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Sillogismi dell'amarezza

Di

Editore: Adelphi

4.3
(277)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Paperback

Isbn-10: 884590976X | Isbn-13: 9788845909764 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Cristina Rognoni

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
In questi pensieri sul tempo e sull'Occidente, sull'amore e sulla solitudine,sulla religione e sulla musica, la ribellione appare venata da ironia, lo sgomento da humour. Rimasti dapprima senza eco, i Sillogismi divennero poi il libro più letto di Cioran in Francia e in Germania e il più rappresentato nelle antologie di aforismi.
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  • 5

    Come una seduta di agopuntura. Con stiletti al posto degli aghi. Colpi mirati precisi e profondi Non so se faccia più soffrire. O godere. (Ah. Credo che alcune stilettate mi abbiano aperto ...continua

    Come una seduta di agopuntura. Con stiletti al posto degli aghi. Colpi mirati precisi e profondi Non so se faccia più soffrire. O godere. (Ah. Credo che alcune stilettate mi abbiano aperto dei chakra. Un paio. Almeno.)

    ha scritto il 

  • 5

    la noia è un'angoscia larvale;l'umor nero,un odio sognatore

    non in grado di recensirlo veramente... se un giorno, mi dedicassi interamente alla Filosofia, questo libro sarebbe paragonabile solo all'Antico Testamento.

    ha scritto il 

  • 5

    Il filosofo Emil Cioran – rumeno di nascita, francese di adozione – attraverso le sue brevi apodittiche asserzioni palesa tutta la sua disperazione di esistere; la consapevolezza di vivere una ...continua

    Il filosofo Emil Cioran – rumeno di nascita, francese di adozione – attraverso le sue brevi apodittiche asserzioni palesa tutta la sua disperazione di esistere; la consapevolezza di vivere una vita insignificante e caduca, una vita che solo l'idea del suicidio – unico atto veramente libero – può rendere dignitosa. Allora, con questa premessa, il caos, la negazione dell'individualità, la quiete, l'indifferenza di fronte ad ogni desiderio diventano valori da coltivare e grazie ai quali dilatare la propria distanza dalla storia e dai suoi fatti illusori. Indubbiamente una posizione forte, corrosiva, affilata. Ma Cioran, non è sempre un energumeno dedito all'eccesso, un “buffone” del nulla. Anzi, alcune sue affermazioni vanno profondamente meditate perché molto ci dicono di errori e storture della nostra civiltà. A esempio: “Siamo tutti dei commedianti, sopravviviamo ai nostri problemi”; “L'uomo secerne disastro”; “Vi sono anime che Dio stesso non potrebbe salvare, dovesse mettersi in ingocchio e pregare per loro”; “Tutto perseguita le nostre idee, a cominciare dal nostro cervello”. Che ve ne sembra?

    ha scritto il 

  • 4

    "Nell'edificio del pensiero non ho trovato nessuna categoria su cui riposare la fronte. In compenso, quale cuscino è il Caos"

    "Mi sono immerso nell'assoluto da fatuo, ne sono emerso da ...continua

    "Nell'edificio del pensiero non ho trovato nessuna categoria su cui riposare la fronte. In compenso, quale cuscino è il Caos"

    "Mi sono immerso nell'assoluto da fatuo, ne sono emerso da troglodita"

    "Questo bisogno di rimorsi che precede il Male, cosa dico, che lo crea.."

    "Perchè dovrei deporre le armi? non ho vissuto tutte le contraddizioni, conservo sempre la speranza di un nuovo vicolo cieco"

    "Senza Bach la teologia sarebbe prova di oggetto, la Creazione fittizia, il nulla perentorio"

    "Non potrei riconciliarmi con le cose quand'anche ogni istante dovesse strapparsi dal tempo per darmi un bacio"

    Per l'amore ci sono i poeti, per la gaiezza faccio da me. Per i miei momenti di risposante, rassicurante cinismo ho trovato un digestivo forte ed amaro di gran classe. Che dico, un nuovo Maestro. Il gusto del paradosso alla Wilde col sorriso all'ingiù e tono baritonale. Una specie di Flaiano di alto bordo. E chissà che non siano proprio e solo i cinici (o anche i mistici, e i pazzi) a conoscere la bontà.. Ma in fondo, chi se ne importa: che stile, e che gusto!

    ha scritto il 

  • 4

    "Se crediamo con tanta ingenuità nelle idee è perchè dimentichiamo che sono state concepite da mammiferi"

    "Dinanzi all'uomo e alla donna si aprono due strade: la crudeltà o l'indifferenza. Tutto lascia supporre che prenderanno la seconda, che tra loro non vi sarà né spiegazione né rottura, ma che ...continua

    "Dinanzi all'uomo e alla donna si aprono due strade: la crudeltà o l'indifferenza. Tutto lascia supporre che prenderanno la seconda, che tra loro non vi sarà né spiegazione né rottura, ma che continueranno ad allontanarsi l'uno dall'altra; che la pederastia e l'onanismo, proposti dalle scuole e dai templi, conquisteranno le folle; che una massa di vizi aboliti saranno rimessi in auge, e che una prassi scientifica supplirà al rendimento dello spasimo e alla maledizione della coppia". Politicamente scorrettissimo, molti diranno, di sicuro; per altri versi profetico. Del resto "L'arte di amare? E' il saper unire ad un temperamento di vampiro la discrezione di un anemone".

    ha scritto il 

  • 0

    Mister, eu non posso dormir, nessuno ama Aristoteles aqui.

    Mah. Chi ha un qualche tipo di disturbo bipolare e scrive a mio parere dovrebbe farlo mentre è in corso un episodio maniacale, non durante quello depressivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Vago attraverso i giorni come una puttana in un mondo senza marciapiedi

    Raccolta di “aforismi” scritti per aver “conosciuto la paura in mezzo alle parole”, alcuni folgoranti, altri meno come sempre, raccolti per argomenti, la religione, la musica, l’amore, la ...continua

    Raccolta di “aforismi” scritti per aver “conosciuto la paura in mezzo alle parole”, alcuni folgoranti, altri meno come sempre, raccolti per argomenti, la religione, la musica, l’amore, la solitudine, il suicidio….. Ti si presenta una voragine, ti trovi sul bordo e guardi nel vuoto, nel buio,… non trovi un punto che sia un punto di appiglio…celebre la sua frase “vivo solo perché è in mio potere morire quando meglio mi sembrerà: senza l’idea del suicidio, mi sarei ucciso subito”. Manca forse in tutto questo un filo di ironia che credo indispensabile ma forse sto chiedendo troppo….. anzi sicuramente sto chiedendo troppo. Sapendo a cosa andavo incontro ho voluto affrontarli accompagnandoli con altre schegge, schegge musicali optando per dei brani di Chopin in un recital del divino A. B. Michelangeli, non tutte le polacche o i preludi o i notturni, che lui oltretutto non ha mai eseguito per intero, ma una selezione di brani tra mazurche, ballate,… Un autore abbastanza adatto ma in una lettura scelta volutamente eterea, celeste,…, rassicurante. E a pg. 100 l’incontro inaspettato, trovo scritto: “Chopin ha promosso il pianoforte al rango della tisi”. E per poi passare dopo una pagina a dire: “Da certi andanti di Mozart si sprigiona una desolazione eterea, e come un sogno di funerali in un’altra vita”. Non mi restava che allinearmi e ascoltare il movimento lento, un “larghetto”, Cioran mi perdonerà, del quintetto per clarinetto KV 581, una delle ultime opere di Mozart e continuare la lettura…… avrei anche potuto piangere ma le lacrime le ho finite, le ho già spese tutte…..

    ha scritto il