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Slow Economy

Rinascere con saggezza

By Federico Rampini

(284)

| Paperback | 9788804593683

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Book Description

«A Manhattan i primi apparvero anni fa, ma all'inizio erano solo una curiosità, una stravaganza, un esotismo per turisti. I rickshaw o risciò, le carrozzine trainate da un uomo a piedi o che pedala su una bicicletta, sono da due secoli un elemento fisso nel paesaggio urbano in Estremo Oriente, da HaContinue

«A Manhattan i primi apparvero anni fa, ma all'inizio erano solo una curiosità, una stravaganza, un esotismo per turisti. I rickshaw o risciò, le carrozzine trainate da un uomo a piedi o che pedala su una bicicletta, sono da due secoli un elemento fisso nel paesaggio urbano in Estremo Oriente, da Hanoi a Pechino. In Asia furono a lungo un simbolo di sfruttamento e oppressione. Ma a New York il loro numero cresce a vista d'occhio e non evocano certo sofferenza fisica: i guidatori di risciò americani sono giovanotti ' e spesso anche ragazze ' muscolosi e abbronzati. È un impiego part-time che attira gli studenti in un mercato del lavoro stremato dalla recessione. Nella bella stagione all'aria aperta stanno meglio loro dei poveri tassisti intrappolati nella lamiera. Quando iniziano le piogge e il traffico impazzisce, il conducente di risciò indossa impermeabile giallo e galosce, allarga il tettuccio di plastica, e trasforma il suo veicolo in un mezzo ancora più competitivo per chi ha fretta. Nella giungla d'asfalto il risciò supera le auto, s'infila in mezzo alle corsie, prende le scorciatoie. Emissioni di CO2: zero. Inquinamento acustico: zero, i risciò hanno un campanello da bicicletta, il rumore massimo che producono è l'ansimare del conducente che pedala. È un esempio fra tanti di 'consumo frugale' che ci viene dall'Asia.» Dopo la grande recessione che ha colpito il mondo intero, l'Occidente si trova a fare i conti con un modello di crescita rivelatosi fallimentare, centrato sulla corsa al consumo e sull'indebitamento, che ha precipitato i cittadini nel caos e nella paura. Ma se a vacillare è un intero modello di vita, l'Occidente può forse cogliere un'opportunità di salvezza guardando a Oriente: a Paesi tornati a essere interlocutori imprescindibili, in primo luogo Cina e India, ma non solo. È qui che entra in gioco la Slow Economy: la via a uno sviluppo diffuso e sostenibile. Volgendo sempre lo sguardo a una millenaria saggezza orientale fatta anche di risparmio e frugalità. Federico Rampini ripercorre i luoghi e le storie in cui Occidente e Oriente si sono lasciati contagiare reciprocamente, in un avvincente viaggio nella memoria e nel futuro. Un cammino intrapreso per avvicinarci a popoli e luoghi tanto remoti e allo stesso tempo un tentativo di trarre da loro qualche suggerimento che ci aiuti a trasformare l'uscita dalla crisi in una autentica rinascita. Come la preziosa lezione del Bhutan, piccolo Stato appollaiato sulle cime dell'Himalaya, che sembra aver trovato un misuratore di benessere «alternativo» rispetto al PIL, il FIL: la Felicità interna lorda.

Critics

  • Slow Economy

    La presentazione e le recensioni di Slow Economy, saggio di Federico Rampini edito da Mondadori. "A Manhattan i primi apparvero anni fa, ma all'inizio erano solo una curiosità, una stravaganza, un esotismo per turisti. I rickshaw o risciò, le carrozz ... (read full critics)

    Qlibri published on Mon, 29 Nov 2010

5 Reviews

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  • 1 person find this helpful

    In my opinion, Rampini wrote better books, nevertheless, every time I finish one of them, a strong desire of traveling to the countries described in his books, takes over on me.

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    Joe Asakura said on Jan 6, 2010 | Add your feedback

  • Temo che Rampini sia così quotato da sopravvalutare ogni suo libro. Lo stile si "slow economy" è scorrevole ed in generale è una somma di piacevoli aneddoti derivati probabilmente dall'esperienza diretta di Rampini. Ma il problema è proprio questo: il titolo SLOW ECONOMY trova riscontro solo nell'in ... (continue)

    Temo che Rampini sia così quotato da sopravvalutare ogni suo libro. Lo stile si "slow economy" è scorrevole ed in generale è una somma di piacevoli aneddoti derivati probabilmente dall'esperienza diretta di Rampini. Ma il problema è proprio questo: il titolo SLOW ECONOMY trova riscontro solo nell'intoduzione, in cui ci viene raccontato che negli USA sono messi male (aumento dei corsi di cucito).
    Poi veniamo a sapere delle cure sanitarie ai bambini cambogiani, della guerra civile in Vietnam, degli islamici cinesi, del turismo in Tibet, delle donne indiane stressate, ma non si capisce tutto questo cosa c'entri con il titolo del libro, del quale si perde immediatamente il filo logico.
    La conclusione poi non c'è e pare che Rampini concluda dicendo: sta andando tutto a rotoli e non ci resta che "sperare" che qualcosa cambi.
    Concludendo possiamo dire che è un diario, ed anche interessante; ma si ha la sensazione che sia stato "messo insieme" per ragioni editoriali di cassa...

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    Mr Dave said on Jan 23, 2012 | Add your feedback

  • Ingannevole:

    D'accordo con le recensioni che mi anticipano: introduzione, primo capitolo e conclusione hanno spunti interessanti. Nel mezzo poco pensiero, molta informazione messa insieme a casaccio per far volume e un ritratto dell'Oriente che non fa capire in cosa dovremmo imparare. Anche lo spunto di introdur ... (continue)

    D'accordo con le recensioni che mi anticipano: introduzione, primo capitolo e conclusione hanno spunti interessanti. Nel mezzo poco pensiero, molta informazione messa insieme a casaccio per far volume e un ritratto dell'Oriente che non fa capire in cosa dovremmo imparare. Anche lo spunto di introdurre nuove metriche oltre al PIL per misurare il benessere viene lasciato un po' in sospeso. Peccato.

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    Alessandro Longoni said on Jan 10, 2012 | Add your feedback

  • Tutto quello che potreste aspettarvi e che non arriva...

    Il libro si intitola Slow Economy, sottotitolo Rinascere con saggezza, a cui si aggiunge la frase presente in copertina "Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall'Oriente", ma se aderite a quanto proclamato non troverete, nel libro, ciò che cercate. Per quanto riguarda l'Oriente, infat ... (continue)

    Il libro si intitola Slow Economy, sottotitolo Rinascere con saggezza, a cui si aggiunge la frase presente in copertina "Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall'Oriente", ma se aderite a quanto proclamato non troverete, nel libro, ciò che cercate. Per quanto riguarda l'Oriente, infatti, a parte un breve cenno all'inizio all'attenzione dei singoli cinesi al consumo responsabile, Rampini mette proprio in evidenza contrasti, conflitti e controsensi in Cina, India ma anche nell'Occidente. È proprio questo lo strano del libro, critico nei riguardi dei consumi e dell'inquinamento nella corsa alla potenza economica di quello che aveva in precendenza definito come l'impero di Cindia (Cina+India).
    In realtà, è come leggere una serie di riflessioni, apparentemente slegate, su Cina, India, Stati Uniti ed Europa da parte di chi ha vissuto queste realtà da vicino. Ricaverete informazioni interessanti sul passato e sul fututo della Cina, dei suoi rapporti con l'Occidente europeo, sulla Cambogia, sul Vietnam, sull'India, ricavandone anche un discreto numero di indicazioni bibliografiche interessanti e luce su figure uncihe a noi ignote, come Murlidhar Devidas Amte (http://www.giornaledelticino.ch/5940/ramtha-la-luce-murlidhar-devidas-amte-il-santo-degli-%E2%80%9Cintoccabili%E2%80%9D) e il dottor Beat Richner, sorta di Gino Strada sveìizzero per la Cambogia (http://www.beatocello.com/). Con la conclusione che col prevalere economico dell'Oriente asiatico bisogna farci i conti, imparare a conviverci e farcene una ragione, dato che così è e così e giusto che sia, visto anche il passato glorioso dei paesi di cui si parla, accettare questi corsi e ricorsi storici. Di sicuro, si evince il suggerimento di una possibile alleanza Oriente-Occidente per uno sviluppo che sia veramente sostenibile, magari attraverso joint venture per la ricerca sulle fonti energetiche alternative, in cui la vecchia Europa è avanti ma non ha abbastanza risorse economiche, in opposizione agli Stati Uniti, ancora "spreconi" e consumisti all'inverosimile.
    Insomma, il pregio è di essere scorrevolissimo e denso, per quanto disorganico all'apparenza.
    Da leggere, tanto lo si "fuma" in un "fiat".

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    Nina said on Jan 6, 2012 | 1 feedback

  • Uno sguardo sulle moderne civiltà dell'estremo oriente, come vissute dall'inviato di "Repubblica" a Pechino. A volte un poco ripetitivo, ma in complesso godibile.

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    Rouge2507 said on Mar 15, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (284)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 196 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8804593687
  • ISBN-13: 9788804593683
  • Publisher: A. Mondadori (Strade blu. Non fiction)
  • Pub date: Jan 01, 2009
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