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Sipario, l'ultima avventura di Poirot

Di

Editore: Mondadori

4.0
(871)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Sloveno

Isbn-10: 8804397241 | Isbn-13: 9788804397243 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 0

    Per l'ultima avventura di Poirot la Christie ci regala un uscita di scena trionfale. Finisce dove tutto ebbe inizio,a Styles Court, ma purtroppo gli anni si fanno sentire anche per Poirot. Il suo fisi ...continua

    Per l'ultima avventura di Poirot la Christie ci regala un uscita di scena trionfale. Finisce dove tutto ebbe inizio,a Styles Court, ma purtroppo gli anni si fanno sentire anche per Poirot. Il suo fisico è molto debilitato, ma la sua mente è sempre la stessa. Per avere maggior aiuto richiama a sè il fedele Hasting, che come sempre,non riuscirà a venirne a capo senza i preziosi consigli di Poirot. Stavolta in ballo c'è la sfida di riuscire ad acciuffare un assassino sfuggente, abile e molto sagace, che ha già colpito 5 volte, ma senza apparente movente. Il caso più intricato per Poirot, che sarà anche l'ultimo, e lo consacrerà definitivamente nell'Olimpo dei grandi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non so se questo è il peggior libro di Agatha Christie (non li ho letti ancora tutti) ma di certo è tra i peggiori di Poirot.
    Infine Agatha Christie, nel 1975, decide di pubblicare l'ultimo capitolo ...continua

    Non so se questo è il peggior libro di Agatha Christie (non li ho letti ancora tutti) ma di certo è tra i peggiori di Poirot.
    Infine Agatha Christie, nel 1975, decide di pubblicare l'ultimo capitolo della saga di Poirot (personaggio che ha sempre odiato ma che le fruttava parecchio)che aveva scritto durante la seconda guerra mondiale.
    Con tutta la buona volontà non si possono non notare tutti gli anacronismi presenti, già perchè è consuetudine che ogni libro della Christie sia ambientato nell'anno di pubblicazione, grande errore...oltre agli anacronismi abbiamo un Poirot 120enne e un Hastings che asserisce di essere all'incirca 45enne nonostante avesse 30 anni nel 1920.
    Il plot è intrigante ma poco credibile, abbiamo un assassino che non uccide nessuno ma manipola la gente, e un Poirot out of character.
    Oh...e poi c'è la figlia di Hastings- una arrogante e presuntuosa sociopatica, una sorta di Hitler in gonnella che passa tutto il tempo a uccidere animaletti per stare vicino all'altrettanto sociopatico dottore di cui è innamorata (ma lui è sposato aimè-e la moglie non è interessata a uccidere cavie ed è ammalata aimè-quindi la cara Hasting figlia la giudica inutile-come può rendere felice un uomo se non fa quello che piace a lui? Ecco, questa sarebbe la ragazza moderna Christie style )-insieme vorrebbero far fuori l'80% dell'umanità, nessuno trova queste affermazioni agghiaccianti, Hasting padre non fa una piega all'affermazione omicida del dottore, però è preoccupatissimo che la figlia se la faccia con un semplice playboy...vabbè. Comunque alla fine la moglie del dottore (la malaticcia che rovina la storia d'amore di Hasting Figlia) muore, e il dottore e Hasting figlia possono felicemente scappare in Africa (non ci è dato sapere il loro piano criminale...)e sposarsi. Ecco-do 3 stelle solo per affetto a Poirot e Hasting padre- tutto il resto frutto della snobberia arrogante e razzista della Christie vale sotto zero.

    ha scritto il 

  • 4

    An end has a start... o in questo caso sarebbe il contrario?
    E' peculiare iniziare a leggere una serie di libri dal suo ultimo capitolo, me ne rendo conto, ma in questo caso devo dire di non esserne d ...continua

    An end has a start... o in questo caso sarebbe il contrario?
    E' peculiare iniziare a leggere una serie di libri dal suo ultimo capitolo, me ne rendo conto, ma in questo caso devo dire di non esserne dispiaciuta. Avvicinarmi a Poirot non nel rigoglio delle sue capacità, ma piuttosto al suo tramonto, in un romanzo velato di malinconia, ha in un certo senso alimentato il mio interesse umano nei suoi confronti. Per quanto riguarda il giallo in sé, lo ho trovato estremamente ben scritto, e se mi aspettavo alcuni aspetti della sua risoluzione altri mi hanno colto del tutto di sorpresa. Ma del resto, dopo aver letto e amato "Dieci piccoli indiani", non mi aspettavo niente di meno. Agatha Christie è un'altra autrice per cui dovrò un po' alla volta colmare le mie lacune.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ultima avventura di Poirot, nel quale, come ormai sapranno anche i sassi (ma forse no, quindi ho messo l'avviso di spoiler), la Christie fa finalmente morire il piccolo investigatore belga che tanto a ...continua

    Ultima avventura di Poirot, nel quale, come ormai sapranno anche i sassi (ma forse no, quindi ho messo l'avviso di spoiler), la Christie fa finalmente morire il piccolo investigatore belga che tanto aveva in antipatia. Il tono è, comprensibilmente, crepuscolare e malinconico (si ritorna a Styles Court, come nel primo romanzo della serie) e la soluzione è delirante e macchinosa come al solito. Almeno ritorna Hastings, mettiamola così. E' stato un viaggio lungo e a volte noioso ma l'ho fatto nella migliore delle compagnie. Ora si parte con Miss Marple...

    ha scritto il 

  • 5

    Solo una rappresentate del genere femminile (notoriamente complicato di natura) poteva intessere un simile giallo psicologico.

    Nonostante il mio nickname questo non solo il primo è il primo romanzo su Poirot che ho letto, ma il primo della Christie in assoluto.
    Posso affermare tranquillamente che lo stile di scrittura della C ...continua

    Nonostante il mio nickname questo non solo il primo è il primo romanzo su Poirot che ho letto, ma il primo della Christie in assoluto.
    Posso affermare tranquillamente che lo stile di scrittura della Christie è in assoluto quello che maggiormente preferisco in un romanzo di genere: asciutto ma preciso ed evocativo.
    Nell'horror potrei citare come corrispettivo della "diabolica" Agatha l'immenso Clive Barker, ugualmente inglese tra l'altro.
    Poirot conclude la sua vita letteraria sgominando "l'assassino perfetto" attraverso un coup de theatre che chiude uno dei gialli più psicologici che io abbia mai letto.
    Perché alla fine le trame e le sottotrame di questo Sipario sono così fitte e contorte che mai come in questo caso si può usare la parola "intreccio" senza sembrare banali o peggio ruffiani.
    Un "giallo mondadoriano" di appena centocinquanta pagine che, grazie alla scrittura solo apparentemente semplice della Christie, offre una quantità (e qualità) d'intrattenimento ben più lunga.
    Non c'è miglior inizio di un lungo ciclo di formidabili gialli di questa "allegra" conclusione, che vede il nostro investigatore belga concludere a modo suo (attraverso l'uso delle "cellulline grige" abbinato ad un senso di "action" assolutamente inaspettata per il lettore)la sua lunga battaglia contro il crimine e - citando una nota canzone degli Iron Maiden- The Evil that Men Do.

    ha scritto il 

  • 5

    "They have been good days"

    Il cerchio si è chiuso. Poirot se ne va via in punta di piedi dopo averci incantato con un affascinante mistero. Tralasciamo le lacrime che ho versato sulle ultime pagine...

    ha scritto il 

  • 2

    La Christie al suo peggio

    Avevo caricato di molte aspettative la lettura di "Sipario" ma, purtroppo, il romanzo si è dimostrato alquanto deludente. L'idea di assumere il punto di vista di Hastings rende la storia lenta e farra ...continua

    Avevo caricato di molte aspettative la lettura di "Sipario" ma, purtroppo, il romanzo si è dimostrato alquanto deludente. L'idea di assumere il punto di vista di Hastings rende la storia lenta e farraginosa come il personaggio in questione (evidentemente non il più adatto a narrare la storia), i comprimari sono appena abbozzati e poco più che sagome di cartone né convincono fino in fondo, e il meccanismo sembra essersi inceppato fino al finale. Che è l'unica parte veramente interessante del romanzo, quando finalmente, attraverso l'espediente di un manoscritto, la Christie fa parlare Poirot in prima persona. Ma venti pagine interessanti su centosettanta non fanno di un'opera malriuscita un buon romanzo.

    ha scritto il