Snow Falling on Cedars

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Publisher: Demco Media

3.6
(508)

Language: English | Number of Pages: 460 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) Italian , German , Swedish , Spanish , Catalan , French

Isbn-10: 0606121404 | Isbn-13: 9780606121408 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    “Penso che viene raccontato una storia che ci dice, che ci sono cose in questo mondo, sulle quali non abbiamo nessun potere, e cose sulle quali abbiamo potere.
    Racconta di un processo, in cui Kabuo è ...continue

    “Penso che viene raccontato una storia che ci dice, che ci sono cose in questo mondo, sulle quali non abbiamo nessun potere, e cose sulle quali abbiamo potere.
    Racconta di un processo, in cui Kabuo è l’imputato, Kabuo che ha un difensore molto vecchio ma altrettanto saggio. Lui dice fra tante cose “Ci sono cose che succedono e cose che non sono successe”. Frasi semplici che si estendono durante tutto il racconto, e che mi piace.
    Il sospetto sulla morte misteriosa di Carl (che alla fine risulta essere un incidente) cade immediatamente su Kabuo in quanto ha i lineamenti dei giapponesi e la piccola popolazione dell’ Isola americana, composta comunque tutta da stranieri, non vuole dimenticare la guerra finita 10 anni prima e nella quale Kabuo ha combattuto per l’America, ma che rimane sempre di origine giapponese. Il processo si svolge praticamente davanti a un retroscena politico, tutti gli abitanti dell’ isola furono partecipi in qualche modo quando i giapponesi vennero strappati via dalle loro case e mandati nei campi di internamento.
    Racconta anche dell’amore sbocciato fra due adolescenti.
    Racconta il destino di Ishmail e la sua illusione persa.
    Racconta la vita degli isolani, il tutto con frasi semplici ma con enorme conoscenza dei dettagli.
    Mi piace la descrizione dei rapporti fra la diversa gente come per esempio quello fra Kabuo e Carl, amici da bambini che diventano nemici nella lotta per un pezzo di terra, una lotta che che ha inizio dai padri.
    Mi piace come descrive la gente dell’isola, coltivatori di fragole e pescatori di salmoni che combatte contro le forze degli elementi, la personificazione di questa storia è la sempre presente neve. All’inizio si vedono davanti alle finestre della sala del Tribunale i fiocchi di neve che sembrano ballare, con il proseguire del processo la caduta della neve diventa una tempesta, davanti alla quale il pubblico cerca di proteggersi nella sala riscaldata. I cedri potenti che fuori si piegano sotto la neve e la tempesta, sembrano essere controfigure di questi esseri agitati.
    Penso, che chi racconta ha una grandissima compassione per le sue figure , senza perderne la distanza.. In questo libro non viene minimizzata la colpa o il lutto bensì vengono placati. E’ la natura che intimidendo si muove giornalmente nei corpi, nella tempesta di neve e nelle onde del mare, e si immischia nella continuazione e nella soluzione.”

    Ho postato il bel commento di Gudrun che aveva proposto il libro, e che ci ha trovate d’accordo. Unica pecca del romanzo, se vogliamo, è la lunghezza. Cento pagine in meno, soprattutto nella ripetizione dei dialoghi durante il dibattimento in tribunale non aveva per noi molto senso, e non capiamo se l’autore lo ha fatto per ribadire il concetto ogni volta o per altri suoi sconosciuti motivi. Certo, sarebbe stato molto meno noioso in questa parte.

    Alcune frasi hanno toccato Maria per la loro estrema delicatezza, una tra tante quando lei sposa Kabuo e mentre fanno l’amore per la prima volta, dice: “sento che è giusto”; o alcune scene come quando il padre insegna a Kabuo ad usare la spada per il Kendo.

    Adriana ha incontrato molti passaggi delicati e un linguaggio dell’autore bello, pulito, emozionante, ma anche passaggi molto lenti, pesanti. Uno di questi la descrizione della barca in ogni suo particolare, che per un neofita e poco interessato a prua, poppa, mozzo, gancio, ecc. è stata davvero noiosa.

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  • 1

    Che noia mortale. Dal punto di vista storico potrebbe anche essere interessante conoscere ciò che ne è stato della moltitudine di giapponesi viventi negli Stati Uniti e chiusi in campi di concentramen ...continue

    Che noia mortale. Dal punto di vista storico potrebbe anche essere interessante conoscere ciò che ne è stato della moltitudine di giapponesi viventi negli Stati Uniti e chiusi in campi di concentramento dopo Pearl Harbour, ma altri libri hanno scritto di questo in modo meno melodrammatico e più intenso.
    All'inizio sembra un noir (forse lo è...) ma non crea alcuna suspence perchè si interrompe sempre per raccontare la vita di ogni protagonista del libro, per cui vai a smozzichi. Inoltre è concentrato sulle arringhe degli avvocati al processo, non su elementi tipici delle inchieste che svelano a poco a poco il mistero. Davvero che noia. Nella recensione ufficiale parla di una sorpresa finale: è solo per questo che mi sono costretta a finirlo, non ne valeva la pena. Un palloncino che si sgonfia in un nulla di fatto.

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  • 3

    Il corso della storia viene continuamente interrotto dalle minuziose ed inutili descrizioni di luoghi, dall'elenco di nomi, piante, cose, che distolgono l'attenzione ed infastidiscono parecchio. Pecca ...continue

    Il corso della storia viene continuamente interrotto dalle minuziose ed inutili descrizioni di luoghi, dall'elenco di nomi, piante, cose, che distolgono l'attenzione ed infastidiscono parecchio. Peccato, perché la storia è interessante e svela quella che è stata la deportazione dei giapponesi da parte degli americani, di cui poco si sa!

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  • 1

    03.06.2015 Che dire, all'inizio sembra un legal thriller poi cede al poetico sentimentale per cui mi sta un po' deludendo... Infatti tutte le descrizioni dei luoghi e anche un po' di quello che succed ...continue

    03.06.2015 Che dire, all'inizio sembra un legal thriller poi cede al poetico sentimentale per cui mi sta un po' deludendo... Infatti tutte le descrizioni dei luoghi e anche un po' di quello che succede negli anni precedenti ai vari protagonisti lo salto o lo leggo mooolto velocemente. Non so, qui finisce che vado direttamente all'ultimo capitolo.
    02.06.2015 E infatti. Non sono proprio passata all'ultimo capitolo ma leggevo praticamente solo le parti del processo. Conclusione deludente.

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  • 3

    Interessante lo spunto storico: raccontare cosa successe ai giapponesi emigrati in America da Pearl Harbor in avanti (con annessa perdita di dirittti, pregiudizi e deportazioni in campi americani, non ...continue

    Interessante lo spunto storico: raccontare cosa successe ai giapponesi emigrati in America da Pearl Harbor in avanti (con annessa perdita di dirittti, pregiudizi e deportazioni in campi americani, nonostante la partecipazione attiva al conflitto mondiale nelle file a stelle e strisce) e di conseguenza ai loro figli. Negli anni ‘50 è ancora una ferita aperta e la morte di un pescatore scatena vecchi rancori e rimette in gioco la vita di una piccola comunità.
    Un po’ lento e prolisso in diversi punti, mi sono parse inutilmente dettagliate alcune scene, specie quelle di sesso.

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  • 5

    Anni '50, costa ovest degli Stati Uniti, in una piccola cittadina la cui economia si basa su una piccola flotta di pescherecci e, sulla terraferma, sulla coltivazione delle fragole, nel corso di una v ...continue

    Anni '50, costa ovest degli Stati Uniti, in una piccola cittadina la cui economia si basa su una piccola flotta di pescherecci e, sulla terraferma, sulla coltivazione delle fragole, nel corso di una violenta tempesta di neve si celebra il processo per un presunto omicidio. Un cittadino americano di origine giapponese, che ha fatto la guerra con le truppe americane ma che è ancora troppo "giap", è accusato di aver ucciso un pescatore "vero americano". A pochi anni dalla fine della guerra, l'America è ancora alle prese con le paure, con i pregiudizi e con gli scheletri del recente passato.

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  • 2

    Attratto da questo romanzo in un momento durante il quale la domanda “cosa leggo ora?” imperversava in modo rocambolesco senza riuscire a trovare un’adeguata risposta, non sapevo nulla a riguardo e no ...continue

    Attratto da questo romanzo in un momento durante il quale la domanda “cosa leggo ora?” imperversava in modo rocambolesco senza riuscire a trovare un’adeguata risposta, non sapevo nulla a riguardo e non avevo la minima idea su quale fosse la trama. Per fortuna (da un certo punto di vista) il racconto parte subito in quarta, presentando al lettore la situazione centrale, ovvero un processo per omicidio. Da qui si può intuire quale sarà la strada battuta.
    Potrebbe essere definito un legal thriller, con vaghi ricordi di Grisham (per quanto poco abbia letto quest’ultimo), ma sotto certi aspetti si guadagna una propria identità andando ad ambientare la vicenda su di un’isola al largo della costa occidentale degli Stati Uniti a cavallo della seconda guerra mondiale, sottolineando in questo modo il contrasto tra i cittadini americani e i cittadini giapponesi: tutto a un tratto, dopo Pearl Harbour, le cose cambiano, improvvisamente, e da amici i compaesani diventano nemici. Oltre a questo viene inserita una storia d’amore che si scontra tra le due diverse culture e che vedrà i due amanti a ritrovarsi coinvolti, con ruoli diversi, nel processo di cui sopra.
    Tutto questo, viene descritto con una precisione maniacale, che solo a tratti diventa eccessiva e noiosa. La prosa aiuta a far lievitare il numero di pagine, ma il continuo salto temporale tra il presente e il passato, su più linee di visione, aiuta il lettore a scorrere abbastanza placido nella lettura. Le parti riguardanti il processo sono abbastanza entusiasmanti, afferrano al volo l’attenzione, così come i paragrafi nei quali vengono fatti salti all’indietro per scoprire tutte le vicende familiari e legali ed economiche dell’imputato e del morto. Non è possibile dire altrettanto della storia d’amore tra la giapponese e l’americano, forse un po’ troppo frettolosa sia per come inizia sia per come finisce, e soprattutto per quanto riguarda ogni singolo capitolo che prende in considerazione la pesca. Quest’ultima è la vera grande pecca del libro, scendendo in dettagli particolareggiati che annoierebbero (credo) ogni persona non sia mai montato su di un peschereccio.
    A parte questo, e alcune occasioni mancate tipo le parti riguardanti la guerra (e soprattutto una di cui però è meglio sorvolare) il libro non può essere definito disturbante ma non può neppure essere definito interessante. Si legge, e forse è la prima cosa che si dovrebbe chiedere a un libro, ma per il resto offro pochi altri spunti di conversazione. C’è il discorso appena sfiorato di cui sopra, e la questione tra le relazioni tra americani e giapponesi, ma è davvero troppo poco per un romanzo di quasi quattrocento pagine. Soprattutto se la storia d’amore che dovrebbe supportare la storia principale non appassiona abbastanza.

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