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Skippy Dies

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(384)

Language:English | Number of Pages: 672 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , French , German

Isbn-10: 0141943890 | Isbn-13: 9780141943893 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description

Paul Murray's Skippy Dies is a tragicomic masterpiece about a Dublin boarding school



Longlisted for the Man Booker Prize 2010



Ruprecht Van Doren is an overweight genius whose hobbies include very difficult maths and the Search of Extra-Terrestrial Intelligence. Daniel 'Skippy' Juster is his roommate. In the grand old Dublin institution that is Seabrook College for Boys, nobody pays either of them much attention. But when Skippy falls for Lori, the frisbee-playing siren from the girls' school next door, suddenly all kinds of people take an interest - including Carl, part-time drug-dealer and official school psychopath. . .



A tragic comedy of epic sweep and dimension, Skippy Dies scours the corners of the human heart and wrings every drop of pathos, humour and hopelessness out of life, love, Robert Graves, mermaids, M-theory, and everything in between.



'That rare thing, a comic epic. . . Murray is a brilliant comic writer, but also humane and touching, and he captures the misery and elation, joy and anxiety of teenage life' David Nicholls, Guardian



'Novels rarely come as funny and as moving as this utterly brilliant exploration of teenhood and the anticlimax of becoming an adult . . . one of the finest comic novels written anywhere' Eileen Battersby, Irish Times



'I loved Skippy Dies . . . three novels fused into one ignited tragicomic tour de force' Ali Smith, Times Literary Supplement Books of the Year



'An unforgettably exuberant saga set in an Irish boys' school. The insulting repartee is Shakespearean, the minor characters hilarious, and Murray captures the fleeting joys and lasting sorrows of adolescence perfectly' Emma Donoghue, Daily Telegraph



'A triumph . . . brimful of wit and narrative energy' Sunday Times



'The sprawling brilliance of Paul Murray's darkly comic second novel works on many different levels . . . When you finish the last page, you may be tempted to start all over again' Metro



Paul Murray is the author of An Evening of Long Goodbyes, shortlisted for the Whitbread First Novel Award in 2005, and Skippy Dies, longlisted for the Man Booker Prize 2010.

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  • 4

    Quelli come noi che credono nella fisica sanno che la distinzione tra passato presente e futuro è solo un’ostinata illusione.

    La dipartita di Skippy è anteposta a gran parte della storia e la certezza conclamata della sua morte avviene prima che tu possa conoscerlo, quando ancora non sospetti che la sua tenerezza possa colpi ...continue

    La dipartita di Skippy è anteposta a gran parte della storia e la certezza conclamata della sua morte avviene prima che tu possa conoscerlo, quando ancora non sospetti che la sua tenerezza possa colpirti. L’autore temporeggia sulla scomparsa dello studente del Seabrook College di Dublino e procede in una generosa digressione di cinquecento pagine che spostano il focus su come il ragazzo è vissuto in mezzo ad un eccesso di trionfante “mascolinità in pubere”.
    “senza alcun dubbio, la cosa migliore della vita in collegio è che da qui si domina, malgrado gli strenui sforzi dei preti che hanno piantato alberi da tutte le parti, il cortile di St. Brigit, il collegio femminile giusto accanto a Seabrook. Ogni mattina, all’ora di pranzo e la sera, vocette femminili risuonano nell’aria come adorabili campane pagane suonate a festa, e la sera, prima che chiudano le tende, riuscite a vedere, anche senza prendere in prestito il telescopio di Ruprecht le vostre controparti femminili che camminano ai piani superiori, o parlano, o si spazzolano i capelli o, se date retta a Mario, fanno aerobica nude”.

    Dopo il giro di boa appaiono lontane le prime pagine del libro e pensi di riuscire a metabolizzare la Cosa, ma Skippy muore di nuovo e come un’interrogazione a sorpresa ti trova impreparato. Stavolta la realtà prende il sopravvento e le storie concomitanti degli altri personaggi vi si innestano con una spietata e più colpevole consapevolezza e nelle restanti trecento pagine uno squarcio ancora più doloroso si incunea dentro di te e se la vista ti sfarfalla da un pezzo poco ti importa in quel momento, la presenza discontinua di Skippy aleggia pesante anche nella tua stanza.

    "E' come se Skippy fosse stato una di quelle rondelle che sembrano insignificanti, fino a quando non scopri che sono la chiave di volta di tutto il meccanismo; o forse è che tutti loro segretamente danno la colpa agli altri per aver detto o fatto qualcosa che li ha portati a questo stato di cose, o per non aver detto o fatto qualcosa che avrebbe potuto evitarlo".

    "e i bordi della tua visuale tremano di nuovo e ti devi aggrappare al tuo profilattico fortunato, o al tuo portachiavi di Tupac o al tuo vero proiettile di fucile o, se non hai nessuna di queste cose, ficcarti le mani in fondo alle tasche, o tirare una pietra a un gabbiano o urlare a un morto di fame al villaggio che sua madre era in splendida forma l’altra sera e poi scappare di corsa, e sognare di essere Hulk, oppure un Transformer in visita a Lego City e spaccare tutto smash! bam! crash e spiaccicare a terra tutta la città, incenerire quelle piccole teste gialle dei Lego con il tuo sguardo laser, finchè quel sorriso gli si scioglie in faccia”.
    Libro matrioska nel senso che ci trovi dentro altri libri che hai avuto la fortuna di leggere, spezzoni di film e pezzi di vita vissuta da te o da qualcun altro che ti spalleggiano durante la lettura, racconti di adolescenze che passano dallo stato solido a quello gassoso in un batter di ciglia, cassetti che si aprono, portoni che si chiudono.

    “ … è di storie che è fatta la nostra realtà, un numero infinito di minuscole storie che vibrano; c’era una volta in cui tutte le storie erano parte di una superstoria gigante, solo che poi questa storia si è frantumata in un fantastilione di pezzi diversi, ed è per questo che nessuna storia ha senso da sola, e così nella vita devi cercare di ricucirle, la mia storia nella tua storia, le nostre storie insieme a tutte le storie delle persone che conosciamo, fino a che non ti rimane qualcosa che Dio o chi per lui possa guardare come si guarda una lettera o una parola intera addirittura“
    E Murray è bravo perché in 800 pagine squaderna una “capacità anfibia” nelle scelte lessicali, una prosa prolissa ma mai in affanno e mette in piedi un solido esercito di personaggi riuscendo a radiografare il vuoto assordante del cuore di ciascuno.

    said on 

  • 5

    Tu, sanguinosa adolescenza

    Cosa m'è piaciuto così tanto di questo romanzo? un romanzo strapieno di refusi, con una copertina orribile (quella che sembra un articolo di giornale, ma anche quella con la ciambella grida pietà), un ...continue

    Cosa m'è piaciuto così tanto di questo romanzo? un romanzo strapieno di refusi, con una copertina orribile (quella che sembra un articolo di giornale, ma anche quella con la ciambella grida pietà), un romanzo che parla di adolescenza e adolescenti, al limite di trentenni - mentre io ormai veleggio abbondantemente sopra i quaranta - un romanzo che ogni tanto ha pure qualche scivolone e indugia in qualche stereotipo (c'è pure un'insopportabile professoressa strafiga).

    Mi è piaciuto intanto perché è straordinariamente trascinante; non si riesce a smettere di seguire le vicende dei protagonisti, che si intrecciano e sovrappongono quasi fossero le parti del canone di Pachelbel - brano musicale pluricitato nel romanzo - che vanno a formare un'irresistibile melodia, non si smette di ridere e soffrire con loro; e poi perché ognuno di loro è seguito con empatia, ognuno è meritevole di consolazione e riscatto.

    Mi è piaciuta l'ironia sempre presente, la capacità di usarla per parlare di quel guazzabuglio terribile che è l'adolescenza - guazzabuglio di cui personalmente non ho mai capito nulla, e Murray invece ne parla e ci mostra questi ragazzi timidi, grassi, ingenui, bulli, anoressici - questi ragazzi che siamo stati noi e siamo ancora noi, come un qualcosa che suona sfasato dentro di noi, ma suona ancora.
    E comunque parla anche a noi in quanto adulti per dirci: "Hey sveglia! Siamo noi che abbiamo la responsabilità di educarli questi ragazzi, a noi tocca essere per loro un modello da seguire". Noi abbiamo la responsabilità di rispettarli, di non usarli, di non riversare su di loro le nostre aspettative frustate. Sta a noi non permettere che muoiano. Perché Skippy non ce la fa, Skippy muore.

    Mi è piaciuto perchè i suoi personaggi sono veri, sono vivi (tranne forse la prof strafiga), le loro ferite sanguinano - e questo sangue è stato anche il mio. Perchè in fondo è un libro pieno di sentimenti, e io sono un po' sentimentale.

    Perché alla fine quello che dice è che la speranza la possiamo ritrovare nella condivisione, perché ci sono cose che "non si possono tenere in testa da soli, sono troppo grandi. Ti ci vuole qualcuno che te le ricordi, oppure qualcuno a cui dirle, e dovete continuare a ripetervele, ancora e poi ancora, per il resto della vostra vita."
    E allora si può anche scoprire che il mondo può anche essere davvero bellissimo e magico, anche se si è passati per diverse illusioni e disillusioni ("La musica, la matematica, tutte queste sono cose che non hanno più senso per lui. Sono troppo perfette, non hanno cittadinanza in questo mondo. Non sa se ha mai davvero creduto al fatto che l'universo è come una sinfonia suonata con le superstringhe, quando la verità è che è musica di merda, suonata da strumenti di merda.")

    E insomma, anche se non è perfetto, per l'appunto: "Fanculo qualsiasi tecnica, ciò che importa è l'anima di chi suona e non la qualità dello strumento".

    said on 

  • 4

    [….] osservava meditabondo pensando che fare qualsiasi cosa, epica o prosaica, destinata alla gloria o condannata dal fallimento, sia in un certo senso dire addio a un mondo [….]

    2012:
    E’ un romanzo che mi ha travolto. Nonostante i piccoli refusi qua e là, la scrittura di Murray è assolutamente convincente. Skippy muore subito e da lì si dipana la storia del gruppetto di adole ...continue

    2012:
    E’ un romanzo che mi ha travolto. Nonostante i piccoli refusi qua e là, la scrittura di Murray è assolutamente convincente. Skippy muore subito e da lì si dipana la storia del gruppetto di adolescenti quattordicenni che frequentano un collegio irlandese. Ragazzini intelligenti, vivaci, con gli ormoni a mille e una gran voglia di prendersi il mondo, ma sempre alle prese con le loro solitudini, i loro amori delusi, i loro sogni incompiuti, tutti i malesseri e le incertezze dell’adolescenza che le pasticche o il mondo incantato dei video-giochi non riescono a colmare.
    Il romanzo è percorso dalla profonda nostalgia di Howard, il loro giovane insegnante di storia, che guardandoli non può fare a meno di rivedere se stesso adolescente e constatare il fallimento dei suoi stessi sogni.

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  • 5

    Un libro che esplode

    In fondo se cominci un libro dove sembra succedere tutto nelle prime dieci pagine che te ne fai delle altre ottocento? Che fatica poi superare il guado della metà... ma poi... ma poi signori che incan ...continue

    In fondo se cominci un libro dove sembra succedere tutto nelle prime dieci pagine che te ne fai delle altre ottocento? Che fatica poi superare il guado della metà... ma poi... ma poi signori che incanto.

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  • 5

    "A sentire la gente, si direbbe che tutti non fanno altro che amarsi a vicenda. Quando lo vai a cercare, questo amore di cui tutti parlano, non lo trovi da nessuna parte."

    Ho adorato questo libro. Non ci si può non affezionare a Skippy, Ruprecht e a tutti i personaggi che gravitano attorno a questi due adolescenti atipici. E' un libro sull'adolescenza ma anche sull'età ...continue

    Ho adorato questo libro. Non ci si può non affezionare a Skippy, Ruprecht e a tutti i personaggi che gravitano attorno a questi due adolescenti atipici. E' un libro sull'adolescenza ma anche sull'età adulta, è un romanzo di formazione ma nello stesso tempo è molto di più. Alcune parti sono davvero irresistibili e ci si ritrova con un sorriso stampato in faccia durante la lettura, altre sono pervase da una sorta di profonda malinconia che ti attanaglia il cuore. "Skippy Muore" è assolutamente un piccolo capolavoro. E perdonatemi la facile ironia ma non posso che concludere così: "Lunga vita a Skippy!".

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  • 3

    La valutazione è per difetto, ma il letterale precipitare degli eventi, accelerato e ineluttabile, non riesce a riscattare del tutto certe lungaggini della prima parte abbondante. Nel mezzo, un irlan ...continue

    La valutazione è per difetto, ma il letterale precipitare degli eventi, accelerato e ineluttabile, non riesce a riscattare del tutto certe lungaggini della prima parte abbondante. Nel mezzo, un irlandese talentuoso ma poco disciplinato scrive un romanzo in cui mescola It e Tom'Brown's School Days (passando per Harry Potter, Stand By Me e tutta la tradizione della linea d'ombra e delle school-stories inglese e americana).
    C'è il gruppo di pari, c'è l'adolescenza come stato ontologico, c'è il ricordo/rimpianto della medesima da parte degli adulti (che, secondo la migliore tradizione di Hook di Spielberg, o sono restati Peter Pan o sono diventati dei pirati). C'è il multiverso, e lo spiritismo del terzo millennio, che prende le penne del pavone della scienza, e dunque l'utopia inquieta del sogno, e la dialettica dolorosa tra memoria e formazione, passato e futuro. E, dunque, c'è la morte, la ribellione e l'accettazione possibile solo nell'unione aggraziata e improbabile di solitudini che si fa ambiguamente forza.
    C'è tutto questo, e molto altro; in qualche modo tutto. Unito a riflessioni (un bel po' troppo saggistiche) sulla natura umana. Che è poi quello che alla fin fine ha determinato l'ambiguità finale di giudizio. Con la certezza, inoppugnabile, che un irlandese abbia comunque bisogno di una bella sforbiciata di caratteri, prima di riuscire per davvero a eguagliare Kipling o Stephen King.

    said on 

  • 4

    La storia è ambientata in uno di quei collegi d'elite irlandesi in cui si forgiano le classi dirigenti del paese. La descrizione della vita del collegio è spietata con ragazzi apatici e impasticcati c ...continue

    La storia è ambientata in uno di quei collegi d'elite irlandesi in cui si forgiano le classi dirigenti del paese. La descrizione della vita del collegio è spietata con ragazzi apatici e impasticcati che non pensano ad altro che al sesso, famiglie distratte, docenti demotivati e pedofili, amministratori rampanti che vogliono gestire la scuola come un'azienda e non tollerano ostacoli sul loro percorso. Un romanzo molto ben scritto che racconta una storia dura e disperata che non lascia spazio a facili lieti fini.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Questo libro comincia dalla fine, raccontando la morte inspiegabile di un ragazzo, per poi ricostruire tutta quanta la storia...gli amici, il college, i professori, i primi amori e tutto ciò che fa da ...continue

    Questo libro comincia dalla fine, raccontando la morte inspiegabile di un ragazzo, per poi ricostruire tutta quanta la storia...gli amici, il college, i professori, i primi amori e tutto ciò che fa da sfondo in una Dublino in cui Seabrook sembra l'emblema dell'apparenza e del compromesso.
    E' un romanzo feroce e intenso - ragazzi che spacciano, preti pedofili e violenza e bullismo a go-go sono solo alcuni tra gli ingredienti - che ti cattura da subito e ti lascia un senso spietato di profondo disagio: quando leggi di ragazzini disincantati che non credono in un futuro migliore, professori e genitori che non riescono ad insegnare nulla, e universi paralleli e artificiali in cui rifugiarsi ti si stringe lo stomaco perché sai che è tutto vero.

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