Snow

By

Publisher: Random House USA Inc

3.7
(1169)

Language: English | Number of Pages: 425 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , German , Portuguese , Swedish , Turkish , Dutch , Greek , Indonesian , Catalan

Isbn-10: 0375706860 | Isbn-13: 9780375706868 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Political , Religion & Spirituality

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Book Description
Dread, yearning, identity, intrigue, the lethal chemistry between secular doubt and Islamic fanaticism–these are the elements that Orhan Pamuk anneals in this masterful, disquieting novel. An exiled poet named Ka returns to Turkey and travels to the forlorn city of Kars. His ostensible purpose is to report on a wave of suicides among religious girls forbidden to wear their head-scarves. But Ka is also drawn by his memories of the radiant Ipek, now recently divorced. Amid blanketing snowfall and universal suspicion, Ka finds himself pursued by figures ranging from Ipek’s ex-husband to a charismatic terrorist. A lost gift returns with ecstatic suddenness. A theatrical evening climaxes in a massacre. And finding god may be the prelude to losing everything else. Touching, slyly comic, and humming with cerebral suspense, Snow is of immense relevance to our present moment.
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  • 4

    Un grande Pamuk ritmico e profetico

    Pamuk diverso dagli altri: Pamuk: nessuno può lamentare la presunta lentezza del ritmo narrativo, poiché si tratta di un romanzo incalzante, nonostante l'ossessiva, costante presenza della neve che at ...continue

    Pamuk diverso dagli altri: Pamuk: nessuno può lamentare la presunta lentezza del ritmo narrativo, poiché si tratta di un romanzo incalzante, nonostante l'ossessiva, costante presenza della neve che attutisce, senza spegnerli, gli eventi drammatici che si succedono senza tregua nella città frontaliera di Kars, facendo spiccare ancor più il sangue e le lacrime che scorrono ininterrottamente nella guerra civile tra integralisti e repubblicani divisi dall'odio nella Turchia di qualche decennio fa (il romanzo è stato scritto alla fine degli anni '90).
    Dunque un Pamuk profetico, per il lettore di oggi, che non può stupirsi per quanto sta accadendo in questi giorni a Ankara, alla luce dello scenario descritto in questo bellissimo libro, dai profili molteplici. Un libro che si presta a diversi livelli di lettura, ancorché i nodi fondamentali siano, in definitiva, le difficoltà incontrate dall'intellettuale-poeta (il protagonista Ka, alter ego dell'autore, pure presente sulla scena come testimone e poi come attore vero e proprio nel finale) nell'interpretare la realtà contemporanea e la sua assoluta inadeguatezza, ambiguità, paradossalmente "onesta", che finisce con lo scontentare entrambe le fazioni, dalle quali in fondo Ka è odiato senza riserve.
    Romanzo affascinante, onirico, ipnotico, indimenticabile, profetico.
    Secondo molti lettori, il più bello di Pamuk, un Nobel vero.

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  • 4

    Boule de Neige

    Questo libro è vero, reale, tangibile, ma in ogni momento hai la sensazione di camminare in una Boule de Neige. La neve è onnipresente, menzionata con lo stesso ritmo con cui cadono i fiocchi di neve ...continue

    Questo libro è vero, reale, tangibile, ma in ogni momento hai la sensazione di camminare in una Boule de Neige. La neve è onnipresente, menzionata con lo stesso ritmo con cui cadono i fiocchi di neve nella sfera. Si parla di politica, di una storia d'amore, della vita. Tutto sempre e comunque in una sfera di neve.

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  • 4

    Per amanti di Pamuk

    Altri recensori trovcano lo strile di Pamuk lento e non scorrevole.
    Forse questo non e' il libro piu' adatt per fare la conoscenza dell'autore, ma e' molto turco, molto malinconico.
    Bello! ...continue

    Altri recensori trovcano lo strile di Pamuk lento e non scorrevole.
    Forse questo non e' il libro piu' adatt per fare la conoscenza dell'autore, ma e' molto turco, molto malinconico.
    Bello!

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  • 3

    Un incontro mancato

    Vicende vissute dal giornalista e poeta Ka dopo il suo ritorno da Francoforte in Turchia con lo scopo di raccogliere testimonianze ed interviste su una serie di inspiegabili suicidi di giovani donne a ...continue

    Vicende vissute dal giornalista e poeta Ka dopo il suo ritorno da Francoforte in Turchia con lo scopo di raccogliere testimonianze ed interviste su una serie di inspiegabili suicidi di giovani donne avvenuti nella piccola città di Kar per conto del giornale per cui egli lavora .
    Il romanzo , sviluppato sotto forma di ricerca da parte dello scrittore stesso degli avvenimenti dell'amico poeta così come si sono svolti durante le suo soggiorno , è contemporaneamente una testimonianza degli incontri avvenuti , così come degli scontri ideologici e culturali fra diverse etnie , tra il fondamentalismo e il “modernismo” introdotto da Ataturk , ma anche della particolare ed intensa storia d'amore fra il protagonista ed Ipek , una sua antica fiamma sin dai tempi dell'università che , come la neve che cade incessantemente per tutta la narrazione ed ammanta ogni cosa , non è destinata a durare .
    Da tempo mi ero prefisso di leggere qualcosa di questo premio Nobel turco , ma devo purtroppo confessare che questo mio primo incontro mi ha piuttosto deluso avendo trovato il suo stile espositivo troppo lento , pesante , talvolta stucchevolmente didascalico , e comunque tale da non riuscire a coinvolgermi né a catturare la mia attenzione se non per brevi tratti .
    Un libro che ho abbandonato e ripreso più volte e che sono riuscito a portare a termine solo a prezzo di un grande sacrificio , ma al quale assegno comunque tre stentate stelline per rispetto dell'autore.

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  • 4

    IL SENSO DEL VELO E DELLA NEVE - 3 STELLE E 1/2

    La recente denuncia del genocidio armeno pronunciata da Papa Francesco e che ha generato animati dibattiti mi ha spinto a recuperare questo romanzo di Orhan Pamuk (uno dei miei autori preferiti, speci ...continue

    La recente denuncia del genocidio armeno pronunciata da Papa Francesco e che ha generato animati dibattiti mi ha spinto a recuperare questo romanzo di Orhan Pamuk (uno dei miei autori preferiti, specie per "Il museo dell'innocenza") di cui avevo letto tutti i romanzi pubblicati, con l'eccezione proprio di "Neve".
    Il romanzo aiuta a comprendere il senso profondo del "velo" (portarlo o toglierlo) e affronta anche tematiche politiche.
    Si tratta però, fondamentalmente, di una complessa (come sempre è complessa la narrazione di Pamuk) di amore tra il protagonista Ka e Ipek. Molti i personaggi (sempre ben delineati) e tortuosa la storia tra la Germania, Istanbul e Kars (dove vive Ipek, al confine tra Turchia, Armenia e Georgia).
    Bella davvero la descrizione della generazione creativa della poesia. Ka è infatti un poeta e scriverà a Kars 19 poesie che raccoglierà nel volume cui darà, appunto, il titolo di neve.
    Bella anche la narrazione in prima persona da parte di Pamuk che racconta la storia dell'amico Ka e ripercorre il suo viaggio a Kars ed approfondisce la conoscenza dei protagonisti.
    Senza entrare nei dettagli della trama vorrei riportare un brano che propone una lettura originale del rapporto tra la persona ed il fiocco di neve:
    "...Ogni persona doveva avere un suo fiocco di neve, in cui c'era una mappa interna della sua vita. Ka aveva preso i rami della memoria, dell'immaginazione e della logica, dove erano state sistemate le poesie su quel fiocco di neve, dall'albero di Bacone con cui venivano classificate le nozioni dell'uomo, e aveva discusso a lungo il significato dei punti sui rami della stella esagonale di neve mentre commentava le poesie che aveva scritto a Kars. ..."
    Velo e neve che meritano una lettura, per un Nobel davvero meritato.

    Blue Tango

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  • 3

    "...intuiva chiaramente che la vita aveva una segreta geometria di cui non riusciva a spiegare la logica, e sentiva una profonda nostalgia per la felicità che la scoperta di quella logica gli avrebbe ...continue

    "...intuiva chiaramente che la vita aveva una segreta geometria di cui non riusciva a spiegare la logica, e sentiva una profonda nostalgia per la felicità che la scoperta di quella logica gli avrebbe dato, tuttavia in quel momento non gli sembrava di essere abbastanza forte per questo desiderio di felicità."

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  • 3

    Come per Il museo dell'innocenza, anche per Neve riconosco di sentirmi "ingessata" nello scrivere la recensione. Ho rintracciato indubbiamente il tratto caratteristico di Pamuk che si manifesta in una ...continue

    Come per Il museo dell'innocenza, anche per Neve riconosco di sentirmi "ingessata" nello scrivere la recensione. Ho rintracciato indubbiamente il tratto caratteristico di Pamuk che si manifesta in una sorta di tristezza che ammanta ogni cosa: paesaggi, architetture e l'intero popolo turco, indipendentemente dall'etnia alla quale appartiene.
    Neve però risulta essere di una pesantezza imponderabile, con quasi 200 pagine iniziali lentissime, ripetitive e noiose che mettono a dura prova l'entusiasmo del lettore (e io in genere ne abbondo). In sintesi non se ne può più di tutta questa neve e del carattere pusillanime di Ka, poeta infelice/felice che si fa prendere dai facili entusiasmi e non sa esattamente cosa prova.
    Le tre stelle le attribuisco solo per l'escamotage letterario del narratore, amico di Ka, che rivive gli avvenimenti da vari punti di vista, come spettatore, scrittore, e protagonista negli ultimi capitoli del romanzo, e le attribuisco anche per l'ottima definizione dei personaggi, nonostante le caratterizzazioni di Kadife e Ipek siano sbilanciate a favore della prima (come se una donna molto bella come Ipek non possa avere la determinazione e la fierezza della sorella meno bella).
    Probabilmente è una questione di gusti letterari, ma pur apprezzando Pamuk, non sono riuscita a digerire del tutto Neve.

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  • 2

    La neve è la coprotagonista, prepotente, di questa storia.

    I numerosi avvenimenti che si succedono nel giro di poche ore, condensati tra le meditazioni personali di Ka, i molteplici spunti di riflessione a cui non viene lasciato spazio, e lo stile estremament ...continue

    I numerosi avvenimenti che si succedono nel giro di poche ore, condensati tra le meditazioni personali di Ka, i molteplici spunti di riflessione a cui non viene lasciato spazio, e lo stile estremamente denso di Pamuk, rendono questo romanzo non poco complesso, a tratti pesante e molto lento.
    Si può fare decisamente di meglio.

    Qui, la mia recensione completa:
    https://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2015/01/12/lunedi-narrativa-neve/

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  • 4

    NEVE

    “La neve gli dava sempre una sensazione di purezza che faceva dimenticare la sporcizia, il fango e il buio della città. Ma Ka perse questa sensazione il primo giorno che passò a Kars. Qui la neve era ...continue

    “La neve gli dava sempre una sensazione di purezza che faceva dimenticare la sporcizia, il fango e il buio della città. Ma Ka perse questa sensazione il primo giorno che passò a Kars. Qui la neve era stancante, fastidiosa e massacrante.” E mentre una neve ostinata imprigiona le strade di questo paesino ai confini del mondo, fondamentalismi e progressismi ingabbiano la coscienza dei suoi abitanti.
    Il protagonista del romanzo è Ka, riluttante e malinconico poeta residente in Germania che, tornato nella sua terra per la morte della madre, si finge giornalista incaricato di indagare su un’anomala serie di suicidi femminili. Sono i tempi in cui Atatürk, tra le varie riforme di stampo occidentalista, vieta alle donne di indossare il velo tradizionale nei luoghi pubblici. E sembra che alcune ragazze fedeli alle antiche tradizioni, pur di non togliersi il chador, siano giunte al suicidio. Ma Ka è anche venuto a Kars per coronare la sua storia d’amore con Ipek. Un romanzo lirico, politico, concettuale, simbolico, in cui quasi nulla accade per caso e, nello stile del grande Pamuk, molto trascende la storia.

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