Sociologia del calcio

Di

Editore: Carocci

3.3
(12)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8843044834 | Isbn-13: 9788843044832 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Scienze Sociali , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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Descrizione del libro
Il calcio ha cessato da tempo di rappresentare soltanto un gioco, fosse pure "il gioco più bello del mondo". La sua popolarità a scala planetaria infatti ne fa un fenomeno sociale che tende a debordare dallo stesso sistema sportivo. Il calcio costituisce nelle contemporanee società di massa un vero e proprio sistema culturale che ha istituito una simbiosi complessa con altri sistemi: la rete onnipervasiva della comunicazione, l'economia globalizzata, la politica. Allo stesso tempo, però, rimane un protagonista sociale dotato di caratteri propri che non consentono di ridurlo a uno dei tanti nodi che compongono la sconfinata rete dell'intrattenimento spettacolare nell'età della dittatura mediatica.
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    Porro cita ripetutamente Norbert Elias e i suoi studi sul “processo di civilizzazione”. Già nel 1939 e poi in scritti degli anni Cinquanta e Sessanta, il sociologo tedesco definisce la teoria secondo ...continua

    Porro cita ripetutamente Norbert Elias e i suoi studi sul “processo di civilizzazione”. Già nel 1939 e poi in scritti degli anni Cinquanta e Sessanta, il sociologo tedesco definisce la teoria secondo la quale la storia vede una crescente civilizzazione, da intendersi come un processo psicologico-sociale, che porta i singoli individui ad interiorizzare un sempre maggiore controllo e ripudio della violenza e di ogni manifestazione di corporeità.

    Matura la distinzione fra il generico spettatore e il tifoso, un consumatore dell’evento emozionalmente coinvolto. Il tifoso sente di appartenere a una “comunità immaginata”, diversa da una comunità effettiva perché non si fonda su relazioni personali dirette, quanto su un grado di presunta affinità (un’immagine mentale, una lingua comune, memorie condivise, un senso del destino, un nemico). Discende da qui il controverso rapporto fra tifo e violenza.

    È naturale che il professionismo sportivo si concentri nei giochi più frequentati dai ceti popolari. Il calcio si impone come “lo spettacolo principe dell’intrattenimento televisivo planetario”, lo spettacolo più telegenico.
    Dagli anni Novanta, si assiste alla fuga dagli stadi e alla proliferazione dei teletifosi. In Inghilterra, “la politica di investimenti sulla sicurezza e la qualità logistica degli stadi, dettata anche da ragioni di ordine pubblico, aveva provocato, fra il 1989 e il 2006, una crescita del costo dei biglietti di almeno sei volte”. Il vertiginoso aumento dei prezzi produce l’espulsione dallo stadio dei ceti meno abbienti. All’origine di questa mutazione antropologica, tre eventi tragici: Bradford, Heysel, Hillsborough.

    A partire dal campionato 1994-95, che può essere considerato il primo dell’era della televisione a pagamento, lo scudetto è andato per dieci volte su dodici a due soli club: Milan e Juve. Nel decennio precedente, avevano vinto sei squadre diverse...

    ha scritto il 

  • 4

    Didattica calcistica

    Si offre come buon manuale per spiegare alcuni fenomeni che hanno interessato il Football: nulla di particolarmente nuovo ma illustrato con efficacia accademica.

    ha scritto il 

  • 3

    Utile

    Comprato a fini didattici, può anche essere una buona lettura. Brevemente parla di alcuni fenomeni collegati al calcio. Ovviamente a carattere sociologico, sicuramente gli preferisco qualke lettura pi ...continua

    Comprato a fini didattici, può anche essere una buona lettura. Brevemente parla di alcuni fenomeni collegati al calcio. Ovviamente a carattere sociologico, sicuramente gli preferisco qualke lettura più economica sul tema stesso.

    ha scritto il