Signorina cuori infranti

Di

Editore: Bompiani

3.3
(335)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 127 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Spagnolo , Inglese

Isbn-10: A000017104 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Maffi

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    in god we trust

    La signorina cuorinfranti ha bisogno di aiuto. Non crede più in Dio, odia il suo lavoro e non riesce a relazionarsi.
    La signorina cuori infranti invece rassicura i suoi lettori, nella sua rubrica, dif ...continua

    La signorina cuorinfranti ha bisogno di aiuto. Non crede più in Dio, odia il suo lavoro e non riesce a relazionarsi.
    La signorina cuori infranti invece rassicura i suoi lettori, nella sua rubrica, diffondendo l'amore di Cristo a chi non ha più speranza, ragazze senza naso, storpi-mariti-di-affascinanti-signore, casalinghe maltrattate ed altri casi disperati che gli scrivono quotidianamente in cerca di un motivo per continuare a vivere.
    Un freak show, West racconta questo triste spettacolo visto dagli occhi insensibili e cinici di chi sembra essere normale, almeno in apparenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando le paure, le angosce e i drammi di una popolazione si intrecciano e si confondono con quelli di una nazione intera, assurgono dal nulla, personaggi come le Miss Lonelyhearts di turno che vengon ...continua

    Quando le paure, le angosce e i drammi di una popolazione si intrecciano e si confondono con quelli di una nazione intera, assurgono dal nulla, personaggi come le Miss Lonelyhearts di turno che vengono considerate come vere e proprie "sacerdotesse" e si nutre nei loro confronti una fede e una speranza quasi cieca, esattamente come se si trattasse di una vera e propria religione.
    Ma cosa succede se la Miss Lonelyhearts di turno, entra improvvisamente in crisi?
    Ve lo spiega Nathanel West, in questo libricino ancora fin troppo snobbato e sottovalutato.

    http://www.librofilia.it/nathanael-west-e-la-signorina-cuorinfranti-come-nuova-sacerdotessa-d-america/

    ha scritto il 

  • 2

    Una lettura inutile: così definisco i libri che non mi hanno lasciato nulla se non un po’ di nervosismo ed un senso di inutilità, proprio come questo libro. Nervosismo per i protagonisti che ho profon ...continua

    Una lettura inutile: così definisco i libri che non mi hanno lasciato nulla se non un po’ di nervosismo ed un senso di inutilità, proprio come questo libro. Nervosismo per i protagonisti che ho profondamente odiato nella loro apatia, nel loro essere esageratamente oltre le righe e completamente sconclusionati, senza senso, azioni senza motivo e discorsi senza logica.
    E nervosismo perché comunque penso che lo scrittore abbia uno stile letterario leggero, bello ed invitante: quindi del tutto sprecato con una storia simile.
    Per cui, non abbandonerò Nathanael West: leggerò il suo “Il giorno della locusta” da cui è stato tratto il film con Donald Shuterland che dà voce e corpo ad un certo Homer Simpson… no, non lui, però ha ispirato Matt Groening nella scelta del nome :-)

    ha scritto il 

  • 0

    Ne avevo sentito parlare come un capolavoro della letteratura americana. Il titolo accattivante e l'ambientazione mi hanno spinta a leggerlo. Beh, che delusione! Una storia sconclusionata, esageratam ...continua

    Ne avevo sentito parlare come un capolavoro della letteratura americana. Il titolo accattivante e l'ambientazione mi hanno spinta a leggerlo. Beh, che delusione! Una storia sconclusionata, esageratamente cruenta. Mi ha lasciato un senso di disagio, di infinita tristezza. Forse, semplicemente, non l'ho capito.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho iniziato a leggere questo libro pensando di trovare dello humor, anche nero, ma di sorridere. Invece il testo è tutt'altro, forse troppo distante da ciò che cercavo quindi non ho neppure posto la g ...continua

    Ho iniziato a leggere questo libro pensando di trovare dello humor, anche nero, ma di sorridere. Invece il testo è tutt'altro, forse troppo distante da ciò che cercavo quindi non ho neppure posto la giusta attenzione per entrarci in sintonia.
    L'opera in sé ha un valore e una dimensione? Può darsi, ma non è immediata come l'insalata di religione, disperazione, incomprensione (che in comune hanno solo "one") quindi pollice verso.
    Per fortuna è breve.

    ha scritto il 

  • 1

    Allucinato e allucinante, non sono riuscita a capire non solo cosa voleva "comunicarci" l'autore, ma anche se ci voleva comunicare qualcosa ... A parte il titolo, tremendo!

    ha scritto il 

  • 4

    Tempo fa mi ero procurata questo romanzo convinta che fosse una lettura "intelligente" ma leggera, all'insegna del sarcasmo e — perché no — della comicità di una rubrica di posta del cuore tenuta da u ...continua

    Tempo fa mi ero procurata questo romanzo convinta che fosse una lettura "intelligente" ma leggera, all'insegna del sarcasmo e — perché no — della comicità di una rubrica di posta del cuore tenuta da un uomo sotto le mentite spoglie di tale Miss Lonelyhearts (Signorina Cuorinfranti solo nel titolo italiano, giacché all'interno del libro viene invece mantenuto il nome inglese).
    Chiaramente mi sbagliavo, e non di poco.
    La storia è angosciante, e personalmente fatico a intravedere quella dose di black humor che parecchie recensioni tirano in ballo.
    Per me l'unico elemento davvero comico è il fatto che l'autore si riferisca al protagonista solo ed unicamente con l'appellativo di Miss Lonelyhearts, però — e qui sta l'elemento surreale che mi fa ridere — declinandolo poi al maschile.
    Per il resto, lo ribadisco, tanta tanta angoscia.
    Siamo nell'America della Grande Depressione (1933): alla crisi economica se ne accompagna una morale altrettanto grave e la gente che scrive al New York Post-Dispatch è disperata.
    Il futuro Miss Lonelyhearts accetta di occuparsi della rubrica sperando che sia un passo in avanti nel cursus honorum all'interno del giornale, convinto che non ci voglia poi molto a buttare giù qualche riga di consolazione, magari facendo affidamento su un argomento intramontabile quale è la Fede.
    Invece, mentre tutta la redazione ride e non capisce la sua sofferenza, Miss Lonelyhearts viene travolto dal dolore di cui sono intrise le lettere che riceve e precipita in una spirale (auto)distruttiva (dei suoi rapporti con gli altri, delle sue certezze, persino della sua salute fisica) in cui è costantemente in preda a incubi, allucinazioni e, talvolta, raptus di violenza.
    Non a caso l'autore già dallo snobbatissimo precedente (e primo) romanzo "The Dream Life of Balso Snell" s'era dimostrato molto attratto dagli studi di Freud e in particolar modo, come si evince dal titolo, da quelli riguardanti i sogni.
    A tal proposito: povero Nathanael West.
    Di lui non sapevo nulla, ma dopo aver letto la prefazione di Matteo B. Bianchi e il profilo bio-bibliografico non posso non essere dispiaciuta per la vita di insuccessi e per giunta breve che gli è stata data in sorte.
    Tornando al romanzo: 4 stelline perché ogni tanto la narrazione pare fare dei grumi e incagliarsi (ammetto che può essere benissimo colpa mia che non mastico pane e psicoanalisi), però poi si riprende ed è capace di regalare passaggi meravigliosi.

    Strappò via il foglio dalla macchina. Gli pareva che perfino la parola Cristo fosse vana per lui. Dopo aver fissato a lungo le lettere accumulate sul suo tavolo, si mise a guardare fuori dalla finestra. Una pigra pioggia primaverile stava trasformando il catrame polveroso delle terrazze in lucide distese di pelle verniciata. L’acqua rendeva tutto scivoloso e lui non riuscì a trovare alcun appiglio né per gli occhi né per i pensieri.

    ha scritto il 

  • 5

    "Signorina Cuorinfranti" di Nathanael West

    Protagonista di questo romanzo breve è la New York della Grande Depressione, contraddizione pulsante tra il benessere rappresentato dai grattacieli e la disperazione dei suoi abitanti.
    West visse quei ...continua

    Protagonista di questo romanzo breve è la New York della Grande Depressione, contraddizione pulsante tra il benessere rappresentato dai grattacieli e la disperazione dei suoi abitanti.
    West visse quei difficilissimi anni '30 e se ne fece il cantore disincantato: asprezza, durezza, crudeltà sono i soli termini che secondo me si possono utilizzare per cercare di spiegare l'atmosfera che l'autore ricrea in "Signorina Cuorinfranti".
    La prosa asettica e lineare, con elementi gergali, fa rivivere figure realissime, personaggi troppo umani: non c'è spazio per illusioni e speranze.
    La Signorina Cuorinfranti gestisce una rubrica di posta del cuore su di un giornale: le lettere che riceve sono scritte da persone che depositano in esse le loro frustrazioni, la loro disperazione, la loro grossolanità, i loro desideri.
    Eppure non ispirano compassione, ma sono fastidiose e irritanti.
    West non lascia alcuno spiraglio: non c'è possibilità di riscatto per nessuno.
    Ovviamente, se consideriamo il periodo storico in qui fu pubblicato questo romanzo, possiamo facilmente intuire il motivo del suo tiepidissimo successo.
    In questo senso è un libro claustrofobico che spezza il cuore. [...]

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/06/libro-signorina-cuorinfranti-di.html

    ha scritto il 

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