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Snow Crash

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Publisher: Gigamesh

4.2
(810)

Language:Español | Number of Pages: 432 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Chi traditional , Czech , Hungarian , Polish

Isbn-10: 8496208621 | Isbn-13: 9788496208629 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Others

Category: Computer & Technology , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Il protagonista di questo romanzo Hiro Protagonist è un fattorino dalla vita non facile che consegna pizze per un franchising molto particolare: Cosa Nostra Pizza Inc. Difficile lavorare quando un ...continue

    Il protagonista di questo romanzo Hiro Protagonist è un fattorino dalla vita non facile che consegna pizze per un franchising molto particolare: Cosa Nostra Pizza Inc. Difficile lavorare quando un ritardo anche di un solo secondo può costarti la vita. Oltre che fattorino Hiro è anche un hacker freelance che si diletta con la Katana, proprio come dovrebbe essere un vero Eroe. Ambientato in un futuro non troppo lontano, dove gli Stati Uniti ormai altro non sono che città-stato con a capo multinazionali. La trama è incentrata sulla scoperta di "Snow Crash" un nuovo tipo di virus a codifica digitale che infetta sia i computer sia gli hacker attraverso il nervo ottico e una volta infettati,con una sorta di meccanismo diabolico, possono essere tranquillamente riprigrammati, un modo semplice per controllare le persone.

    La prima parte di Snow Crash scorre veramente velocemente ed è anche divertente. Mi è piaciuta. I personaggi sono tutti strani e abbastanza simpatici ( un tantino stereotipati a dir il vero, ma si può sorvolare!). Purtroppo per andare avanti nella seconda parte ci è voluto un bulldozer che mi trainasse, che mi spostasse da una pagina all'altra verso la fine. Non riuscivo ad andare avanti. La trama rallentava e man mano diventava sempre più difficile proseguire... Alla fine, tirando le somme, alcune cose mi hanno fatto sorridere, e altre mi hanno fatto storcere il naso, quindi in realtà vorrei dare tre stelline e mezzo, ma ho aumentato il giudizio a quattro perché devo riconoscere che Stephenson è stato piuttosto bravo in questa sua "prima" fatica. Non si può, infatti, che apprezzare le sue varie intuizioni geniali e visionarie... già nei primi anni '90 scriveva di realtà virtuale, Metaverso, Avatar e affini con cognizione di causa ...per questo tanto di cappello, ma lo sviluppo di questo romanzo per me è stato troppo dispersivo e poco convincente. È stato un mio errore leggere questo libro subito dopo quello di Ted Chiang, ma mi sono stati consegnati insieme dalla mia bibliotecaria di fiducia (santa donna!) e quindi per forza di cose ho dovuto leggerli consecutivamente.... Magari un giorno lo rileggerò apprezzandolo di più.

    said on 

  • 4

    "E' la mia defunta nonna" disse lei "il mio modello di riferimento" - "Perché? Era una hacker?"

    Non so perché quando penso a un libro di Neal Stephenson mi viene sempre in mente la parola “divertimento”. Stephenson scrive libri imbottiti di argomenti intimidatori come la crittografia, la ...continue

    Non so perché quando penso a un libro di Neal Stephenson mi viene sempre in mente la parola “divertimento”. Stephenson scrive libri imbottiti di argomenti intimidatori come la crittografia, la filosofia naturale, gli universi paralleli o le nanotecnologie... ma alla fine uno pensa, sì è stato arduo, ma come mi sono divertito. Ciò è dovuto alla particolare configurazione mentale di N.S., che, in breve, è un genio: pochi come lui sanno dosare in maniera perfetta la forte componente concettuale delle storie (in questo caso informatica, linguistica, religione, politica...) con quella di intrattenimento, spolverando il tutto con abbondante e sapida ironia.

    I personaggi di Snow Crash si muovono con i loro avatar in un ambiente virtuale in tre dimensioni chiamato “Metaverso” e devono affrontare la minaccia di un virus informatico basato su un antico linguaggio perduto, un virus in grado di bruciare non solo i sistemi operativi dei computer ma anche la mente degli utenti collegati.

    Snow Crash non manca di contenuti complessi (contiene tra l'altro una rivisitazione del mito della Torre di Babele in chiave mistico-informatica!), ma per ritmo e atmosfere mi ha ricordato più un un fumetto (pardon, graphic novel) o un film d'azione che non il tipico cupo romanzo cyberpunk. Il confronto con Neuromante è stato inevitabile, e il risultato per me è alla pari: se Snow Crash è meno visionario e sofisticato - in una parola, meno affascinante - rispetto al romanzo di Gibson, ha però altri pregi non da poco.

    Anzitutto è comprensibile: qui entra in gioco sia la scelta di Stephenson di introdurre con gradualità i concetti tecnici, sia la sua capacità di renderli digeribili e accattivanti. Nei due spettacolari capitoli iniziali l'autore riesce a introdurre contemporaneamente i personaggi principali e il contesto geopolitico, dopodiché ci porta praticamente per mano nel Metaverso, come un provvidenziale Virgilio virtuale, spiegandoci Tutto Ciò Che Avremmo Voluto Sapere Sul Cyberspazio Ma Non Abbiamo Mai Osato Chiedere (facendo di conseguenza patetiche figuracce). Si evita quindi quel disorientamento che si prova tipicamente quando si legge di gente permanentemente collegata ad ambienti virtuali, che non si capiscono mai le implicazioni di quello che gli succede nell'uno o nell'altro mondo.

    Altro punto forte sono i protagonisti, che sembrano usciti da un cartone giapponese: lui è un hacker ganzissimo, eccellente nel programmare e nel maneggiare la spada come un samurai; ma quella veramente strepitosa è lei, la radikal courier Y.T. (una specie di pony express che usa lo skateboard al posto della bici) uno dei personaggi femminili più irresistibili mai inventati. Due tipi spavaldi e pieni di risorse, sempre con la battuta pronta anche di fronte alle situazioni più rischiose. Lontani anni luce dai tormentati personaggi di Gibson, ma di una simpatia travolgente.

    Infine la vicenda, ricca di azione e colpi di scena, è equamente distribuita tra la realtà “reale” e quella virtuale, evitando prolungate permanenze nel Metaverso, che per quanto spiegato bene, resta abbastanza claustrofobico.

    E' un libro che avrei dovuto leggere molti anni fa ma che avevo per qualche motivo ingiustamente snobbato. Quanta fatica mi avrebbe risparmiato! Per fortuna il divertimento non ha data di scadenza.

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  • 3

    Se conoscessi abbastanza bene la galassia della letteratura cyberpunk, direi che Snow crash di Neal Stephenson ne porta alle estreme conseguenze molti temi, e allo stesso tempo ne è la pietra ...continue

    Se conoscessi abbastanza bene la galassia della letteratura cyberpunk, direi che Snow crash di Neal Stephenson ne porta alle estreme conseguenze molti temi, e allo stesso tempo ne è la pietra tombale. Perché qui tutto è iperbolico, e spesso lo è tanto da divenire consapevolmente farsesco. Più che di cyberpunk si parla di ciò che molti chiamano postcyberpunk: proprio per questa consapevolezza di non portare alla luce temi nuovi, ma di muoversi su di un terreno ormai perfettamente esplorato e liberamente riorganizzato.

    Gli States non esistono più come nazione. Tutto è sotto il controllo di aziende che si organizzano sotto forma di franchise, sorta di filiali di grandi corporation (che di fatto esercitano il potere). Buona parte del romanzo si svolge nel Metaverso, sorta di versione loffia di Second Life (che ai tempi, nel lontano 1992, ovviamente non esisteva), chiaro aggiornamento del cyberspazio di gibsoniana memoria. Realtà virtuale, hacker, riorganizzazione sociale, virus informatici e non, impianti biomeccanici, turpiloquio, criminalità organizzata, adolescenza inquieta, assassini mutanti, memetica e rilettura dei miti sumerici: gli ingredienti più evidenti che il gran calderone di Snow crash mescola per dipingere l’affresco di un futuro visto come non troppo lontano. Il tutto speziato da larghe manciate di cultura pop.

    La prima parte dell’opera è sicuramente la più riuscita, purtroppo nella seconda metà avviene che l’autore senta la necessità di portare avanti una trama, e si perda un po’ di quello stralunato sense of wonder che ci aveva inizialmente incollato alla pagina. Ciononostante, Snow crash è assolutamente imperdibile. Per la grande capacità di immaginare mondi con un’inventiva ipertrofica e di tratteggiare personaggi dai caratteri interessanti e sfaccettati (con una tecnica che mi ricorda il Matt Ruff di Acqua, luce e gas e quindi Vonnegut).

    said on 

  • 4

    Equilibrio nel disequilibrio

    Neal Stephenson e la sua hard sci-fi, un classico del cyberpunk dove i creatori del mondo virtuale si trasformano in difensori delle sue regole e delle sue intrinseche libertà.

    Figure sgargiante, ...continue

    Neal Stephenson e la sua hard sci-fi, un classico del cyberpunk dove i creatori del mondo virtuale si trasformano in difensori delle sue regole e delle sue intrinseche libertà.

    Figure sgargiante, mondo parcellizzato estremo, ma con pesanti inflessioni di preveggenza futuristica.

    Figure caratterizzate da una potente dinamicità e da un forte carattere personale, come sempre ruolo della donna simil eliocentrico, con figure dominanti e trascinanti.

    L’idea alla base è quella di un uomo borderline nella società di tutti i giorni, ma cofondatore nella programmazione della matrice cyberspaziale, nel suo incedere nella vita di tutti i giorni all'interno di un mondo governato da Plutocrazie societarie, tra le quali primeggia la potentissima Mafia che fa della sua sfida alla puntualità della consegna della sua mercanzia (in primis la pizza) il fulcro del suo potere, si trova di fronte ad un virus virtuale capace non solo di distruggere i programmi, ma anche le sinapsi delle persone che in quella matrice ci vivono.

    Trascinato dalle circostanze, e dalle vicinanze di una vivace quindicenne che fa dell’arte dello skateboard il suo forte, viene a conoscenza dell’intento di una setta simil religiosa di arruolare forzosamente tutti i programmatori e le menti informatiche per trasformarli in automi capaci di condizionare tutte le psiche connesse alla matrice, alla base di tutto c’è qualcosa che fonda le sue radici sulle fondamenta della razza umana.

    Scrittura eccelsa, dal forte ritmo e trascinante.

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  • 4

    Generalmente non apprezzo tanto il cyberpunk, specialmente per la tendenza degli autori a creare improbabili neologismi e soprattutto a perdersi in pagine e pagine di elucubrazioni tecniche... Questo ...continue

    Generalmente non apprezzo tanto il cyberpunk, specialmente per la tendenza degli autori a creare improbabili neologismi e soprattutto a perdersi in pagine e pagine di elucubrazioni tecniche... Questo SnowCrash non si discosta particolarmente da quanto detto, ma riesce comunque a creare una buona atmosfera e ad essere di piacevole lettura. Peccato che Stephenson si sia dimenticato di scrivere il finale altrimenti le 3 stelline e mezzo sarebbero state 4 piene.

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  • 5

    Una obra genial de Neal Stephenson, que ya de por sí es uno de mis autores preferidos. En este caso nos acerca al Cyber Punk en un mundo futurista donde los estados han colapsado y la política ...continue

    Una obra genial de Neal Stephenson, que ya de por sí es uno de mis autores preferidos. En este caso nos acerca al Cyber Punk en un mundo futurista donde los estados han colapsado y la política está dominada por microestados-empresa, religiones y particulares.

    El héroe ¡Hiro Protaginist! mezcla de forma muy curiosa el hecho de ser hacker con el dominio de la espada de modo que tiene grandes aventuras tanto en la realidad como en el metaverso (una especie de Internet mezclado con realidad virtual).

    La trama es interesante aunque en ocasiones se turna algo enrevesada, lo que no extraña en un libro de temática cyberpunk. Los personajes hacen mucho por ayudar a que te metas en la historia y destacan sobre todo T.A y Cuervo.

    Un libro muy recomendado en el que encuentras desde mitología sumeria y babilónica hasta programación neurolingüistica e informática.

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  • 4

    Neal Stephenson rappresenta probabilmente la maturità del cyberpunk e Snowcrash è, a suo modo, la razionalizzazione e l'evoluzione della saga dello sprawl. Gli otto anni che lo dividono da ...continue

    Neal Stephenson rappresenta probabilmente la maturità del cyberpunk e Snowcrash è, a suo modo, la razionalizzazione e l'evoluzione della saga dello sprawl. Gli otto anni che lo dividono da Neuoromante, poi, gli permettono di avere un minore bisogno di anticipare la realtà e di sagomare certe cose in modo un po' più aderente alla rivoluzione elettronica della nostra epoca.

    A parte le considerazioni di alto livello, però, rimane il fatto che Stephenson scrive in modo entusiasmante. Innanzitutto c'è la sua patologica fame di cultura, che lo porta ad affondare parecchio e in modo circostanziato in argomenti ben più che di nicchia e poi la sua travolgente ironia gli permette di creare personaggi assoluti, epici e allo stesso tempo assurdi e affondarli in uno scenario dolorosamente satirico, iperbole di processi che comunque vediamo in atto nella realtà.

    Non manca del peccato originale di un po' tutto il cyberpunk, ovvero un finale tirato decisamente via, che lo fa quasi sembrare l'inizio di una trilogia mai scritta. Ma non è il caso di lamentarsene.

    L'unica controindicazione a leggerlo è che potreste sviluppare l'insano desiderio di diventare fattorini.

    said on 

  • 4

    Merita

    Benchè di lettura un pelo difficoltosa, penso a causa delle difficoltà di rendere in italiano il linguaggio dei personaggi, vi si possono trovare alcune intuizioni davvero geniali (vi dice niente ...continue

    Benchè di lettura un pelo difficoltosa, penso a causa delle difficoltà di rendere in italiano il linguaggio dei personaggi, vi si possono trovare alcune intuizioni davvero geniali (vi dice niente "Second Life?). Tutti gli informatici e appassionati di retrocomputing non possono perderselo...

    said on 

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