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Social network

Una serie di incredibili (in)successi

Di

Editore: Aliberti

3.8
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8874244444 | Isbn-13: 9788874244447 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Fabiana Cutrano

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Facebook, MySpace e i social network hanno rivoluzionato il modo in cui comunichiamo, viaggiamo, scam-biamo idee e informazioni. Il ritorno di una "civiltà della conversazione", che non si svolge più in salotti borghesi ma in grandi piazze telematiche, fa sì che tutti i parametri di riferimento della vita culturale siano cambiati in pochi anni. In Italia i social network stanno emergendo come fenomeno sociale proprio in questo momento, ma una gran parte degli utenti di Internet più pigri ancora non ne sa molto. E dunque, oggi, questo titolo vuole fare il punto, in modo agile ma preciso e documentato, sulle mille opportunità (e qualche rischio) del nuovo web 2.0.
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  • 4

    Sono di parte ma secondo me è un bel libro:

    Conosco Matteo, è un amico e in parte ho ritrovato in questo testo momenti di vita comune lavorativa. Sicuramente meglio la prima parte (decisamente più emozionale) rispetto alla seconda, ma per me al di là della storia, il libro di Matteo insegna che chi ci crede più degli altri e si sbatte come ...continua

    Conosco Matteo, è un amico e in parte ho ritrovato in questo testo momenti di vita comune lavorativa. Sicuramente meglio la prima parte (decisamente più emozionale) rispetto alla seconda, ma per me al di là della storia, il libro di Matteo insegna che chi ci crede più degli altri e si sbatte come un dannato ce la fa, alla faccia dei soliti raccomandati.

    Matteo spiega benissimo qualcosa a cui credo profondamente anche io: la paura di fallire è il più grande limite di chi si nasconde dietro a mille scuse e una grande motivazione è la prima ragione del successo.

    Ma senza dimenticare la parte più umana regala grandi sorrisi nei paragrafi sui fallimenti: il tentativo di esportare le maglie da calcio in Giappone è quasi da lacrime agli occhi.

    ha scritto il 

  • 2

    a cavallo tra arrivismo e voglia di vincere

    E' un libro che si legge tutto di un fiato. Mi ha colpito per la voglia di arrivare dell'autore che spesso però mi pare trasformarsi in arrivismo.


    Nell'ansia di arrivare, di sfondare, di crescere, di migliorare... mi pare che si perda il bello di viaggiare e di guardare cosa sta passando. ...continua

    E' un libro che si legge tutto di un fiato. Mi ha colpito per la voglia di arrivare dell'autore che spesso però mi pare trasformarsi in arrivismo.

    Nell'ansia di arrivare, di sfondare, di crescere, di migliorare... mi pare che si perda il bello di viaggiare e di guardare cosa sta passando. Ma forse no, d'altrocanto questo è un diario di bordo che riguarda il lavoro.

    Molto carina la prima parte ma poi il libro si perde in una girandola di eventi che si seguono male. Nella sostanza poi si capisce poco di come l'autore si sia affermato nel mondo del lavoro: ok, tanta abnegazione, tanta voglia di arrivare e sfacciataggine... ma come poi si sia misurato con le sfide che ha avuto davanti e come ne sia venuto fuori resta un po' oscuro.

    Abbastanza ridicolo poi il tentativo di mascherare i nomi delle aziende (Yaku --> Yahoo!, SmallSpace --> MySpace, BlueBook --> Facebook). Mah...

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi ha convinta

    L'ho preso per errore: pensavo trattasse case history di insuccessi legati alla comunicazione sui social network.

    Invece, si tratta dell'autobiografia di un ragazzo che racconta la sua crescita lavorativa dal 2000 ad oggi.

    E' una lettura piacevole che scorre via.
    Ma a mio avv ...continua

    L'ho preso per errore: pensavo trattasse case history di insuccessi legati alla comunicazione sui social network.

    Invece, si tratta dell'autobiografia di un ragazzo che racconta la sua crescita lavorativa dal 2000 ad oggi.

    E' una lettura piacevole che scorre via.
    Ma a mio avviso manca di calore ed emozione: un susseguirsi di fatti senza un vero approfondimento.

    Forse ne consiglierei la lettura a chi si sta mettendo ora in gioco nel mondo del lavoro. La parte iniziale - quella più intensa di tutto il libro - spiega bene che le occasioni non cadono dal cielo, ma vanno create.

    Probabilmente, sono fuori target per questo racconto: gli errori del protagonista li ho già fatti tutti e forse anche di più e ho maturato la consapevolezza che sbagliare fa parte della strada ped diventare grandi.

    Quindi lo consiglierei a chi si colloca nella fascia dei 20anni.

    ha scritto il 

  • 0

    "Social Network - Una serie di incredibili (in)successi"

    nota: Il libro non è quello indicato, ma è "Social Network - Una serie di incredibili (in)successi" - è sbagliato il codice inserito

    ha scritto il 

  • 5

    Un moderno Ulisse

    PREMESSA: Il libro che ho letto non è questo, ma "Social Network - Una serie di incredibili (in)successi". Lo dico perché questi due testi, pubblicati entrambi dalla Aliberticastelvecchi, hanno lo stesso codice ISBN. Tra l'altro, quello che ho letto io è stato scritto da Matteo Girardi. Ho mandat ...continua

    PREMESSA: Il libro che ho letto non è questo, ma "Social Network - Una serie di incredibili (in)successi". Lo dico perché questi due testi, pubblicati entrambi dalla Aliberticastelvecchi, hanno lo stesso codice ISBN. Tra l'altro, quello che ho letto io è stato scritto da Matteo Girardi. Ho mandato una mail alla casa editrice chiedendo spiegazioni e sto attendendo risposta. Nella recensione che mi appresto a fare, dunque, parlerò dell'opera di Girardi. Non me le voglia Fabiana Cutrano. Se mai ne avrò modo, sarà un piacere leggere anche il suo libro.

    Questa volta è dura, non posso negarlo. Riuscire ad essere oggettivo e misurato sarà una vera faticaccia. E' una debolezza della quale sono perfettamente cosciente. Nasce dal fatto che tra me e quest'opera è nata una sorta di "magia". Si dice sempre che i libri che piacciono di più sono quelli in cui il lettore si rispecchia nel protagonista o comunque in uno dei personaggi della storia. Stessa cosa vale per i film e per le canzoni, anche se lì i fattori da tenere in considerazione sono molti di più.
    Matteo Girardi, autore dell'opera, racconta in essa gli ultimi dieci anni della sua vita professionale, non tralasciando comunque alcune vicende prettamente personali. Matteo, oggi poco più che trent'enne, è uno di quelli che "ce l'hanno fatta". Partito come un ragazzo qualsiasi, con un lavoro precario e lo sconforto tipico di chi non vede un futuro economicamente stabile, è arrivato dove molti altri non riescono. Abbattimento morale, sfiducia e paura, a quell'età ti troncano le gambe. Ma lui no. Lui non c'è stato. Ha iniziato lavorando in un call center (tipica occupazione portata avanti "tanto per tirare su due lire") ed è arrivato a far parte di una delle aziende informatiche più grandi che esistano. E' arrivato a Palo Alto, nel quartier generale di FaceBook. Sappiamo tutti cosa sia FaceBook. Anche chi non è iscritto e non utilizza i suoi servizi lo sa. Definirlo un social network, per quanto si inquadri perfettamente in questa categoria di servizi, sarebbe superficiale. FaceBook ha rivoluzionato la vita di molti internauti, fruttato milioni di dollari ai suoi sviluppatori e messo in piedi un sistema che, nel bene o nel male, ha gli occhi puntati 24 ore su 24. E oggi a Palo Alto, a dare il proprio apporto in questo "mostro", c'è anche Matteo. E la chiamata non è arrivata certo per caso. Matteo se l'è guadagnata, l'ha cercata e se l'è sudata sacrificando energie e tempo. Una testa dura, quella di Matteo. Stanco di lavorare in un call center e di vivere solo tra Bologna e provincia, Matteo si è rimboccato le maniche ed ha provato ad emergere. E l'ha fatto con in mezzi che hanno a disposizione tutti i 23enni: il cervello, il cuore e la volontà. Nient'altro. Nessuna "spintarella", nessun amico-di-amici. Si è messo in testa l'idea di valere di più, di poter dare e dimostrare che ci sapeva fare in quello che gli piaceva. Era il 2000 e la new economy, internet e tutte le altre belle cose ad esso legate cominciavano a fare capolino in Italia. E Matteo, armato di sana forza volontà, cominciava a fare i primi colloqui presso le agenzie dell'epoca. Tutto cambiò quando il "big-name" del momento si accorse di lui e lo chiamò per conoscerlo. Matteo Girardi, nel suo libro, lo chiama usando uno pseudonimo: Yaku. Yaku non è niente di meno che Yahoo; proprio come sotto gli pseudonimi di SmallSpace e BlueBook si nascondo MySpace e FaceBook. Tutte realtà in cui Matteo è riuscito ad approdare ed in cui ha messo a servizio le sue capacità ed idee. Tanti gli insuccessi e le amarezze. Di questo Matteo non fa mistero, descrivendo con sentita passione i suoi stati d'animo a seguito del fallimento di un progetto, un'idea finita nel cestino o davanti all'ingratitudine degli squali. Ma di anno in anno, il bello è stato leggere come Matteo non si è fatto mai prendere totalmente dallo sconforto, cercando invece di reagire e guardare in faccia il suo obiettivo: vincere tutto e realizzare il proprio sogno. L'energia che permane dal suo racconto mi è rimasta dentro ed il conoscere la sua storia mi ricorda che tutto è possibile, basta volerlo fino alla fine.
    Divertenti poi le piccole cose che ci accomunano: il fatto di aver preso la patente in ampio ritardo (vicino ai trent'anni, tanto per vincere una sfida in più) e la passione per la musica. In un paragrafo, in particolare, Matteo racconta che, dopo una giornata andata storta, si chiude nella sua solitudine a pensare, cullato dalla musica del suo iPod. Non è tanto questo l'atteggiamento in cui ho riscontrato una certa similitudine tra noi, quanto il fatto che, quella sera, il suo iPod (settato in riproduzione random) gli propose come prima traccia "Please, please, please" degli Smiths. Uno dei gruppi che preferisco in assoluto.
    E un po' si è sviluppato una specie di rapporto (che formalmente non esiste) con questo Matteo. Non lo conosco e forse non lo conoscerò mai, però in lui ho visto molto di me. Per questo la sua storia, per quanto piccola, per me è significativa tanto quanto può esserlo l'Odissea di Omero. Matteo come Ulisse, ognuno perso nel proprio viaggio e deciso a trovare la desiderata Itaca.
    In assoluto uno dei più bei libri che abbia mai letto. Grazie Matteo.

    ha scritto il