Slan

Urania Collezione 008

Di

Editore: Mondadori (Urania Collezione)

3.5
(383)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Giapponese , Tedesco , Olandese , Ceco , Polacco

Isbn-10: A000014502 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Augusta Mattioli ; Curatore: Giuseppe Lippi ; Illustrazione di copertina: Giacomo Callo ; Prefazione: Massimo Picozzi

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Nel caleidoscopico dizionario della fantascienza, il termine "mutante" rimanda a un individuo soggetto a una mutazione straordinaria o terribile. Gli slan sono mutanti. Esseri del tutto simili agli umani, con l'eccezione degli esili fili color dell'oro bruciato che scintillano tra i capelli, antenne che permettono di leggere nel pensiero... Slan è la storia di una fuga e di una ricerca, ed è la storia del crescere, del diventare adulti, sempre più consapevoli, sempre più potenti, sempre più soli.
dall'introduzione di Massimo Picozzi

Jommy Cross e Kathleen Layton sono slan, esseri telepatici creati dalla macchina delle mutazioni del dottor Samuel Lann seicento anni prima. Per difendersi dai complotti antislan di un mondo sempre più lacero e superstizioso, dovranno scoprire il segreto del padre di Jommy e usare tutte le risorse della scienza del futuro. Ma c'è un altro segreto, più intimo e importante, che li riguarda... qualcosa che nemmeno il brutale capo della polizia segreta ha potuto prevedere.
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  • 3

    Il protagonista della storia è Jommy Cross, un giovane slan alle prese con i misteri della sua specie e del suo rapporto con la razza umana. Difatti, gli slan, chiamati così per via del nome del loro ...continua

    Il protagonista della storia è Jommy Cross, un giovane slan alle prese con i misteri della sua specie e del suo rapporto con la razza umana. Difatti, gli slan, chiamati così per via del nome del loro presunto creatore, Samuel Lann, non sono propriamente persone normali, tanto nell’aspetto, a causa delle antenne che nascondono tra i capelli, quanto nell’esistenza, a causa dei loro poteri speciali (leggono nel pensiero). E proprio a causa delle loro facoltà telepatiche gli slan venivano ricercati e trucidati dagli uomini “normali”, ragione per la quali essi venivano cresciuti dai logo genitori nel silenzio e nella prudenza… oltre che nel riserbo di un qualche segreto…

    Slan contiene l'intero bagaglio artistico di Van Vogt: la piattezza espressiva, l'incoerenza di alcuni passaggi narrativi (su tutti il furto dell'astronave), la strisciante sfiducia verso il genere umano (alla fine la situazione la salva il superuomo), ma anche e soprattutto una narrazione di un così ampio respiro da non conoscere pari, un sense of wonder genuino e potente da lasciare senza fiato, l'uso tremendamente ispirato di allegorie e simboli da conferire all'opera una valenza quasi mitologica.

    ha scritto il 

  • 2

    Ci sono dei libri di fantascienza che, scritti anche 100 anni fa, sono ancora piacevoli alla lettura (ad es. i romanzi di H. G. Wells) e altri che sono invecchiati molto male e appaiono davvero decrep ...continua

    Ci sono dei libri di fantascienza che, scritti anche 100 anni fa, sono ancora piacevoli alla lettura (ad es. i romanzi di H. G. Wells) e altri che sono invecchiati molto male e appaiono davvero decrepiti. A mio parere “Slan” è uno di questi. Senza scendere nei dettagli della trama, si narra di un futuro non si sa quanto lontano (probabilmente, molto) dove accanto agli uomini esistono due razze, apparentemente create in laboratorio con la manipolazione genetica: gli Slan (una sorta di mutanti dotati di antenne, intelligenza superiore e poteri telepatici fortissimi) e gli Slan Senza Antenne (telepati molto più deboli ma che si possono confondere molto più facilmente tra gli umani), gradino inferiore della scala evolutiva. Le tre razze fondamentalmente si odiano e tentano da secoli di sterminarsi a vicenda. Jommy (ma che razza di nome stupido!) Cross, orfano Slan e protagonista della vicenda, sarà colui che imprimerà una svolta a questo strisciante conflitto, ormai secolare.
    Il libro, scritto nel 1940 (e revisionato nel 1968 con alcuni tagli e modifiche dello stesso autore), risente moltissimo del clima del periodo: la superiorità della razza, il mito del superuomo, un dittatore assoluto (Kier Gray, che personalmente mi ricorda un po’ Mussolini, più che Hitler) sono i temi che si ritrovano nel racconto. Il tutto narrato con un confuso stile “alla Flash Gordon” con un susseguirsi ininterrotto di pericoli a cui il protagonista deve scampare e che non giovano a costruire una trama omogenea e coerente.
    Il finale è aperto che più aperto non si può (dando al tutto un senso di inconcludenza davvero fastidioso) e i colpi di scena risultano telefonati o, più spesso, totalmente fuori di ogni logica. Come dicevo, un libro forse notevole per i gusti dell’epoca quando uscì, ma ormai vetusto oltre ogni dire.

    ha scritto il 

  • 3

    Nonostante non sia un romanzo recentissimo è molto semplice e veloce da leggere, c'è qualche ingenuità tipica del periodo in cui è stato scritto ma nel complesso non da fastidio alla lettura. Perde un ...continua

    Nonostante non sia un romanzo recentissimo è molto semplice e veloce da leggere, c'è qualche ingenuità tipica del periodo in cui è stato scritto ma nel complesso non da fastidio alla lettura. Perde un po' nel finale.

    ha scritto il 

  • 3

    Le idee di base non sono male e anche alcuni tratti della trama sono appassionanti ma nel complesso il libro risulta troppo debole e bilanciato male.
    Anche considerando l'età e sorvolando su alcune te ...continua

    Le idee di base non sono male e anche alcuni tratti della trama sono appassionanti ma nel complesso il libro risulta troppo debole e bilanciato male.
    Anche considerando l'età e sorvolando su alcune teorie scentifiche strampalate le troppe sconnessioni logiche e l'ingenuità di fondo mi constringono ad un voto basso.

    Il libro termina proprio sul più bello ma manca la voglia di leggere il seguito (tra l'altro scritto dalla moglie).

    ha scritto il 

  • 2

    Nonostante il libro abbia un numero abbastanza esiguo di pagine, era interminabile.
    Più speravo finisse, più provavo sgomento per le pagine restanti.
    Sono stata sul punto di abbandonarlo un paio di vo ...continua

    Nonostante il libro abbia un numero abbastanza esiguo di pagine, era interminabile.
    Più speravo finisse, più provavo sgomento per le pagine restanti.
    Sono stata sul punto di abbandonarlo un paio di volte, ma per principio ho voluto finirlo di leggere.
    I personaggi sono pochi, insapori e in taluni casi antipatici
    Ho apprezzato solo un paio di capitoli per il resto la trama appare confusa e priva di una effettiva conclusione.

    ha scritto il 

  • 3

    Aurea mediocritas

    Non male, nemmeno eccezionale. Si potrebbe chiudere qui e andare tutti a casa.
    Dalla sua, il romanzo ha l'età (1940 è tanto tempo fa...) e il non trascurabile pregio di scostarsi dal sensazionalismo t ...continua

    Non male, nemmeno eccezionale. Si potrebbe chiudere qui e andare tutti a casa.
    Dalla sua, il romanzo ha l'età (1940 è tanto tempo fa...) e il non trascurabile pregio di scostarsi dal sensazionalismo tipico di alcune storie dell'epoca, generalmente pubblicate su riviste di settore. Slan infatti fu inzialmente diffuso a puntate su Astounding Science-Fiction (sì, quella con i razzi, i robot e i mostri colorati in copertina), ma la coerenza interna al racconto non ne risente e si fila fino in fondo con un discreto piacere.

    Buona anche la tematica e la caratterizzazione di alcuni personaggi (in particolare il dittatore Kier Gray), così come il ritmo che si assesta su una cadenza lieve e solo a volte affrettata, in grado di condurre la partita fino al termine senza troppe dificcoltà.

    Per contro si avverte un certo piattume di fondo (ed è per questo che non amo particolarmente Van Vogt), un'inspiegabile uniformità che livella un po' tutto verso il basso, lasciando il lettore con la classica sensazione del qualcosa che non torna. Non ci sono mai grossi ardori e non ci si riesce ad immedesimare del tutto con Jommy Cross, il "mutante" protagonista della storia, forse un filo stereotipato (nonostante legga nel pensiero!) e un altro filo noiosamente perbene e moralista.

    Inoltre, i diversi salti temporali, anche di numerosi anni, non contribuiscono a conferire cremosità e omogeneità al romanzo, che corre sicuro come la puntata di un serial televisivo che, tuttavia, non si può definire né troppo bello e né troppo brutto. Il rischio, nonostante tutto e nonostante il fascino del diverso che - sebbene mai approfondito a dovere - c'è, è quello dell'anonimato: uno di quei romanzi carini che dopo qualche tempo non ricordi più bene e del quale ti andrà di rispondere così: "ah quello con i tizi che leggono nel pensiero".

    Un ultimo rammarico per il finale che lascia aperte troppe porte, non riuscendo a cucinare a dovere i trecento e fischia kg di carnazza al fuoco che l'autore ha man mano voluto mettere sul fuoco (razzismo, arrivismo, lotte politiche, amore, autoaffermazione, fratellanza, odio sociale. Nessuna di queste brasate a dovere). No pain, no gain! caro Alfred, ci voleva uno sforzo in più!

    Nel 2007, sulla base di una bozza mai terminata di un centinaio di pagine e su autorizzazione della moglie di Van Vogt, lo scrittore Kevin Anderson si è preso la briga di congegnare un ideale seguito con il titolo di Slan Hunter. Com'è questo seguito? E che ne so.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli uomini in quanto massa fanno sempre il gioco di qualcun altro… mai il proprio.

    http://www.ryo.it/2014/12/30/il-segreto-degli-slan/ Il segreto degli Slan (noto anche come Slan) è un romanzo d’appendice di Alfred Elton van Vogt pubblicato originariamente su rivista nel 1940 e come ...continua

    http://www.ryo.it/2014/12/30/il-segreto-degli-slan/ Il segreto degli Slan (noto anche come Slan) è un romanzo d’appendice di Alfred Elton van Vogt pubblicato originariamente su rivista nel 1940 e come volume a sé stante nel 1946.

    ha scritto il 

  • 3

    Sarebbero due stelle e mezzo...

    Nella prima metà è spesso ripetitivo. A volte un po' noioso. Nella seconda metà smette di essere ripetitivo, però nel descrivere le scene d'azione è un po' troppo dettagliato e alla lunga stanca.
    Di p ...continua

    Nella prima metà è spesso ripetitivo. A volte un po' noioso. Nella seconda metà smette di essere ripetitivo, però nel descrivere le scene d'azione è un po' troppo dettagliato e alla lunga stanca.
    Di positivo c'è una buona dose di avventura: il protagonista si barcamena in varie peripezie. Inoltre ci sono parti davvero notevoli, come un intrigo politico gestito magistralmente. Eccetera.
    Nel finale l'autore risolve tutti i misteri grazie a un personaggio che spiega bene la situazione, ma poi lascia in sospeso molte vicende, insomma una fine senza una completa conclusione, un cliffhanger. Probabilmente voleva scrivere un seguito.
    Ci ha pensato Kevin J. Anderson (Slan Hunter, 2007 - Urania 1526) basandosi sul materiale lasciato da Van Vogt stesso.

    ha scritto il