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Skippy Dies

By Paul Murray

(9)

| eBook | 9780141943893

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Book Description

Paul Murray's Skippy Dies is a tragicomic masterpiece about a Dublin boarding school

Longlisted for the Man Booker Prize 2010

Ruprecht Van Doren is an overweight genius whose hobbies Continue

Paul Murray's Skippy Dies is a tragicomic masterpiece about a Dublin boarding school



Longlisted for the Man Booker Prize 2010



Ruprecht Van Doren is an overweight genius whose hobbies include very difficult maths and the Search of Extra-Terrestrial Intelligence. Daniel 'Skippy' Juster is his roommate. In the grand old Dublin institution that is Seabrook College for Boys, nobody pays either of them much attention. But when Skippy falls for Lori, the frisbee-playing siren from the girls' school next door, suddenly all kinds of people take an interest - including Carl, part-time drug-dealer and official school psychopath. . .



A tragic comedy of epic sweep and dimension, Skippy Dies scours the corners of the human heart and wrings every drop of pathos, humour and hopelessness out of life, love, Robert Graves, mermaids, M-theory, and everything in between.



'That rare thing, a comic epic. . . Murray is a brilliant comic writer, but also humane and touching, and he captures the misery and elation, joy and anxiety of teenage life' David Nicholls, Guardian



'Novels rarely come as funny and as moving as this utterly brilliant exploration of teenhood and the anticlimax of becoming an adult . . . one of the finest comic novels written anywhere' Eileen Battersby, Irish Times



'I loved Skippy Dies . . . three novels fused into one ignited tragicomic tour de force' Ali Smith, Times Literary Supplement Books of the Year



'An unforgettably exuberant saga set in an Irish boys' school. The insulting repartee is Shakespearean, the minor characters hilarious, and Murray captures the fleeting joys and lasting sorrows of adolescence perfectly' Emma Donoghue, Daily Telegraph



'A triumph . . . brimful of wit and narrative energy' Sunday Times



'The sprawling brilliance of Paul Murray's darkly comic second novel works on many different levels . . . When you finish the last page, you may be tempted to start all over again' Metro



Paul Murray is the author of An Evening of Long Goodbyes, shortlisted for the Whitbread First Novel Award in 2005, and Skippy Dies, longlisted for the Man Booker Prize 2010.

103 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non ce l'ho fatta. Abbandonato a pagina 260 circa ! Non decollava ! A parte qualche scelta terminologica azzeccata , non posso dirne nulla di buono .

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    Superstefy said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    richiede una concentrazione che al momento proprio non ho. sorry.

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    hyacinthgirl said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La valutazione è per difetto, ma il letterale precipitare degli eventi, accelerato e ineluttabile, non riesce a riscattare del tutto certe lungaggini della prima parte abbondante. Nel mezzo, un irlandese talentuoso ma poco disciplinato scrive un rom ...(continue)

    La valutazione è per difetto, ma il letterale precipitare degli eventi, accelerato e ineluttabile, non riesce a riscattare del tutto certe lungaggini della prima parte abbondante. Nel mezzo, un irlandese talentuoso ma poco disciplinato scrive un romanzo in cui mescola It e Tom'Brown's School Days (passando per Harry Potter, Stand By Me e tutta la tradizione della linea d'ombra e delle school-stories inglese e americana).
    C'è il gruppo di pari, c'è l'adolescenza come stato ontologico, c'è il ricordo/rimpianto della medesima da parte degli adulti (che, secondo la migliore tradizione di Hook di Spielberg, o sono restati Peter Pan o sono diventati dei pirati). C'è il multiverso, e lo spiritismo del terzo millennio, che prende le penne del pavone della scienza, e dunque l'utopia inquieta del sogno, e la dialettica dolorosa tra memoria e formazione, passato e futuro. E, dunque, c'è la morte, la ribellione e l'accettazione possibile solo nell'unione aggraziata e improbabile di solitudini che si fa ambiguamente forza.
    C'è tutto questo, e molto altro; in qualche modo tutto. Unito a riflessioni (un bel po' troppo saggistiche) sulla natura umana. Che è poi quello che alla fin fine ha determinato l'ambiguità finale di giudizio. Con la certezza, inoppugnabile, che un irlandese abbia comunque bisogno di una bella sforbiciata di caratteri, prima di riuscire per davvero a eguagliare Kipling o Stephen King.

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    Anne Shirley said on Jul 28, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia è ambientata in uno di quei collegi d'elite irlandesi in cui si forgiano le classi dirigenti del paese. La descrizione della vita del collegio è spietata con ragazzi apatici e impasticcati che non pensano ad altro che al sesso, famiglie dis ...(continue)

    La storia è ambientata in uno di quei collegi d'elite irlandesi in cui si forgiano le classi dirigenti del paese. La descrizione della vita del collegio è spietata con ragazzi apatici e impasticcati che non pensano ad altro che al sesso, famiglie distratte, docenti demotivati e pedofili, amministratori rampanti che vogliono gestire la scuola come un'azienda e non tollerano ostacoli sul loro percorso. Un romanzo molto ben scritto che racconta una storia dura e disperata che non lascia spazio a facili lieti fini.

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    cloudbuster said on Jun 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Questo libro comincia dalla fine, raccontando la morte inspiegabile di un ragazzo, per poi ricostruire tutta quanta la storia...gli amici, il college, i professori, i primi amori e tutto ciò che fa da sfondo in una Dublino in cui Seabrook sembra l'em ...(continue)

    Questo libro comincia dalla fine, raccontando la morte inspiegabile di un ragazzo, per poi ricostruire tutta quanta la storia...gli amici, il college, i professori, i primi amori e tutto ciò che fa da sfondo in una Dublino in cui Seabrook sembra l'emblema dell'apparenza e del compromesso.
    E' un romanzo feroce e intenso - ragazzi che spacciano, preti pedofili e violenza e bullismo a go-go sono solo alcuni tra gli ingredienti - che ti cattura da subito e ti lascia un senso spietato di profondo disagio: quando leggi di ragazzini disincantati che non credono in un futuro migliore, professori e genitori che non riescono ad insegnare nulla, e universi paralleli e artificiali in cui rifugiarsi ti si stringe lo stomaco perché sai che è tutto vero.

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    Alewoolf said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Finalmente ho preso coraggio ed anche il libro.
    Vorrei sapere le motivazioni di un blocco di questo formato e caratteri così piccoli. Forse non era destinato a lettori della mia età. O forse perché negli economici c’è il problema di risparmiare sulla ...(continue)

    Finalmente ho preso coraggio ed anche il libro.
    Vorrei sapere le motivazioni di un blocco di questo formato e caratteri così piccoli. Forse non era destinato a lettori della mia età. O forse perché negli economici c’è il problema di risparmiare sulla carta.

    L’argomento è la vita di una scuola, vecchia, tradizionalista, irlandese e gestita da preti. Molti allievi esterni ed un po’ di residenti. I professori che non sono sacerdoti sono ex studenti della scuola.
    L’epoca più o meno vent’anni fa.

    Dentro e fuori un bel minestrone di vite.

    Il povero Skippy tira le cuoia al’inizio, dopo di che si parte.

    Naturalmente in un romanzo di questo spessore fisico, ci sono tutti i tipi:
    Skippy, il ragazzino schiacciato dalla propria timidezza, da genitori che l’hanno piazzato a pensione da quando la madre è malata di tumore, per fortuna c’è il Nintendo;
    Ruprecht, il ragazzino che alza la media dei voti, un piccolo genio della matematica e della fisica, ovviamente sovrappeso;
    i due bulli Carl e Barry, ai quali il testosterone arriva al cervello; uno dei due (Carl) dedito all’autolesionismo, con una famiglia in perpetua lite da corna con madre appiccicosa e padre scopazzatore;
    una serie di ragazzini vari che hanno in comune il sesso, i fuochi d’artificio, le pasticche di qualsiasi genere, l’essere sfigati;
    il terribile Green, prete che insegna l’odiato francese, tormentato da demoni sessuali;
    il coach Roche, storpio da un antico incidente, e la sua dedizione ai corsi e gare di nuoto, fulminato dalla rinuncia di Skippy a proseguire;
    il preside in malattia ed un facente funzione, l’Automa, ottenebrato dall’ambizione, dalla stupidità e da una moglie scodinzolante;
    il giovane Howard tornato ad insegnare nella scuola dalla quale uscì a suo tempo, sul quale gravano un incidente del passato, una fallita carriera in borsa, una convivenza tipo “già che ci siamo” ed un’infatuazione per una collega;
    Lori, bella, insicura, viziata e anoressica, di cui sono innamorati, ciascuno a suo modo, Skippy e Carl.

    Sono spaesati, si sentono sfigati, non sanno cosa faranno delle loro vite, i genitori non sono mai punti di riferimento, e vagano come le particelle di Ruprecht, senza riuscire ad afferrare i loro sogni. Il Big Bang e i mondi paralleli del piccolo matematico, li affascinano, come se fossero rappresentazioni scientifiche possibili dei “loro” mondi paralleli.

    Poi il racconto si sposta sul “dopo Skippy”. La sua morte è il Big Bang che separa le particelle: Ruprecht non studia più, il piccolo gruppo si sfalda, Lori smette di mangiare, Carl vede ombre che lo seguono, Howard firma la propria resa vendendo la coscienza al preside, il coach parte per le Mauritius o giù di lì, Padre Green, unico e solo nella sua integrità, lascia l’insegnamento.

    L‘universo si espande, e nel cataclisma finale, si espande anche il nuovo preside. Emerge vincitore da tutte le disgrazie e gli incidenti degli ultimi due mesi, nella ferrea logica che gli stronzi galleggiano sempre.

    Un libro sul ricordo? Certo, anche se ricordare può essere difficile. Svanisce ciò che non si vorrebbe perdere mai e rimangono solo sciocchezze.
    Il viso di Skippy scomparirà, restando forse un piccolo dolore a cui non si darà voce. Sarà più facile ricordare i peti infuocati di Diablo (?).

    Forse un libro sull’origine di noi adulti. Siamo come siamo perché da adolescenti abbiamo vissuto la nostra vita così’, o non siamo altro che adolescenti invecchiati con i nostri caratteri immutati e immutabili?

    Molto piacevole da leggere.

    Quando lo acquistai, il mio primo commento fu “Aspetterò l’estate per leggerlo. Tanto è già morto.”
    Bene Skippy, ce l’ho fatta, in autunno.

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    Anina e "gambette di pollo" said on Mar 14, 2014 | 10 feedbacks

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