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Smart mobs

Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura

Di

Editore: Cortina Raffaello

4.0
(54)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Altri

Isbn-10: 8870788415 | Isbn-13: 9788870788419 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Rossi

Genere: Computer & Technology , Social Science

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Descrizione del libro
Da sempre la tecnologia ha distrutto vecchie alleanze per crearne delle nuove.Così è stato anche per l'accoppiamento tra informatica e telematica. È già incorso la rivoluzione sociale che questo accoppiamento ha prodotto e che forsecostituirà l'evento più rilevante del nuovo millennio. Rheingold non soloricostruisce questo nuovo rinascimento delle tecniche di comunicazione maindividua i rischi di "anime colonizzate" dall'invadenza dei nuovi media. Ingioco è la possibilità di andare oltre la "folla solitaria" per avere nuovemoltitudini a un tempo accorte, agili, connesse, le "smart mobs" cui allude iltitolo, capaci di andare oltre massificazione e isolamento per una maggiorecooperazione tra esseri umani.
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  • 3

    Visioni lucide di un futuro prossimo

    In questo interessante testo di ormai qualche anno fa si affrontano vari temi intrinsecamente legati ad uno stesso fil rouge che li lega: le tecnologie smart in tutte le loro declinazioni. Le ...continua

    In questo interessante testo di ormai qualche anno fa si affrontano vari temi intrinsecamente legati ad uno stesso fil rouge che li lega: le tecnologie smart in tutte le loro declinazioni. Le tecnologie mobili, quelle indossabili, quelle pervasive in molte varianti:smart rooms oppure addirittura polverizzate nell’aria. Si parla di come tutte queste tecnologie cambiano l’uomo: cosa potrà fare in futuro e come potrà farlo. Ma soprattutto come con la caduta verticale del valore commerciale del microchip sia possibile digitalizzare ed automatizzare vaste aree dell’esistenza, con ricadute sia positive che negative. E’ difficile riassumere 300 pagine in poche parole perciò accennerò solo ai temi fondamentali. Chi leggerà questo libro avrà utili informazioni sulla connettività, sulla proliferazione di quest’ultima attraverso vie aeree (Wi-fi et similia), sulle evoluzioni della tecnologia e sulle sue possibilità. Imparerà come cambierà la vita attraverso l’uso di strumenti sempre più piccoli, attenti alle nostre esigenze ed interconnessi fra loro. Come queste reti di comunicazione, anche estemporanee e create al momento ad hoc, possono essere un nuovo capitolo per la socialità: iniziative sociali, giochi, informazione “dal basso”. Come la cooperazione può ottenere grandi risultati attraverso il modello del calcolo distribuito. Come le abitudini sociali dei giovani abituati alla tecnologia cambiano e rivelano una nuova concezione di partecipazione. Come si possa utilizzare la tecnologia per sviluppare comunità ben gestite ed in cui il bene condiviso non venga ipersfruttato da pochi a danno di molti. Come si è tentato di trasferire in un “limbo” dove vivono milioni di persone - Internet - un metodo di autoregolazione caratteristico delle piccole comunità: la reputazione. Come la tecnologia personale possa essere declinata in versione “assistenziale” o “aumentazionale” rispetto al “cliente uomo”. Ma soprattutto questo libro introduce importanti suggerimenti ed indicazioni su come sbagliamo nella concezione moderna di tecnologia: non è soltanto questione di come utilizzarla, ma di come essa trasforma noi e le nostre vite, quindi di quanto cambiamo NOI stessi. E dalla critica alla tecnologia e dai pericoli insiti nella sua esistenza dovremmo estarre un messaggio costruttivo e positivo, anche se latore di una terribile responsabilità: che sta a noi non adattarci passivamente a ciò che creiamo, ma a capire anche quando e cosa tenere fuori dalla digitalizzazione del mondo. Perchè ci sono cose che una macchina non potrà mai afferrare. PS dite però ai traduttori che "zumare" per "zoom" è proprio pessimo

    ha scritto il 

  • 0

    La tecnologia che connette la folla

    Qualche anno fa, quando questo libro apparve negli Stati Uniti, gli Smart Mobs erano gli altri, una specie ancora di là da apparire. Adesso siamo più o meno tutti noi, sempre alle prese con le foto ...continua

    Qualche anno fa, quando questo libro apparve negli Stati Uniti, gli Smart Mobs erano gli altri, una specie ancora di là da apparire. Adesso siamo più o meno tutti noi, sempre alle prese con le foto da scattare con il telefonino, la posta elettronica da controllare nelle situazioni più impensate, la connessione Internet che ci segue ovunque grazie al collegamento wi-fi.

    Sì, perché la rivoluzione prossima ventura – e ormai in gran parte realizzata – riguarda proprio l’affermarsi delle tecnologie senza fili, che rendono più smart (brillante, rapido, capace) non solo lo strumento, ma anche chi lo utilizza. Una riflessione niente affatto datata, che conferma l’intuito umanistico dell’autore del memorabile Comunità virtuali.

    ha scritto il 

  • 4

    Minority Report è già qui

    Un Governo popolare senza informazione popolare,
    o che non offre i mezzi per acquisirla,
    è solo il prologo di una farsa o di una tragedia;
    o forse di tutte e due.
    La conoscenza prevarrà sempre ...continua

    Un Governo popolare senza informazione popolare,
    o che non offre i mezzi per acquisirla,
    è solo il prologo di una farsa o di una tragedia;
    o forse di tutte e due.
    La conoscenza prevarrà sempre sull'ignoranza;
    e un popolo che vuole governare se stesso
    deve armarsi con il potere offerto dalla conoscenza.

    James Madison - lettera a W.T.Barry, 4 agosto 1822

    http://www.jmu.edu/madison/center/main_pages/madison_archives/
    sources/hardcopy.htm#Madison1865

    Quando avete visto il film con Tom Cuise avrete (quasi) sicuramente pensato: "beh! è proprio un film di fantascienza!". Ma siete davvero sicuri che sia così?
    A leggere l'ultima fatica letteraria di Howard Rheingold, sembrerebbe proprio di no.

    Ma andiamo con ordine. Innanzi tutto, chi è Howard Rehingold? è un giornalista/scrittore americano, appassionato di nuove tecnologie, che si è buttato nel mondo virtuale fin quasi dagli inizi, cofondando e partecipando ad una delle più grandi, e vecchie, virtual community nel mondo: the "Well". All'epoca Well non era ancora su Internet, utilizzava un sistema fidolike (BBS, Bullettin Board System) per la messaggistica pubblica (aree echomail) e privata (matrix message), gli equivalenti dei protocolli internet UUCP (usenet) e pop3/smtp (email).

    Dall'esperienza acquisita con la frequentazione di Well, Rheingold scrisse agli inizi degli anni '90 il suo primo libro, oggi un vero e proprio best seller del suo genere: Le comunità virtuali. La domanda di partenza di Rehingold era molto semplice: come si modificano le interazioni sociali attraverso l'uso delle nuove tecnologie, in particolare le reti informatiche (internet e bbs) ?

    Acuto osservatore dei nuovi fenomeni tecno-sociologici (passatemi il termine), a distanza di oltre dieci anni dal suo primo libro, eccolo di nuovo in giro per il mondo a porsi altre domande cercando nuove risposte.

    Già, perchè dovete sapere che Rehingold, da buon "antropologo virtuale" non si accontenta di osservare taluni fenomeni all'interno di una determinata società, con la sua storia e la sua cultura, ma cerca continuamente e costantemente paragoni con società/culture altre; ed eccolo quindi in Giappone, in nord-europa, nel sudest asiatico, ai quattro angoli del nordamerica.

    Nel suo primo libro egli aveva "profetizzato" grandi cambiamenti socioculturali grazie all'avvento dei computer e soprattutto di Internet; grande è stata la sua sorpresa quando si è trovato a rilevare che - prima ancora di questi due strumenti - la vera "rivoluzione" dell'ultimo decennio sono le "smart mobs".

    Cosa si intende con questo termine? Tecnicamente sta per "telefoni cellulari intelligenti", ma Rehingold lo usa soprattutto per definire un altro concetto, ovvero "folla, moltitudine, banda intelligente", riferendosi cioè agli effetti dell'uso di questi strumenti sulle comunità umane.

    Perchè si è verificato questo, oserei quasi dire, "salto tecnologico generazionale"? per la concomitanza di diversi fattori, la cui connessione (alle volte casuale, altre volte voluta) ha permesso lo sviluppo di tecnologie, quali
    - il gps, che permette di rilevare un oggetto in ogni angolo della terra, oggi con un margine di errore ridottissimo;
    - la tecnologia senza fili, il famoso 802.11b (meglio conosciuta come wireless, o wi-fi), la banda di frequenza che permette a due strumenti di interfacciarsi e comunicare tra loro senza bisogno di cavi di collegamento;
    o impianti teorici come
    - la teoria dei giochi (confronto tra i cd "giochi a somma zero" con i cd "giochi a somma non zero", con i modelli di gioco quali "il dilemma del detenuto", o "i polli");
    - le leggi di Sarnoff (il valore delle reti è proporzionale al numero degli ascoltatori e degli spettatori), Moore (il numero degli elementi che si possono inserire nello stesso spazio di un microchip raddoppia di anno in anno), Metcalfe (il numero tra potenziali collegamenti tra nodi aumenta più rapidamente dei nodi stessi), Reed (il valore delle reti non cresce proporzionalmente al quadrato degli utenti, come descritto dalla legge di Metcalfe, ma in modo esponenziale).

    Gran parte di queste tecnologie, e di questi studi teorici, derivano direttamente dai centri di ricerca militare o delle grandi industrie (Moore era ingegnere dell'IBM, Metcalfe inventò la scheda ethernet e fondò la 3com, etc) ma, come per il protocollo TCP/IP (elemento fondante di Internet, inventato dall'agenzia militare americana Arpanet) "il figlio si ribella al padre" (per citare una frase del libro "telematica per la pace" di AssociazionePeaceLink); da queste teorie e tecnologie nascono dunque le comunità i-mode della "Txt-Generation" (la generazione dei messaggini sms), le culture cyborg (umani, ricercatori che vivono con computer "indossabili" , o processori inseriti in talune parti del loro corpo, filtrando il reale attraverso il virtuale), i computer "invasivi" (cartelloni pubblicitari in grado di cogliere elementi informativi di chi li sta osservando ed adeguare il messaggio pubblicitario all'osservatore), realtà virtuali che si sovrappongo al reale (palmari che si "interfacciano" con oggetti di mobilio in una stanza, dove è possibile lasciare messaggi "appesi" quasi fossero post-it virtuali), e via dicendo ...

    Ma tutta questa tecnologia pervasiva, invasiva, sovrapposta al reale e viceversa, pone all'autore una serie di grossi interrogativi:

    - la privacy. chi controlla cosa? il cittadino è al corrente che, prendendo un certo prodotto dallo scaffale di un supermercato, invia alla ditta produttrice una serie di informazioni? e quali? (RFID, un microchip attualmente in uso sperimentale che presto sostituirà l'attuale codice a barre)

    - i cyberdiritti. la tecnologia 802.11b attualmente (tecnologicamente parlando) non è sicura, anzi è *strutturalmente* debole. Così come la "killer application" del 2000, la tecnologia P2P (peer-to-peer), sta ponendo una serie di problemi politico/legali - soprattutto in merito ai diritti d'autore. Tutti questi problemi porteranno ad uno sviluppo/innovazione tecnologica, migliorando l'esistente, o continuerà una repressione legale, come attualmente sta accadendo (ad esempio con il Digital Millennium Act, o peggio con quanto sta cercando di realizzare Jack Valenti in America?)

    - (utilizzando il titolo di un capitolo del libro) Panopticon sempre attivo ... o amplificatore della cooperazione?
    Internet è, per sua definizione, anarchica. Non nel senso politico del termine, benì nel senso tecnico. Eppure qualcosa sta cambiando nella geografia della Rete; dove han fallito i militari prima ed i politici poi, sta riuscendo il business. Gli spazi di libertà e di cooperazione sono sempre più ristretti, le industrie investono in infrastrutture cercando in tutti i modi (legali prima, tecnici poi) di impedire il libero flusso "many to many", tipico del protocollo TCP/IP, e al tempo stesso aumenta la richiesta di controllo, di sicurezza, di restrizioni, con nuovi "allarmi sociali". Ma la Txt-Generation ha già dimostrato come utilizzare al meglio le nuove tecnologie: alcuni anni fa Estrada, presidente delle Filippine, fu cacciato a furor di popolo dai cittadini autoconvocatisi in piazza attraverso gli sms. Non molto tempo fa abbiamo avuto un secondo esempio in Spagna.

    338 pagine da leggere tutte d'un fiato, seguendo Rehingold atraverso i suoi viaggi nel mondo, parlando con studiosi, ricercatori, socialogi, psicologi sociali, tecnici, cyborg, giovani giapponesi o finlandesi, assistendo a esperimenti tecnici e/o sociologici, ponendosi (e facendo porre il lettore) sempre con quello "sguardo ingenuo" da acuto osservatore qual è.

    ha scritto il