Simposio

Il dialogo dell'eros

Di

Editore: Opportunity Books

4.2
(2458)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 64 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881111195 | Isbn-13: 9788881111190 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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  • 5

    Nel "Simposio", scritto da Platone nel IV secolo a.C., il sapiente Aristofane afferma che nell’età primitiva i generi dell’umanità erano tre: il maschio, la femmina e l’androgino. Egli immaginava gli ...continua

    Nel "Simposio", scritto da Platone nel IV secolo a.C., il sapiente Aristofane afferma che nell’età primitiva i generi dell’umanità erano tre: il maschio, la femmina e l’androgino. Egli immaginava gli esseri umani come figure circolari dotate di quaranta dita, quattro braccia, quattro gambe, due volti, due genitali: praticamente ognuno di questi cerchi umanoidi era composto da due esseri umani complementari. Ma essendo Zeus impaurito da tanta perfezione, decise di tagliarli in due parti uguali, così da renderli più deboli, impedendo loro di attentare in futuro al potere degli dei. Ecco perché - prosegue Aristofane - ciascuna metà, bramando la metà perduta che le era propria, cerca infine di raggiungerla. Le donne formate dalla sezione di una donna non si curano dell’attenzione maschile ma si rivolgono verso altre donne, dando vita alle tribadi (le odierne lesbiche). Tutti quelli formati dalla sezione di un maschio inseguono invece i maschi, senza prestare attenzione ai richiami femminili, dando vita a quelli che oggi chiamiamo gay, e che un tempo invece venivano reputati uomini amanti del bello, perfetti per l’arte politica. Infine, tra gli uomini, tutti quelli che sono una parte tagliata dal genere congiunto, l’androgino, si rivolgono con desiderio all’altro sesso, la donna. Le prime due unioni sono fini a se stesse, ovvero alla sazietà della congiunzione amorosa, tanto che Aristofane afferma a chiare lettere che «non si interessano del matrimonio e della procreazione dei figli, per loro natura, ma vi sono costretti dalla legge; a loro basta, piuttosto, passare la vita assieme, senza nozze». La terza unione è invece quella che genera e produce stirpe ed è chiaro che quella che oggi viene stupidamente definita eterosessualità andrebbe ricercata all’interno di questo terzo genere, l’androgino, che ha dato vita, durante l’era cristiana, all’istituto del matrimonio moderno. Non è mio interesse dare un giudizio di valore sul tema delle unioni omosessuali, in quanto sono dell’idea che un istituto è valido fin tanto che la società lo ritiene utile, senza che lo Stato, ammantandosi di intenti etici, interferisca nella vita privata dei suoi cittadini. Ciò che invece rimprovero agli omosessuali sta proprio nel loro desiderio di normalizzazione. Essi hanno la fortuna di poter vivere al di fuori della cosiddetta società civile, quella organizzata secondo schemi tradizionali e storici di dubbia provenienza, eppure oggi reclamano l’investitura burocratica della propria natura, sminuendone così la preziosa unicità. In altre parole, l’omosessuale sembra oggi stanco della propria alterità, quella diversità che gli permette di definirsi tale. La sua unica ed incrollabile ambizione è rappresentata dall’omologazione al sistema dominante, anche se questo implica il sostanziale rinnegamento di sé. Attraverso l’unione gay, l’omosessuale sconfessa se stesso, rinforzando l’istituto che da sempre è il caposaldo della società maggioritaria in cui vive: il matrimonio. Suvvia, il nostro è chiaramente un discorso di bassa filosofia, che non aspira certo a risolvere la questione, né tantomeno a giudicarla. Ma siamo altresì convinti che Aristofane e Platone siano voci importanti da tenere in gran conto per la costruzione di una valida idea sulla questione omosessuale.

    ha scritto il 

  • 0

    “Attraverso i miei consigli cerco di presentare una piccola bibliografia dell’amore. Da anni cerco di rispondere a questa domanda: l’amore rende la vita migliore o possibile?
    Ogni volta che parliamo d ...continua

    “Attraverso i miei consigli cerco di presentare una piccola bibliografia dell’amore. Da anni cerco di rispondere a questa domanda: l’amore rende la vita migliore o possibile?
    Ogni volta che parliamo d’amore lo nobilitiamo, lo idealizziamo, costruiamo delle forme che sono molto belle, però poco reali: il mio tentativo è quello di smontare la parola amore. Per smontarla ci vogliono degli strumenti e gli strumenti che vi sottopongo sono quelli letterari, filosofici e strumenti legati alla biologia evoluzionista e all’antropologia.”

    Antonio Pascale
    Biblioteca Comunale di Guastalla (RE) | 21 novembre 2016
    http://www.autorinprestito.it/i-consigli-di-antonio-pascale/

    ha scritto il 

  • 4

    Comprendere cos'è l'amore non è facile. Platone dà una sua spiegazione certamente interessante.
    Sicuramente se qualcuno mi avesse detto che avrei letto tutto un classico greco anni fa, non gli avrei c ...continua

    Comprendere cos'è l'amore non è facile. Platone dà una sua spiegazione certamente interessante.
    Sicuramente se qualcuno mi avesse detto che avrei letto tutto un classico greco anni fa, non gli avrei creduto. Ma è un libro ricco di ironia, immagini potenti e temi interessanti. Peccato che nei licei non riescano a venderlo per quello che è.

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura

    Comprai la sesta ristampa di questo volume nel 1993, anno del mio coming out in famiglia, e la regalai a mio padre che pareva proprio non poter accettare la novità. Un dialogo platonico che ha inizio ...continua

    Comprai la sesta ristampa di questo volume nel 1993, anno del mio coming out in famiglia, e la regalai a mio padre che pareva proprio non poter accettare la novità. Un dialogo platonico che ha inizio in medias res, e in cui il punto di vista di Platone è quello espresso da Diotima e riferito da Socrate. Bello e immaginifico il racconto di Aristofane che incensa il terzo sesso degli androgini, così come toccante l'intervento di Pausania in favore dell'amore omosessuale e la dichiarazione d'amore di Alcibiade nei confronti di Socrate. Particolarmente pessima e mal scritta, criptica fino all'inverosimile, l'introduzione di Vincenzo Di Benedetto, questa edizione si fregia invece di un buon apparato di traduzioni e note a opera di Franco Ferrari, con anche una trama che spoilera l'opera a mo' di premessa al testo e una breve antologia della critica piuttosto interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    E' proprio il caso di dire che è un "classico" racconto licenzioso.
    Se consideriamo l'epoca in cui è vissuto Platone direi che il dialogo ha dello straordinario ed anche oggi a dire il vero si potrebb ...continua

    E' proprio il caso di dire che è un "classico" racconto licenzioso.
    Se consideriamo l'epoca in cui è vissuto Platone direi che il dialogo ha dello straordinario ed anche oggi a dire il vero si potrebbe dare dello stra-ordinario.
    Alcune teorie sull'eros, sull'amore e sulla bellezza sono persino condivisibili.
    E' simpatico leggerlo salvo qualche opinione decisamente troppo fantasiosa che può passare dato che gli ospiti eano decisamente sbronzi.
    Sconcerta il rapporto tra uomo e fanciullo (pur se rischio di prendermi della bigotta.
    Consigliato per chi vuole una lettura non impegnativa.

    ha scritto il 

  • 0

    Letto nella sua interezza in traduzione per conoscere meglio la dottrina dell'eros platonico. Alla fine di questo breve dialogo peró, da profana, mi è rimasto ancora una volta caro il mito degli andro ...continua

    Letto nella sua interezza in traduzione per conoscere meglio la dottrina dell'eros platonico. Alla fine di questo breve dialogo peró, da profana, mi è rimasto ancora una volta caro il mito degli androgini che concepisce l'amore come "ricerca dell'altra metà di noi".
    Con buona pace di Platone che vuole dar voce ad un'altra concezione...

    ha scritto il 

  • 3

    Uno dei dialoghi più noti del filosofo delle Idee. Uno dei meglio riusciti, nonché uno dei testi più chiari sull'amore pederastico presso gli antichi greci. Sulla scena si susseguono i punti di vista ...continua

    Uno dei dialoghi più noti del filosofo delle Idee. Uno dei meglio riusciti, nonché uno dei testi più chiari sull'amore pederastico presso gli antichi greci. Sulla scena si susseguono i punti di vista di personalità differenti per occupazione, carattere e forma mentis, da Fedro a Pausania, dal medico Erissimaco al comico Aristofane, passando per il tragico Agatone, fino a giungere al discorso-culmine dell'intero dialogo: Socrate riporta gli insegnamenti su Eros della sacerdotessa di Mantinea, Diotima, che postula le idee fondamentali di amore come desiderio di "generare nel bello" e come cammino di progressiva elevazione dell'anima alla visione iperuranica del Bello in sé. Efficace pendant del dialogo è il "Fedro" che spiega la fenomenologia dell'innamoramento attraverso la teoria sull'immortalità dell'anima e quella celeberrima della "biga alata".
    Consiglio vivamente la lettura di entrambi i testi per una comprensione più profonda del pensiero platonico sull'eros.

    ha scritto il 

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