Siria

Perché l'Occidente sbaglia? Saggio sul conflitto che insaguina il Medio Oriente

Di

Editore: Fuoco (Incroci)

3.0
(1)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8899301190 | Isbn-13: 9788899301194 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Storia , Politica

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Descrizione del libro
Dalla Primavera del 2011 la Siria vive una crisi che pochi avrebbero previsto trasformarsi in una guerra totale, che ha causato ad oggi, secondo le Nazioni Unite, più di 220.000 morti e 4 milioni di rifugiati, oltre a danni irreversibili al patrimonio culturale del Paese. Sulla questione siriana l'Occidente ha clamorosamente fallito. Tra errori di valutazione e dichiarazioni intempestive le Grandi Potenze hanno dato una grave impressione di una diplomazia mossa all'insegna dell'improvvisazione. Le operazioni aeree da parte della Coalizione a guida americana, a partire dal settembre del 2014, contro l'ISIS non cancellano gli sbagli politici commessi nella frenesia di rimuovere il regime di Assad. La Siria così si è trasformata in un santuario della Jihad globale, come è potuto accadere ciò? Questo saggio cerca di rispondere a questo quesito tentando di correggere tutte quelle semplificazioni che il popolo siriano sta pagando ancora a caro prezzo.Frédéric Pichon è laureato in lingua araba e dottore di ricerca in Storia contemporanea. Ex studente dell’Istituto di Studi Politici di Parigi, ha vissuto a Beirut e regolarmente soggiornato in Medio Oriente dal 2002, in particolare in Siria. Insegna geopolitica nelle classi preparatorie. Autore di una tesi sulla Siria, è ricercatore associato presso l’Equipe Monde Arabe Méditerranée de l’Université François Rabelais (Tours). Consulente per i media sulla crisi siriana e il Medio Oriente, tiene conferenze regolarmente su argomenti legati alla geopolitica della regione. "Fin dall'inizio della crisi, siamo sempre stati sicuri che sarebbe arrivato il momento in cui il vero nemico avrebbe mostrato il suo volto intervenenedo nel nostro Paese". B. al-Assad
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  • 3

    Il deserto della ragione

    Pichon lo ripete alla nausea: l'occidente si ostina a contrastare uno dei pochi capi di stato mediorientali che sta combattendo i terroristi dell'IS. Basher al-Assad.
    Ma perché l'occidente farebbe que ...continua

    Pichon lo ripete alla nausea: l'occidente si ostina a contrastare uno dei pochi capi di stato mediorientali che sta combattendo i terroristi dell'IS. Basher al-Assad.
    Ma perché l'occidente farebbe questa scelta autolesionista? Un po' siamo fessi: Al Jazeera confeziona video falsi (e Pichon allega le prove) con finti massacri di civili, e noi abbocchiamo. Un po' abbiamo le nostre teorie strampalate sull'esportazione della democrazia in posti dove essa non sembra sostenibile. Un po' applichiamo filtri occidentali a contesti mediorientali: chi si oppone al dittatore è un Ribelle; al risuonare della parola Ribelle scatta una reazione immediata: ci cantiamo la Marsigliese. Ma i ribelli non sono quello che pensiamo noi. La primavera araba non è una versione mediorientale del Maggio francese.
    Il "modello" di Pichon è chiaro e semplice; tuttavia c'è qualcosa che non torna. Ogni scenario sembra dominato dal caos e dall'irrazionale. Tutto sembra destinato a risolversi in un cumulo di macerie senza vincitori: gli stati occidentali alle prese con esodi biblici e attacchi terroristici, i civili privati di ogni libertà, i terroristi stessi che spadroneggiano in un deserto di macerie, condannati di esportare profughi, droga e petrolio.
    Il libro è pieno di refusi (l'editore italiano non sembra aver investito molto); lo stile è asciutto e accademico e ci sono perfino le citazioni bibliografiche.

    ha scritto il