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Slow economy

Rinascere con saggezza

Di

Editore: A. Mondadori (Piccola Biblioteca Oscar)

3.4
(332)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 196 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804601183 | Isbn-13: 9788804601180 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Non-fiction , Social Science

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Descrizione del libro
Federico Rampini ci racconta, in un viaggio attraverso tre continenti e decine di città, quale forma sta per prendere il nostro futuro. Abbiamo di fronte a noi una lenta e inesorabile rivoluzione verde che ci porterà a produrre e a consumare in modo più consapevole; si percepisce nei comportamenti dei governanti e degli elettori il desiderio di un "Neo-socialismo" che spinga gli stati ad assumere iniziative politiche più ponderate e attente alla qualità dei servizi, del welfare e della vita in generale. Insomma, secondo Rampini si va profilando la rivoluzione tranquilla della "Slow Economy": un nuovo modello di sviluppo dove la crescita a ogni costo non sarà più la prima preoccupazione delle nostre società. Un modello di sviluppo in cui, come in una sorta di "Slow food" esteso a ogni aspetto della vita, ritroveremo tutti insieme un nuovo (e antico nello stesso tempo) equilibrio con il nostro ambiente lavorativo, naturale e sociale.
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  • 4

    Molto interessante,un viaggio affascinante e ricco di spunti su personaggi ed eventi storici che talvolta tendiamo a dimenticare. Purtroppo il titolo suggerisce altre aspettative:il discorso sulla slow economy viene solo accennato all'inizio e alla fine del libro.il resto è un'indagine socio ...continua

    Molto interessante,un viaggio affascinante e ricco di spunti su personaggi ed eventi storici che talvolta tendiamo a dimenticare. Purtroppo il titolo suggerisce altre aspettative:il discorso sulla slow economy viene solo accennato all'inizio e alla fine del libro.il resto è un'indagine socio-economico-politica principalmente sulla Cina e l'India.Per la serie non si finisce mai di imparare,lo consiglio comunque.

    ha scritto il 

  • 0

    ”Il nostro ottimismo vi contagerà”, un incentivo forte per affrontare tutte le avversità del momento e per guardare ad un futuro di equa condivisione, niente male anche per 'noi occidentali', se solo riuscissimo a pensare come coloro che, credendo ancora in valori importanti, non vogliono ...continua

    ”Il nostro ottimismo vi contagerà”, un incentivo forte per affrontare tutte le avversità del momento e per guardare ad un futuro di equa condivisione, niente male anche per 'noi occidentali', se solo riuscissimo a pensare come coloro che, credendo ancora in valori importanti, non vogliono darsi per vinti ed affrontano il futuro con coraggio e partecipazione, una lezione di 'saggezza orientale' per tutti noi che, azzerando i nostri valori etici e culturali, trascuriamo proprio questo aspetto dell’esistenza. Forse questa ventata positiva è il miglior viatico per affrontare il grande tema della 'Slow Economy' così ben analizzato da Rampini, un osservatore privilegiato, visto il suo lungo peregrinare, si fa per dire, dall' occidente all'oriente dopo aver lasciato l'Europa, lavorando in aree con culture più o meno recenti e in quelle con storie millenarie, non per nulla egli afferma: ”E così questo libro nasce come un viaggio nella memoria e nel futuro”. Modestia, umiltà, ottimismo, allegria e qualche 'parvenza' di libertà sono valori che possono ottenere risultati ben diversi da quelli raggiunti dall’arroganza, dalla presunzione e dall'egoismo che hanno dato rilevanza a beni materiali, impoverendo lo spirito oltre che il portafoglio, trascurando la cultura del vivere facendo tesoro delle conquiste lente e rispettose di un’economia che non dà nulla per nulla. È la ‘cultura del Cheap’ quella che, necessariamente, deve essere riscoperta dopo che per secoli è stata sacrificata in nome dello sviluppo ad ogni costo, trascurando quello ‘sviluppo sostenibile’ anzi ‘ecosostenibile’ che ora viene tanto corteggiato per restituire valore alla ‘qualità’ più che alla ‘quantità’, progetto altamente utopistico, se si considerano le attuali politiche economiche e la mancanza di decisioni condivise per il raggiungimento di un bene comune e universale. Le barriere culturali possono e devono essere superate soprattutto da quelle "nuove generazioni poliglotte esposte alla circolazione di idee e informazioni" per le quali il messaggio della Slow Economy puó rivelarsi un'attraente e fruttuosa modalità di recupero e di trasmissione dei valori essenziali del vivere, del crescere e del progredire nel rispetto di tutte le culture.

    " Imparare l'utile dall'Occidente, l'essenza dalla Cina".

    ha scritto il 

  • 4

    Una visione dell'Oriente

    Un libro ricco che permette una visione diversa dell'Oriente e delle dinamiche economiche globali. La scrittura di Federico Rampini è poi qualcosa che da sola ti arricchisce.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro molto interessante,anche se gia' datato. Interessante nonostante non mantenga cio' che viene promesso nel titolo e nell'introduzione (Slow economy).
    Il libro e', piu'che altro, una raccolta eterogenea di pensieri sulle nazioni orientali che si susseguono senza un filo logico.
    Ripeto: molto ...continua

    Libro molto interessante,anche se gia' datato. Interessante nonostante non mantenga cio' che viene promesso nel titolo e nell'introduzione (Slow economy). Il libro e', piu'che altro, una raccolta eterogenea di pensieri sulle nazioni orientali che si susseguono senza un filo logico. Ripeto: molto interessante, ma se qualcuno si aspettava un trattato sulla 'slow economy' rimarra' ampiamete deluso.

    ha scritto il 

  • 4

    E' un discreto libro che parla delle nuove economie dalla Cina all'India, agli Stati Uniti. Cenni storici dello sviluppo "globale" ed una riflessione generale sul fatto che la Cina, vista in antitesi a salvaguardia dell'ambiente si sta comportando in realtà come le altre nazioni solo che l'hanno ...continua

    E' un discreto libro che parla delle nuove economie dalla Cina all'India, agli Stati Uniti. Cenni storici dello sviluppo "globale" ed una riflessione generale sul fatto che la Cina, vista in antitesi a salvaguardia dell'ambiente si sta comportando in realtà come le altre nazioni solo che l'hanno fatto cinquat'anni fa. Esco dalla lettura di questo libro con l'idea che spetta ciasuno di noi fare della nostra terra un"giardino" cercando di usare e nn di sfruttare le risorse che abbiamo. mi vene da pensare che slow economi può stare anche ad indicare che se non vogliamo usare "gli utlimi" modelli della tecnologia (che la corsa al "nuovo") c'impone occorre rallentare (penso a pc più lenti perchè "obsoleti"... o a telefonini che semplicemente "telefonano"... o al farci le cose in casa vedi una pizza, piuttosto che coltivare sul balcone piantine di pomodori, tanto per fare qualche sempio). In fondo avere tutto e subito è una comodità il cui prezzo però lo sta pagando il mondo qui si in termini globali perchè l'inquinamento è un problema che sta riguardando tutti i maggiori paesi produttori di ricchezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Fuori tema

    Speravo di leggere veramente un libro sulla Slow Economy, un'alternativa all'attuale sistema economico, che ormai è andato in crack... invece Rampini non mantiene ciò che promette nel titolo e nelle prime pagine del libro. Alla fine il libro diventa solo un'interessante (ma fuori tema) dissertazi ...continua

    Speravo di leggere veramente un libro sulla Slow Economy, un'alternativa all'attuale sistema economico, che ormai è andato in crack... invece Rampini non mantiene ciò che promette nel titolo e nelle prime pagine del libro. Alla fine il libro diventa solo un'interessante (ma fuori tema) dissertazione sulla Cina e l'India. Gli ho dato la terza stella solo perchè ho imparato un paio di cose sui cinesi e gli indiani che ignoravo. Per il resto... finito il libro ho pensato di rileggere le prime pagine, perchè forse mi ero persa io qualcosa... invece no, chi si è perso è stato Rampini.

    ha scritto il 

  • 2

    Temo che Rampini sia così quotato da far sopravvalutare ogni suo libro. Lo stile si "slow economy" è scorrevole ed in generale è una somma di piacevoli aneddoti derivati probabilmente dall'esperienza diretta di Rampini. Ma il problema è proprio questo: il titolo SLOW ECONOMY trova riscontro solo ...continua

    Temo che Rampini sia così quotato da far sopravvalutare ogni suo libro. Lo stile si "slow economy" è scorrevole ed in generale è una somma di piacevoli aneddoti derivati probabilmente dall'esperienza diretta di Rampini. Ma il problema è proprio questo: il titolo SLOW ECONOMY trova riscontro solo nell'intoduzione, in cui ci viene raccontato che negli USA sono messi male (aumento dei corsi di cucito). Poi veniamo a sapere delle cure sanitarie ai bambini cambogiani, della guerra civile in Vietnam, degli islamici cinesi, del turismo in Tibet, delle donne indiane stressate, ma non si capisce tutto questo cosa c'entri con il titolo del libro, del quale si perde immediatamente il filo logico. La conclusione poi non c'è e pare che Rampini concluda dicendo: sta andando tutto a rotoli e non ci resta che "sperare" che qualcosa cambi. Concludendo possiamo dire che è un diario, ed anche interessante; ma si ha la sensazione che sia stato "messo insieme" per ragioni editoriali di cassa...

    ha scritto il 

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