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Slaughterhouse Five CD

By

Publisher: Caedmon

4.1
(6891)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Chi traditional , Portuguese , Spanish , French , German , Italian , Finnish , Swedish , Polish , Catalan , Greek , Czech , Romanian

Isbn-10: 0060573775 | Isbn-13: 9780060573775 | Publish date:  | Edition Unabridged

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Others , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description

Kurt Vonnegut's absurdist classic Slaughterhouse-Five introduces us to Billy Pilgrim, a man who becomes 'unstuck in time' after he is abducted by aliens from the planet Tralfamadore. In a plot-scrambling display of virtuosity, we follow Pilgrim simultaneously through all phases of his life, concentrating on his (and Vonnegut's) shattering experience as an American prisoner of war who witnesses the firebombing of Dresden.

Slaughterhouse-Five is not only Vonnegut's most powerful book, it is also as important as any written since 1945. Like Catch-22, it fashions the author's experiences in the Second World War into an eloquent and deeply funny plea against butchery in the service of authority. Slaughterhouse-Five boasts the same imagination, humanity, and gleeful appreciation of the absurd found in Vonnegut's other works, but the book's basis in rock-hard, tragic fact gives it unique poignancy -- and humor.

Sorting by
  • 5

    “There is nothing intelligent to say about a massacre”

    The funniest way to tell one of the biggest and of the most infamous massacre in the history of the mankind: the firebombing of Dresden in 1945. Funny and bitter as the many character is, the ...continue

    The funniest way to tell one of the biggest and of the most infamous massacre in the history of the mankind: the firebombing of Dresden in 1945. Funny and bitter as the many character is, the ingenuous, fatalistic odd optometrist Billy Pilgrim, who experienced abduction by aliens, unpredictable time travel which occurs in the most crucial moments of his life, such as being captured by Germans during the WW II, or being ill-treated by his fellow prisoners in a slaughterhouse in Dresden. The narrative is strongly discontinuous, because we follow randomly different scenes from Billy’s life: the main thread is the experience of war, from when he was captured by the Germans while his buddy Roland Weary was bullying him , through the accommodation in the Slaughterhouse 5 in Dresden to the firebombing caused by the Allied, that he inexplicably survived. The second thread tells of Billy being captured by aliens and taken on a planet called Tralfamadore to be shown as an exotic attraction in a zoo together with another Earthling, the porno star Montana Wildhack. The third thread follows the life of Billy after the end of the war, starting from when he tries to recover from a post-traumatic disorder becoming a fan of an obscure science-fiction writer, through a plane crash he is the only to survive, till the journey to New York City where he tries to tell his story about time travel and aliens in a radio show. He know a secret, indeed, he wants to share with the rest of the world, having learned it by the Tralfamadorians: the unpleasant events in life, death itself, are nothing else but moments in time which are always existed and will exist forever; so you have just to skip from an unpleasant to an happier moment whenever you want. All that could sound crazy or silly: but, how the narrating voice (the alter ego of Vunnegut himself) says at the beginning of the book, “there is nothing intelligent to say about a massacre”.

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  • 0

    【摘】

    - Why me? - That is a very Earthling question to ask, Mr. Pilgrim. Why you? Why us for that matter? Why anything? Because this moment simply is. Have you ever seen bugs trapped in amber? - ...continue

    【摘】

    - Why me? - That is a very Earthling question to ask, Mr. Pilgrim. Why you? Why us for that matter? Why anything? Because this moment simply is. Have you ever seen bugs trapped in amber? - Yes. - Well, here we are, Mr. Pilgrim, trapped in the amber of this moment. There is no why.

    「為什麼選中我?」 「這真是你們凡人的問題。為什麼選中了你?為什麼我們要做這種事?為什麼這個?為什麼那個?告訴你,因為此一時刻只是現在。你見過陷在琥珀中的甲蟲嗎?」 「見過。」 「那就對啦,皮爾格林先生。此一時刻我們正陷於一塊琥珀中,這裡沒有出路。」

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  • 3

    Un libro fuori dalle righe, assurdo come le vicende di cui racconta. Atrocità di guerra raccontate quasi con gli occhi disincantati e innocenti di un bambino, che ti dice le cose come stanno senza ...continue

    Un libro fuori dalle righe, assurdo come le vicende di cui racconta. Atrocità di guerra raccontate quasi con gli occhi disincantati e innocenti di un bambino, che ti dice le cose come stanno senza riserve e senza ragionamenti profondi dietro. "Così è la vita" dopotutto. Ci sto ancora ragionando!

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  • 3

    Avrebbe bisogno di una rilettura...e non so se è un bene

    Lettura affascinante ma che mi fa rimanere perplesso. Una critica alla guerra fatta in maniera davveeo singolare e fuori dai canoni narrativi, considerando anche che il libro è degli anni ...continue

    Lettura affascinante ma che mi fa rimanere perplesso. Una critica alla guerra fatta in maniera davveeo singolare e fuori dai canoni narrativi, considerando anche che il libro è degli anni '60. Vonnegut usa diverse linee narrative e l'utilizzo di flashback temporali per descrivere l'odissea di un uomo che ha vissuto l'orrore del bombardamento di Dresda durante la seconda guerra mondiale inserendovi elementi di fantascienza, metafisici e grotteschi. L'effetto è straniante e affascinante ma si perde spesso il filo della narrazione. Pensandoci bene alla fin fine un vero filo narrativo non c'è e bisogna prendere il libro per quello che è. Bello, affascinante ma da prendere con le pinze.

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  • 3

    Ho apprezzato l'idea di raccontare della guerra in un modo diverso, con un racconto che si mischia con la fantascienza e con una buona dose di ironia emanata da un personaggio così estraneo - come ...continue

    Ho apprezzato l'idea di raccontare della guerra in un modo diverso, con un racconto che si mischia con la fantascienza e con una buona dose di ironia emanata da un personaggio così estraneo - come forse erano estranei milioni di soldati di ogni esercito - alla guerra, una specie di giullare medievale. Ma al tempo stesso questo modo di narrarla mi ha creato una certa distanza, non mi ha fatto immergere emotivamente nella gravità della distruzione di Dresda e ho trovato molte parti del racconto scollegate tra loro, ho un po' faticato a trovare un senso nella scelta di Vonnegut di inserire in questo contesto il concetto di morte e di tempo "tralfamadoriano", sarà che negli anni '60 c'era bisogno di mettere a conoscenza gli americani di certi episodi in maniera delicata - non per questo priva di condanna, certo - oggi invece ne siamo più lontani e per questo magari alla ricerca di un approccio più storicistico.

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  • 4

    Mattatoio n° 5 o La crociata dei Bambini è un romanzo di Kurt Vonnegut del 1969. Il libro è una testimonianza dell'autore sulla sua prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale e sul ...continue

    Mattatoio n° 5 o La crociata dei Bambini è un romanzo di Kurt Vonnegut del 1969. Il libro è una testimonianza dell'autore sulla sua prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale e sul bombardamento di Dresda. Mattatoio n. 5 è considerato un'opera-chiave del pacifismo moderno e un racconto sul valore effimero dell'esistenza. Il sottotitolo (La crociata dei bambini) non si riferisce solo alla famosa Crociata dei Bambini del 1213, ma alla guerra stessa, in cui uomini anziani decidono di far la guerra mandando dei "bambini" a morire al posto loro. Per una decina di giorni, verso la fine della Seconda guerra mondiale, Kurt Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all’aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c’era un’ondulata distesa di macerie coperta da un numero incalcolabile di morti. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile, la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell’uomo. "Prenda la vita momento per momento" dice a Billy Pilgrim l’ultraterrestre che un bel giorno d’estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d’ambra". Un bel libro, che a volte però eccede; Billy mi sembra proprio un ragazzo sfortunato, e nella famiglia d’origine e in quello che dovrà subire lungo tutta la narrazione. Ho pensato in alcuni punti che l’autore ha voluto volutamente estremizzare – al di là dell’eccidio storico realmente accaduto e rielaborato con sapienza – l ‘incontro con i Tralfamadoriani una sorta di esseri alieni che vivono in un mondo in cui la concezione del tempo è diversa, e che in realtà non sia stato altro che un espediente dell’autore per ammonire il comportamento umano. Da leggere, inoltre, ne è stato fatto anche un adattamento cinematografico nel 1972 diretto da George Roy Hill che sicuramente guarderò.

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  • 3

    Così va la vita

    Una pagina di storia terribile, narrata da un superstite che ha vissuto i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un bilancio devastante che conta 135.000 vittime e la polverizzazione della ...continue

    Una pagina di storia terribile, narrata da un superstite che ha vissuto i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Un bilancio devastante che conta 135.000 vittime e la polverizzazione della città di Dresda, paragonata a un paesaggio lunare fatto soltanto di minerali. L'appiglio per sopravvivere alla disumana realtà è rifugiarsi nella fantasia con straordinaria intelligenza ed ironia, elementi che hanno fatto di questa lacerante esperienza autobiografica un baluardo dell'antimilitarismo. Così va la vita..

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  • 4

    MASSACRO A DRESDA… “COSI’ E’ LA VITA”!

    Schizofrenici salti temporali e rapimenti alieni per poi culminare nel bombardamento di Dresda del febbraio 1945. Queste sono le parole che mi sembrano più appropriate da utilizzare per sintetizzare ...continue

    Schizofrenici salti temporali e rapimenti alieni per poi culminare nel bombardamento di Dresda del febbraio 1945. Queste sono le parole che mi sembrano più appropriate da utilizzare per sintetizzare al meglio i contenuti di questo bel libro di Kurt Vonnegut. Infatti, la voce narrante di questa storia è quella di un reduce di quell’avvenimento che si verificò sul finire della seconda guerra mondiale. Essa, a sua volta, ci narra la storia di Billy Pilgrim e dei suoi salti temporali e di come gli alieni del pianeta Tralfamadore lo indottrinarono sul loro modo di percepire il tempo. Proprio su quest’ultimo argomento, per quello che mi riguarda, Vonnegut ci da uno spunto interessante; ovvero: questi alieni percepiscono gli avvenimenti spazio-temporali non come semplicemente in successione fra di loro ma come eternamente presenti. Per cui se un soggetto muore, lo fa solo in apparenza poiché “quando un tralfamadoriano vede un cadavere, l’unica cosa che pensa è che il morto, in quel momento è in cattive condizioni, ma che la stessa persona sta benissimo in un gran numero di altri momenti” (p. 33). Una visione, questa, che Vonnegut attribuisce agli alieni, e che, in realtà, era presente già nella filosofia di Parmenide, di recente riattualizzata da Emanuele Severino. E allora cosa altro aggiungere: “oggi anch’io, quando sento dire che è morto qualcuno, alzo le spalle e dico ciò che i tralfamadoriani dicono dei morti, e cioè: ‘Così è la vita’” (p. 33).

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