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Skippy Dies

A Novel

By

Publisher: Macmillan

4.1
(354)

Language:English | Number of Pages: 672 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Dutch

Isbn-10: 0865479437 | Isbn-13: 9780865479432 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
After 14-year-old Skippy ends up dead on the floor of a local donut shop, a number of suspects emerge at Skippy's school in Dublin, including Skippy's drug ...
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  • 5

    "A sentire la gente, si direbbe che tutti non fanno altro che amarsi a vicenda. Quando lo vai a cercare, questo amore di cui tutti parlano, non lo trovi da nessuna parte."

    Ho adorato questo libro. Non ci si può non affezionare a Skippy, Ruprecht e a tutti i personaggi che gravitano attorno a questi due adolescenti atipici. E' un libro sull'adolescenza ma anche sull'età adulta, è un romanzo di formazione ma nello stesso tempo è molto di più. Alcune parti sono davver ...continue

    Ho adorato questo libro. Non ci si può non affezionare a Skippy, Ruprecht e a tutti i personaggi che gravitano attorno a questi due adolescenti atipici. E' un libro sull'adolescenza ma anche sull'età adulta, è un romanzo di formazione ma nello stesso tempo è molto di più. Alcune parti sono davvero irresistibili e ci si ritrova con un sorriso stampato in faccia durante la lettura, altre sono pervase da una sorta di profonda malinconia che ti attanaglia il cuore. "Skippy Muore" è assolutamente un piccolo capolavoro. E perdonatemi la facile ironia ma non posso che concludere così: "Lunga vita a Skippy!".

    said on 

  • 3

    La valutazione è per difetto, ma il letterale precipitare degli eventi, accelerato e ineluttabile, non riesce a riscattare del tutto certe lungaggini della prima parte abbondante. Nel mezzo, un irlandese talentuoso ma poco disciplinato scrive un romanzo in cui mescola It e Tom'Brown's School Day ...continue

    La valutazione è per difetto, ma il letterale precipitare degli eventi, accelerato e ineluttabile, non riesce a riscattare del tutto certe lungaggini della prima parte abbondante. Nel mezzo, un irlandese talentuoso ma poco disciplinato scrive un romanzo in cui mescola It e Tom'Brown's School Days (passando per Harry Potter, Stand By Me e tutta la tradizione della linea d'ombra e delle school-stories inglese e americana). C'è il gruppo di pari, c'è l'adolescenza come stato ontologico, c'è il ricordo/rimpianto della medesima da parte degli adulti (che, secondo la migliore tradizione di Hook di Spielberg, o sono restati Peter Pan o sono diventati dei pirati). C'è il multiverso, e lo spiritismo del terzo millennio, che prende le penne del pavone della scienza, e dunque l'utopia inquieta del sogno, e la dialettica dolorosa tra memoria e formazione, passato e futuro. E, dunque, c'è la morte, la ribellione e l'accettazione possibile solo nell'unione aggraziata e improbabile di solitudini che si fa ambiguamente forza. C'è tutto questo, e molto altro; in qualche modo tutto. Unito a riflessioni (un bel po' troppo saggistiche) sulla natura umana. Che è poi quello che alla fin fine ha determinato l'ambiguità finale di giudizio. Con la certezza, inoppugnabile, che un irlandese abbia comunque bisogno di una bella sforbiciata di caratteri, prima di riuscire per davvero a eguagliare Kipling o Stephen King.

    said on 

  • 4

    La storia è ambientata in uno di quei collegi d'elite irlandesi in cui si forgiano le classi dirigenti del paese. La descrizione della vita del collegio è spietata con ragazzi apatici e impasticcati che non pensano ad altro che al sesso, famiglie distratte, docenti demotivati e pedofili, amminist ...continue

    La storia è ambientata in uno di quei collegi d'elite irlandesi in cui si forgiano le classi dirigenti del paese. La descrizione della vita del collegio è spietata con ragazzi apatici e impasticcati che non pensano ad altro che al sesso, famiglie distratte, docenti demotivati e pedofili, amministratori rampanti che vogliono gestire la scuola come un'azienda e non tollerano ostacoli sul loro percorso. Un romanzo molto ben scritto che racconta una storia dura e disperata che non lascia spazio a facili lieti fini.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Questo libro comincia dalla fine, raccontando la morte inspiegabile di un ragazzo, per poi ricostruire tutta quanta la storia...gli amici, il college, i professori, i primi amori e tutto ciò che fa da sfondo in una Dublino in cui Seabrook sembra l'emblema dell'apparenza e del compromesso.
    E' un r ...continue

    Questo libro comincia dalla fine, raccontando la morte inspiegabile di un ragazzo, per poi ricostruire tutta quanta la storia...gli amici, il college, i professori, i primi amori e tutto ciò che fa da sfondo in una Dublino in cui Seabrook sembra l'emblema dell'apparenza e del compromesso. E' un romanzo feroce e intenso - ragazzi che spacciano, preti pedofili e violenza e bullismo a go-go sono solo alcuni tra gli ingredienti - che ti cattura da subito e ti lascia un senso spietato di profondo disagio: quando leggi di ragazzini disincantati che non credono in un futuro migliore, professori e genitori che non riescono ad insegnare nulla, e universi paralleli e artificiali in cui rifugiarsi ti si stringe lo stomaco perché sai che è tutto vero.

    said on 

  • 4

    Finalmente ho preso coraggio ed anche il libro.
    Vorrei sapere le motivazioni di un blocco di questo formato e caratteri così piccoli. Forse non era destinato a lettori della mia età. O forse perché negli economici c’è il problema di risparmiare sulla carta.


    L’argomento è la vita di una scu ...continue

    Finalmente ho preso coraggio ed anche il libro. Vorrei sapere le motivazioni di un blocco di questo formato e caratteri così piccoli. Forse non era destinato a lettori della mia età. O forse perché negli economici c’è il problema di risparmiare sulla carta.

    L’argomento è la vita di una scuola, vecchia, tradizionalista, irlandese e gestita da preti. Molti allievi esterni ed un po’ di residenti. I professori che non sono sacerdoti sono ex studenti della scuola. L’epoca più o meno vent’anni fa.

    Dentro e fuori un bel minestrone di vite.

    Il povero Skippy tira le cuoia al’inizio, dopo di che si parte.

    Naturalmente in un romanzo di questo spessore fisico, ci sono tutti i tipi: Skippy, il ragazzino schiacciato dalla propria timidezza, da genitori che l’hanno piazzato a pensione da quando la madre è malata di tumore, per fortuna c’è il Nintendo; Ruprecht, il ragazzino che alza la media dei voti, un piccolo genio della matematica e della fisica, ovviamente sovrappeso; i due bulli Carl e Barry, ai quali il testosterone arriva al cervello; uno dei due (Carl) dedito all’autolesionismo, con una famiglia in perpetua lite da corna con madre appiccicosa e padre scopazzatore; una serie di ragazzini vari che hanno in comune il sesso, i fuochi d’artificio, le pasticche di qualsiasi genere, l’essere sfigati; il terribile Green, prete che insegna l’odiato francese, tormentato da demoni sessuali; il coach Roche, storpio da un antico incidente, e la sua dedizione ai corsi e gare di nuoto, fulminato dalla rinuncia di Skippy a proseguire; il preside in malattia ed un facente funzione, l’Automa, ottenebrato dall’ambizione, dalla stupidità e da una moglie scodinzolante; il giovane Howard tornato ad insegnare nella scuola dalla quale uscì a suo tempo, sul quale gravano un incidente del passato, una fallita carriera in borsa, una convivenza tipo “già che ci siamo” ed un’infatuazione per una collega; Lori, bella, insicura, viziata e anoressica, di cui sono innamorati, ciascuno a suo modo, Skippy e Carl.

    Sono spaesati, si sentono sfigati, non sanno cosa faranno delle loro vite, i genitori non sono mai punti di riferimento, e vagano come le particelle di Ruprecht, senza riuscire ad afferrare i loro sogni. Il Big Bang e i mondi paralleli del piccolo matematico, li affascinano, come se fossero rappresentazioni scientifiche possibili dei “loro” mondi paralleli.

    Poi il racconto si sposta sul “dopo Skippy”. La sua morte è il Big Bang che separa le particelle: Ruprecht non studia più, il piccolo gruppo si sfalda, Lori smette di mangiare, Carl vede ombre che lo seguono, Howard firma la propria resa vendendo la coscienza al preside, il coach parte per le Mauritius o giù di lì, Padre Green, unico e solo nella sua integrità, lascia l’insegnamento.

    L‘universo si espande, e nel cataclisma finale, si espande anche il nuovo preside. Emerge vincitore da tutte le disgrazie e gli incidenti degli ultimi due mesi, nella ferrea logica che gli stronzi galleggiano sempre.

    Un libro sul ricordo? Certo, anche se ricordare può essere difficile. Svanisce ciò che non si vorrebbe perdere mai e rimangono solo sciocchezze. Il viso di Skippy scomparirà, restando forse un piccolo dolore a cui non si darà voce. Sarà più facile ricordare i peti infuocati di Diablo (?).

    Forse un libro sull’origine di noi adulti. Siamo come siamo perché da adolescenti abbiamo vissuto la nostra vita così’, o non siamo altro che adolescenti invecchiati con i nostri caratteri immutati e immutabili?

    Molto piacevole da leggere.

    Quando lo acquistai, il mio primo commento fu “Aspetterò l’estate per leggerlo. Tanto è già morto.” Bene Skippy, ce l’ho fatta, in autunno.

    said on 

  • 4

    In una parola: hopelessness

    Un viaggio difficoltoso.
    Probabilmente è stata l'accoppiata: romanzo di 800 pagine + prima esperienza di lettura sul Kindle a rendere il tutto un po' ostico, ma ora che sono arrivata in fondo mi sale il classico sospiro di quando una cosa mi è piaciuta molto e vorrei che non fosse finita, quindi ...continue

    Un viaggio difficoltoso. Probabilmente è stata l'accoppiata: romanzo di 800 pagine + prima esperienza di lettura sul Kindle a rendere il tutto un po' ostico, ma ora che sono arrivata in fondo mi sale il classico sospiro di quando una cosa mi è piaciuta molto e vorrei che non fosse finita, quindi ok, ci siamo.

    Per quanto contraddittorio possa sembrare, mi ha fatto ridere molto ma è una storia irrimediabilmente disperata. Ho scorso le seconde 400 pagine (urgh!) quasi con urgenza, mentre la trama si dirigeva a passo spedito verso la tragedia che è anticipata nel titolo stesso, ma quella tragedia è una, solo quella più esplosiva. Piano piano (troppo piano?) la trama delinea i detonatori, fa partire una serie di botti e scoperchia una serie infinita di drammi, uno per ogni personaggio...e il tutto congiura per appiccicarti addosso un senso di sconfitta che mi ha afflitta per giorni.

    Classifica personale dei miei personaggi preferiti: 1. Ruprecht 2. Ruprecht 3. Ruprecht 4. tutti gli altri

    Ruprecht il nerd, il loser, il fat boy. Un visionario, un cuore bellissimo. Spero che ce l'abbia fatta, lui e tutti gli adolescenti che passano nel tritacarne delle aspettative malate dei genitori, del confronto con un modello di bellezza e perfezione insostenibili, di un sistema scolastico che guarda agli allievi come un gregge compatto e grigio da indottrinare, alternando miopi “pat pat” sulla schiena a ipocriti sermoni su redenzione e rigore morale. Sigh.

    said on 

  • 4

    Di fatto, Dall’Adolescenza, Non Se Ne Esce Mai Del Tutto...

    Skippy muore e tutto crolla. Il tempo torna indietro in un racconto a tratti divertente e pieno di "ormoni", per poi tornare con un colpo di mano in avanti, con pagine probabilmente più intense ed amare


    Tra i vari messaggi che l'autore cerca di far trasparire vi è quello che la morte è lo ...continue

    Skippy muore e tutto crolla. Il tempo torna indietro in un racconto a tratti divertente e pieno di "ormoni", per poi tornare con un colpo di mano in avanti, con pagine probabilmente più intense ed amare

    Tra i vari messaggi che l'autore cerca di far trasparire vi è quello che la morte è lo strumento che ci serve per aprire e mettere a nudo veli che sarebbero altrimenti invisibili e impenetrabili. In ogni caso in questa comunanza del ricordo condiviso, si placa un pò il dolore della perdita e a mio avviso prevale comunque il sentimento della speranza per il meglio....

    Bello!

    said on 

  • 5

    La vita che avanza è una girella che non riesci più a srotolare.

    Nella lettura c'era un'immagine che mi accompagnava:


    http://www.allposters.it/-sp/Alto-e-basso-Posters_i1311505_.htm
    Non so se via web si vede bene, io anni fa l'ho fatto il puzzle e me lo sono ben rimirata durante la lettura. Ora è incorniciato e sta in corridoio in tutta la sua magnifice ...continue

    Nella lettura c'era un'immagine che mi accompagnava:

    http://www.allposters.it/-sp/Alto-e-basso-Posters_i1311505_.htm Non so se via web si vede bene, io anni fa l'ho fatto il puzzle e me lo sono ben rimirata durante la lettura. Ora è incorniciato e sta in corridoio in tutta la sua magnificenza. Potrebbe sfuggire che i protagonisti in questa immagine sono gli stessi, ma da una prospettiva sono giovani e dall'altra sono più maturi.

    Come nel libro. Io ho visto proprio i due livelli ben definiti. Da una parte l'insicurezza della gioventù, con i suoi problemi, come l'anoressia, la bulimia, la paura di non essere accettati in un gruppo, la paura di sembrare lo sfigato di turno, la paura di riuscire o meno nella scuola visto che ne frequenti una privata e il lavoro assicurato ce l'hai già, la sensazione che i tuoi genitori si siano fatti grandi aspettative e ti vogliano modella o avvocato. Dall'altra parte il rimpianto dell'età che avanza, un professore che torna ad insegnare nella stessa scuola in cui ha studiato, che non ha ancora capito cosa vuole dalla vita, che si fa prendere dai colpi di fulmine dell'età giovanile (solo un po' fuori tempo massimo), che butta via il rapporto perché non sicuro se è quello che vuole, la purezza d'animo che si scontra con i compromessi del posto di lavoro, il ritorno con la memoria alla codardia di un tempo.

    C'è tutto in questo libro. Ecco. La sensazione che ho percepito, la stessa che vivo io, è che all'epoca della scuola era un altro mondo completamente, un po' come quando sei piccolo e percorri una strada che ti sembra lunghissima e poi con il tempo di accorgi che durava solo pochi minuti. O che mangiavi la girella Motta e riuscivi a srotolarla perché era grande e ora non ci riesci perché s'è rimpicciolita. (siamo cresciuti noi o è proprio più piccola? dubbi così non mi fan dormire) Guardo con nostalgia i tempi della scuola, era diverso il profumo delle giornate, l'odore della scuola, il sapore diverso della complicità o delle antipatie. L'età matura sembra perdere un po' di questa atmosfera, e sembra portare con sé dei rimpianti. Che poi alla fine io personalmente quello che volevo fare l'ho fatto, non ho rimpianti, ma la sensazione è più malinconia, mi manca la spensieratezza, mi manca avere problemi leggeri come a quell'epoca, mi manca quella sensazione di libertà. Potevi fare quello che volevi, potevi ancora decidere della tua vita, potevi ancora manipolarla. Ora invece la strada è presa, puoi fare poche deviazioni. Quelle poche non è che non ti soddisfino, sono sensazioni diverse e più mature, ma quel profumo io me lo ricordo ancora... Ora quando entro al lavoro, non c'è lo stesso profumo della scuola....

    Malinconia mode on.

    said on 

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