'alcool non riesce ad essere lucido ...continua

    Trovato per errore in una vecchia biblioteca .lit, letto per curiosità.... non mi è piaciuto.
    la storia disfatta di un uomo depresso che tiene una rubrica di "posta del cuore" e riceve le peggio cose....
    Sempre ai limiti della coscienza per via dell'alcool non riesce ad essere lucido e si lascia vivere fino ad autodistruggersi per un equivoco.

    ha scritto il 

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