Sillogismi dell'amarezza

Di

Editore: Adelphi

4.3
(306)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 126 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 884590976X | Isbn-13: 9788845909764 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Cristina Rognoni ; Curatore: Mario Andrea Rigoni

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
In questi pensieri sul tempo e sull'Occidente, sull'amore e sulla solitudine,sulla religione e sulla musica, la ribellione appare venata da ironia, lo sgomento da humour. Rimasti dapprima senza eco, i Sillogismi divennero poi il libro più letto di Cioran in Francia e in Germania e il più rappresentato nelle antologie di aforismi.
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  • 4

    Avete presente quando parlate con qualcuno che centra sempre il punto del vostro essere, di un vostro pensiero, stato d'animo? Mi è capitato qualche volta di avere a che fare con soggetti così (per fo ...continua

    Avete presente quando parlate con qualcuno che centra sempre il punto del vostro essere, di un vostro pensiero, stato d'animo? Mi è capitato qualche volta di avere a che fare con soggetti così (per fortuna esistono!), che anche quando facevo di tutto (spesso inconsciamente) per portarli a destra, lontani dal mio più intimo io, loro andavano a sinistra, fiduciosi e sicuri di quello che avrebbero trovato, sapevano già, forse perché simili a me. Ecco, questo libro, o meglio Cioran, fa lo stesso: scocca delle frecce, molte delle quali vi centreranno in pieno petto, lì dove pensavate di non poter essere raggiunti, lì dove pensavate di essere soli. Ho riso e sorriso leggendo alcuni dei suoi pensieri, altri li devo ancora assimilare, altri li ho letti disinteressatamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto molto di Cioran, quasi tutto. Non pensavo che un suo scritto m'avrebbe deluso, o comunque non soddisfatto. Eppure è capitato con questo. Credo che la forma del sillogismo usato per trattare c ...continua

    Ho letto molto di Cioran, quasi tutto. Non pensavo che un suo scritto m'avrebbe deluso, o comunque non soddisfatto. Eppure è capitato con questo. Credo che la forma del sillogismo usato per trattare certi temi sia come un morso rapido che non permette di cogliere il gusto autentico e lascia una gran fame. Molto meglio "Sommario di decomposizione" e "Storia e Utopia" che per me son come Bibbie.

    ha scritto il 

  • 4

    Continuo a pensare alla posizione di Cioran, al suo nichilismo self made, come all'evento più vicino all'ascesi mistica: rinuncia alla rinuncia al dolore (quello inevitabile che è, anche, soprattutto, ...continua

    Continuo a pensare alla posizione di Cioran, al suo nichilismo self made, come all'evento più vicino all'ascesi mistica: rinuncia alla rinuncia al dolore (quello inevitabile che è, anche, soprattutto, al di là di ogni speculazione, scorrimento nel vuoto percepito).
    Come dire che il paradosso del suo scrivere contro il suo scrivere e del suo vivere contro il suo narrare è quanto di più vicino io possa immaginare a una propedeutica alla cosiddetta (così anche da lui detta) santità.
    "Perché non dovrei paragonarmi ai più grandi santi? Ho forse prodigato meno follia per salvare le mie contraddizioni di quanta non ne abbiano prodigato loro per superare le proprie?".
    No, infatti.
    Il punto è che quelli e quelle che chiamiamo, per brevità, 'grandi', non intendevano 'superarle' ma, per l'appunto e a loro volta, come sant'Emil, 'salvarle'.
    Entusiasta, senza esitazioni, per il paragone, ne sposterei a questo punto, i termini: la comunanza non è data dalla derivazione (o dalla deriva) del rapporto con le opposte e compresenti polarità esistenziali (leggi: follia) ma dall'obiettivo della/nella manutenzione delle stesse. In entrambi i casi: stare da vivi, da vive, nell'uguale e nel contrario.
    Perché, sì, "l'uomo secerne disastro" e, sì, "con le tue vene cariche di notti, non hai un posto tra gli uomini più di quanto lo abbia un epitaffio in mezzo a un circo".

    ha scritto il 

  • 5

    "Obiezione contro la scienza: questo mondo non merita di essere conosciuto"

    Ho scoperto me stessa nell'immenso Fernando Pessoa e, dopo essermi persa per un po', mi sono ritrovata nel cinico Emil Cioran. Splendido.

    ha scritto il 

  • 5

    Come una seduta di agopuntura. Con stiletti al posto degli aghi. Colpi mirati precisi e profondi Non so se faccia più soffrire. O godere.
    (Ah. Credo che alcune stilettate mi abbiano aperto dei chakra ...continua

    Come una seduta di agopuntura. Con stiletti al posto degli aghi. Colpi mirati precisi e profondi Non so se faccia più soffrire. O godere.
    (Ah. Credo che alcune stilettate mi abbiano aperto dei chakra. Un paio. Almeno.)

    ha scritto il 

  • 5

    la noia è un'angoscia larvale;l'umor nero,un odio sognatore

    non in grado di recensirlo veramente...
    se un giorno, mi dedicassi interamente alla Filosofia, questo libro sarebbe paragonabile solo all'Antico Testamento.

    ha scritto il 

  • 5

    Il filosofo Emil Cioran – rumeno di nascita, francese di adozione – attraverso le sue brevi apodittiche asserzioni palesa tutta la sua disperazione di esistere; la consapevolezza di vivere una vita in ...continua

    Il filosofo Emil Cioran – rumeno di nascita, francese di adozione – attraverso le sue brevi apodittiche asserzioni palesa tutta la sua disperazione di esistere; la consapevolezza di vivere una vita insignificante e caduca, una vita che solo l'idea del suicidio – unico atto veramente libero – può rendere dignitosa. Allora, con questa premessa, il caos, la negazione dell'individualità, la quiete, l'indifferenza di fronte ad ogni desiderio diventano valori da coltivare e grazie ai quali dilatare la propria distanza dalla storia e dai suoi fatti illusori.
    Indubbiamente una posizione forte, corrosiva, affilata.
    Ma Cioran, non è sempre un energumeno dedito all'eccesso, un “buffone” del nulla. Anzi, alcune sue affermazioni vanno profondamente meditate perché molto ci dicono di errori e storture della nostra civiltà.
    A esempio: “Siamo tutti dei commedianti, sopravviviamo ai nostri problemi”; “L'uomo secerne disastro”; “Vi sono anime che Dio stesso non potrebbe salvare, dovesse mettersi in ingocchio e pregare per loro”; “Tutto perseguita le nostre idee, a cominciare dal nostro cervello”.
    Che ve ne sembra?

    ha scritto il 

  • 4

    "Nell'edificio del pensiero non ho trovato nessuna categoria su cui riposare la fronte. In compenso, quale cuscino è il Caos"

    "Mi sono immerso nell'assoluto da fatuo, ne sono emerso da troglodita"

    "Qu ...continua

    "Nell'edificio del pensiero non ho trovato nessuna categoria su cui riposare la fronte. In compenso, quale cuscino è il Caos"

    "Mi sono immerso nell'assoluto da fatuo, ne sono emerso da troglodita"

    "Questo bisogno di rimorsi che precede il Male, cosa dico, che lo crea.."

    "Perchè dovrei deporre le armi? non ho vissuto tutte le contraddizioni, conservo sempre la speranza di un nuovo vicolo cieco"

    "Senza Bach la teologia sarebbe prova di oggetto, la Creazione fittizia, il nulla perentorio"

    "Non potrei riconciliarmi con le cose quand'anche ogni istante dovesse strapparsi dal tempo per darmi un bacio"

    Per l'amore ci sono i poeti, per la gaiezza faccio da me.
    Per i miei momenti di risposante, rassicurante cinismo ho trovato un digestivo forte ed amaro di gran classe. Che dico, un nuovo Maestro. Il gusto del paradosso alla Wilde col sorriso all'ingiù e tono baritonale. Una specie di Flaiano di alto bordo.
    E chissà che non siano proprio e solo i cinici (o anche i mistici, e i pazzi) a conoscere la bontà..
    Ma in fondo, chi se ne importa: che stile, e che gusto!

    ha scritto il 

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