Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Slapstick

By

Publisher: Dell

4.1
(200)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0440180090 | Isbn-13: 9780440180098 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Do you like Slapstick ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Slapstick presents an apocalyptic vision seen  through the eyes of the current King of Manhattan  (and last President of the United States), a wickedly  irreverent look at the all-too-possible results of  today's follies. But even the end of  life-as-we-know-it is transformed by Vonnegut's pen into  hilarious farce--a final slapstick that may be the  Almighty's joke on us all.
Sorting by
  • 0

    Immaginazione sociologica

    Nella prefazione, Goffredo Fofi riferendosi alle opere di Vonnegut spiega che ciò che le caratterizza è l' “immaginazione sociologica che sovrintende il tutto”.
    Mi allineo al parere di Fofi e per illustrare il concetto riporto questo estratto con cui, nel 1976, KV spiegava la genesi ...continue

    Nella prefazione, Goffredo Fofi riferendosi alle opere di Vonnegut spiega che ciò che le caratterizza è l' “immaginazione sociologica che sovrintende il tutto”.
    Mi allineo al parere di Fofi e per illustrare il concetto riporto questo estratto con cui, nel 1976, KV spiegava la genesi delle “caste”; in Italia ce ne siamo accorti più tardi.

    Pag. 66 – Noi (GW e sorella. ndr) dicevamo che gli artefici della Costituzione (USA ndr) non avessero notato la bellezza di chi non aveva grandi ricchezze né amici potenti né cariche pubbliche, ma che possedeva nondimeno un’autentica forza.
    Trovammo più probabile, però che quegli stessi artefici non avessero notato che era naturale, e pertanto quasi inevitabile, che gli esseri umani in situazioni straordinarie che si prolungavano nel tempo, si considerassero membri di famiglie nuove. Io ed Eliza facevamo notare che questo si verificava nelle democrazie non meno che nelle tirannie, poiché gli esseri umani erano gli stessi in tutto il mondo, e avevano iniziato a civilizzarsi appena ieri.
    Era dunque da prevedersi, in conseguenza, che i rappresentanti eletti dal popolo sarebbero entrati a fra parte della celebre e potente famiglia dei rappresentanti eletti dal popolo: il che li avrebbe resi, in modo assolutamente naturale, cauti, taccagni e schifiltosi nei riguardi di tutte le altre famiglie di ogni genere nelle quali, sempre in un modo assolutamente naturale, si suddivideva l’umanità.

    said on 

  • 4

    Il passato non è che un prologo.

    Più ci allontaniamo dall'epoca in cui fu attivo, e meno vengono ristampati in Italia i suoi libri (tipo, dico, ad esempio questo, ormai dimenticato e scomparso), insomma, più va cadendo nel dimenticatoio, più KV appare sempre di più non provenire dal passato, ma dal futuro.

    said on 

  • 4

    "Ogni creazione che sia dotata di un certo grado di completezza e armonia è opera, sospetto, di un artista o inventore che mentalmente si sia rivolto a un pubblico composto da una sola persona." (Prologo, p. 34)

    said on 

  • 4

    "I fascisti sono esseri inferiori che quando qualcuno gli dice che sono superiori ci credono" pag 132

    "l'amore è dove lo trovi. Io credo che sia sciocco andarlo a cercare, e credo che spesso possa essere velenoso. Vorrei che le persone che si amano, nel modo in cui è visto tradizionalmente l'amore,si dicessero, quando bisticciano :< Per piacere...un pò meno d'amore, e un pò più di civiltà>" ...continue

    "l'amore è dove lo trovi. Io credo che sia sciocco andarlo a cercare, e credo che spesso possa essere velenoso. Vorrei che le persone che si amano, nel modo in cui è visto tradizionalmente l'amore,si dicessero, quando bisticciano :< Per piacere...un pò meno d'amore, e un pò più di civiltà>"

    "oggi la forza di gravità si è un pò attenuata. Di conseguenza ho avuto un'erezione.Tutti i maschi hanno un erezione nei giorni come questo."

    "erano favolosamente ricchi e discendevano da quegli americani che avevano quasi distrutto il pianeta con uno stupido giochino; trasformando ossessivamente il denaro in potere, e poi il potere di nuovo in denaro, e poi il denaro di nuovo in potere."

    "Si, io ed Eliza formulammo precocemente anche una critica alla costituzione Degli USA. secondo noi era un progetto come un altro per il conseguimento dell'infelicità, poichè la sua capacità di dare alla gente comune una dose ragionevole di orgoglio e felicità dipendeva dalla forza di quella stessa gente: e tuttavia essa non descriveva alcun meccanismo funzionale che tendesse a rafforzare il popolo nei confronti dei suoi rappresentanti eletti."

    " il mondo è pieno di gente molto abile nel sembrare più furba di quello che è. Questa gente ci abbaglia con fatti e citazioni e parole straniere e così via, mentre la verità è che non sa quasi niente di utile per la vita come viene vissuta in realtà."

    said on 

  • 4

    Il rischio con Vonnegut è di lasciarsi travolgere dal diluvio di idee e trovate, facendosi trascinare pagina dopo pagina per vedere cosa succede poi, quale altra follia riuscirà a inventare, rischiando di non rendersi conto di quanto sia profondamente serio ciò che sta dicendo. Nel frenetico Slap ...continue

    Il rischio con Vonnegut è di lasciarsi travolgere dal diluvio di idee e trovate, facendosi trascinare pagina dopo pagina per vedere cosa succede poi, quale altra follia riuscirà a inventare, rischiando di non rendersi conto di quanto sia profondamente serio ciò che sta dicendo. Nel frenetico Slapstick (titolo originale che la traduzione italiana annacqua un po’), la storia è raccontata dal presidente degli USA, che però vive in una Manhattan spopolata da un’epidemia mentre il paese è tornato al feudalesimo e dove il popolo è suddiviso in grandissime famiglie allargate inventate dal presidente stesso, Wilbur Giunchiglia-11 Swain, il quale peraltro è una specie di mostruosità alta due metri così come la sorella gemella Eliza, con la quale sviluppa una bizzarra simbiosi che li rende capaci di intuizioni geniali anche se vengono ritenuti ritardati per tutta l’infanzia, mentre nel resto del mondo i cinesi diventano sempre più misteriosi e più piccoli… E questa è solo una minima parte di quanto avviene in questo romanzo che proprio per questo può talvolta sembrare un pot pourri fine a se stesso. Ma è lo stesso Vonnegut a fornirci nel prologo le chiavi di lettura per capire meglio questo testo, partendo, come in Mattatoio n. 5 dalla propria biografia. Se da un lato il suo rapporto con la sorella morta di tumore si trasfigura in quello tra Wilbur ed Eliza, la storia della disgregazione della famiglia Vonnegut dopo la prima guerra mondiale e l’aneddoto dello zio arrivato a frequentare le riunioni dell’Anonima Alcolisti solo per potervi trovare un surrogato della famiglia, sono un’esemplificazione di ciò che Vonnegut vede come uno dei principali mali della società americana del tempo, la solitudine. Così si si spiega l’invenzione da parte di Wilbur di queste enormi famiglie allargate artificiali e il suo programma elettorale che si traduce nello slogan: “Mai più soli!”.
    E se leggendo Mattatoio n. 5 avevo avuto qualche perplessità sull’apparente mancanza di serietà nell’affrontare argomenti tragici, qui mi sembra di capire meglio la scelta dell’autore. Il grottesco e lo humor nero sono usati da Vonnegut come un leggero anestetico, un gas esilarante che serve a renderci sopportabile il dolore mentre egli affonda il trapano nelle carie della nostra civiltà, siano esse l’atrocità della guerra o la solitudine della società occidentale.

    said on 

  • 4

    Non ci sono funambolismi letterari, e "prove di forza" dello scrittore, assolutamente al servizio della storia. Che è quella di due bambini che inconsapevolmente scrivono il futuro dell'umanità, svicolando dal controllo sociale ed intellettuale dei genitori.
    Ci sono moltissimi spunti di rif ...continue

    Non ci sono funambolismi letterari, e "prove di forza" dello scrittore, assolutamente al servizio della storia. Che è quella di due bambini che inconsapevolmente scrivono il futuro dell'umanità, svicolando dal controllo sociale ed intellettuale dei genitori.
    Ci sono moltissimi spunti di riflessione ( le famiglie per diktat politico, la parodia politica), e la parte centrale del libro l'ho trovata quasi irresistibile. Poi ho trovato un finale un pò adagiato, stanco, come se anche allo scrittore stessero per finire le pillole, vero motore delle sue decisioni politiche.
    Tutto, nel libro, è estremizzato: dimensioni corporee, accadimenti sociali, linguaggio. Come se la realtà fosse tirata da tutte le parti, diventando elastica. Come se Vonnegut avvisasse ( e in fondo, nella prefazione, lo sottintende) che tutto quello che il lettore andrà a leggere altro non è che una comica, e come tale paradossale e irrealistica. Le comiche, però, ballano fra commedia e tragedia, e sono sempre lanci in avanti della fantasia per dirci che "potrebbe anche essere così".

    said on 

Sorting by