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Sinsajo

Los juegos del hambre, 3

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Publisher: Molino

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Language:Español | Number of Pages: 424 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Catalan , English , Chi traditional , Chi simplified , Dutch , German , French , Portuguese , Finnish , Swedish , Danish , Czech , Italian , Polish , Russian

Isbn-13: 9788427200388 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Pilar Ramirez Tello

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Book Description
Katniss Everdeen, ha sobrevivido de nuevo a LOS JUEGOS, aunque no queda nada de su hogar. Gale ha escapado. Su familia está a salvo. El Capitolio ha capturado a Peeta. El Distrito 13 existe de verdad. Hay rebeldes. Hay nuevos líderes. Están en plena revolución. El plan de rescate para sacar a Katniss de la arena del cruel e inquietante Vasallaje delos Veinticinco no fue casual, como tampoco lo fue que llevara tiempo formando parte de la revolución sin saberlo.El Distrito 13 ha surgido de entre las sombras y quiere acabar con el Capitolio. Al parecer, todos han tenido algo que ver en el meticuloso plan..., todos menos Katniss. El Distrito 13 ha surgido de entre las sombras y quiere acabar con el Capitolio. Al parecer, todos han tenido algo que ver en el meticuloso plan..., todos menos Katniss.
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  • 5

    "What I need is the dandelion in the spring. The bright yellow that means rebirth instead of destruction. The promise that life can go on, no matter how bad our losses."

    Probabilmente sono una sciocca, vulnerabile ragazzetta di quindici anni che legge una cosa molto, molto triste, e di rimando diventa triste pure lei, perché sa che questa cosa molto triste è anche ...continue

    Probabilmente sono una sciocca, vulnerabile ragazzetta di quindici anni che legge una cosa molto, molto triste, e di rimando diventa triste pure lei, perché sa che questa cosa molto triste è anche molto vera. O forse sono una lettrice abbastanza consapevole di ciò che ha per le mani e che prova sentimenti coerenti con ciò che sta virtualmente vivendo. Non lo so. Non mi importa. Se c'è una cosa che so, è che nessun libro mi aveva mai lasciata prima così annientata. E' questa la parola giusta: annientata. In questo momento mi sento vuota e annichilita. Provo disgusto per gli uomini. Per ciò che sono e per la loro stupidità, per il loro essere ciechi e per il loro egoismo. Poi mi guardo intorno. Vedo il mio fratellino di quattro anni che gioca a palla, mia sorella di undici intenta a studiare. Vedo mio padre e mia madre che vanno a lavoro ogni giorno, con fatica ma col sorriso sulle labbra. Vedo la bellezza di una giornata di sole e ricordo la gioia che provo quando sento le risate dei miei amici. Vedo anche me stessa riflessa nello specchio sul muro di fianco a me, e penso che è vero, che siamo uomini e tutto ciò che ne consegue, cioè disastrati, complicati, irragionevoli e spietati. Ma è anche vero che il nero non è altro che una sola faccia della medaglia e che io voglio credere che ci sia sempre la possibilità di ripartire da zero (non con questa recensione, però, che ormai sarà solo un misero mucchietto di frasi confuse, ma che ugualmente non cambierò perché mi piace così) ripartire da zero e provare a cambiare un po' le cose. Voltare la medaglia. Scommettere sulla faccia bianca. Lo so che non è possibile. Ma l'ho detto, siamo uomini. Abbiamo bisogno della speranza. Abbiamo bisogno di poterci credere.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    Ci voleva tutto un libro (tra l’altro, il più lungo della serie) per arrivare alle tre semplici conclusioni che ormai tutti aspettavamo: Katniss che guida la rivolta dei ribelli, i ribelli che ...continue

    Ci voleva tutto un libro (tra l’altro, il più lungo della serie) per arrivare alle tre semplici conclusioni che ormai tutti aspettavamo: Katniss che guida la rivolta dei ribelli, i ribelli che vincono la guerra, Katniss che ritorna a casa e impalma Peeta… e, tanto per aggiungere un’ulteriore dose di cliché, ci fa pure due bambini, all’interno di un epilogo che sembra scritto per il puro piacere di rovesciare quello di Harry Potter.

    Non solo, ma attraverso questo libro dovevamo addirittura spingerci a lasciarci rovinare tutto quel poco di buono che era uscito dai suoi predecessori: l’indomito Gale, che ha condotto in salvo i ribelli mentre Katniss si faceva allegramente un’overdose di sedativi, si trasforma in un maniaco omicida per poi finire dimenticato in un Distretto guerrafondaio a fabbricare armi mortali e spupazzarsi signorine con la profondità di sentimenti di una cassapanca; Finnick che si ricongiunge a Annie e ci fa pure un bambino per poi morire ammazzato senza una lacrima di troppo; addirittura la sorellina di Katniss, che salta in aria proprio a un pelo dalla fine, in un atto di crudeltà gratuito vendicato con la rabbia di un opossum in atteggiamento difesivo (sì, okay, ho capito che è stato compiuto con l’idea di far impazzire Katniss, ma non sarebbe stato molto più semplice e indolore ammazzare Katniss direttamente, anche a fronte del fatto che pazza, lei, lo è fin dall’inizio?); mentre Peeta, l’uomo che più di chiunque altro nella storia ha avuto ragione di pregare diffusamente di essere ammazzato, viene infine miracolosamente risparmiato.

    Parimenti, tutti i dettagli che già erano tediosi nei volumi precedenti si fanno qui davvero esasperanti: la profusione di baci che non significano niente; la confusione sentimentale di Katniss, ovvero la donna più aliena a se stessa della letteratura tutta; l’assurda questione della Ghiandaia Imitatrice, che in quanto a nome per un supereroe batte in idiozia perfino quello di Lanterna Verde, e, alla fin della fiera, non si riesce a capire cosa accidenti avrebbe fatto questo eroe tranne tirare su un casino dopo l’altro; il tutto, per non fare menzione delle battaglie più mortali (nell’accezione di mortalmente noiose) che siano mai state disputate sulle pagine di un libro.

    Per le buone idee sfruttate male e le accettabili premesse naufragate, questa serie è, nel suo complesso, addirittura peggiore di quella di Twilight. In due semplici parole: da dimenticare.

    Leggi la recensione qui: http://zeldasroom.wordpress.com/2014/01/07/il-canto-della-rivolta-di-suzanne-collins/

    said on 

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