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Simposio - Apologia di Socrate - Critone - Fedone

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.2
(528)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 450 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804551437 | Isbn-13: 9788804551430 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Ezio Savino ; Curatore: Ezio Savino

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Education & Teaching , Philosophy

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Descrizione del libro
Presentati in una nuova fedelissima traduzione, i quattro dialoghi raccolti nel volume continuano a splendere nell'opera di Platone. "La lingua dei "Dialoghi" è di una naturalezza disarmante" scrive infatti Ezio Savino, studioso di letteratura greca antica e traduttore dei quattro testi. "Le più vertiginose questioni filosofiche fluiscono nella cadenza del domandare e del rispondere. Lo scrittore riproduce gli intercalari, le battute, le pause di sorpresa, le accelerazioni dell'entusiasmo per un passo avanti nell'esplorazione, nella scoperta. Il dialogo, così, è un ritratto di anime. È anche un guscio narrativo meraviglioso. Il lettore riconosce in questi scritti un ritmo d'arte. Il discorso impegnativo, quando rischia di stremare la mente dell'ascoltatore, s'interrompe in scene di una quotidianità ora struggente, ora vivace: sempre indimenticabile."
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  • 4

    Mi hanno tenuto compagnia per un mese, questi quattro dialoghi.
    Avrei dovuto dare cinque stelle, perché Platone e Socrate sono semplicemente immensi. Ne do soltanto quattro per il semplice motivo che non gradisco la traduzione, che trovo ostica e ormai superata.
    Il volume si compone d ...continua

    Mi hanno tenuto compagnia per un mese, questi quattro dialoghi.
    Avrei dovuto dare cinque stelle, perché Platone e Socrate sono semplicemente immensi. Ne do soltanto quattro per il semplice motivo che non gradisco la traduzione, che trovo ostica e ormai superata.
    Il volume si compone dei seguenti dialoghi: "Simposio", "Apologia di Socrate", "Critone", "Fedone". Tutti e quattro hanno come filo conduttore la figura di Socrate, e sono i dialoghi che forse più di tutti contribuiscono a formarne l'immagine. Il "Simposio" è un inno all'eros, nella molteplicità delle sue forme, e un documento prezioso. L'"Apologia" è la sincera testimonianza del processo a Socrate, ed è incredibile osservare come Socrate si sia coscientemente innalzato al di sopra dei suoi giudici, in modo tanto acuto da firmare la propria condanna. Le sue frasi sono stilettate.
    Infine, ciò che è venuto dopo il processo: in particolare il "Fedone" è monumentale. Non si tratta soltanto di una discussione sull'immortalità dell'anima: è una discussione sull'origine stessa della vita, dell'esistenza. Vi sono quegli elementi della filosofia platonica che hanno portato poi alla reinterpretazione "cristiana" del filosofo, con la vividissima descrizione - tra l'altro - di un Tartaro cui Dante si rifarà a piene mani.
    E infine c'è la morte di Socrate, che io non riesco a leggere senza sentire un groppo in gola e versare un paio di lacrime di commozione, ogni singola volta.
    Era un grande, grande, grande uomo. Fortunati quelli che lo conobbero allora, fortunati quelli che lo conoscono adesso tramite i Dialoghi.

    ha scritto il 

  • 0

    Letture imposte? No, grazie! Leggere é un piacere e dovrebbe sempre esserlo! Ma, a volte, grazie a un professore si possono scoprire nuove passioni. Un classico del mondo filosofico greco.
    I temi principali? L'amore, l'amicizia, la morte. Trattati con lo sguardo senza tempo di un grande del ...continua

    Letture imposte? No, grazie! Leggere é un piacere e dovrebbe sempre esserlo! Ma, a volte, grazie a un professore si possono scoprire nuove passioni. Un classico del mondo filosofico greco.
    I temi principali? L'amore, l'amicizia, la morte. Trattati con lo sguardo senza tempo di un grande della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver visto a teatro "Apologia di Socrate" recitata dal bravissimo Luciano Bertoli ho voluto leggere l'opera scritta. Molto bella e praticamente quasi identica alla rappresentazione teatrale ma, quest'ultima l'ho apprezzata più del libro. Certo, leggere Platone, non è facilissimo (per me!), m ...continua

    Dopo aver visto a teatro "Apologia di Socrate" recitata dal bravissimo Luciano Bertoli ho voluto leggere l'opera scritta. Molto bella e praticamente quasi identica alla rappresentazione teatrale ma, quest'ultima l'ho apprezzata più del libro. Certo, leggere Platone, non è facilissimo (per me!), ma ho letto con attenzione tutto il libro e mi è piaciuto ma non posso negare che in certi discorsi (soprattutto in "Fedone")... mi sono un po' persa...

    ha scritto il 

  • 0

    Sul Critone

    Il "Critone" racconta il penultimo giorno di vita di Socrate e contiene il più straordinario e commovente elogio della legge che sia mai stato scritto.
    Condannato ingiustamente, Socrate accetta di scontare la pena perché, ai suoi occhi, la legge è il vero genitore dell'uomo.
    In nessun ...continua

    Il "Critone" racconta il penultimo giorno di vita di Socrate e contiene il più straordinario e commovente elogio della legge che sia mai stato scritto.
    Condannato ingiustamente, Socrate accetta di scontare la pena perché, ai suoi occhi, la legge è il vero genitore dell'uomo.
    In nessun caso si deve commettere ingiustizia, nemmeno per restituirla quando la si è ricevuta.
    Fuggire alla vigilia dell'esecuzione, come Critone propone al maestro, significherebbe far violenza alla legge, e dunque essere ingiusti.
    Non resta che accettare che il destino si compia, confidando nella giustizia di altre leggi, quelle dell'Ade, sorelle di quelle della polis.
    La scelta essenzialmente suicida di Socrate è espressione di quella assoluta dedizione allo stato che, nel mondo antico, faceva coincidere l'essere uomo con l'essere cittadino.
    Suggerisce inoltre come l'obbedienza vada perseguita, da chi vive filosoficamente, come un valore assoluto. Fino all'autolesionismo.
    Il motto caro alle scuole socratiche minori (cioè agli stoici e ai cinici), "vivi secondo natura" o "vivi secondo ragione", era un invito all'obbedienza più radicale, un'obbedienza che poteva e doveva andare a scontrarsi contro lo stesso principio di autoconservazione (penso al suicidio di Seneca).
    Il vero sacrificato di questa "obbedienza filosofica" è infatti un piccolo ma petulante "Io" che vorrebbe sopravvivere a qualsiasi costo, al prezzo di qualsiasi ingiustizia.

    ha scritto il 

  • 0

    Il Simposio, specie l’ultimo discorso, quello di Socrate, il Critone, il Fedone, l’Apologia sono belli. Perché? In cosa è la bellezza?
    C’è chi, pensando a Platone, pensa unicamente allo splendore di una realtà superiore, arrivando anche a leggerlo in chiave cristiana, come se questo gli des ...continua

    Il Simposio, specie l’ultimo discorso, quello di Socrate, il Critone, il Fedone, l’Apologia sono belli. Perché? In cosa è la bellezza?
    C’è chi, pensando a Platone, pensa unicamente allo splendore di una realtà superiore, arrivando anche a leggerlo in chiave cristiana, come se questo gli desse un significato maggiore.
    Il valore del pensiero greco non sta nella vicinanza o meno a un dio ma nella ricerca solitaria dell’uomo.
    Penso all’arte, al Partenone. Non c’è la semplice esposizione di una forma perfetta, magari concessa da un dio, ma il percorso dell’uomo che cerca la perfezione, c’è l’occhio umano che vede la realtà e la mente che rielabora l’immagine per esprimere il vero ideale. Questa è Bellezza.
    Platone crede in Idee assolute e stabili ma non si limita a esporle, sente il bisogno di esprimersi attraverso Socrate: la coscienza mai soddisfatta, la tensione continua e dubbiosa verso la verità, il tormento della ricerca. L’uomo che vive la crisi della vita, l’amore, il processo di se stesso, e la crisi finale, la morte, quella che definitivamente mette in discussione quello che sei. L’uomo che parte dall’analisi del mondo per infrangere tutto e scavare a fondo, ogni domanda un colpo di piccone che ti scuote e lascia sempre più allo scoperto il cuore autentico delle cose e di se stessi.
    È questo che senti: la tempesta dell’anima che ti trascina, ti coinvolge, ti mette in crisi e ti spoglia di tutto fino a che non rimane solo l’essenziale, il vero.
    E allora contempli attonito quella perfezione e quell’armonia di ideali semplici e così intensi, senti che quella è la Verità e brami di eternizzarla in forme belle affinché la bellezza ti faccia riaffiorare il ricordo, e sballottato di nuovo nell’oceano dell’infinito ricerchi ancora quell’equilibrio meraviglioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'esistenza priva di curiosità non è umana vita

    Socrate è la voce della coscienza, è la morale, l'etica.

    Se pensate, ammazzando, di chiudere per sempre la bocca della critica al vostro vivere sbalgiato, questo è un pensiero che non tiene.
    Non è questa la liberazione.[...]
    C'è quell'altra, splendida, facilissima, che non è
    ...continua

    Socrate è la voce della coscienza, è la morale, l'etica.

    Se pensate, ammazzando, di chiudere per sempre la bocca della critica al vostro vivere sbalgiato, questo è un pensiero che non tiene.
    Non è questa la liberazione.[...]
    C'è quell'altra, splendida, facilissima, che non è soffocare gli altri, ma addestrare se stessi a un miglioramento continuo.

    ha scritto il 

  • 5

    Imprescindibile per chi vuole approfondire la storia del pensiero occidentale. Socrate e Platone sono sicuramente due dei pensatori più grandi della Grecia e dell'Europa.
    In questa raccolta troviamo alcuni brani molto importanti, come il Simposio (con al centro una stimolante conversazione ...continua

    Imprescindibile per chi vuole approfondire la storia del pensiero occidentale. Socrate e Platone sono sicuramente due dei pensatori più grandi della Grecia e dell'Europa.
    In questa raccolta troviamo alcuni brani molto importanti, come il Simposio (con al centro una stimolante conversazione sull'eros) e l'apologia di Socrate, dove il filosofo è colto durante l'infame processo che lo condannò poi alla cicuta

    ha scritto il