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Smiley's People

By

Publisher: Pan Macmillan

4.1
(276)

Language:English | Number of Pages: 334 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Spanish , French , Dutch , Portuguese

Isbn-10: 0330262726 | Isbn-13: 9780330262729 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Mass Market Paperback , Audio Cassette , Hardcover , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description

John le Carré's classic novels deftly navigate readers through the intricate shadow worlds of international espionage with unsurpassed skill and knowledge and have earned him -- and his hero, British Secret Service agent George Smiley -- unprecedented worldwide acclaim.

Rounding off his astonishing vision of a clandestine world, master storyteller le Carré perfects his art in Smiley's People.

In London at dead of night, George Smiley, sometime acting Chief of the Circus (aka the British Secret Service), is summoned from his lonely bed by news of the murder of an ex-agent. Lured back to active service, Smiley skillfully maneuvers his people -- "the no-men of no-man's land" -- into crisscrossing Paris, London, Germany, and Switzerland as he prepares for his own final, inevitable duel on the Berlin border with his Soviet counterpart and archenemy, Karla.

Sorting by
  • 4

    讀勒卡雷的書 好似看一部黑白慢動作的電影 景物與人物的動作都有不同的氛圍
    尤其面對重大轉折點的時候 更是讓人屏息讀著緩慢流過的文字
    很享受這樣的閱讀經驗

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Una vittoria amara

    Mi sono lasciata totalmente assorbire dall'universo di questo libro; bisogna dire che l'ho letto nel momento giusto.
    La mia empatia e l' immedesimazione nel personaggio di George Smiley è stata quasi totale e tutto il romanzo è stato una lenta agonia in attesa della liberazione, che però ha ...continue

    Mi sono lasciata totalmente assorbire dall'universo di questo libro; bisogna dire che l'ho letto nel momento giusto.
    La mia empatia e l' immedesimazione nel personaggio di George Smiley è stata quasi totale e tutto il romanzo è stato una lenta agonia in attesa della liberazione, che però ha ben poco il sapore della rivincita e della vittoria.
    Questo non è un romanzo corale, George è quasi totalmente solo, non ha Peter Guillam ad aiutarlo (che compare solo nell'ultimissima parte): è un testa a testa con Karla, un ritorno nel passato, un continuo ricordare.
    La trama del romanzo è davvero molto lineare e facilmente seguibile (non si hanno i problemi presenti invece ne La talpa): inizialmente sono presentate varie situazioni che poi si appianano e confluiscono in una sola, tant'è vero che alla fine non dobbiamo più occuparci della Ostrakova, del Generale o di Otto Leipzing, ma solo di Smiley. Si tratta di una lunga, lenta e dolorosa discesa all'interno del personaggio, nel suo intimo. L'azione in questo romanzo è quasi totalmente assente e anche il grande nemico, la Nemesi di Smiley appare come non reale, Smiley combatte fino alla fine contro fantasmi, ombre; ci sono solo due omicidi a confermare che non si tratta di fantasia. La grande battaglia non è tra i buoni e i cattivi, ma all'interno dello stesso George Smiley: non rari sono i riferimenti ai fatti de La Talpa, a Bill Haydon, ai tradimenti di Ann. E, alla fine, quando Karla compare nell'ultima pagina, dimesso e piccolo, sconfitto per la sua unica debolezza, per il troppo amore, lo stesso Smiley capisce che non è poi troppo diverso da lui. Buoni e cattivi non sono termini assoluti, ma relativi. Karla è stato costretto ad arrendersi, ma al suo posto poteva esserci benissimo Smiley.
    Qual è stata la sua vittoria: consegnare un il SUO nemico agli uomini che non gli hanno mai creduto? Costringere un uomo a tradire i suoi ideali approfittando del suo affetto per la figlia?
    Sì, forse è stata una vittoria, ma di sicuro è stata amara.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Un po' in calo rispetto all'immenso precedente, nonostante il fenomenale capitolo con Connie Sachs (incredibile come un personaggio ben strutturato ti aiuti a scrivere), ma dopotutto la lotta ventennale tra Karla e Smiley vede qui stringersi e perdere opzioni alternative a ogni pagina.
    In o ...continue

    Un po' in calo rispetto all'immenso precedente, nonostante il fenomenale capitolo con Connie Sachs (incredibile come un personaggio ben strutturato ti aiuti a scrivere), ma dopotutto la lotta ventennale tra Karla e Smiley vede qui stringersi e perdere opzioni alternative a ogni pagina.
    In ogni caso, pur non sostituendo i corsi a Sarratt, è tecnicamente ineccepibile.

    Colonna sonora DiMeola McLaughlin DeLucia - friday night in San Francisco.

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  • 4

    Capolinea per Smiley

    Chissà se scrivendo “Chiamata per il morto” Le Carrè aveva già capito di avere in tasca gli elementi per una saga con pochi riscontri nella letteratura analoga di genere? Un conto è creare personaggi seriali come James Bond e sfruttarli in episodi più o meno indipendenti fra loro; tutt'altro è a ...continue

    Chissà se scrivendo “Chiamata per il morto” Le Carrè aveva già capito di avere in tasca gli elementi per una saga con pochi riscontri nella letteratura analoga di genere? Un conto è creare personaggi seriali come James Bond e sfruttarli in episodi più o meno indipendenti fra loro; tutt'altro è assumere il ruolo di mitografo e affrescare – con episodi distinti – un quadro coerente e circostanziato che, letto dall'inizio alla fine, ha una sua dimensione storica. Smiley (“è un nuovo eroe, così colto, così grasso, così malvestito e così mortalmente diverso”, strillava la prima edizione Feltrinelli al lancio di Chiamata per il morto, alla ricerca di un target ove incasellare questo “spione atipico”) è il trait d'union di questo disegno complessivo, che si rivela anche quando il nostro eroe è comprimario e, paradossalmente, perfino quando non c'è affatto. Tutti gli uomini di Smiley è in poche parole il capolinea di Smiley: alle puntate successive capire se con lui finirà la saga del Circus o se altri assumeranno il suo ruolo guida. Se con “La Talpa” si era entrati nel vivo dello scontro fra Smiley e Karla, qui ne leggiamo la conclusione. L'abominevole intermezzo fra i due episodi, l'Onorevole Scolaro, serve in sostanza solo ad allungare il brodo fornendo un pretesto per l'ennesima svolta filoamericana del Circus e l'altrettanto ennesima defenestrazione di Smiley, ma resta un pipparone di scarsa digeribilità. Con Smiley's people invece si ritorna ad una trama estremamente lineare, all'azione, alla logica concatenazione di fatti, alla suspence, alla mano felice del maestro. La traduzione ha ancora più che qualche pecca (il termine “cospicuo” vien usato a libito anche per significati a sproposito, ad esempio, ma almeno i “maestri d'ombra” tornano ad essere “lampionai” e con tanto di virgolette) tuttavia non scende al vero e proprio degrado verbale. Vien comunque da chiedersi cosa ha fatto Le Carrè agli italiani per essere così disinvoltamente e sistematicamente bastonato...

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  • 4

    Il terzo libro della Saga di Smaley.

    Altrettanto ben costruito, intrigante, spio-tecnicamente perfetto dei precedenti 'La spia che viene dal freddo ' e 'La Talpa', ti lascia col fiato sospeso fino alla fine, ma anche con un paio si sbadigli inutilmente repressi. Troppo innamorato del suo ex-mestiere di vera spia, Le Carré entra trop ...continue

    Altrettanto ben costruito, intrigante, spio-tecnicamente perfetto dei precedenti 'La spia che viene dal freddo ' e 'La Talpa', ti lascia col fiato sospeso fino alla fine, ma anche con un paio si sbadigli inutilmente repressi. Troppo innamorato del suo ex-mestiere di vera spia, Le Carré entra troppo in dettagli e ripetizioni di azioni che le vere spie devono fare, come per esempio sorvegliare una persona per mesi. Il libro ne soffre. Non tanto da non meritarsi le sue brave 4 stelle.

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